Premesso che dai dati degli ultimi venti anni tratti dagli annuali dossier statistici della Caritas, basati sulle fonti del Ministero degli Interni, il nostro sistema di contrasto all’immigrazione clandestina ha “individuato” ogni anno meno di un quarto dei migranti irregolari presenti in Italia, e ne ha allontanati circa il 15%. In pratica, si è cercato di svuotare l’oceano con un cucchiaino. L’espulsione è uno strumento rigido, costoso e spesso inapplicabile, quanto la stessa detenzione dei migranti. I Cpt costano infatti circa 30 milioni di euro l’anno, che sommati ai 30 milioni della gestione, e ad altri 30 milioni della sorveglianza esterna, che dipende dal ministero dell’Interno, arriviamo a spendere 90 milioni l’anno. Da considerare, inoltre, che nel periodo successivo al varo della legge Bossi-Fini, il governo italiano ha investito, nel contrasto all’immigrazione clandestina, circa l’80% delle risorse pubbliche destinate alle politiche migratorie.
Considerato che la detenzione dei migranti in Italia è un costante teatro di trattamenti inumani. L'avvocato Gianluca Vitale ha definito queste strutture detentive come “non-luoghi”, dove i diritti e le regole cessano di esistere e gli internati sono alla mercé di torture fisiche e psichiche, privati della libertà personale e sottoposti a un regime coercitivo che impedisce loro di ricevere visite e beneficiare di un’adeguata difesa legale. Un opinione condivisa anche da diverse organizzazioni non governative, agenzie internazionali, delegazioni parlamentari e giornalisti in occasione della loro visita in queste strutture.
Considerato che all’arrivo in Europa, l’unico modo che molti migranti hanno per sopravvivere è accettare un lavoro irregolare. Le attuali politiche dell’immigrazione stanno supportando indirettamente il mercato del lavoro nero e incentivando una generale diminuzione dei salari medi europei. Pertanto i lavoratori europei potrebbero trarre benefici da una maggiore eguaglianza delle condizioni di lavoro.
Considerato che finché gli immigrati saranno considerati “illegali”, sarà impossibile instaurare le condizioni per una reale integrazione sociale, poiché la vera accoglienza passa attraverso il riconoscimento dei diritti sociali e civili dei migranti. Finché i governi saranno trascinati dalla cultura razzista e xenofoba dei provvedimenti punitivi nei confronti dei naturali fenomeni migratori, e dagli istinti più violenti e barbari della società, le gabbia per migranti continueranno ad esistere, e noi, non potremmo mai definirci un paese civile.
Il Congresso di POL
Ritiene che l'Unione Europea debba ripensare interamente la propria politica di immigrazione, partendo dal rispetto della dignità dei migranti. Il Congresso di Pol, in linea con campagna europea per la chiusura dei Cpt, ritiene che le procedure di identificazione dovrebbero durare solo pochi giorni e non dovrebbero essere effettuate negli stessi Cpt.
Impegna ogni Stato membro dell'Unione Europea
, a basare giuridicamente la propria cittadinanza solo sul territorio di residenza, superando il legame tra cittadinanza e nazionalità.
Chiede che ogni Stato membro dell'Unione Europea attui la legislazione nazionale in materia di asilo in conformità alle convenzioni internazionali e nel rispetto degli standard in materia di diritti umani.
Chiede che l’apertura di nuovi canali per l’immigrazione legale, siano attuati con l’istituzione di un permesso di soggiorno-lavoro, che limiterebbe il fenomeno dell’immigrazione illegale, poiché è nell’interesse del migrante essere identificato dalle autorità per ottenere un permesso di lavoro.
informazioni e dati inseriti nella mozione:
associazione 5 novembre
no-fortezza-europa.eu
caritas italiana
gue/ngl