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  1. #1
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Predefinito 18 - 25 aprile, la Liberazione!

    Un omaggio ad un grande partigiano monarchico, liberale e cattolico:

    EDGARDO SOGNO Rata del Vallino

    MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE




  2. #2
    roberto m
    Ospite

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    ancora più meritorio in quanto egli fu il capo di una delle poche formazioni a non essere politicizzata e strumentalizzata dal PCI. I comunisti oggi rivendicano la festa della liberazione tutta per loro ma non ci furono solo loro

  3. #3
    Giuro di essere fedele al Re!
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    Mentre anche i partigiani montenegrini ricordano i legami con Casa Savoia, purtroppo la maggior parte dei partigiani italiani (cioè quelli politicizzati ed iper-repubblicani) continuano ad attaccare la Real Casa di Savoia e la Monarchia.

    La Liberazione e la repubblica sono due momenti storici diversi, ed è un grave errore presentare i partigiani come repubblicani
    (il caso Sogno è un esempio)

    purtroppo il sistema repubblicano (in particolare la sinistra) ha usato la liberazione come mezzo per "repubblicanizzare" la liberazione.

    Se dopo oltre 60 anni, la festa per l'anniversario del 25 aprile non è condivisa da tutti, è perchè la liberazione è diventata la propaganda della repubblica piuttosto che la fine della guerra e la libertà degli italiani.

    Rileggo:
    “Per il 25 aprile, a Bari i partigiani dal Montenegro

    Una delegazione di reduci che ha lottato per la libertà assieme ai partigiani italiani, si è unita al tradizionale omaggio al Sacrario dei caduti d’Oltremare

    BARI - Una delegazione di partigiani montenegrini si è unita oggi a Bari al tradizionale omaggio al Sacrario dei caduti d’Oltremare nell’anniversario del 60° della Liberazione. A guidarla il Gen. Andrija Nikolic, classe 1915, Presidente dell’Associazione dei combattenti della resistenza del Montenegro ed ex ministro della Difesa del suo paese.
    «Siamo qui - ha detto - per rendere omaggio ai combattenti della Divisione Garibaldi che all’indomani delle tragiche giornate dell’8 Settembre si unì al gran completo alla resistenza in Montenegro partecipando alla Guerra di Liberazione e pagando un alto tributo di sangue. Una scelta che contribuì alla affermazione della libertà e della democrazia per il cui rafforzamento siamo oggi tutti impegnati.
    Difendere la democrazia è altrettanto duro che conquistarla - ha aggiunto l’anziano partigiano rammentando - gli antichi vincoli di amicizia tra l’Italia e il Montenegro, i legami con Casa Savoia, l’amore per la Puglia di Re Nicola del Montenegro e sua figlia Elena diventata regina d’Italia».

    L’auspicio dei montenegrini è «che l’Italia consolidi il suo ruolo nell’Unione Europea e nella Comunità internazionale». La Delegazione dei veterani montenegrini era accompagnata dal Console Generale di Serbia e Montenegro Zeliko Stamatovic che ha deposto una corona di fiori a nome del popolo e del governo del Montenegro. I partigiani montenegrini dopo la cerimonia al Sacrario hanno raggiunto il Cimitero del Commonwealth a Triggiano dove hanno reso omaggio ai caduti delle Forze Armate Britanniche ed Alleate. L’associazione dei veterani della resistenza del Montenegro si è separata dalla Associazione dei veterani della Serbia dopo la decisione di quest’ultima di aprire le porte della organizzazione ai veterani della guerra di Bosnia e del Kossovo e dopo la decisione del governo di Serbia di equiparare ai partigiani, rendondo loro gli onori, i «cetnici», militanti nazionalisti che collaborarono con i nazisti.”
    La Gazzetta del Mezzogiorno
    25 4 2005

  4. #4
    Giuro di essere fedele al Re!
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    L’altro 25 Aprile


    La testimonianza di Eugenio Corti
    "Il numero dei veri combattenti partigiani e dei soldati di liberazione è stato grosso modo uguale, così come le ore di combattimento sostenute [...] Tra la nostra guerra e quella dei partigiani c'era una differenza fondamentale: noi combattevamo senza odio".
    "Anzi, dal principio alla fine noi del Corpo di liberazione, mentre ci battevamo contro i Tedeschi, abbiamo sperato con tutto il cuore di non dover combattere anche contro reparti fascisti, cioè contro altri Italiani [...] Tra i partigiani inoltre c'erano - e occupavano uno spazio molto rilevante - i comunisti, i quali avevano in animo di introdurre una dittatura peggiore di quella che stava andando in rovina: la loro eventuale rivoluzione, riuscita o meno, avrebbe costituito per l'Italia un'enorme tragedia".

    E Mario Cervi aggiunge:
    “Fu commovente la tenacia con cui nonostante lo scetticismo dei vincitori, la penuria di mezzi, lo scoramento degli uomini - venne allestito quel “Corpo Italiano di Liberazione (...) che restituì all’Esercito un pò di speranza e un pò di dignità. (...) l’Italia ne aveva molto bisogno”.
    (da “Il Giornale”)

    Scrive inoltre Alberto Claut:
    „il più incisivo fattore italiano di lotta al nazismo furono le nostre Forze Armate regolari.
    Fedeli al giuramento al Re e secondo gli ordini ricevuti già da prima dell’8 settembre 1943, esse contrastarono i nazisti in almeno tre modi:
    • a) rifiutando la resa e combattendo i tedeschi sia in campo aperto sia, quando ciò non fu più possibile, in azioni di guerriglia;
    • b) raggiungendo il sud Italia ed aderendo al ricostituito Esercito Regio, formato da volontari e denominato “Corpo Italiano di Liberazione”, che tanto fece (anche a detta dei comandanti alleati) per la liberazione della Penisola;
    • c) rifiutando d’aderire alla R.S.I. anche dopo essere stati internati nei terribili campi di concentramento nazisti.

    Scelte coraggiose, che, secondo l’Ufficio Storico dell’Esercito, costarono la vita ad almeno 80.000 soldati, che si sacrificarono per assicurare alla Patria, cioè agli italiani di oggi, un futuro di libertà e prosperità, senza sposare alcuna ideologia né aderire ad alcuna fazione politica.
    A loro vada la gratitudine di tutti gli italiani.”

  5. #5
    Monarchico da sempre !
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    Hai proprio ragione caro fante. La liberazione è vista dall’attuale regime come “Modo” per republicanizzare l’italiano medio. Già l’anno passato avevo scritto ad in-Ciampi denunciando ciò, ma la sua risposta per mezzo del prefetto della mia città, fu lapidario e confermativo dei miei dubbi !
    http://www.biellamonarchica.it/page12.html

    Per quanto riguarda la “resistenza”, quest’anno ho voluto ricordare senza retorica un grande partigiano anch’io. Edgardo sogno appunto. Grazie a te Dreyer !

    http://www.biellamonarchica.it/page44.html

  6. #6
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    25 aprile: Moratti abbandona corteo
    Milano, contestazioni per il ministro
    Letizia Moratti ha abbandonato la manifestazione milanese per il 25 aprile poco prima di Piazza Duomo, "come previsto" ha detto il suo portavoce. Lungamente contestata con urla e slogan, il ministro dell'Istruzione aveva accompagnato il padre, partigiano e deportato a Dacau: "La mia è una partecipazione come cittadina, il 25 aprile io festeggio la festa di tutti gli italiani, di qualsiasi colore politico e di qualsiasi idea".
    "Anche le contestazioni dall'inizio alla fine erano previste - ha aggiunto il portavoce - e quindi Letizia Moratti, che era venuta per accompagnare il padre, ha lasciato il corteo, come previsto, all'imbocco di piazza del Duomo". "Dobbiamo continuare a credere nella democrazia e nella democrazia ci sono anche le contestazioni" risponde il ministro ai contestatori che l'hanno fischiata durante la manifestazione per la Liberazione. I fischi se li aspettava, ammette la Moratti apparsa piuttosto scossa, che assicura che comunque ne è valsa la pena. "Sono qui per ribadire - ha detto il candidato sindaco - che il nostro Paese deve continuare a credere nella democrazia e continuare a lottare per costruire un futuro fatto anche di tolleranza e comprensione".
    E' sbagliato fischiare chi scende in piazza per il 25 Aprile, e questo vale anche nei confronti di Letizia Moratti, oggi in corteo a Milano con il padre. Di questo e' convinto Romano Prodi. "Credo che chi e' presente non meriti fischi - ha commentato - Se sono presenti significa che riconoscono il valore del 25 Aprile". "Disapprovo pienamente perché questa e' una festa di unita' e non di divisione".
    Eppure la partecipazione del Ministro per l'Istruzione aveva raccolto unanimi consensi, dalle forze politiche anche di centrosinistra. "Fa bene a venire - ha detto Armando Cossutta - perche' il 25 aprile c'e' stato anche per lei. Deve venire riconoscendo, come credo faccia, il grande valore della Costituzione".
    "Io fischierei tutti i giorni Letizia Moratti per quello che ha fatto alla scuola e all' universita', ma non oggi", aveva detto Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi. "A chi ha questa idea - aggiunge - direi di trattenersi per 24 ore. Sbaglierebbe chiunque volesse fischiarla il 25 Aprile".
    Anche il candidato sindaco suo avversario Bruno Ferrante, aveva fatto opera di fair play ma non è servito a niente. Evidentemente il popolo del centrosinistra considera la manifestazione "cosa loro" e non un momento di unità nazionale e non tollera la presenza di chi milita dalla parte opposta ma mostra di condividere i valori di libertà che la Festa del 25 aprile dovrebbe ispirare.

    "Oggi la mia e' una partecipazione come cittadina e in particolare sono qui per accompagnare il mio papa' che e' stato deportato", aveva detto ai giornalisti poco prima di entrare nel corteo per la festa della Liberazione a Milano. Letizia Moratti, che e' candidata all'elezione per il sindaco di Milano, era accompagnata dal padre Paolo Brichetto Arnaboldi di 85 anni e dalla madre Paola. "Il 25 aprile io festeggio la festa di tutti gli italiani, di qualsiasi colore politico e di qualsiasi idea - ha sottolineato Letizia Moratti - perche' questa e' una festa della Liberazione da una dittatura che aveva colpito l'Italia e l'Europa e da una dittatura che ancora minaccia l'Europa che deve avere la forza di combattere per la liberta', la democrazia e la pace". "Purtroppo ancora oggi l'antisemitismo si fa sentire contro un popolo minacciato di morte e di annientamento - ha affermato il ministro - e proprio per questi valori di liberta' siamo oggi qui".
    Il padre, Paolo Brichetto Arnaboldi, che davanti alle telecamere e ai giornalisti si e' alzato in piedi dalla carrozzella aiutato dalla figlia, ha ricordato: "Come partigiano ho preso una medaglia d'argento e una di bronzo, poi sono stato internato a Dachau. Quando sono rientrato ho lavorato per la mia famiglia. Sono qui per ribadire la liberta' d'Italia e mi sembra che oggi fosse un momento importante per dare un segnale di unita"'.
    Quando figlia e padre hanno terminato di parlare con i giornalisti e' iniziata una violenta contestazione nei loro confronti. Alcune persone presenti hanno chiesto alla scorta di evitare di entrare nel corteo temendo per l'incolumita' del ministro e dei genitori ma Letizia Moratti e la famiglia avevano deciso comunque di prendere parte alla manifestazione, fino all'abbandono poco prima di entrare i piazza del Duomo.

    ****

    Normale no ?

  7. #7
    roberto m
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Conterio
    25 aprile: Moratti abbandona corteo
    Milano, contestazioni per il ministro
    Letizia Moratti ha abbandonato la manifestazione milanese per il 25 aprile poco prima di Piazza Duomo, "come previsto" ha detto il suo portavoce. Lungamente contestata con urla e slogan, il ministro dell'Istruzione aveva accompagnato il padre, partigiano e deportato a Dacau: "La mia è una partecipazione come cittadina, il 25 aprile io festeggio la festa di tutti gli italiani, di qualsiasi colore politico e di qualsiasi idea".
    "Anche le contestazioni dall'inizio alla fine erano previste - ha aggiunto il portavoce - e quindi Letizia Moratti, che era venuta per accompagnare il padre, ha lasciato il corteo, come previsto, all'imbocco di piazza del Duomo". "Dobbiamo continuare a credere nella democrazia e nella democrazia ci sono anche le contestazioni" risponde il ministro ai contestatori che l'hanno fischiata durante la manifestazione per la Liberazione. I fischi se li aspettava, ammette la Moratti apparsa piuttosto scossa, che assicura che comunque ne è valsa la pena. "Sono qui per ribadire - ha detto il candidato sindaco - che il nostro Paese deve continuare a credere nella democrazia e continuare a lottare per costruire un futuro fatto anche di tolleranza e comprensione".
    E' sbagliato fischiare chi scende in piazza per il 25 Aprile, e questo vale anche nei confronti di Letizia Moratti, oggi in corteo a Milano con il padre. Di questo e' convinto Romano Prodi. "Credo che chi e' presente non meriti fischi - ha commentato - Se sono presenti significa che riconoscono il valore del 25 Aprile". "Disapprovo pienamente perché questa e' una festa di unita' e non di divisione".
    Eppure la partecipazione del Ministro per l'Istruzione aveva raccolto unanimi consensi, dalle forze politiche anche di centrosinistra. "Fa bene a venire - ha detto Armando Cossutta - perche' il 25 aprile c'e' stato anche per lei. Deve venire riconoscendo, come credo faccia, il grande valore della Costituzione".
    "Io fischierei tutti i giorni Letizia Moratti per quello che ha fatto alla scuola e all' universita', ma non oggi", aveva detto Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi. "A chi ha questa idea - aggiunge - direi di trattenersi per 24 ore. Sbaglierebbe chiunque volesse fischiarla il 25 Aprile".
    Anche il candidato sindaco suo avversario Bruno Ferrante, aveva fatto opera di fair play ma non è servito a niente. Evidentemente il popolo del centrosinistra considera la manifestazione "cosa loro" e non un momento di unità nazionale e non tollera la presenza di chi milita dalla parte opposta ma mostra di condividere i valori di libertà che la Festa del 25 aprile dovrebbe ispirare.

    "Oggi la mia e' una partecipazione come cittadina e in particolare sono qui per accompagnare il mio papa' che e' stato deportato", aveva detto ai giornalisti poco prima di entrare nel corteo per la festa della Liberazione a Milano. Letizia Moratti, che e' candidata all'elezione per il sindaco di Milano, era accompagnata dal padre Paolo Brichetto Arnaboldi di 85 anni e dalla madre Paola. "Il 25 aprile io festeggio la festa di tutti gli italiani, di qualsiasi colore politico e di qualsiasi idea - ha sottolineato Letizia Moratti - perche' questa e' una festa della Liberazione da una dittatura che aveva colpito l'Italia e l'Europa e da una dittatura che ancora minaccia l'Europa che deve avere la forza di combattere per la liberta', la democrazia e la pace". "Purtroppo ancora oggi l'antisemitismo si fa sentire contro un popolo minacciato di morte e di annientamento - ha affermato il ministro - e proprio per questi valori di liberta' siamo oggi qui".
    Il padre, Paolo Brichetto Arnaboldi, che davanti alle telecamere e ai giornalisti si e' alzato in piedi dalla carrozzella aiutato dalla figlia, ha ricordato: "Come partigiano ho preso una medaglia d'argento e una di bronzo, poi sono stato internato a Dachau. Quando sono rientrato ho lavorato per la mia famiglia. Sono qui per ribadire la liberta' d'Italia e mi sembra che oggi fosse un momento importante per dare un segnale di unita"'.
    Quando figlia e padre hanno terminato di parlare con i giornalisti e' iniziata una violenta contestazione nei loro confronti. Alcune persone presenti hanno chiesto alla scorta di evitare di entrare nel corteo temendo per l'incolumita' del ministro e dei genitori ma Letizia Moratti e la famiglia avevano deciso comunque di prendere parte alla manifestazione, fino all'abbandono poco prima di entrare i piazza del Duomo.

    ****

    Normale no ?
    scusa Conterio ma fino a 15 giorni fa hai dichiarato che non saresti andato a votare: non so se poi hai votato o meno ma se la sinistra ha vinto è anche grazie a 25.000 moderati che sono andati al mare il 10 e 11 aprile
    quindi libertà di non votare ma poi non lamentatevi se vince la sinstra e impone queste cose!

  8. #8
    Sono ateo! grazie a Dio Bunel
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    Ma perchè bisogna portare sempre le nostre discussioni nel meschino ambito della politica nostrana? Oltretutto nel ristretto ambito di quattro imbecilli che hanno bruciato la bandiera israeliana per per cercare l'attenzione dei media e di alcuni insegnanti che hanno contestato la Moratti per la sua "riforma".

    Dreyer ha dato l'input per una bellissima celebrazione, almeno tra noi: il ricordo che il movimento partigiano di liberazione non è stato solo quella della "Garibaldi", ma anche quello della Franca, citando un altissimo esempio. Fante l'ha seguito: continuiamo a stare alti.
    lupocattivo

  9. #9
    roberto m
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    Citazione Originariamente Scritto da lupocattivo
    Ma perchè bisogna portare sempre le nostre discussioni nel meschino ambito della politica nostrana? Oltretutto nel ristretto ambito di quattro imbecilli che hanno bruciato la bandiera israeliana per per cercare l'attenzione dei media e di alcuni insegnanti che hanno contestato la Moratti per la sua "riforma".

    Dreyer ha dato l'input per una bellissima celebrazione, almeno tra noi: il ricordo che il movimento partigiano di liberazione non è stato solo quella della "Garibaldi", ma anche quello della Franca, citando un altissimo esempio. Fante l'ha seguito: continuiamo a stare alti.
    ho moltissima ammirazione per la Franchi di Edgardo Sogno come ne ho per i militi della Xà Mas che lottavano contro Tito per difendere i nostri confini orientali e ritengo che questa celebrazione del 25 aprile sia di parte mentre oggi dobbiamo uscire dalla logica fascisti cattivi e partigiani buoni e creare una festa pacificatrice che riconosca pari dignità a TUTTI i combattenti altrimenti io di 25 aprile non ne festeggio

  10. #10
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    Già, sarebbe stato il caso di andare a sfilare con le nostre bandiere e una foto di Edgardo Sogno. L'anno prossimo chissà .........
    lupocattivo

 

 
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