Via libera del Consiglio al piano carceri. Le soluzioni varate per contrastare l'emergenza carceraria sono racchiuse in un emendamento al milleproroghe, attualmente al vaglio del Senato. Il piano carceri straordinario offrirà all'Italia, ha sottolineato il ministro Angelino Alfano nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, «un'edilizia carceraria al passo coi tempi, capace di rispondere alle urgenze della nostra società e di preservare e salvaguardare sempre la dignità dei detenuti, passibili di privazione della libertà, ma non della dignità». Il ministro ha spiegato che ci sono «poco tempo e pochi soldi per realizzare le strutture, ma l'obiettivo è portare il numero dei posti da quello attuale di 43mila a quello dei 60mila posti».

L'emendamento al milleproroghe, è una via rapida per nominare un commissario straordinario con poteri speciali per velocizzare la costruzione di nuove carceri e attingere ai fondi della «Cassa delle ammende». L'incarico è stato affidato a Franco Ionta, capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, anche se ieri il fronte sindacale aveva contestato l'ipotesi. Il commissario avrà poteri speciali per velocizzare la costruzione dei penitenziari, dimezzando i tempi in caso di urgenza. Si ipotizza di varare strutture per circa 17mila detenuti. Ionta - ha spiegato il ministro - dovrà indicare «la migliore e più razionale allocazione degli istituti penitenziari nel nostro paese» e potrà sostituirsi alle amministrazioni inadempienti. I nuovi istituti saranno considerati «strutture strategiche nazionali» ha aggiunto il ministro. In base alle norma del decreto anticrisi le carceri fanno parte dei progetti che rientrano nel Quadro strategico nazionale, con la partecipazione di investitori pubblici e privati.

Oltre alle patnership con i privati, i fondi arriveranno, dunque, dal tesoretto della «Cassa delle ammende», dotato di oltre 150 milioni di euro finora destinati a progetti di reinserimento dei detenuti.. Entro 60 giorni il capo del Dap dovrà redigere un programma degli interventi necessari anche attraverso i finanziamenti dei privati. Si punta anche alla realizzazioni di "carceri leggere" per i detenuti in attesa di giudizio: si tratterebbe di prefabbricati da costruire in poco meno di un anno in aree demaniali.

Oggi, infatti, le 206 esistenti sono a livello di saturazione: dietro le sbarre ci sono 58.127 detenuti (55.601 uomini e 2.526 donne) contro una capienza regolamentare di 43.066 posti e un limite tollerabile di 63.586). I detenuti con condanne definitive sono 26.587, quelli in attesa di primo giudizio sono 14.671, gli appellanti sono 9.555, mentre i ricorrenti sono 3.865. Gli stranieri in prigione sono 21.562, di cui 17.742 sono extracomunitari.

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