I recenti avvenimenti di cronaca nella Capitale e dintorni ci spingono ad una riflessione sulla riforma del Codice Penale e la necessaria abolizione della Legge Gozzini. Lo stupro violento a danno di giovani donne indifese rappresenta per noi tutti un crimine insopportabile, un atto vile che toglie qualsiasi umanità a chi lo compie. Sorge spontanea, giunti a questi inaccettabili livelli di delinquenza, la richiesta di un innalzamento delle pene previste, fino a prefigurare nei casi più odiosi la somministrazione senza sconti del carcere perpetuo, dell’ergastolo puro e semplice senza alcuna possibilità di uscita. Probabilmente questa domanda di giustizia non sarà mai soddisfatta: gli intellettuali, i buonisti, gli avvocati e quant’altri hanno già la “scusa” pronta, ovvero quella parte della Costituzione che impone la rieducazione del condannato. Infatti, in Italia l’ergastolo vero semplicemente non esiste: fra sconti di pena, buona condotta, limiti di età, ecc. il reo ha la certezza di uscire dalle patrie galere ben prima della conclusione naturale della vita.

Di fronte a questa situazione, non sfugge però al cittadino l’iniquità di una giustizia molle, lassista, tesa a salvaguardare i diritti di persone indegne, condannate per crimini spaventosi. La rabbia è tanta, e il Governo non può che prendere atto, a questo punto, della necessità -non più rinviabile- di una radicale riforma del sistema giudiziario e del Codice Penale. I cittadini chiedono, anzi pretendono, la durezza della pena coniugata con la sua certezza. Troppe volte abbiamo visto criminali uscire dopo pochi anni dalle carceri, facendosi beffa dei parenti delle vittime e del comune senso di giustizia.


Nelle nostre città la violenza aumenta, la delinquenza dilaga, gli stupri avvengono ormai quasi ogni giorno. Non bastano più le solite chiacchere: Legge Gozzini, sconti, permessi premio, vanno spazzati via, punto e basta. Gli assassini, gli stupratori, vanno condannati in perpetuo ai lavori forzati, devono essere costretti a risarcire vittime e società con il sudore, con la fatica. E’ chiedere troppo? Il Governo si dia da fare, e alla svelta. Ponga rimedio a questa situazione ormai incancrenita, prima che i cittadini agiscano per ottenere da sè quanto viene negato da un sistema lassista e da tribunali incompetenti.


http://www.falcodestro.it/2009/01/se...za-della-pena/