Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 26
  1. #1
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito EcoApocalittici & Integrati

    I due violenti uragani che hanno colpito, a breve distanza l’uno dall’altro, il sud degli Stati Uniti hanno offerto agli ecocatastrofisti - quanti sono impegnati ad attribuire la responsabilità degli eventi naturali alle attività umane - ottimo pretesto per darne la colpa all’amministrazione Bush ed alla mancata ratifica da parte degli USA del protocollo di Kyoto. I fatti e le conoscenze di cui disponiamo non giustificano per nulla tale posizione.

    Anzitutto, come abbiamo già detto in altra occasione, non è vero che sia il presidente Bush a rifiutare di accettare gli accordi di Kyoto, sottoscritti dal suo predecessore Clinton. Quando il Senato degli Stati Uniti venne chiamato a ratificare quegli accordi, il 26 luglio del 1997, il risultato fu di 95 a zero contro la ratifica. Nessuno, nemmeno gli esponenti dell'estrema sinistra del Senato americano, ha votato a favore. Per ratificare accordi internazionali sono necessari 67 voti (i due terzi del Senato); la ratifica dell’accordo di Kyoto non ne ha avuto nemmeno uno. La posizione di Bush, in altri termini, non è una sua personale fisima, ma è l'opinione condivisa dal Congresso americano e dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica.

    In secondo luogo, non esiste nessun collegamento scientificamente dimostrato fra l’andamento della temperatura e la frequenza e intensità degli uragani. Né è vero che quanto accaduto nelle scorse settimane sia senza precedenti: secondo Max Mayfield, direttore del centro studi sugli uragani (National Hurricane Center), la sequenza di due uragani di questa intensità a distanza di sei settimane, per esempio, si è già avuta nel 1915.

    In terzo luogo, e più importante, mentre è lungi dall’essere dimostrato che la temperatura sul pianeta stia aumentando e che ciò sia dovuto all’emissione di anidride carbonica connessa alle attività umane, i benefici dell’accordo di Kyoto sono semplicemente impercettibili. Nei prossimi 50 anni, l'aumento medio della temperatura previsto dal gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite senza l'applicazione del protocollo di Kyoto sarebbe pari a circa un grado centigrado; grazie all'applicazione dell'accordo, l'aumento sarebbe, invece, di 0,94 gradi. Il vantaggio di Kyoto, in altri termini, sarebbe pari a 0,06 gradi centigradi! E questa è la stima più favorevole all'accordo; secondo Fred Singer (il climatologo che ha inventato il metodo per misurare lo strato dell'ozono), l'impatto di Kyoto sarebbe di soli 0,02 gradi da qui al 2050 - una variazione talmente piccola da non essere percepita dagli strumenti!

    Come se non bastasse, il protocollo di Kyoto non solo non è stato ratificato dagli Stati Uniti ma non viene applicato da Paesi come la Cina e l’India che sono i principali responsabili delle emissioni globali. Il fatto che l’Unione Europea bigottamente insista nel rispetto dell’accordo è solo una palese forma di autolesionismo, di penalizzazione dell’economia europea, senza conseguenze di sorta per i nobili obiettivi dichiarati: l’atmosfera, osserva Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni, non distingue l’anidride carbonica europea da quella del resto del mondo!

    Semmai, se esiste un problema sia attuale sia soprattutto potenziale, è la carenza di energia, resa più grave proprio dalle limitazioni imposte dagli accordi di Kyoto. Il fatto che l’aumento del prezzo del petrolio si sia raffreddato rispetto all’impennata delle scorse settimane non tragga in inganno: la domanda di energia nel mondo è destinata a crescere a ritmo esponenziale con la crescita economica di Paesi come Cina ed India. I Paesi che, come l’Italia, per decenni si sono guardati bene dal costruire centrali tradizionali e che hanno rinunciato all’energia nucleare – la più pulita, la più sicura e la più economica fra quelle disponibili – dovranno fare i conti con la dura realtà. Abbiamo rinunziato a dotarci di centrali nucleari, abbiamo reso più grave la situazione impedendo la costruzione di centrali tradizionali (a livello locale si impedisce persino la costruzione di termovalorizzatori, che trasformano i rifiuti in energia), ora l’Unione Europea ci impone una pedissequa applicazione degli accordi di Kyoto, che penalizza persino le centrali esistenti: è un autentico processo di automutilazione!
    Forse, quindi, è vero che i problemi del nostro mondo hanno origine umana: nascono infatti dalle nobili intenzioni di ambientalisti convinti che la loro missione sia quella di “salvare la natura” facendo la guerra all’uomo ed alle sue attività.


    di Antonio Martino

  2. #2
    29 volte campioni
    Data Registrazione
    14 Apr 2005
    Località
    Marche
    Messaggi
    9,329
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito re: EcoApocalittici & Integrati

    In Origine postato da Silvioleo
    I due violenti uragani che hanno colpito, a breve distanza l’uno dall’altro, il sud degli Stati Uniti hanno offerto agli ecocatastrofisti - quanti sono impegnati ad attribuire la responsabilità degli eventi naturali alle attività umane - ottimo pretesto per darne la colpa all’amministrazione Bush ed alla mancata ratifica da parte degli USA del protocollo di Kyoto. I fatti e le conoscenze di cui disponiamo non giustificano per nulla tale posizione.

    Anzitutto, come abbiamo già detto in altra occasione, non è vero che sia il presidente Bush a rifiutare di accettare gli accordi di Kyoto, sottoscritti dal suo predecessore Clinton. Quando il Senato degli Stati Uniti venne chiamato a ratificare quegli accordi, il 26 luglio del 1997, il risultato fu di 95 a zero contro la ratifica. Nessuno, nemmeno gli esponenti dell'estrema sinistra del Senato americano, ha votato a favore. Per ratificare accordi internazionali sono necessari 67 voti (i due terzi del Senato); la ratifica dell’accordo di Kyoto non ne ha avuto nemmeno uno. La posizione di Bush, in altri termini, non è una sua personale fisima, ma è l'opinione condivisa dal Congresso americano e dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica.

    In secondo luogo, non esiste nessun collegamento scientificamente dimostrato fra l’andamento della temperatura e la frequenza e intensità degli uragani. Né è vero che quanto accaduto nelle scorse settimane sia senza precedenti: secondo Max Mayfield, direttore del centro studi sugli uragani (National Hurricane Center), la sequenza di due uragani di questa intensità a distanza di sei settimane, per esempio, si è già avuta nel 1915.

    In terzo luogo, e più importante, mentre è lungi dall’essere dimostrato che la temperatura sul pianeta stia aumentando e che ciò sia dovuto all’emissione di anidride carbonica connessa alle attività umane, i benefici dell’accordo di Kyoto sono semplicemente impercettibili. Nei prossimi 50 anni, l'aumento medio della temperatura previsto dal gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite senza l'applicazione del protocollo di Kyoto sarebbe pari a circa un grado centigrado; grazie all'applicazione dell'accordo, l'aumento sarebbe, invece, di 0,94 gradi. Il vantaggio di Kyoto, in altri termini, sarebbe pari a 0,06 gradi centigradi! E questa è la stima più favorevole all'accordo; secondo Fred Singer (il climatologo che ha inventato il metodo per misurare lo strato dell'ozono), l'impatto di Kyoto sarebbe di soli 0,02 gradi da qui al 2050 - una variazione talmente piccola da non essere percepita dagli strumenti!

    Come se non bastasse, il protocollo di Kyoto non solo non è stato ratificato dagli Stati Uniti ma non viene applicato da Paesi come la Cina e l’India che sono i principali responsabili delle emissioni globali. Il fatto che l’Unione Europea bigottamente insista nel rispetto dell’accordo è solo una palese forma di autolesionismo, di penalizzazione dell’economia europea, senza conseguenze di sorta per i nobili obiettivi dichiarati: l’atmosfera, osserva Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni, non distingue l’anidride carbonica europea da quella del resto del mondo!

    Semmai, se esiste un problema sia attuale sia soprattutto potenziale, è la carenza di energia, resa più grave proprio dalle limitazioni imposte dagli accordi di Kyoto. Il fatto che l’aumento del prezzo del petrolio si sia raffreddato rispetto all’impennata delle scorse settimane non tragga in inganno: la domanda di energia nel mondo è destinata a crescere a ritmo esponenziale con la crescita economica di Paesi come Cina ed India. I Paesi che, come l’Italia, per decenni si sono guardati bene dal costruire centrali tradizionali e che hanno rinunciato all’energia nucleare – la più pulita, la più sicura e la più economica fra quelle disponibili – dovranno fare i conti con la dura realtà. Abbiamo rinunziato a dotarci di centrali nucleari, abbiamo reso più grave la situazione impedendo la costruzione di centrali tradizionali (a livello locale si impedisce persino la costruzione di termovalorizzatori, che trasformano i rifiuti in energia), ora l’Unione Europea ci impone una pedissequa applicazione degli accordi di Kyoto, che penalizza persino le centrali esistenti: è un autentico processo di automutilazione!
    Forse, quindi, è vero che i problemi del nostro mondo hanno origine umana: nascono infatti dalle nobili intenzioni di ambientalisti convinti che la loro missione sia quella di “salvare la natura” facendo la guerra all’uomo ed alle sue attività.


    di Antonio Martino
    Ci sono delle imprecisioni anche abbastanza gravi, nel senso che per esempio è dimostrato che la temperatura media del globo è aumentata di 0,6°C negli ultimi 20 anni (relativamente alla media del secolo). Nella sostanza, però, il discorso di Martino fila: non è assolutamente dimostrato che questo aumento abbia cause antropiche (ovvero che sia dovuto al nostro inquinamento) e non è nemmeno dimostrato che sia dovuto alla CO2 (la riduzione delle cui emissioni è l'oggetto del protocollo di Kyoto, che se correttamente applicato in tutto il mondo le ridurrebbe comunque impercettibilmente, quindi i risultati sono dubbi).

    Deve però valere il principio di precauzione: bisogna fare il possibile per preservare l'ambiente. Per esempio, per ridurre al minimo le emissioni di CO2, molto più del protocollo di Kyoto sarebbe utile la sostituzione delle centrali a carbone con quelle nucleari, e una sensibilizzazione civica affinchè la gente si abitui a tenere la temperatura in casa sui 20°C d'inverno e sui 24°C d'estate (e non 24°C d'inverno e 20°C d'estate, come molti fanno, con riscaldamenti e condizionatori a palla).

  3. #3
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Ecocatastrofismo

    In Origine postato da bianconero


    Deve però valere il principio di precauzione: bisogna fare il possibile per preservare l'ambiente.
    ti riporto un articolino sul "caro" principio di precauzione...

    Il principio di precauzione
    di Carlo Stagnaro

    Il principio di precauzione fa la sua prima comparsa negli anni '70. Da allora ha trovato diverse formulazioni, ma solo nel 1992, in occasione del vertice delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro, è stato fissato una volta per tutte, ed è divenuto materia dei trattati internazionali.

    L'articolo 15 della Dichiarazione di Rio recita:

    Ove vi siano dubbi di rischio di danno grave e irreversibile, l'assenza di certezza scientifica non deve impedire che si adottino misure economicamente efficienti (cost-effective), atte ad evitare il degrado ambientale. (UN 1992, p. 10).

    Quello che questo principio pare esprimere è il saggio consiglio di pensare prima di agire. In altre parole, esso suggerisce di prendere l'ombrello anche se non piove, se si vedono delle nuvole all'orizzonte. Se si limitasse a ciò, tutto sommato sarebbe condiviso da tutti e non richiederebbe dibattiti infiniti. Invece, quella che si è andata affermando (dapprima all'interno delle organizzazioni verdi e, poi, nelle conferenze internazionali) è una lettura "integralista", come se il principio di precauzione fosse una sorta di undicesimo comandamento: non interferire con l'ambiente.

    In questa maniera, però, si crea un doppio cortocircuito. Da un lato, si presuppone che l'uomo sia in qualche maniera "al di fuori" dell'ambiente, dell'ecosistema, della natura. Dall'altro, si afferma una visione paradisiaca della natura: come se essa, abbandonata a se stessa, fosse in grado di creare ordine e bellezza che vengono immancabilmente danneggiati (e quindi perduti) a causa dell'attività umana. Naturalmente, entrambi questi presupposti debbono essere rifiutati. L'uomo è figlio e parte della Terra, e con la propria attività porta ordine e bellezza laddove gli elementi lasciati a se stessi creerebbero caos e bruttura. In questo senso, è importante notare che il cliché della natura "pura, bella e buona" non trova alcun fondamento nella realtà. L'ecosistema, se abbandonato dall'uomo, raramente evolve verso il "bello": più spesso, i rovi e le erbacce distruggono la vita vegetale, mentre la sporcizia e i batteri rendono misera quella animale - per non dire dello stato meschino in cui si troverebbe l'uomo se non potesse fare uso della propria creatività.

    Anche al di là di queste considerazioni, comunque, il principio di precauzione (per come espresso nella Dichiarazione di Rio) appare vacuo e inapplicabile, poiché pretende di ammantare di scientificità decisioni che, per loro stessa natura, scientifiche non sono. Il principio di precauzione, anzi, ricade nell'ambito dell'azione politica ed è giustificato dall'esigenza di prendere decisioni politiche (Caporale 2002). Non stupisce, allora, che intorno a esso il dibattito sia infuocato.

    Franco Battaglia (2001) suggerisce addirittura di sopprimerlo. La premessa del principio di precauzione (l'assenza di certezza scientifica) può in pratica essere usata come un grimaldello per tutto e il contrario di tutto. La certezza scientifica è sempre assente, per la natura stessa della ricerca. Uno scienziato non potrà mai dirsi "sicuro" che una sostanza non abbia alcun effetto negativo, perché - per fare una simile affermazione - dovrebbe aver testato tutti i possibili effetti negativi, il che è praticamente e logicamente impossibile (Milloy 1995).

    L'incertezza, d'altra parte, pesa sui rischi quanto sui benefici: entrambi gli aspetti vanno tenuti in conto. Qualora una sostanza, una tecnologia, un'azione non manifesti evidenza di effetti negativi, o determini effetti negativi minimi, questi devono essere confrontati con gli eventuali effetti desiderabili. Per quanto riguarda gli OGM, per esempio, non vi è alcuna evidenza che essi siano nocivi alla salute; in compenso, possono essere un elemento cruciale nella lotta alla fame nel mondo, poiché possono permettere raccolti elevati e generare prodotti eccellenti dal punto di vista nutrizionale (Meldolesi 2001). D'altro canto, gli antibiotici e i vaccini hanno effetti secondari gravi, benchè occasionali: questa non è una buona ragione per eliminarli dal commercio (Corbellini 2000).

    Gli ambientalisti chiedono un'applicazione estensiva del principio di precauzione sulla base della considerazione che "esistono limiti alla crescita, non si può avere crescita illimitata se le risorse sono limitate [...] Il primo [strumento per coniugare economia ed ecologia] si chiama 'efficienza' e riguarda la riconversione ecologica dell'intero ciclo di produzione, puntando su un più razionale ed efficace uso delle risorse naturali, cominciando da quelle energetiche [...] L'altro strumento necessario per realizzare il futuro sostenibile è la 'sufficienza'. Una modifica a tutto campo dei nostri stili di vita per promuovere il ri-orientamento dei consumi" (Francescato e Pecoraro Scanio 2002, pp. 15-19). Da un lato, dunque, si postula necessariamente la pianificazione centrale. Dall'altro, si chiede addirittura - con fervore quasi religioso, e senza dubbio degno di miglior causa - una revisione moralistica dei nostri stili di vita, che, secondo gli ambientalisti, andrebbero ricondotti all'"armonia con la natura". Ancora una volta, ci troviamo di fronte alla convinzione che l'uomo si collochi al di fuori della natura, se non addirittura che sia un tarlo, un virus, una punizione divina inflitta al pianeta Terra.

  4. #4
    Makeru ga, katta
    Data Registrazione
    07 Sep 2002
    Località
    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
    Messaggi
    35,439
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Unhappy La fine del mondo è vicina...

    Per lo studioso britannico, guru dell'ambientalismo, il clima è già
    al punto di non ritorno e per la civiltà umana non c'è futuro
    "Troppo tardi per salvare la Terra"
    Allarme dello scienziato Lovelock



    LONDRA - "Prima della fine di questo secolo, miliardi di noi moriranno e le ultime persone che sopravvivranno si troveranno nell'Artico, dove il clima resterà tollerabile". Il catastrofico annuncio arriva da una fonte autorevole: James Lovelock. Il celebre scienziato inglese, guru dell'ambientalismo, negli anni '70 concepì la teoria di Gaia, il sistema attraverso il quale la Terra si autoregolamenta in modo da continuare a fornire le condizioni adatte alle forme di vita che la abitano.

    L'allarme lanciato dallo scienziato sulle pagine del quotidiano The Independent non potrebbe essere più inquietante: anticipando il contenuto del suo nuovo libro, che uscirà nelle librerie britanniche il 2 febbraio con il titolo 'The Revenge Of Gaia' ('La vendetta di Gaia'), Lovelock afferma che ormai è troppo tardi per fermare il surriscaldamento globale e che sugli esseri umani si sta per abbattere una catastrofe di dimensioni peggiori di quanto finora si era previsto.

    Il suo approccio olistico allo studio del 'sistema Terra' è del tutto unico: anzichè studiare singoli fattori indicativi dei cambiamenti climatici, Lovelock analizza come l'intero sistema di controllo del nostro pianeta si comporta una volta messo sotto pressione. Grazie a questo approccio, lo scienziato è riuscito ad identificare una miriade di meccanismi di reazione e controreazione che finora sono serviti a mantenere la Terra ad una temperatura più o meno fresca. Ora che il delicato equilibrio di Gaia è stato spezzato, conclude Lovelock, questi stessi meccanismi serviranno invece a rendere la Terra insopportabilmente calda.

    Nel suo articolo per l'Independent, lo scienziato si sofferma su due esempi. In primo luogo, i ghiacci dei Poli sono finora serviti a riflettere i raggi solari, deflettendo così il calore. Con il loro scioglimento, la scura superficie degli Oceani aumenterà immagazzinando così più calore.

    Il secondo esempio riguarda invece le polveri prodotte dalle industrie, che ricoprono con un sottile velo tutto l'emisfero settentrionale. Queste producono un fenomeno noto come 'oscuramento globale', che mantiene basse le temperature in maniera artificiale, impedendo che tutti i raggi solari raggiungano la superficie del pianeta. Ma con una riduzione dell'attività industriale e della produzione di gas inquinanti questa coltre potrebbe scomparire velocemente, causando un improvviso aumento delle temperature.

    Secondo Lovelock è ormai troppo tardi per evitare la catastrofe. Anziché appellarsi ai governi mondiali affinchè si impegnino nella lotta all'effetto serra, lo scienziato consiglia invece di prepararsi al peggio e di cercare modi per assicurare la sopravvivenza della razza umana, prima che essa si trasformi in "una caotica calca governata da signori della guerra".

    Tra le più scioccanti proposte contenute nel suo nuovo libro, vi è quella di "una guida per i superstiti dei cambiamenti climatici", per aiutarli a sopravvivere dopo il totale crollo della società umana. Scritta non in forma elettronica, ma "in forma cartacea e con inchiostro durevole", e dovrà contenere tutto il sapere scientifico basilare accumulato in migliaia di anni, come la posizione della Terra nel sistema solare ed il fatto che batteri e virus causano malattie infettive. Insomma un'ultima traccia dopo "la fine del mondo che conosciamo".

    (16 gennaio 2006)
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  5. #5
    Ashmael
    Ospite

    Predefinito

    Alcuni dicono invece che andiamo verso un'era glaciale
    http://www.iceagenow.com/Press_Release.htm
    penso che si annulleranno a vicenda. Buon 3.000 A.D!

  6. #6
    Makeru ga, katta
    Data Registrazione
    07 Sep 2002
    Località
    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
    Messaggi
    35,439
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Alcuni dicono invece che andiamo verso un'era glaciale
    http://www.iceagenow.com/Press_Release.htm
    penso che si annulleranno a vicenda. Buon 3.000 A.D!


    Infatti Lovelock sbaglia a dire che moriremo di troppo caldo. Moriremo di troppo freddo. Ma sarà comunque comunque causato dall'inquinamento.
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  7. #7
    Ashmael
    Ospite

    Predefinito

    Evviva l'ottimismo!

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    14 Apr 2005
    Messaggi
    3,906
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    13 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    LESOLITE BALLE DEGLI AMBIENTLISTI

    tutte le previsioni fatte dagli ambientalisti si sono puntualmente rivelate una fessseria , un pò come i testimoni di Geova che annunciano la fine del mondo ogni 10 anni , non succede niente , e allora aggiornano le loro"previsioni"

    secondo me , gli ambientalisti andrebbero denunciati x calunnia e sfruttamento della credulita popolare

    senza contare i danni economici

    il sabotaggio dell'industria nucleare italiana è costato finora 250. mila miliardi di lire, e ntanti gli sceicchi arabi e i petrolieri sono ingrassati x bene grazie alle bollette pagate dalle famiglie italiane

  9. #9
    Makeru ga, katta
    Data Registrazione
    07 Sep 2002
    Località
    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
    Messaggi
    35,439
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da MEROVINGIO
    LESOLITE BALLE DEGLI AMBIENTLISTI

    tutte le previsioni fatte dagli ambientalisti si sono puntualmente rivelate una fessseria , un pò come i testimoni di Geova che annunciano la fine del mondo ogni 10 anni , non succede niente , e allora aggiornano le loro"previsioni"

    secondo me , gli ambientalisti andrebbero denunciati x calunnia e sfruttamento della credulita popolare

    senza contare i danni economici

    il sabotaggio dell'industria nucleare italiana è costato finora 250. mila miliardi di lire, e ntanti gli sceicchi arabi e i petrolieri sono ingrassati x bene grazie alle bollette pagate dalle famiglie italiane

    Te denuncia pure, ma cadrà in prescrizione tra un paio d'anni, alla fine del mondo.
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

  10. #10
    l'ultimo Re degli Elfi Noldor
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Roma
    Messaggi
    693
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Gaia. Preparativi prima della prossima fine.

    da i G.R.A.E.S. TRIESTE
    GAIA. Preparativi prima della prossima fine.
    di Marco Cottignoli


    La nostra esistenza è intrecciata da problemi, da questioni, da ambizioni che appaiono fondamentali ed appaganti: la politica, la moda, la cultura, lo sport, la tecnica…Tuttavia diamo sempre per scontato- e quindi trascuriamo- un elemento fondamentale della nostra vita: la Terra, con le sue stagioni, i suoi frutti, i suoi paesaggi, insomma la nostra casa primaria senza la quale non esisterebbe nulla. E’ giunto il momento di incominciare a ponderare seriamente sulla sopravvivenza nostra e del nostro pianeta. Siamo ancora in tempo a rimediare all’inquinamento, all’ effetto serra, ai cambiamenti climatici che stanno ammalando la nostra Madre Terra? In effetti, quasi stupisce, il torpore con cui certe notizie preoccupanti scivolino via nella indifferenza generale. Forse l’opinione pubblica mondiale non vuole credere alla fine o forse cerca di difendersi ma ormai molti, forse troppi ed inascoltati segnali sono stati lanciati dagli studiosi sullo stato di crisi della salute della Terra. Una delle ultime notizie che sembrerebbero tratte da una sceneggiatura di un film apocalittico e che, invece, è vera, annuncia che l'isola di Spitzbergen ospiterà un enorme congelatore per sementi. La Norvegia, infatti, ha deciso di costruire, oltre il circolo polare, una grande «banca delle sementi» per una futura umanità, in vista di una possibile (probabile?) apocalisse: una guerra atomica, un cambiamento climatico catastrofico, un sollevamento del livello del mare, un'invasione di sementi geneticamente modificate (che sono sterili) che possono far scomparire le fragili colture selezionate in modo naturale. Questa novella arca di Noè norvegese - che costerà tre milioni di dollari- conserverà due milioni di sementi, praticamente tutte le varietà commestibili ed officinali note all'uomo. Essa sarà edificata su una altura di arenaria; quindi si scaverà in profondità nel permafrost (il terreno ghiacciato in permanenza) e verranno costruiti mura di cemento di un metro di spessore e verranno installati due portelloni a tenuta d'aria, a prova d'esplosione. I semi si manterranno a temperatura da surgelato; anche in caso di riscaldamento climatico drammatico, lo spessore delle mura e la profondità dello scavo dovrebbero garantire che l'aria calda non raggiunga le sementi se non dopo decenni. Questi campioni conservati in questo sito costituiranno l’ultima riserva per il genere umano. Un’altra allarmante notizia riguarda lo scienziato James Lovelock, noto per aver formulato l'ipotesi che la Terra sia un immenso organismo vivente capace di autoregolarsi, il quale, proprio in questi giorni, ha affermato che è " troppo tardi per salvare la Terra, siamo già arrivati al punto di non ritorno “. Lo studioso ha anche affermato che " prima della fine di questo secolo, miliardi di noi moriranno e le ultime persone che sopravvivranno si troveranno nell'Artico, dove il clima resterà tollerabile". Egli, in particolare, parla dello scioglimento dei ghiacci dei Poli i quali servono a riflettere i raggi solari, deflettendo così il calore; con il loro scioglimento, la scura superficie degli Oceani sta aumentando ed immagazzinando così più calore. Ma lo studioso si sofferma pure sulle polveri prodotte dalle industrie che ricoprendo l'emisfero settentrionale, producono una sorta di oscuramento artificiale che mantiene basse le temperature in maniera artificiale perché impediscono ai raggi solari di raggiungere la superficie del pianeta. Una eventuale riduzione dell'attività industriale e della produzione di gas inquinanti potrebbe causare un improvviso aumento delle temperature. Lovelock ritiene sia troppo tardi per evitare la catastrofe e consiglia di cercare modi per assicurare la sopravvivenza della razza umana. Anzi nel suo nuovo libro vi è una guida per i superstiti per aiutarli a sopravvivere dopo il totale crollo della società umana fra cui si consiglia la preparazione di un tomo "in forma cartacea e con inchiostro durevole che contenga tutto il sapere scientifico basilare accumulato in migliaia di anni, come la posizione della Terra nel sistema solare ed il fatto che batteri e virus causano malattie infettive”. Sulla medesima scia di pensiero si colloca Lester Brown uno dei più importanti analisti dell'ambiente al mondo che ritiene che l’economia globalizzata sia giunta, dal punto di vista ambientale, ad una soglia non più sostenibile dal pianeta. Basti pensare alla Cina che ha superato abbondantemente gli Stati Uniti nel consumo di tutta una serie di risorse di base, come il grano, la carne, il carbone, l'acciaio; nel 2031 i cinesi saranno oltre un miliardo e quattrocentocinquanta milioni e consumeranno risorse quali petrolio e carta in quantità ben maggiori di quanto il mondo non ne stia producendo al momento. Si rischia l'esaurimento del petrolio e delle foreste a livello mondiale! E’alquanto chiaro che il modello economico capitalista occidentale non funzionerà più né in Cina e neppure negli altri Paesi in via di sviluppo. E’ obbligatorio per la stessa sopravvivenza umana un nuovo modello di sviluppo, basato sull'energia rinnovabile, sul riciclo e sul riutilizzo dei materiali. Ristrutturare l’economia del mondo significa anche sradicare la povertà, stabilizzare la crescita, approntare progetti di riforestazione, ampliare i progetti come il protocollo di Kyoto.
    fonte: www.ecologiasociale.splinder.com

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?
    Di donerdarko nel forum Scienza e Tecnologia
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 29-01-10, 17:48
  2. Ecocatastrofismo: è tutta una balla ?
    Di donerdarko nel forum Destra Radicale
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 28-01-10, 18:55
  3. Ecocatastrofismo
    Di il bombarolo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-12-07, 15:16

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito