In questo caso chi scrive è un personaggio conosciutissimo, senza alcun dubbio progressista e di sinistra. E' tuttavia un rappresentante di quell'area traversale a diversi partiti di sinistra, oltre che dell'opposizione, che ha combattuto fieramente la battaglia della Statutaria e promosso il referendum. Non è quindi fervente ammiratore di Soru, o non lo è più da tempo.
Ciò che meraviglia in questo intervento è la meraviglia, o il turbamento che Pubusa dice di provare per la risposta positiva della segreteria Sardista all'invito/ proposta di Cappellacci. Come se da mesi, anzi da anni, non fossero chiare le intenzioni di questa dirigenza squalificata di spostarsi a destra. Deriva denunciata continuamente ed in ogni possibile occasione da metà del Parlamento Sardista. Ora che la frittata è (quasi) fatta, ecco elevarsi il coro delle vergini ingenue e stupite, sia all'interno del Partito che all'esterno.
Ma forse il Dott. Pubusa, come molti studiosi, avendo la mente e la memoria impegnati nella ricerca, negli studi, non vede ad un palmo dal naso.
Tuttavia, a parte l'incipit poco credibile (comico, appunto..), è assai interessante il contenuto dell'intervento perché mette a fuoco in modo netto le spaventose contraddizioni di una scelta assurda, giustificata con una presunta maggiore convenienza in termini programmatici dell'andare a destra, e dal fatto che solo Cappellacci si sarebbe fatto vivo per trattare.
Il documento della Segreteria di ieri
Apprendo, con un certo turbamento, che la segreteria del Psd’az risponde positivamante all’invito del Pdl di aprire un confronto programmatico in vista delle prossime elezioni regionali. E con maggior stupore leggo che nessun altro segretario di partito ha mostrato analogo interesse per il percorso culturale e politico del Partito Sardo.
La segreteria del Psd’az ha fissato dei punti per il confronto primo fra tutti l’indipendenza e il federalismo. Dovrà pronunciarsi il Consiglio Nazionale sardista domani a Birori, ma già vedo alcune macroscopiche contraddizioni. Com’è possibile avanzare credibilmente una pretesa di indpendenza con Cappellacci che è stato scelto dal Cavaliere e ne è un umile portaordini? E come sperare ragionevolmente nella chiusura di almeno un poligono militare? Non sa il Psd’az che nello schieramento che sostiene Cappellaci ci sono il fior fiore dei militaristi italiani, a partire dal Ministro della Difesa La Russa, che, se potesse, spalmerebbe l’esercito sull’intero territorio?
Son sincero vedo in questo vostro arretramento una preoccupazione esclusivamente elettoralista: salvare la rappresentanza. Certo, primum vivere, deinde philosophari. Ma così facendo, siete sicuri di salvare la vostra essenza? O non è questo un morire nella sostanza? Ma allora non è meglio tentare una presenza autonoma, allestendo buone liste e proponendosi a tutti i democratici sardi come riferimento contro il monocratismo soriano e la dipendenza berlusconiana di Cappellacci?
P.S. per una riflessione più ampia sulla posizione del Psd’az mi sia consentito rinviare a “Dove và il Psd’az?” inwww.democraziaoggi.it
L'intervento ha preoccupato notevolmente i sodali di M. ed in particolare un certo Nino che, alle contestazioni di Andrea Pubusa fa l'indiano ringraziandolo per le parole che afferma essere a loro favore, mentre è chiaro che Pubusa fa l'esatto contrario attraverso il feroce quanto meritato sputtanamento di certi personaggi.
A prescindere dalla simpatia per Soru che quì non c'entra niente.