



La Nuova Sardegna
LUNEDĚ, 26 GENNAIO 2009 Pagina 4 - Fatto del giorno
Il leader di Irs: «L’Italia ci ridia i nostri soldi»
La leva fiscale č quella giusta, chiediamo che l’isola sia messa nelle condizioni di autogovernarsi con le proprie risorse
CAGLIARI. Il vento di maestrale ha aiutato gli indipendentisti dell’Irs a dare vigore alle loro bandiere sulle scale del Bastione di San Remy: una convention all’aria aperta, sotto il sole e davanti a un mare di un azzurro intenso, per lanciare la candidatura del loro leader Gavino Sale.
Gli ottanta candidati di Indipendentzia Repubrica de Sardigna, con gli striscioni «meno autonomia piů sovranitŕ», hanno dato vita a una festa per dire che la loro idea č quella di «uscire dall’isolamento: «Sardi liberi, europei, mediterranei». I militanti di Irs, a distanza di cinque anni dalla nascita della loro formazione politica che si era presentata alle elezioni regionali del 2004 sempre con Sale nel ruolo di aspirante presidente, sono riusciti a presentare liste in tutte e otto le cricoscrizioni provinciali. La convention di presentazione č servita per rilanciare con forza le linee politiche e programmatiche. «L’Irs - ha spiegato Franciscu Sedda, del consiglio nazionale del partito - si propone di dare voce ad un indipendentismo moderno, non violento, un indipendentismo che si distacca dal sardismo che č pronto mettersi sotto i partiti italiani».
Il ruolo del protagonista č comunque sempre riservato a Gavino Sale. «Il voto del 15 e 16 febbraio - ha spiegato - rappresenta un momento importante perchč chiediamo agli elettori di decidere se Irs deve continuare ad esistere e a crescere. Per questo - ha sottolineato - abbiamo bisogno di un segno che ci incoraggi in questa direzione». Riguardo alla mancata alleanza con Renato Soru, che era stata proposta dall’ex governatore dopo le dimissioni, Sale ha ribadito che «abbiamo fatto una scelta di coerenza, mentre sulla nascita di Unidade Indipendentista il leader di Irs ha parlato di «schema vecchio», anche se si č detto «contento che ci sia un’altra forza indipendentista che scuote le coscienze dei sardi».
Nel proprio programma il movimento di Sale propone alcuni spunti chiave legati alla fiscalitŕ e all’energia. «La leva fiscale - ha spiegato - č la chiave di tutto. Io l’avevo suggerito a Soru di legarla al principio dell’insularitŕ, ma non mi ha ascoltato e ora ci ha pensato il Centrodestra. E ha fatto bene. Se facciamo come l’Irlanda, lo sviluppo č garantito: non chiediamo niente di piů che riavere dall’Italia i nostri soldi e abbassare le tasse. La Sardegna sarebbe davvero competitiva, ha la forza per diventarlo senza dover mendicare regali». Per l’energia, «č indispensabile puntare sulle fonti rinnovabili ma gestite dai sardi e non dagli industriali milanesi che vengono qui a fare soldi con il nostro vento».
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La Nuova Sardegna
LUNEDĚ, 26 GENNAIO 2009 Pagina 4 - Fatto del giorno
Unidade indipendentista: «Non votate per Roma»
I candidati dei partiti italiani non potranno risolvere i problemi dell’isola, solo l’unitŕ dei sardi puň dare un autentico sviluppo
CAGLIARI. Quattro sigle unite «nell’unico vero polo alternativo al polo italianista formato da Centrodestra e Centrosinistra». E’ lo slogan di Unidade indipendentista, la formazione che ha candidato l’avvocato Gianfranco Sollai alla presidenza della Regione. Formazione formata da Sardigna Natzione di Bustiano Cumpostu e da A Manca pro s’indipendentzia di Erik Madau, piů i movimenti 28 de Abril e A Foras.
Uniti per un obiettivo che va oltre le individualitŕ proprie dei vari movimenti indipendentisti e un monito ai «padroni italiani»: giů le mani dai simboli della Sardegna. Questo cartello si č presentato ieri mattina nel quartiere di Villanova, a poca distanza dal bastione di San Remy dove era in corso la convention dei rivali dell’Irs.
Le ragioni che hanno portato alla nascita di questa nuova «alleanza programmatica» sono state illustrate alla stampa dal candidato presidente Sollai, affiancato da Cumpostu e Madau. «I sardi devono essere uniti per la soluzione dei problemi dell’isola - ha detto Sollai - mentre č inconcepibile che possano risolverli candidati come Soru e Cappellacci, con i loro partiti italiani alle spalle». Secondo il candidato di Unidade, la partita si gioca su due poli principali, quello dei partiti italiani e quello indipendentista: «Sono due idee che si contrappongono».
«La nostra alleanza - ha annunciato Madau - va oltre le prossime elezioni regionali. Abbiamo iniziato a lavorare e questo voto č solo una tappa che noi pensiamo possa risultare positiva». Dal canto suo Cumpostu ha detto di ritenere che «dall’altra parte si lavora per padroni italiani, come Berlusconi e Veltroni: si impossessano dei nostri simboli, dei nuraghi e cantano “Procurad’e moderare” (l’inno sardo della riscossa contro le tirannie, a partire dai feudatari, ndr), ma sono proprio loro i baroni da scacciare».
Tra i punti del programma, oltre alla rivendicazione indipendentista, le questioni fiscali, energetiche e ambientali, ma anche una forte critica sul G8 a La Maddalena la prossima estate. «Noi non chiediamo la riduzione delle servitů militari - ha detto Cumposto - noi ne rivendichiamo l’eliminazione». «Non vogliamo - gli ha fato eco Sollai - essere complici delle guerre che si combattono nel mondo».
Infine il tema della «par condicio». «Soru si lamenta che il Centrodestra non rispetta le regole sui mezzi di comunicazione, ma noi - ha concluso - che cosa dobbiamo dire?».
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L'unione Sarda
Sabato 24 gennaio 2009
A Cagliari la presentazione del programma e dei candidati dei Quattro Mori.
Trincas attacca l'ex governatore: specula sulla nostra bandiera
I sardisti a Soru: «Meglio il centrodestra»
I Quattro mori, i muttetus, le launeddas, la sala piena, l'Isola da cambiare e «sempre Fortza Paris». Č l'esordio del Psd'Az a quattro domeniche dal voto, coi sardisti alleati del centrodestra. «Perché questa coalizione ha accolto le nostre proposte programmatiche, su federalismo, no al nucleare, piano straordinario per imprese e famiglie, riscrittura della Statutaria, conflitto di interessi da risolvere».
I CANDIDATI Gli ottanta candidati del partito sono accomodati su sedie blu. I loro nomi scorrono come negli appelli a scuola, e per ognuno č un applauso. Le liste di Cagliari e Nuoro sono guidate dai due consiglieri regionali uscenti, rispettivamente Giuseppe Atzeri e Paolo Maninchedda. A Oristano in pole position c'č il segretario Efisio Trincas, a Sassari Antonio Cardin, in Gallura Salvatore Murgia, nel Sulcis Paolo Luigi Dessě, nel Medio Campidano Amalia Collu, in Ogliastra Salvatore Giaccu. Il presidente Giacomo Sanna, invece, č «blindato» nel listino di Ugo Cappellacci.
LA STORIA Si capisce subito che i Quattro mori hanno voglia di fare bene in queste elezioni. Quanto basta per mettere una lunga serie di puntini sulle i. A cominciare dalla querelle per la bandiera sardista, consegnata da Trincas nelle mani di Berlusconi, una settimana fa. «Č il segno della nostra ospitalitŕ», chiarisce Sanna. Ma non finisce qui. «Qualcuno - continua il presidente - con attacchi volgari vorrebbe cancellare il partito. Ma sulla nostra storia decidiamo noi, democraticamente, non chi non la conosce. Veniamo da cinque anni in cui un uomo si č presentato come la novitŕ del momento, invece ha calpestato le istituzioni, deciso da solo, ha dimostrato di non avere sentimenti». Cambia la forma, ma non la sostanza nelle parole di Trincas, che parla in limba. «A fora Soru», scandisce il segretario. «L'ex governatore tenta di speculare sulla nostra bandiera perché ci teme». E poi una domanda: «Vi sembra che sia rinnovato un Pd che ricandida l'assessore all'Urbanistica Gian Valerio Sanna? Quel partito non ha nulla di democratico e il monarca Soru ha inventato il limite del doppio mandato per lasciare fuori i non allineati col pensiero unico».
IL FEDERALISMO Maninchedda ci mette un attimo a scaldare la platea. «Siamo qui per uscire dal museo dove cinque anni fa ci hanno chiuso. Ma ci č bastata una settimana e abbiamo ottenuto di legare la fiscalitŕ all'insularitŕ, riconosciuta dal governo Berlusconi. Č il federalismo che noi vogliamo, a differenza di quanto proposto dall'ex ministro Padoa-Schioppa». Il consigliere uscente passa alla resa dei conti con l'ex governatore, senza mai nominarlo. «Basta con la Sardegna dei favori, delle 120 intese firmate in cinque anni o di Caprera improvvisamente edificabile. Qualche nome? Colaninno, per esempio. Ormai esiste il sardo-razzismo: se il tuo cognome non finisce con la "u", non puoi dire di essere sardo. Ma se termina con la "o" e hai un po' di azioni, ti adottano subito». C'č spazio anche per una stoccata contro il nuovo look dell'ex presidente. Maninchedda dice: «Io mi vesto in velluto e sono pastore, mi tolgo la cravatta e sono povero. Cosě ti frego meglio».
GLI OBIETTIVI Sul programma torna pure Atzeri. «La prima necessitŕ č sbloccare l'economia, e ricostruire una visione del potere che parta dal basso e rispetti le autonomie locali». L'esponente del Psd'Az non usa mezzi termini, quando ricorda la conclusione della vertenza-entrate: «Soru ha scaricato sulle gracili spalle dei sardi i costi esponenziali di sanitŕ e trasporti, previsti all'articolo 102 della Finanziaria Prodi». A chiudere il conflitto di interessi: «L'ex governatore ha avuto la grazia per fare insieme il presidente, l'imprenditore e il capo di partito. Ora lo sappiamo: abbiamo un santo, il santo di Sanluri».
ALESSANDRA CARTA


L'unione sarda
Lunedě 26 gennaio 2009
Il cartello di Unidade Indipendentista mette in programma la riapertura della vertenza-entrate
«Basta con i diktat della nazione italiana»
Hanno messo da parte i particolarismi, ma non l'identitŕ. Hanno messo da parte i nomi dei loro movimenti, ma non la storia. Si sono uniti in quattro, sotto il cartello degli indipendentisti, la novitŕ di queste Regionali 2009. Č l'epilogo (breve) di Unidade indipendentista che marcia spedita verso il voto di febbraio. Il candidato governatore č Gianfranco Sollai, 49 anni, avvocato di Siamanna, «il penalista prestato alla politica», dice di sé. Ieri il via ufficiale alla campagna elettorale che raccoglie Sardigna Natzione, A Manca pro s'indipendenzia, Joventudi Indipendentista 28 de Abril e A Foras.
LE RAGIONI La saletta di via San Giacomo, a Cagliari, assomiglia a un laboratorio di idee. Un computer resta acceso fino all'ora di pranzo, e sforna volantini e messaggi per gli elettori. Sarŕ che «non c'č par condicio in questa campagna», accusa Sollai. L'osservazione avvelenata č «per tutti i mezzi di comunicazione, concentrati solo sui grandi partiti. Č un appunto che ci muovono i nostri stessi sostenitori, ma noi non abbiamo risposta». Che invece arriva sulle ragioni dell'unitŕ indipendentista. «Abbiamo capito», argomenta Bustianu Cumpostu, storico leader di Sardigna Natzione, «che non potevamo subire la nuova forma organizzativa dei partiti italiani, cosě ci siamo polarizzati anche noi». Insomma, una necessitŕ per sopravvivere alla vocazione maggioritaria della politica.
I CAPISALDI Il cartello di Unidade indipendentista tiene la barra drittissima sul percorso ideologico: «Il riconoscimento dell'insularitŕ», va avanti l'esponente di Sardigna Natzione, «non ci interessa. Non ha senso ragionare in termini di padroni buoni o cattivi. L'insularitŕ č solo una riverniciatura dell'indipendentismo. Il nostro obiettivo non č ottenere elargizioni dai padroni, ma essere liberi di decidere a casa nostra. Il diritto all'autodeterminazione ci spetta, ed č necessario per fare il salto di qualitŕ». La critica č tutta per «l'attuale modello di sviluppo, che ha obiettivi politici non economici. Vuol dire che fino ad oggi la programmazione ha impecorato i sardi e legato la nostra Isola agli interessi dei poteri italiani», sintetizza Cumpostu. Nel mirino finisce anche la legge elettorale (sbarramento al 3 per cento per le liste non collegate come Unidade). «Č una legge fatta per conservare potere e privilegi, noi sosteniamo il sistema proporzionale secondo il quale un voto indipendentista vale quanto uno italiano».
IL GOVERNATORE L'avvocato lo mette in chiaro subito: «Mi sono candidato perché per mestiere sono contro gli abusi, contro la rapina delle risorse». Esattamente la condizione in cui «versa la nostra terra», fa notare Sollai. La spiegazione č articolata e vale il paradigma della sfida indipendentista: «In Sardegna siamo guidati da partiti italiani, che fanno gli interessi della loro nazione, l'Italia. Per la stessa ragione noi dobbiamo diventare sovrani sulla nostra Isola. Perché soltanto noi possiamo tutelare e difendere al meglio il nostro patrimonio storico, culturale, linguistico e ambientale». Sollai si richiama per esempio «al pastoralismo», e contesta chi fa « banchittu , ovvero chi si china ai diktat della nazione italiana». Nel programma la riapertura della vertenza-entrate: «Siamo in credito di miliardi, non di misere rate». Ancora: «Riduzione dei costi energetici e potenziamento delle rinnovabili, autogoverno dei trasporti, mobilitŕ territoriale, diritto all'istruzione con un percorso formativo che assicuri l'insegnamento della lingua sarda». (a. c.)


L'unione sarda
Lunedě 26 gennaio 2009
Gli ottanta candidati al Bastione
La sfida dell'Irs per la sovranitŕ
La tramontana soffia forte, ma il sole basta a scaldare la scommessa indipendentista. «Meno autonomia e piů sovranitŕ», č l'imperativo dell'Irs che ieri ha scelto le scalette del bastione Saint Remy, a Cagliari, per la foto-ricordo delle Regionali 2009. Ottanta candidati in otto province, «siamo la nuova classe dirigente, perché di questo la nostra Isola ha bisogno», incalza Gavino Sale, il candidato presidente di Indipendentzia repubrica de Sardigna.
SGUARDO AL PASSATO La cornice č suggestiva anche per portare indietro memoria e ricordi. «Nel 1409», dice Sale, «la nazione sardisca, con i simboli dell'Arborea, perdeva la sua libertŕ nella battaglia di Sanluri contro i catalano-aragonesi. Esattamente 600 anni dopo, rimettiamo in moto quel processo e ripartiamo verso la riconquista dei nostri territori». L'indipendentismo non č un mantra, tanto meno un obiettivo di facciata, «ma un punto d'arrivo inesorabile. Per questo, nella tornata elettorale che si aspetta, chiediamo agli elettori se l'Irs deve continuare a esistere e crescere». Sale fa affidamento sul voto disgiunto: «Ci aspettiamo», chiarisce, «che la nostra coerenza tra teoria e prassi sia premiata».
GLI OBIETTIVI A sentire il candidato governatore, č proprio sul terreno dell'impegno politico che si gioca la differenza tra liste e partiti. «I due blocchi (destra e sinistra) stanno facendo propaganda, mentre il compito dell'Irs č spingere verso una visione e una direzione proiettiche. Siamo fortunati perché i segni della storia sono dalla nostra parte e si stanno manifestando in tutta la loro magia». Il modello su cui ricostruire la Sardegna, per l'Irs resta l'Irlanda, «un'isola come la nostra, ma ricchissima e indipendente». Il percorso della sovranitŕ da conquistare passa per il «riconoscimento della repubblica sarda». Quindi uno status di nazione che «va accompagnato con il dovere di riacchiappare e tutelare il mercato interno».
LA FISCALITŔ La teoria di Sale pioggia sulla certezza dei numeri: «La Sardegna importa l'83 per cento dei beni che consumiamo, ed esporta lo 0,06 per cento. Vuol dire che dobbiamo rifuggire dalla velleitaria ambizione di invadere la Cina, per puntare invece sulla defiscalizzazione del mercato interno. Abbiamo bisogno di un'economia leggera, vanno eliminati anche i gap negativi di gestione». Il riferimento č ai maggiori costi di produzione: «Si aggirano intorno al 15-20 per cento in piů rispetto alle aziende europee». Al centro del pacchetto programmatico, si ritrova poi il nodo del credito col governo di Roma, «stimato in 5mila miliardi (di lire)», chiude Sale. E se la strategia dell'Irs si fa foriera di nuova speranza, eccole spiegate le ragioni della corsa solitaria. «Abbiamo detto no al cartello elettorale tra tutti gli indipendentisti, perché l'unitŕ l'abbiamo giŕ raggiunta nel 2003, quando siamo nati. Eravamo in dieci, oggi siamo in migliaia», sottolinea Franciscu Sedda, capolista a Cagliari e numero due del listino regionale. (a. c.)




Partito Sardo d'Azione
Provincia di CAGLIARI
ATZERI GIUSEPPE
ANGIONI IVAN
BASCIU STEFANO
COSSU RUGGERO
CURRELI ELIO
DESSI’ GIANNI
GASPERINI ETTORE
LECIS SERGIO
MAINAS ENRICO
MARRAS WALTER
MELIS CARLETTO
MORITTU FRANCESCO
NIOI OLIVIERO
PUTZU MARCO
SALGO ANDREA
SANNA GIUSEPPINO
SCALAS MARIA CLOTILDE
SERRA ALDO
SOLINAS CHRISTIAN
VACCA TERESA
ZEDDA MICHELE
*******************
Provincia di SASSARI
CARDIN ANTONIO
CASSANO FRANCESCO
DONGU MARCELLA
FODDAI SALVATORE
GIORICO MAURO
MADEDDU PIETRO
MAZZEI PASQUALINO
ORTU PINO
PINNA MICHELE
PITTALIS MASSIMO
PLANETTA EFISIO
PODDIGHE ANDREA
SANNA PIETRO
*************
Provincia di NUORO
MANINCHEDDA PAOLO
MANCA PASQUALINO
BASSU PIETRO
FARCI GIUSEPPE
MELE CARMELO
PIGA GIANNI
PINTUS TONINO
*************
Provincia di ORISTANO
TRINCAS EFISIO
PIA GIANNI
SORU ROBERTO
SALARIS MARIANO
SOGGIU ANTONIO
PIRAS DANIELE
DEIDDA CARLO
*************
Provincia di OLBIA-TEMPIO
MURGIA SALVATORE
ZEN MIRANDA
CAREDDU PANU GIANNI
LORIGA ANTONELLO
MANCA FRANCESCO
*************
Provincia di CARBONIA-IGLESIAS
DESSI’ PAOLO LUIGI
MANCA ANNA RITA
CORTIS GIANFRANCO
CARTA SENETTE SALVATORE
PUDDU ADRIANO
*************
Provincia di MEDIO CAMPIDANO
COLLU AMALIA
CONCAS ANTONELLO
LILLIU EMANUELE
PINNA EVELINA ANGELA
*******************
Provincia di Ogliastra
GIACCU SALVATORE
MARINI GIUSEPPE


UNIDADE INDIPENDENTISTA
LISTINO NAZIONALE
Gianfranco Sollai
Bustianu Cumpostu
Erik Madau noto Erricu
Francesca Frigau nota Franca
Massimiliano Nappi
Antonio Giovanni Fancello noto Nino
Antonio Giovanni Salvatore Buluggiu
Marco Cualbu
Sergio Gabriele Cossu
Giancarlo sabato
CASTEDDU
Michele Atzori noto Dr.Drer
Piero Argiolas noto Pinza
Adriano Sollai
Alberto Denotti
Federico Mariano Giuntini
Antonello Marcis
Cristian Cabras noto Kresta
Elisabetta Pili
Consuelo Costa
Anna Maria Santolisier
Roberto Giovanni Mascia
Aurora Pigliapochi
Gianfranco Sollai
Carlo Furcas
Erik Madau noto Erricu
Cristiano Quesada
Franco Pisano
Sergio Loi
Giuseppe Perra noto Beppe
TATARI
Giovanni Pietro Marras
Maurizio Faedda
Nando Nocco
Angela Concu
Franca Frigau
Gino Nieddu
Antonio Spanu
Tino Nappi
Giuseppe Pirisi
Isadora Rachel
Marco Giola
Christian Marongiu
Gianni Satta
NUGORO
Bustianu Cumpostu
Pierfranco Devias
Pamela Gungui
Alessandro Sconamila
Francesca Marzo
Massimo Chironi
Marco Giuseppe Mascia
ARISTANIS
Gianfranco Sollai
Martino Scanu
Erik Madau noto Erricu
Pepe Luigi Pala
Roberto Casula
Pietro Frongia
Davide Romolo Nurra
OLBIA-TEMPIO
Giovanni Fancello
Bruno Bellomonte
Domenico Casula
Gion Loi Sabino
Cristiano Mattia Sabino
CARBONIA-IGLESIAS
Stefania Galizia
Giancarlo Saba
Sergio Gabriele Cossu
Michele Atzori noto Dr.Drer
Marco Cannas
OGLIASTRA
Sergio Loi
Paolo Sioni


Sale ci crede: puntiamo al 3 per cento
Gli indipendentisti dell'Irs: «Difendiamo gli interessi dell'Isola»
L'unione sarda Sabato
31 gennaio 2009
Gl indipendentisti dell'Irs provano a sbarcare in Consiglio regionale e tentano di tagliare il traguardo del 3 per cento delle preferenze.
Obiettivo tre per cento. Č l'imperativo per gli indipendentisti dell'Irs, solitari nella corsa al voto del 15 e 16 febbraio. Il candidato governatore č Gavino Sale che ieri ha presentato la lista di Cagliari, battendo sul ferro caldo del voto disgiunto: «In queste elezioni i sardi hanno la possibilitŕ di esprimere due preferenze: una per il presidente, l'altra per la lista provinciale, e possono essere date a partiti e coalizioni differenti tra loro». Una premessa che si traduce in messaggio agli elettori, quando mancano tre domeniche all'appuntamento con le urne: «Date almeno una preferenza a chi davvero difende, da sempre, gli interessi della nostra Isola e del suo popolo. Ovvero, date un voto utile affinché Irs sia rappresentato in Consiglio regionale». E sarebbe la prima volta per gli indipendentisti che hanno rispedito al mittente l'accordo con Soru, proposto dallo stesso ex governatore. Al movimento di Sale sarebbe stato garantito almeno un seggio nell'aula di via Roma e un posto nel listino blindato del centrosinistra (in caso di vittoria).
Nel collegio di Cagliari, primo degli indipendentisti č Franciscu Sedda che mette sotto la lente «l'importanza per la Sardegna di esercitare una sovranitŕ effettiva in ambiti come i trasporti, la cultura e l'energia». Un esempio: «Un impianto termodinamico, con una superficie pari a un terzo del poligono di Quirra, basterebbe a rendere l'Isola indipendente dal punto di vista energetico, abbassando i costi per famiglie e imprese».
Bettina Pitzurra (seconda in lista) guarda alla scuola: «La Sardegna ha perso tremila professori precari, ma in Europa ha uno dei piů alti tassi di dispersione scolastica. Il dato č drammatico, bisogna riflettere e porre rimedio. L'istruzione č l'asse portante del nostro sviluppo economico».
La mattina dell'Irs č stata chiusa dal filosofo Placido Cherchi, che ha ricordato: «Perdita di sovranitŕ e deculturalizzazione sono due processi legati tra loro. La prima ha due funzioni: guidare lo sviluppo e ridare alla cultura isolana l'importanza che gli spetta, in modo da invertire quel meccanismo di dimenticanza del sé che attanaglia la nostra memoria sarda».
ALESSANDRA CARTA