Roma, 23 gen. (Apcom) - L'arrivo di Barack Obama alla Casa Bianca e il vento di cambiamento a Washington potrebbero avere presto ripercussioni fino a Kabul, scrive oggi il quotidiano britannico The Independent, secondo il quale
il presidente afgano Hamid Karzai non gode più dei favori della nuova amministrazione americana.
A corroborare questa ipotesi, l'arrivo a Washington questa settimana di quattro figure chiave dell'opposizione afgana, che hanno avuto colloqui con l'amministrazione Obama.
Avanza quindi l'ipotesi di un "dream ticket", un pool di rivali di Karzai pronti a correre insieme per tenere unite le diverse anime etniche del paese e sconfiggere l'attuale presidente alle prossime elezioni. "Gli americani non potranno determinare l'esito delle prossime elezioni - afferma un esperto statunitense a Kabul - ma potranno suggerire ad alcune persone di mettere da parte le differenze e formare un dream ticket".
A Washington sono arrivati tre ex ministri e un governatore in carica:
Abdullah Abdullah, ex ministro degli esteri, considerato il leader degli afgani tajiki;
Ali Ahmad Jalai, ex ministro degli Interni , un pashtun, tra i leader della resistenza antisovietica;
Ashraf Ghani, ex ministro delle finanze, alla Banca mondiale dal '91 al 2001, anche lui un pashtun;
Gul Agha Sherzai, attuale governatore della di Kandahar, veterano della resistenza antisovietica (quando Obama si è recato in Afghanistan a luglio lo ha incontrato prima ancora di vedere Karzai). Presi individualmente i quattro politici rischiano di dividere la base. Insieme potrebbero vincere le elezioni della prossima estate.
Dal canto suo Hillary Clinton, nuovo segretario di stato, ha raffreddato anche lei le speranze dell'entourage di Karzai. La scorsa settimana ha definito l'Afghanistan un
"narco-stato" con un governo
"afflitto da una capacità esecutiva limitata e da una diffusa corruzione". Ad
aggiungere un carico da novanta anche il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, secondo il quale la corruzione e l'inefficienza del governo danneggiano il Paese più dei talebani.