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    Predefinito Le amnesie della "Giornata della memoria"

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    Le amnesie della "Giornata della memoria"
    di Enrico Galoppini.
    Premessa (gennaio 2009). Tre anni fa, un "coraggioso" (sic) professore di Liceo mio amico propose questo articolo alla sua classe come argomento di discussione. Ne uscirono dei temi nei quali i ragazzi espressero un ampio consenso per le idee in esso sostenute, sostenendolo con numerose ed originali riflessioni. I giovani, infatti, non avendo ancora una "posizione" da mantenere, una "reputazione" da difendere, un “ruolo” (una "maschera"?) da recitare, non si "scandalizzano" come gli adulti, non hanno sviluppato il fiuto che li tiene lontani dalle "rogne": sono naturalmente portati - prima di essere "educati" - ad accogliere ogni "verità", per discuterla ed integrarla con altre "verità".
    Si capisce bene perché dei "poveri di spirito" si agitano tanto affinché le "giovani generazioni" vengano "educate"... Per evitare che ragionino, che "pensino con la propria testa", sebbene si senta ripetere incessantemente che questo è un (moderno e laico) "valore"...
    Quest’anno, come ‘elemento di novità’, vale la pena di aggiungere che dopo quanto appena accaduto a Gaza, la “Giornata della Memoria” assume a tutti gli effetti i caratteri di un’operazione di cattivo gusto e di mancanza di rispetto per coloro che stanno soffrendo in Palestina.

    [fonte: "Rinascita", 29 gennaio 2005]




    Mentre una propaganda a tamburo battente in questi giorni ci obbliga a «non dimenticare», il circo politico-mediatico (nel quale si agitano, appunto, veri pagliacci) che da un settimana a questa parte, totalitariamente, propone all’attenzione degli italiani solo e sempre un’unica interpretazione di un’unica vicenda, è lo stesso che di fronte a situazioni del tutto analoghe a quelle vissute dagli abitanti di Varsavia sessant’anni fa non trova di meglio che glissare, occultare, mistificare, far passare una cosa per un’altra. Per cui, se gli ebrei del ghetto avevano tutte le ragioni per insorgere contro i tedeschi, ed il loro eroismo varrà sempre come fulgido esempio, per gli insorti delle odierne Varsavia non c’è neanche l’ombra di una citazione: nessuno - a meno che non si vada su internet a cercare informazione alternativa - ne vedrà mai gli abitanti massacrati e le abitazioni sventrate: Jenin, nel 2002, Falluja, nel 2004 (e tutt’ora)… città i cui abitanti hanno opposto una strenua resistenza agli invasori israeliani, nell’un caso, americani, nell’altro. Occhio non vede, cuore non duole.
    Un innominabile parlamentare, commentando la storica sentenza milanese che distingue tra guerriglia e terrorismo in Iraq, ha sproloquiato: “Tutti gli italiani che seguono quel che accade in Iraq non possono non indignarsi di fronte a questa sentenza”. Tanto per cominciare, tutti gli italiani meno uno, ovvero il sottoscritto. E poi chissà quanti altri… probabilmente tutti quelli che leggono questo giornale, verrebbe da dire parafrasando quell’esaltato.
    Ma non solo, perché almeno tutte le persone che frequento io hanno trovato quella sentenza sacrosanta. Le cose sono due: o io, i lettori di “Rinascita” e i miei amici siamo tutti ‘sbagliati’, oppure si è in presenza di un fenomeno di sovraesposizione mediatica di un unico punto di vista, di un controllo dei confini della «moralità» del dibattito politico mai visto prima. Le redazioni dei giornali, i centri studi, le «fabbriche del consenso», insomma, più le segreterie dei partiti, sono difatti presidiate da personaggi incaricati di fissare i paletti del «moralmente corretto»: oltrepassarli equivale inequivocabilmente a collidere con tendenze innominabili, ad evocare «rigurgiti nazisti», ad intelligenza col Nemico, a farsi portatori del Maligno.
    Tuttavia, in circolazione ci sono molti meno cretini di quanti spererebbero questi apprendisti stregoni, per cui ciascuno, in mancanza di tribune partitiche, televisive e giornalistiche libere da questa invadente, insolente, prepotente e vomitevole presenza (per non parlare di quegli ‘alternativi’ che si autocensurano), può arrangiarsi come può. Ad esempio, recandosi in un’emeroteca per rileggersi come la stessa stampa che oggi vediamo allineata in blocco sulle posizioni israelo-americane si posizionava negli anni Settanta-Ottanta riguardo agli stessi argomenti.
    L’ipotetico investigatore si accorgerebbe che le cose non sono sempre andate così come ci troviamo a sopportarle. Se ne rende conto se solo va a ripassare la stampa di sinistra radical chic, quella benpensante scalfariana, che ha sempre avuto la pretesa di parlare in nome della «gente», mentre in realtà è espressione di uno snobismo elitario che è quanto di più lontano si possa pensare dalla famosa «gente».
    Il nostro Sherlock Holmes, spulciando, s’imbatterebbe nel titolo dell’editoriale de La Repubblica del 13 agosto 1976 sulla strage di palestinesi avvenuta nel campo di Tell el Zaatar, assediato da siriani e falangisti libanesi: Come 30 anni fa nel ghetto di Varsavia. E ad un primo sbigottimento, ne farebbe seguito un altro: lo stesso quotidiano, il 20 settembre 1982, dopo il massacro di Sabra e Shatila (16-18 settembre), titolava: Le menzogne israeliane; nell’occhiello: I soldati israeliani rastrellano e deportano i sopravvissuti.
    Sembra di riesumare dei reperti archeologici, eppure sono titoli di venti-venticinque anni fa, quando il ricatto morale dei filo-sionamericani non era ferreo come oggi e stare con i palestinesi garantiva pur sempre un rendita. Che cosa è cambiato nel frattempo, si chiederebbe il nostro allibito investigatore?
    A chiarirgli le idee è giunta, quanto mai tempestiva, la messa in onda, in occasione della «Giornata della memoria», del film Il pianista diRoman Polanski, in cui si narra la storia di un suonatore di piano di religione israelita, le cui note vengono irradiate nell’etere dall’ultima trasmissione della radio polacca prima che i nazisti provvedano a chiuderla.
    Apriamo una parentesi necessaria. Per comprendere come il ricatto morale imposto su tutto ciò che coinvolge il Sionismo si stia rinforzando sempre più, è bene tenere a mente che i filo-israeliani (israeliti e non) profondono energie intellettuali e risorse finanziarie di non poco conto in una certosina opera di conservazione dello stato di narcosi in cui i non diretti interessati - che potrebbero sempre tornare in sé - vengono interessatamente e forzatamente mantenuti. Tuttavia, come nei normali casi di tossicodipendenza, il drogato non può restare tale se non gli si somministrano dosi sempre più elevate. A questo provvedono i vari Schindler's List, La vita è bella, Perlasca... sfornati e riproposti con cadenza regolare, a dosi omeopatiche, ammantati dell’aura del capolavoro e puntualmente sommersi da statuette premio, elargite da istituzioni culturali ovviamente libere e indipendenti.
    Ma non è questo il punto più importante. E non è neppure in questione l’aspetto artistico de Il Pianista, come quello delle altre pellicole summenzionate. Si tratta invece di una questione di equità.
    Questo genere di film - ci viene detto - viene proposto all’attenzione del pubblico perché impartirebbe una lezione imperitura, affinché simili abiezioni non abbiano più a ripetersi. «Mai più», è uno degli slogan più ripetuti.
    E allora perché lo stupro di Jenin? Perché il martirio di Falluja? E, soprattutto, perché la totale indifferenza da parte dello stesso sistema che manda le scolaresche ad Auschwitz e impone un consenso bulgaro sulla «Giornata della memoria»?
    Ecco, piuttosto, le lezioni che si traggono dall’osservazione della realtà:
    Prima lezione: simili abiezioni – malgrado le rieducazioni cinematografiche - si sono ripetute e si ripetono regolarmente, per non dire sempre più spesso;
    Seconda lezione: la maggior parte di simili odierne abiezioni si svolgono nell’indifferenza, massima nel caso della Palestina e dell’Iraq;
    Terza lezione: per tale indifferenza si distinguono particolarmente coloro che sono in prima fila nel denunciare quotidianamente l’abiezione che ha portato alla rivolta del ghetto di Varsavia.
    Parliamoci chiaro. A chi non vuol vedere le cose con le lenti del pregiudizio, l’osservazione dei dati forniti dall’esperienza insegna che la somministrazione regolare di queste pellicole determina un unico risultato: l’impunità dei crimini passati, presenti e futuri dell’America e del Sionismo, e la garanzia della (immeritata) rispettabilità per tutti quei politici, giornalisti ed opinionisti che hanno qualche interesse nel dimostrare una somma indifferenza di fronte ai massacri dei popoli aggrediti dai loro padroni. Popoli la cui cinematografia, al massimo, viene proposta in qualche cineclub seminascosto (è il caso dell’ultimo documentario-intervista ad Arafat, che né la Rai né La7 hanno voluto trasmettere), con la scusa che si tratta di materiale inopportuno, fazioso, antiamericano, antisemita…
    L’insistenza su una «memoria» a senso unico alimenta il conformismo, e il risultato è che un solo messaggio veicolato da una sola cinematografia, la più potente e dotata di mezzi, impone la dittatura dei soggetti e dei palinsesti. Ecco dove conduce la cultura della «memoria» sponsorizzata Hollywood: al punto zero dell’indifferenza.

    A. Lai, Un’assoluzione per la Resistenza, “Rinascita”, 26 gennaio 2005.

    A. Venier, Considerazioni sulla distinzione tra guerriglia e terrorismo, “ISTRID – Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa, anno VI, n. 87/88/89, set.-dic. 2003, pp. 21-23 (http://www.identitaeuropea.org/archi...derazioni.html)

    Cfr. Let’s stop with the Auschwitz lies. This was a work camp, http://judicial-inc.biz/Auschwitz.htm.

    P. Barnard, Due pesi due misure: riconoscere il terrorismo dello Stato d'Israele, http://www.disinformazione.it/duepesiduemisure.htm

    Cfr. Hollywar. Le guerre di Hollywood, http://xoomer.alice.it/sitoaurora/Hollywar/Hollywar.htm



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  2. #2
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    non bisogna scoraggiarsi e bisogna invece insegnare a tutti i conoscenti che l'olocausto è una panzanata nonché una vera iattura sine die per il nostro popolo

  3. #3
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    Di' scommettiamo che quando finisce il perolio e ritorniamo a girare in calesse senza più aerei nè tantomeno satelliti in orbita dopo qualche anno qualche cazzone ... pardon, persona illuminata... ricomincia a mettere in dubbio che la terra sia rotonda e ad affermare che è il sole a girarle attorno?

    No, va bene, i campi di concentramento sono un'invenzione sionista. Le camere a gas? Mai state, sono state costruite dopo. I corpi degli ebrei uccisi dove sono? E non tiratemi fuori la palla delle fosse comuni. Primo levi? Un contapalle, è andato in polonia in vacanza e su istigazione dell'associazione nazionale medici rabbini italiani si è inventato "se questo è un uomo" e poi sull'onda del successo, pure "la tregua". Che faccia tosta poi. Inventarsi che quando agli ebrei rinchiusi in un campo di transito in Italia è stato detto che sarebbero stati deportati ad Auschwitz, uomini donne e bambini, "tutti hanno realizzato che sarebbero morti". Inventarsi le mamme che "pur sapendo che i loro figli sarebbero morti" ugualmente li hanno mandati a scuola il giorno prima di partire, ugualmente li lavavano la sera prima di partire.
    Meno male che questo sionista di m**** a voi non vi frega. Meno male che ci siete voi a illuminarci.

  4. #4
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    La bomba Lotta tra ebrei indagini sulle faide personali.

    http://www.ilfirenze.it/

    A proposito di amnesie, chissà se dopo aver dato allarmi antisemiti i servi Finistein, Alemanneir e Napolitabraham ci ripenseranno?
    Il servo Riotta darà questa notizia.
    Temo di no, l'amnesie continuano.

  5. #5
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    marximiliano nessuno contesta molte delle cose che stai dicendo.

    prima di giudicare dovresti conoscere come stanno davvero le cose... evita di crearti opinioni su commenti di commenti di commenti e magari scoprirai cose nuove...

    mi aspetto la risposta "non ci tengo", va bene ma almeno non racontarci bugie..

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat Visualizza Messaggio
    marximiliano nessuno contesta molte delle cose che stai dicendo.

    prima di giudicare dovresti conoscere come stanno davvero le cose... evita di crearti opinioni su commenti di commenti di commenti e magari scoprirai cose nuove...

    mi aspetto la risposta "non ci tengo", va bene ma almeno non racontarci bugie..
    Le mie opinioni non si basano su commenti di commenti eccetera. Se mi dici che non sono morti gli ebrei nei campi di concentramento, dimmi chi tra noi due racconta bugie. Se invece mi dici che sono morti, dimmi che interpretazione bisognerebbe dare secondo te a questo fatto.
    Poi, se sul fatto che gli ebrei morti nei campi nazisti non giustificano il comportamento di Israele in Libano e a Gaza su questo sono più che d'accordo - e ho scritto parecchio su questo su POL -.
    Ma sono altre persone, gli ebrei morti nei campi di concentramento erano "vittime", gli israeliani che bombardano Gaza via mare, aria e terra sono "carnefici". E questa personalmente è una cosa che mi fa arrabbiare, il fatto che si reciti il "me tapino, me derelitto" con le mani sporche di sangue

  7. #7
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    FATEMI CAPIRE.!

    Il nazismo di Hitler nel suo libro promuove la superiorita' della razza ariana, l'ideologia del superuomo.
    Vede negli ebrei il cancro, la causa di tutti i mali del popolo tedesco che va purificato dal parassitismo ebraico cosi' come dagli omosessuali, zingari, testimoni di Jehovah ecc.
    La conseguenza logica non poteva non sfociare quantomeno nell'allontanamento se non l'eliminazione fisica di tutti questi soggetti dal popolo tedesco.

    Primo passo.

    L'obbligo agli ebrei di portare ben visibile la stellaa di david.
    (provate ad andare in giro con un distintivo sulla vs. giacca con la scritta "scemo" o "assassino" o "strupratore" ve la spasserete)

    Secondo passo, kristallnacht, l'incendio delle sinagoghe.

    Terzo passo, confisca agli ebrei di tutti (TUTTI) i beni materiali.

    Quarto passo la deportazione di tutti gli ebrei d'europa nei campi di concentramento dell'est europa.

    Provate a contare quanti ebrei, omosessuali, zingari ecc. vivevano allora in italia, francia, germania, polonia ecc. insomma la dove comandavano i tedeschi!
    Non credete si possa arrivare a 6 milioni di ebrei in europa?

    Proviamo ad immaginarci quanti convogli ferroviari composti da Carri Bestiame pieni di ebrei ecc. sono partiti da tutta europa verso Auschwitz e tutti gli altri campi di concentramento.

    Ci Siete?

    In Germania si faceva cosi' almeno all'inizio. Gli ebrei venivano avvisati per lettera di prepararsi per essere trasferiti cissa' dove.Potevano portare solo una valigetta con se.
    Poi arrivava la gestapo o altri organi di polizia che li prelevava da casa e li accompagnava alla stazione ferroviaria.Tutto ordinatamente.
    Subito dopo i loro beni e l'abitazione venivano messi all'asta.
    Le industrie, i negozi ecc. venivano semplicemente espropriate e rivendute.

    Allora immaginiamoci tutti quei campi di concentramento, innumerevoli baracche dove ebrei ecc. vivevano in condizioni animalesche, senza assistenza, servizi e le minimali norme igieniche.

    Non credete sia questo gia' un crimine contro l'umanita'!?
    Non ci siamo?

    Proviamo allora ad immaginarci un pollaio superaffollato dove non viene fatta mai pulizia, i polli si beccano tra di loro per mancanza di spazio vitale, per sopravvivere alcuni diventano anche molto aggressivi, e tanti polli muoio gia' solamente per queste cause.
    Avete mai visto certi reportage sulla tenuta di certi allevamenti di animali la cui carne vi viene poi venduta in eleganti confezioni per farvela gradire?

    No? Allora provate a cercare su youtube o altro.


    Adesso proviamo ad immaginarci quale poteva essere lo scopo per tenere milioni di persone in quelle condizioni animalesche!?
    Vogliamo credere siano state portate li per una gita, per semplicemente trasferimento in riserve lontano dalla pura razza tedesca o che cosa?

    Non voglio elencare qui le cause per cui 6 milioni di ebrei ecc. siano potuti morire ma non dimentichiamoci degli ESPERIMENTI direttamente su PERSONE e BAMBINI
    come se fossero delle cavie!

    Ahh le camere a gas non si sono trovate o servivano solo per disinfestare dai pidocchi!?
    Quindi nessun olocausto?
    ROFTL
    Il carbone non bastava per riscaldare i forni crematori?STRAROFTL

    Volete convincermi che quando si sono accorti che i russi erano molto vicini non abbiano tentato di nascondere, di distruggere le prove dei loro crimini!? ROFTL
    Provateci!
    Ditemi dove sono finiti tutti quei milioni di persone?

    Adesso provate a convincermi confrontando tutto questo con quello che viene fatto ai palestinesi e che non intendo sminuire affatto.

    Credete sia la stessa cosa?
    Dai provate a convincermi!

  8. #8
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    Gaza, un campo di concentramento” accusa il cardinale Martino

    8 gen 2009 ... Gaza, un campo di concentramento” . ... repubblica.it. Libia: “Gaza come i lager
    nazisti” L’Italia sospende dibattito all’Onu. repubblica.it ...
    news.kataweb.it/item/535589

    e lo dice un cardinale, non un sito propalestina...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da adry57 Visualizza Messaggio
    Gaza, un campo di concentramento” accusa il cardinale Martino

    8 gen 2009 ... Gaza, un campo di concentramento” . ... repubblica.it. Libia: “Gaza come i lager
    nazisti” L’Italia sospende dibattito all’Onu. repubblica.it ...
    news.kataweb.it/item/535589

    e lo dice un cardinale, non un sito propalestina...
    Piu' che un campo di concentramento a me sembra una riserva indiana modello pellerossa e lunghi coltelli.

  10. #10
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    ...
    ROFTL
    ...
    STRAROFTL
    ...
    Squack sbaraquack!!!!

    Adesso provate a convincermi confrontando tutto questo con quello che viene fatto ai palestinesi e che non intendo sminuire affatto.

    Credete sia la stessa cosa?
    Dai provate a convincermi!
    Sono completamente d'accordo con te, tranne che su questo ultimo punto.
    Vedi, non sto facendo paragoni quantitativi. Praticamente tutto il mio modo di intendere l'Etica si basa sul fatto che l'unità fondamentale dell'umanità è il singolo. Non il popolo, o una certa quantità di persone accomunata da fedi o altro, ma il singolo in quanto è a livello di "singolo" che percepisci, elabori, decidi.
    Per cui ripeto quello che già ho scritto da altre parti, che tutte le volte in cui un soldato isaraeliano ha inquadrato nel mirino un bambino e ha sparato, tutte le volte che sapeva che c'erano persone morenti e non ne ha consentito i soccorsi, e ce ne sono state, allora quel soldato è diventato il boia con la mano sul rubinetto del gas, e lo sarà sempre fino alla fine dei suoi giorni.

 

 
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