Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Mitteleuropea di Trieste
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    Predefinito I triestini che si giocano la casa in Slovenia...

    Dal Piccolo:

    Al casinò sloveno a giocarsi la pensione

    Migliaia di anziani nelle sale sul confine.
    C’è chi si lamenta: cibo gratis, ma paghi l’acqua.

    Arrivano alla spicciolata, con le loro vecchie auto o addirittura in Vespa. Godono di pasti gratuiti, televisioni satellitari, spesso anche di spettacoli di buon livello. Il tutto assolutamente gratis. C’è da stupirsi, dunque, se la fascia confinaria che va da Rabuiese a Fernetti, sede di una delle più alte concentrazioni d’Europa di case da gioco, è diventata quasi il club privè per migliaia di triestini, in prevalenza con i capelli grigi? Un pomeriggio di una giornata qualsiasi, passata saltabeccando nell’arco di una quarantina di chilometri tra casinò veri e slot club, in tal senso, consente prima di ogni altra considerazione la scoperta di quello che è uno straordinario fenomeno sociale. A partire dal «Casinò Carnevale», una manciata di metri dopo il confine di Rabuiese, è un crescendo di situazioni inaspettate, talvolta surreali, uno spaccato di vita del tutto imprevedibile.

    Arredamento di un ricercato kitsch, attivo 24 ore su 24, come la gran parte degli altri, molto quotato presso i suoi clienti perchè li va, letteralmente, a prelevare a casa, da Trieste fino a Sistiana, con i suoi pullmini o la sua limousine bianca, il «Carnevale» dimostra fin dal parcheggio la sua clientela dominante. Si parla triestino e praticamente solo quello, su queste moquette e tra queste slot dai nomi accattivanti come «Game of Dragons» o «Running Wild», mute testimoni di piccole gioie o grandi drammi. Professionale e disponibile il direttore Bojan Umer non ha difficoltà a confermare, dati alla mano, le nostre sensazioni.

    «Maturiamo tra le 11 e le 13mila entrate al mese, per l’85 per cento di italiani, col 70 per cento di triestini. E proprio una vostra concittadina ha centrato recentemente il ”jackpot” più sostanzioso, 60mila euro, mentre qualcuno è arrivato, a varie riprese alle roulette elettroniche, a 100mila euro». Per l’identikit basta guardarsi attorno, ma Bojan precisa comunque che «l’età media varia dai 45-48 ai 60 e oltre». Molto oltre, va aggiunto.

    Non è solo quello che letterariamente si chiamerebbe «il demone del gioco» a muoverli. Viene difficile pensarlo, vedendo quelli che, orecchiamo, si chiamano Nevio e Luisa, più o meno 140 anni in due, starsene davanti allo schermo, tazza di tè in una mano, a giocarsi gli euro con lo sguardo da innamoratini di Peynet mentre tanti altri nonni attorno forse pensano se questo mese riusciranno a comprare al nipotino il gioco per la Playstation. Secondo l’e fficiente Umer, a fronte di vincite mensili attorno ai 2 milioni e 200mila euro, la perdita del cliente medio non supera i 50 euro. Qui dietro, intanto, sta per sorgere un nuovo albergo.

    Si sale verso il Carso, dalla parte italiana e si rientra in Slovenia da Basovizza, solo per scoprire che lì l’«assedio» è ancora più evidente, l’affluenza non meno vistosa. Tutto esaurito all’«Astraea Club» il primo che si incontra in direzione di Corgnale, con le consuete pantere grigie a farla da padroni, affiancati per l’occasione da un gruppo di non meno attempati «bikers». Il luogo è affollato e un po’ claustrofobico, nel parcheggio si potrebbe fare raccolta di «Ts», tanto che una targa veronese spicca come una mosca nel latte. Dalle 0 alle 24, come recita il cartello all’ingresso, la sensazione è che non ci sia un attimo di tregua, tanto che torna alla mente la testimonianza di chi assicura di aver incocciato alle 3 del mattino in uno di questi locali un panettiere ancora «in divisa» da lavoro, che giocava completamente infarinato e una distinta signora che, sotto al cappotto, faceva intravedere i calzoni del pigiama e vestiva un paio di pantofole...

    Il casinò «Gold Club», posizionato proprio sull’incrocio che porta a Lipizza sembra ancora più «glamour» e affollato, così come le centinaia di affollatissime macchinette, con i loro dling-dlong da «Guerre stellari» fanno capire fin da oltre la porta d’ingresso. Sulle percentuali, nessun dubbio: è come se il rione di Coloncovez avesse deciso improvvisamente di concedersi una bella gita di massa. Un paio di chilometri tra i cavalli e il bel parco di Lipizza e si arriva al «Casinò».

    Il più affollato. Il più storico. L’unico «vero», con le sue roulette e i suoi tavoli di Black Jack. All’ingresso Luciano, arzillo settantenne, confessa candidamente di venirci ogni santo giorno, ma poi si lamenta «perchè si mangia gratis ma ti fanno pagare l’acqua minerale gassata». Compare anche una coppia di giovani triestini, e sembra quasi un’apparizione. Dei due, Maurizio, «giocatore e figlio di giocatori, con le tessere di tutti i casinò sloveni», è il più loquace. Snocciola le sue vincite («al massimo 2mila euro, ma i miei sono arrivati a 27mila»), difende la sua scelta («Non sono forse peggio i videopoker nei bar?»), filosofeggia sulle «regole» del gioco: «La speranza è solo quella di non perdere troppo. Perchè, diciamolo, ai tavoli o alle macchinette non si vince. Mai».
    (19 gennaio 2009)

    ... e magari, poi hanno anche il coraggio di chiedere la social card.
    Ghe vol esser completamente s'ciopai.

  2. #2
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    Predefinito

    Non c’è molto da stupirsi.

    Lo stesso accadeva, o accade, a San Remo. Proprio nella fascia oraria del pomeriggio, si poteva apprezzare uno spettacolo unico: casalinghe con ancora i bigodini in testa, pensionati, lì immersi in quel mondo a giocare con le macchinette e tutto quello che gli capitava alla mano.

  3. #3
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    Predefinito

    Ricordo anch'io il pubblico di Sanremo: quanto di più distante da quello che uno si immagina dopo aver visto il Festival. Beh, anche la stessa Sanremo è trascurata, soprattutto se paragonata a quello che si vede 15 Km più ad ovest.

    Comunque, i "veci" di Trieste sono come le cavallette, te li ritrovi in tutti i posti "voio ma no posso" sparsi per Alpe-Adria, da Grado a Bad Kleinkirchheim, passando per Muggia e Sicciole.

  4. #4
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    Predefinito ... o sono tanto idioti da svenarsi per andare dal maghetto...

    Dal Piccolo: Laura Tonero

    Una seduta contro il malocchio costa fino a 500 euro
    Da medium e cartomanti anche politici e medici
    Il business dell’occulto dà da vivere a 130 maghi (ndr: delinquenti)

    Medium che riescono ad uscire dal loro corpo o a ricevere messaggi dagli spiriti. Buttacarte che predicono il futuro a chi le interpella. E ancora persone dotate di poteri paranormali che riescono ad entrare in contatto con i defunti. Sono 130 i maghi e gli astrologi che operano nella provincia di Trieste. Un'armata dell’occulto che a colpi di tarocchi, fondi di caffè, pietre magiche e pendolini dispensa a dritta e a manca premonizioni e consigli sul da farsi.
    Uomini e donne che si attribuiscono poteri sovrannaturali capaci di alleviare le sofferenze delle persone, svelando verità assolute sul compagno di turno, su quell'amore andato a rotoli, su un lavoro che non arriva, su un figlio che non si accasa. E i triestini bussano alle loro porte. Sempre più spesso. Giovani e meno giovani. Uomini e donne.
    «Ultimamente per problemi d'amore ricevo più maschietti - rivela Maga Karina, una delle tante cartomanti triestine - ma si interessano più alla storia con l'amante che a quella con la moglie. Molti passano anche più volte alla settimana o mantengono comunque con me un rapporto telefonico costante».
    Un esercito variopinto quello degli operatori dell'occulto che, anno dopo anno, viene fotografato dal resoconto sulla magia e l'astrologia pubblicato dal Telefono Antiplagio. Nell'intera regione i maghi sono 308 per un giro d'affari pari a 10 milioni di euro. I clienti nel corso dell'ultimo anno sono stati oltre 20mila.
    Un mondo, quello dell'astrologia e degli oroscopi, che a Trieste trova da un lato un'acerrima nemica nell'astrologa Margherita Hack (ndr: almeno qualchedun) più volte intervenuta commentando: «Solo chi non sa nulla delle stelle può credere agli oroscopi. Queste superstizioni secoli fa trovavano la loro giustificazione nell'ignoranza», dall'altro l'opinione pubblica per nulla infastidita dal fatto che una cartomante, pochi mesi fa, si fosse conquistata un posto tra le bancarelle nel corso di uno dei tanti mercatini che affollano piazza della Borsa. E la gente in fila a farsi leggere le carte.
    Il prezzo per un semplice consulto, una lettura dei tarocchi si aggira tra i 20 e i 40 euro. Ma se poi serve intervenire con qualche oggetto scaccia guai, qualche rito o qualche filtro le tariffe aumentano a dismisura. Per scacciare il malocchio i creduloni sono pronti a sborsare anche 500 euro, dai 50 ai 200 per un amuleto che la maga di turno carica personalmente di positività.
    Sulle cifre per un rito d'amore vengono avanzate richieste economiche diverse. «Io non faccio questo tipo di cose - precisa Maga Karina - ma conosco colleghe che a seconda delle difficoltà e dell'intensità del rito chiedono dai 400 ai 900 euro. Dipende da quanto lavoro richiede: possono volerci ore come pure giorni e l'operatore impegna tante energie». Di Iva, di ricevute e di fatture - se non di altro tipo - non se ne parla. «Io lascio che la gente, alla fine della consulenza, mi faccia una offerta libera - precisa la medium Lina Pozzi - dipende dalle loro possibilità. Da me vengono medici, politici, personaggi della televisione come pure semplici impiegati o casalinghe. Aiuto tutti ma preferisco siano loro a lasciarmi del denaro in base anche a quanto sentono di aver ricevuto da me, dalle mie capacità medianiche».
    «La persona che amo mi ha lasciato. Tornerà?», (ndr: Ovvio che no. Monon.) si sentono spesso chiedere gli indovini da dietro il loro tavolino imbandito con candele, santini, un paio di mazzi di carte e strani amuleti. Una strofinata alla sfera di cristallo e un colpo di bacchetta magica e il gioco e fatto. L'amore resta il motivo che più di frequente spinge una persona a farsi fare almeno un giro di carte. Vengono poi il lavoro e la salute.
    Nella Trieste che si è conquistata anche il primo posto sul podio delle città con il numero più elevato di adepti al satanismo, prevale indubbiamente l'esercito degli operatori dell'occulto dediti alla magia bianca e rossa.
    Il rapporto del Telefono Antiplagio mette in evidenza che, a livello nazionale, i cittadini che si rivolgono a maghi ed astrologi sono 11 milioni: il 52% sono donne, il 43% uomini e il 5% sono minorenni.(27 gennaio 2009)

    Bisogna proprio esser idioti. No i dovessi lassar.

  5. #5
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    Predefinito

    piutost che i vadi dala cartomante, lasséli andar a zogar.

 

 

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