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  1. #1
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    Predefinito Renzo Bossi (il pluribocciato) "osservatore sull'efficienza" della Fiera di Milano

    http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1579479

    La Lega va alla conquista della Fiera
    Bossi manda in campo il figlio Renzo


    Il candidato del Carroccio (anche se in maniera ancora ufficiosa) si chiama Paolo Galassi, numero uno della Confapi nazionale
    di Giuseppina Piano e Rodolfo Sala
    Bossi (a destra) con Tremonti
    La Lega vuole la Fiera, i cui vertici sono in scadenza. L’ordine del capo è già partito, e gli uomini di Bossi puntano gli occhi sulla presidenza della Fondazione Fiera, la cassaforte del gruppo, retta finora dal formigoniano Luigi Roth. Il candidato, non ancora ufficiale, del Carroccio si chiama Paolo Galassi, numero uno della Confapi nazionale (oltre che di Api Milano) e presidente — anche lui in scadenza — di Milano Fiera Interational, una delle società che fanno capo al gruppo. Non un leghista doc, ma assai gradito al movimento.

    E per sostenere questa battaglia, che ha per posta il controllo di un ente importantissimo, soprattutto in vista dell’Expo dove continua la lotta per le poltrone, i leghisti hanno messo in piedi una specie di comitato di liberazione dall’egemonia formigoniana sulla Fiera di cui farà parte Renzo Bossi. L’impegno diretto del figlio del Senatur vale come un avvertimento: la Lega, uscita malconcia finora dalla guerra delle poltrone dell’Expo, ora intende far pesare tutta la propria crescente forza elettorale per occupare una poltronissima in Fiera. Bossi junior avrà dunque — ed è la prima volta — un ruolo definito nell’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo, organismo tutto composto da leghisti: l’assessore regionale Davide Boni, il consigliere del Pirellone Fabrizio Cecchetti, Ennio Castiglioni e poi Renzo Bossi.

    «L’Osservatorio — spiega Boni — serve a garantire che in Fiera le cose vadano tutte nel senso giusto». Ed è lo stesso capodelegazione del Carroccio nella giunta Formigoni a svelare l’obiettivo vero da raggiungere: «La Fiera ha un’importanza straordinaria per l’intera Padania, e siccome i suoi vertici sono in scadenza la Lega si fa avanti: siamo un partito con una classe politica e amministrativa di tutto rispetto, è arrivato il momento di fare grandi cose». Castiglioni aggiunge: «Interverremo nei procedimenti di nomina degli amministratori, concorrendo ad assicurare, nel rispetto delle direttive del presidente della Regione, il contenimento degli emolumenti e denunciando eventuali soprusi e irregolarità». E l’a llarme tra i vertici della Fiera è già scattato. Il telefono di Boni si è fatto rovente: nell’arco di mezz’ora lo hanno chiamato il presidente della Fondazione, Luigi Roth; il presidente di Fiera Milano, Michele Perini; e l’amministratore delegato Claudio Artusi.
    (22 gennaio 2009)

  2. #2
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    Renzo Bossi


  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1579479

    La Lega va alla conquista della Fiera
    Bossi manda in campo il figlio Renzo

    Il candidato del Carroccio (anche se in maniera ancora ufficiosa) si chiama Paolo Galassi, numero uno della Confapi nazionale
    di Giuseppina Piano e Rodolfo Sala
    Bossi (a destra) con Tremonti
    La Lega vuole la Fiera, i cui vertici sono in scadenza. L’ordine del capo è già partito, e gli uomini di Bossi puntano gli occhi sulla presidenza della Fondazione Fiera, la cassaforte del gruppo, retta finora dal formigoniano Luigi Roth. Il candidato, non ancora ufficiale, del Carroccio si chiama Paolo Galassi, numero uno della Confapi nazionale (oltre che di Api Milano) e presidente — anche lui in scadenza — di Milano Fiera Interational, una delle società che fanno capo al gruppo. Non un leghista doc, ma assai gradito al movimento.

    E per sostenere questa battaglia, che ha per posta il controllo di un ente importantissimo, soprattutto in vista dell’Expo dove continua la lotta per le poltrone, i leghisti hanno messo in piedi una specie di comitato di liberazione dall’egemonia formigoniana sulla Fiera di cui farà parte Renzo Bossi. L’impegno diretto del figlio del Senatur vale come un avvertimento: la Lega, uscita malconcia finora dalla guerra delle poltrone dell’Expo, ora intende far pesare tutta la propria crescente forza elettorale per occupare una poltronissima in Fiera. Bossi junior avrà dunque — ed è la prima volta — un ruolo definito nell’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo, organismo tutto composto da leghisti: l’assessore regionale Davide Boni, il consigliere del Pirellone Fabrizio Cecchetti, Ennio Castiglioni e poi Renzo Bossi.

    «L’Osservatorio — spiega Boni — serve a garantire che in Fiera le cose vadano tutte nel senso giusto». Ed è lo stesso capodelegazione del Carroccio nella giunta Formigoni a svelare l’obiettivo vero da raggiungere: «La Fiera ha un’importanza straordinaria per l’intera Padania, e siccome i suoi vertici sono in scadenza la Lega si fa avanti: siamo un partito con una classe politica e amministrativa di tutto rispetto, è arrivato il momento di fare grandi cose». Castiglioni aggiunge: «Interverremo nei procedimenti di nomina degli amministratori, concorrendo ad assicurare, nel rispetto delle direttive del presidente della Regione, il contenimento degli emolumenti e denunciando eventuali soprusi e irregolarità». E l’a llarme tra i vertici della Fiera è già scattato. Il telefono di Boni si è fatto rovente: nell’arco di mezz’ora lo hanno chiamato il presidente della Fondazione, Luigi Roth; il presidente di Fiera Milano, Michele Perini; e l’amministratore delegato Claudio Artusi.
    (22 gennaio 2009)
    I giovani migliori dovranno pur prendere in mano il paese per fermarne il declino.

  4. #4
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    Non so cosa dire . Evidentemente la lega non ha uno migliore da mettere in quella posizione - In ogni caso il bossino svolge quel ruolo in seno alla lega ( se ho capito bene ) quindi non nun incarico operativo ma solo un incarico interno . Avrebbero potuto metterci anche un musso e sarebbe stata la stessa cosa ai fini della organizzazione .
    Del resto nemmeno ugo lupo puo negare che la lega +è una costruzione fatta intorno a bossi . Lui non è granchè ma il resto sono frattaglie

  5. #5
    GreenSheep
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    Non so cosa dire . Evidentemente la lega non ha uno migliore da mettere in quella posizione - In ogni caso il bossino svolge quel ruolo in seno alla lega ( se ho capito bene ) quindi non nun incarico operativo ma solo un incarico interno . Avrebbero potuto metterci anche un musso e sarebbe stata la stessa cosa ai fini della organizzazione .
    Del resto nemmeno ugo lupo puo negare che la lega +è una costruzione fatta intorno a bossi . Lui non è granchè ma il resto sono frattaglie
    te lo dice uno di sinistra... loro si! che sono sani....

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    I giovani migliori dovranno pur prendere in mano il paese per fermarne il declino.
    «La Lega
    assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». «Il
    nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi
    clientelari e restituire il voto ai cittadini». «Non si barattano i
    valori-guida con una poltrona!».
    «Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non
    dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili
    medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!».

    Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da
    tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al
    mitico «Sciur Cüràt». E impresse nel marmo della storia da un gesuitico
    comunicato dall’allora addetta stampa della Lega Simonetta Faverio: «In un
    movimento che si propone di far la rivoluzione non ci può esser posto per
    gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, "i pentiti" e i
    lottizzatori. Chi si è proposto di cambiare questo nostro povero Paese non
    può nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici,
    non può usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini
    politici della partitocrazia. Non può insomma parlare bene e razzolare
    male, prendendosi così gioco della base pulita, dei militanti, e di quei
    dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto».

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1579479

    La Lega va alla conquista della Fiera
    Bossi manda in campo il figlio Renzo


    Il candidato del Carroccio (anche se in maniera ancora ufficiosa) si chiama Paolo Galassi, numero uno della Confapi nazionale
    di Giuseppina Piano e Rodolfo Sala
    Bossi (a destra) con Tremonti
    La Lega vuole la Fiera, i cui vertici sono in scadenza. L’ordine del capo è già partito, e gli uomini di Bossi puntano gli occhi sulla presidenza della Fondazione Fiera, la cassaforte del gruppo, retta finora dal formigoniano Luigi Roth. Il candidato, non ancora ufficiale, del Carroccio si chiama Paolo Galassi, numero uno della Confapi nazionale (oltre che di Api Milano) e presidente — anche lui in scadenza — di Milano Fiera Interational, una delle società che fanno capo al gruppo. Non un leghista doc, ma assai gradito al movimento.

    E per sostenere questa battaglia, che ha per posta il controllo di un ente importantissimo, soprattutto in vista dell’Expo dove continua la lotta per le poltrone, i leghisti hanno messo in piedi una specie di comitato di liberazione dall’egemonia formigoniana sulla Fiera di cui farà parte Renzo Bossi. L’impegno diretto del figlio del Senatur vale come un avvertimento: la Lega, uscita malconcia finora dalla guerra delle poltrone dell’Expo, ora intende far pesare tutta la propria crescente forza elettorale per occupare una poltronissima in Fiera. Bossi junior avrà dunque — ed è la prima volta — un ruolo definito nell’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo, organismo tutto composto da leghisti: l’assessore regionale Davide Boni, il consigliere del Pirellone Fabrizio Cecchetti, Ennio Castiglioni e poi Renzo Bossi.

    «L’Osservatorio — spiega Boni — serve a garantire che in Fiera le cose vadano tutte nel senso giusto». Ed è lo stesso capodelegazione del Carroccio nella giunta Formigoni a svelare l’obiettivo vero da raggiungere: «La Fiera ha un’importanza straordinaria per l’intera Padania, e siccome i suoi vertici sono in scadenza la Lega si fa avanti: siamo un partito con una classe politica e amministrativa di tutto rispetto, è arrivato il momento di fare grandi cose». Castiglioni aggiunge: «Interverremo nei procedimenti di nomina degli amministratori, concorrendo ad assicurare, nel rispetto delle direttive del presidente della Regione, il contenimento degli emolumenti e denunciando eventuali soprusi e irregolarità». E l’a llarme tra i vertici della Fiera è già scattato. Il telefono di Boni si è fatto rovente: nell’arco di mezz’ora lo hanno chiamato il presidente della Fondazione, Luigi Roth; il presidente di Fiera Milano, Michele Perini; e l’amministratore delegato Claudio Artusi.
    (22 gennaio 2009)
    Giusto così un genio del genere possono sistemarlo.
    Per raccomandazione politica.


    Ma non era una cosa da terroni il familismo?
    Vabbé....per la trota questo ed altro.

  8. #8
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    E' tutto nelle migliori tradizioni italiane. Non c'è da meravigliarsi.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    «La Lega
    assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo». «Il
    nostro programma? Incrementare i posti di lavoro, eliminare i favoritismi
    clientelari e restituire il voto ai cittadini». «Non si barattano i
    valori-guida con una poltrona!».
    «Questo deve fare un segretario di sezione: far crescere la gente e non
    dare spazio agli arrivisti. Dobbiamo essere in primo luogo inflessibili
    medici di noi stessi se vogliamo cambiare la società!».

    Parole riprese e urlate in mille piazze e mille sagre e mille comizi da
    tutta la corte di fedelissimi, da Calderoli a Castelli, da Maroni al
    mitico «Sciur Cüràt». E impresse nel marmo della storia da un gesuitico
    comunicato dall’allora addetta stampa della Lega Simonetta Faverio: «In un
    movimento che si propone di far la rivoluzione non ci può esser posto per
    gli arrivisti, i corrotti, i poltronari, i leccaculo, "i pentiti" e i
    lottizzatori. Chi si è proposto di cambiare questo nostro povero Paese non
    può nello stesso tempo volere un posto al sole per sé o per i suoi amici,
    non può usufruire dei privilegi di cui hanno goduto i piccoli uomini
    politici della partitocrazia. Non può insomma parlare bene e razzolare
    male, prendendosi così gioco della base pulita, dei militanti, e di quei
    dirigenti onesti che per la causa leghista sarebbero disposti a tutto».

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Renzo Bossi

    I MIGLIORI EMERGONO... LO DICONO TUTTI I BANANAS,,,
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 
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