Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito [Bolivia] I risultati del referendum costituzionale

    Secondo gli exit poll il 60% dei boliviani ha approvato il referendum costituzionale indetto dal presidente Evo Morales per dare più potere alla maggioranza indios, autorizzare la sua rielezione e, soprattutto, dare il via a nuova gestione delle risorse energetiche (gas) che potrebbe portare alla nazionalizzazione dell’intero settore.

    Lo riferiscono le tv boliviane PAT, Unitel e Red Uno. Se l’exit poll sarà confermato Morales potrà correre per un nuovo mandato di cinque anni a dicembre di quest’anno. Il progetto di riforma, prevede tra l’altro la separazione tra lo Stato boliviano e la Chiesa Cattolica e impone al lotta ai latifondisti. Per valutare l’esito del voto si dovrà valutare con attenzione il risultato delle cinque influenti regioni autonomiste e anti-Morales (Santa Cruz, Tarija, Beni, Chuquisaca e Pando), che hanno guidato il fronte del ‘no’ alla Costituzione e avevano minacciato la secessione.

    http://news.kataweb.it/item/542768/b...rendum-morales

  2. #2
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    E daje!

  3. #3
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    » 2009-01-26 130 BOLIVIA, APPROVATA LA NUOVA COSTITUZIONE LA PAZ - Evo Morales ha vinto la sua scommessa: sulla base delle prime proiezioni relative all'80% dei voti, la nuova Costituzione di taglio 'indigenista' voluta con determinazione dal presidente della Bolivia ha ottenuto il 54,6% dei voti al referendum consultivo svoltosi ieri nel paese. Il progetto costituzionale promosso dal capo dello Stato si é imposto, sempre secondo risultati non ufficiali, grazie al 'si'' al nuovo testo delle regioni andine, dove erano stati chiamati a votare 2,4 milioni di persone, su un totale di quasi 3,9 milioni. Come era previsto, si è invece orientata per il 'no' la cosidetta zona della 'mezza luna' (Santa Cruz, Beni, Tarija, Pando), regioni autonomiste e anti-Morales. Quest'ultimo dato, ritenuto fondamentale per il futuro del Paese, conferma la polarizzazione della Bolivia in due grandi blocchi territoriali. Subito dopo la diffusione degli exit poll, che assegnavano a Morales una vittoria più netta (con il 60% ai 'si''), i simpatizzanti del presidente hanno iniziato a festeggiare nel centro della capitale, La Paz, in attesa di un messaggio del capo dello Stato, che si è da parte sua recato al 'Palacio del Quemado', sede del governo.

    Per quel che riguarda il secondo quesito sul quale i boliviani si sono espressi ieri, e cioé quello chiave della riforma agraria, la maggioranza (tra il 62% e il 70%, secondo gli exit poll) si è pronunciata affinché le proprietà delle terre abbiano una superficie non superiore ai cinquemila ettari. I votanti potevano infatti scegliere tra due opzioni, la prima relativa ad un massimo di cinquemila ettari, mentre nella seconda il massimo previsto della superficie era pari a diecimila ettari. Il nuovo testo costituzionale prevede ampi spazi alle comunità 'aymara', 'quechua' e alle altre etnie del Paese e dovrebbe permettere, ha più volte sostenuto Morales, la "rifondazione" della nazione. La Costituzione è orientata tra l'altro alla costruzione di uno Stato "unitario sociale di diritto plurinazionale, libero, indipendente", che dia ascolto "alle richieste di tutti i movimenti sociali sull'educazione, la salute e la casa". Le operazioni di voto si sono svolte senza incidenti, secondo quanto hanno confermato numerosi osservatori internazionali dell'Ue, dell'Organizzazione degli stati americani e di altri organismi. "Con il voto odierno è il popolo a decidere, ad approvare o rifiutare una nuova Costituzione. Prima questo tipo di riforme le decidevano i capi dei partiti", aveva commentato Morales al momento di consegnare il proprio voto. Il presidente del Comitato civico di Santa Cruz, l'imprenditore Branko Marinkovic, tra i principali avversari politici di Morales, si è detto sicuro del fatto che ci saranno frodi elettorali: "non ci sono garanzie di un processo elettorale trasparente", ha detto invitando il blocco del 'no' alla Costituzione a "vigilare".http://www.ansa.it/opencms/export/si...874205451.html

  4. #4
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    ottimo, altro grande passo avanti

  5. #5
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    Eccellente notizia.

  6. #6
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    Grande vittoria, nonostante i vari tentativi di destabilizzazione durante questi ultimi mesi.

  7. #7
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    Bolivia: la Rifondazione continua

    Bolivia

    Scritto da La Redazione

    Giovedì 29 Gennaio 2009 166




    Il 25 gennaio si sono svolti in Bolivia due importanti referendum.


    Il primo ha chiesto alla popolazione di esprimersi sull’approvazione della nuova Costituzione, dove per la prima volta nella storia del Paese vengono riconosciuti i diritti degli Indios e viene data a queste comunità molta più autonomia economico-politica. Il nuovo testo costituzionale prevede ampi spazi alle comunità 'aymara', 'quechua' e alle altre etnie del Paese e permetterà, come ha più volte sostenuto Morales, la "rifondazione" della Nazione. Allo stesso tempo, la Costituzione è orientata alla costruzione di uno Stato unitario sociale di diritto plurinazionale, libero, indipendente, che dia ascolto alle richieste di tutti i movimenti sociali sull'educazione, la salute e la casa.

    La costituzione è stata approvata con il 61.79% dei voti.
    Il dato non è tuttavia omogeneo in tutto il Paese. Nei cinque Dipartimenti (Regioni) più popolosi il “SI” ha stravinto, arrivando a sfiorare anche l’80%.. Nelle altre quattro ha invece prevalso il “NO”. Queste quattro Regioni costituiscono la cosiddetta “zona della mezza luna” (Santa Cruz, Beni, Tarija, Pando), regioni anti-Morales, popolate dall’oligarchia latifondista e dall’alta borghesia.

    Il secondo quesito, non meno importante, riguardava la riforma agraria. Ovvero definire il numero di ettari oltre il quale la terra viene considerata latifondo. Le due opzioni erano 5.000 o 10.000 ettari (inutile dire che la seconda opzione era quella appoggiata dall’opposizione latifondista).
    Questo quesito ha visto una vittoria ancora più ampia del fronte che si riconosce in Morales che si attesta oltre l’80%.

    L’opposizione sconfitta ha provato a denunciare dei brogli ma senza troppa convinzione. Le elezioni infatti si sono svolte alla presenza di osservatori dell’Unione Europea, degli Stati Americani e altre organizzazioni e tutti sono stati concordi nel dichiarare le operazioni trasparenti e tranquille.

    Quali indicazioni si possono trarre da questi risultati?

    La prova elettorale era particolarmente difficile per Morales in quanto era atteso al varco dai paesi nemici (USA e alleati) che speravano in una flessione (sia nelle percentuali di votanti che nel consenso) per poter attaccare la politica del governo.

    Bisogna infatti ricordare che dall’insediamento di Morales (gennaio 2006) il Governo, mantenendo le promesse dalla campagna elettorale, nazionalizzò prima le riserve di gas, poi la fonderia di Vinto, nell'altipiano boliviano, in mano alla multinazionale Svizzera Glencore e le riserve petrolifere.
    Per l’opposizione e per molti analisti americani ed europei, la nazionalizzazione degli idrocarburi non ha dato i risultati attesi.
    I fatti però, dicono che da quando gli idrocarburi sono stati nazionalizzati (1° maggio 2006) lo Stato ha i soldi sufficienti per portare avanti le proposte fatte agli elettori nella campagna elettorale e non si ritrova pieno di debiti, cosa che succedeva puntualmente negli anni in cui la Bolivia seguiva i dettami del F.M.I.
    Inoltre, dato non economico ma indicativo dell’indipendenza del governo dai poteri forti mondiali, durante il recente genocidio dei palestinesi a Gaza, la Bolivia ha rotto le relazioni con Israele, cacciandone l’ambasciatore.
    Ci sono quindi tutte le condizioni per poter dichiarare la Bolivia “nemica dell’occidente” e fare di tutto per abbattere il governo di Morales per sostituirlo con i soliti e ben conosciuti lacchè filoamericani.

    Il referendum è stato quindi vissuto anche come una sorta di bilancio di questi primi tre anni di gestione del nuovo Governo. E il risultato ha dimostrato senza ombra di dubbio che la Bolivia è con Morales.
    Indubbiamente Morales esce rafforzato da questo voto e porta a casa due risultati alla vigilia non scontati (sia nel risultato, che, soprattutto, nelle dimensioni dello stesso).

    Prima di tutto la risposta della popolazione al suo appello è stata ottima; basti pensare che l’affluenza ha superato il 90%. E questo dato smentisce chi descriveva in calo il consenso e la credibilità di Morales presso la popolazione.

    Inoltre Morales si dimostra ancora una volta Presidente amato dalla parte più debole e meno ricca del Paese. I voti contrari sono raggruppati in quelle zone abitate dai latifondisti filoimperialisti e i loro accoliti. E’ certo che la battaglia di Morales è tutt’altro che vinta in quanto l’opposizione, pur essendo minoranza, resta forte (soprattutto nella ricca zona di Santa Cruz), ha dalla sua mezzi economici importanti e soprattutto vanta l’appoggio degli USA e dei loro alleati (Bush o Obama poco cambia al momento).
    Ma questi referendum pongono le condizioni per poter proseguire ancora più in profondità nel processo di riforme che Morales sta attuando.
    E finché la popolazione indigena continuerà ad appoggiare Morales con questo entusiasmo si può stare ragionevolmente sicuri che questo processo non potrà essere interrotto tanto facilmente dalle forze filoimperialiste.



    http://www.campoantimperialista.it/i...-cat&Itemid=30

 

 

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