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  1. #1
    Eretico Arrosto!!!
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    Arrow Incredibile!!! Ne Sapete Qualcosa???

    NE SAPETE QUALCOSA????




    IL MESSAGGERO online
    Domenica 24 Aprile 2003

    I seguaci del defunto vescovo francese non hanno mai accettato la riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Due anni e mezzo di trattative

    SCISMA DI LEFEBVRE, UNA FERITA QUASI CHIUSA

    Il 24 maggio è atteso l'annuncio del reinserimento nella Chiesa di 3 dei 4 vescovi "ribelli"
    di ORAZIO PETROSILLO

    CITTA' DEL VATICANO - Per Giovanni Paolo II non ci sarà dono più grande per i suoi 25 anni di pontificato. Quello di chiudere quasi totalmente una bruciante ferita nell'unità della Chiesa cattolica che dura dal 1988. Sta, infatti, per concludersi il mini-scisma dei cattolici ultra-tradizionalisti, seguaci del defunto vescovo francese Marcel Lefebvre, tenacemente contrari alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, in particolare del rito della messa, ma anche di altri documenti conciliari come quelli relativi alla libertà religiosa e all'ecumenismo.
    Questo evento sarà il risultato di due anni e mezzo di trattative con concessioni generosissime da parte del Papa, come l'istituzione di una Amministrazione apostolica personale e la concessione esclusiva del messale pre-conciliare, perché desideroso di veder voltata una pagina molto dolorosa del suo pontificato.
    Il gesto di riappacificazione, che ricalca quello compiuto 15 mesi fa (18 gennaio 2002) con la ben più piccola comunità di tradizionalisti brasiliani di Campos, non mancherà di suscitare mugugni nella stessa Curia come tra i vescovi di Svizzera, Francia e Germania, e proteste da parte di coloro che riterranno tali concessioni un parziale passo indietro rispetto al Concilio.
    Il "reinserimento" nella piena comunione cattolica di almeno tre dei quattro vescovi scismatici perché consacrati da Lefebvre il 29 giugno '88 senza l'autorizzazione della Santa Sede, dei loro circa 400 sacerdoti e 100-150 mila fedeli legati alla Fraternità di "San Pio X", dovrebbe essere annunciato il 24 maggio proprio durante la messa, in latino e secondo il rito preconciliare, celebrata dal cardinale Darìo Castrillòn Hoyos nella basilica di Santa Maria Maggiore. Questa celebrazione secondo il rito di san Pio V (1570) e successivi adattamenti fino a quello del 1962 sotto il beato Giovanni XXIII, sarà la prima del genere in una basilica patriarcale romana. L'evento è rilevante anche per il ruolo del celebrante che è prefetto del dicastero per il Clero ma soprattutto presidente della Commissione "Ecclesia Dei" istituita dopo lo scisma di Lefebvre per facilitare il rientro nella Chiesa di sacerdoti, comunità e fedeli legati alla Fraternità "San Pio X" istituita dal vescovo tradizionalista. Castrillòn ha molto lavorato per questa riconciliazione. Il Papa e Ratzinger lo hanno appoggiato come gli altri membri di "Ecclesia Dei". Più eclatante della messa con il vecchio rito, sarà l'annuncio della fine dello scisma lefebvriano. Salvo ripensamenti e irrigidimenti dell'ultima ora. Dei quali fu ricca la vicenda di Lefebvre, quando si trattò di impedire la consacrazione illegittima di quattro vescovi, avvenuta ad Econe in Svizzera il 29 giugno 1988, che portò alla scomunica ipso facto.
    Le trattative condotte dal cardinale Castrillòn, colombiano di 74 anni non sospettabile di simpatie tradizionaliste, con il vescovo Bernard Fellay, superiore generale della "Fraternità di S. Pio X", sono cominciate ufficialmente il 29 dicembre 2000 con un incontro in Vaticano, "benedetto" l'indomani dal Papa in persona che incontrò brevemente lo stesso Fellay, il superiore italiano don Michele Simoulin, accompagnati dal cardinale. La cronistoria delle trattative non è semplice, con le pretese dei lefebvriani di vedere liberalizzata in tutto il mondo la messa secondo il vecchio rito che era stato riformato definitivamente dal Concilio nel 1965, e i loro costanti timori di «una trappola» vaticana. Sarebbero pronti a rientrare tre dei quattro vescovi ordinati nell'88: lo svizzero Bernard Fellay, il francese Bernard Tissier, l'argentino Alfonso De Gallareta. Rimarrebbero fuori l'inglese Richard Williamson e circa il 30 per cento dei lefebvriani.
    L'approccio di Castrillòn è stato per una soluzione "pragmatica", senza discussioni teologiche con loro: cancellazione della scomunica e riaccoglimento nella Chiesa, istituzione di una Amministrazione apostolica personale (come un Ordinariato militare) per i sacerdoti e fedeli legati alla Fraternità. Ovviamente i vescovi lefebvriani dovranno non solo sottomettersi al Papa ma anche riconoscere che la liturgia riformata dal Vaticano II è la stessa liturgia della Chiesa, come pure che la Chiesa rinnovata dal Concilio non è un'altra Chiesa.

  2. #2
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    CARO FRA' TOMMASO,

    NE ABBIAMO GIà PARLATO STAMANE IO ED IL PROFESSOR DAMIANI NEL THREAD "NO ALL'ANTINFALLIBILISMO GALLICANO: RISPOSTA AL DOSSIER PAGLIARANI".
    LA NOTIZIA CORRE IN RETE: IO STESSO HO AVUTO MAIL DI AMICI, CHI FESTANTE, CHI COSTERNATO.
    PRIMA DI ESPRIMERE ULTERIORI CONSIDERAZIONI, ASPETTO CONFERME ULTERIORI DAI PRIORATI.
    NON CREDO CHE PETROSILLO ABBIA FATTO UN SOGNO PER SCRIVERE L'ARTICOLO: PROBABILMENTE "QUALCUNO" GLI HA DATO QUESTE NOTIZIE.
    SE CORRISPONDENTE AL VERO, PER IL MONDO DI COLORO CHE SI OPPONGONO, A VARIO TITOLO, AL "CONCILIO VATICANO SECONDO", LA NOTIZIA HA LA STESSA PORTATA DI QUELLA DELLO SCOPPIO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. E NON è UN'ESAGERAZIONE.
    POTREI DIRE (ED INSIEME A ME MOLTI ALTRI E BEN PIù AUTOREVOLI): L'AVEVO DETTO.
    SE PENSO ALL'ULTIMO NUMERO DELLA "TRADIZIONE CATTOLICA"...
    AVEVA PROPRIO RAGIONE MONSIGNOR DES LAURIERS SUI PATTI ULTRA-ULTRA SEGRETI.

    UN SALUTO CORDIALE

    GUELFO NERO


  3. #3
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    Mi scuso con FraTommaso: ho modificato drasticamente il titolo del suo thread per rendere più chiaro ai forumisti e ai lettori di passaggio di cosa stavamo parlando.
    Ovviamente sono io l'unico responsabile del mutamento di titolo, non l'amico fra' Tommaso.

    Guelfo Nero

  4. #4
    cattolico refrattario
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    in effetti la notizia, se vera, sarebbe un terremoto. Credo che se si deciderà di fare una sorta di ordine che fa una Messa con l'indulto senza dover chiedere il permesso ci sarà un abbandono.
    d'altronde, se Roma ci tiene tanto ai rapporti, significa che bisogna incalzare ancora di più.
    comunque vedremo.





    saluti e speriamo bene.
    per risorgere bisogna insorgere

  5. #5
    Eretico Arrosto!!!
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    Mi scuso con i moderatori, se ho aperto una nuova discussione, su un tema in via di analisi, ma non me ne ero accorto. E forse ciò dimostra che la portata dell'antifona (possiamo definirla così????) è di tale rilevanza, da esigere un osservatorio privilegiato.

    Mi permetto di fare alcune ipotesi, partendo tuttavia da alcune riflessioni generali:

    a) Le porte degli inferi non prevarranno mai sulla Chiesa. Questo è dogma di Fede. E non si aggiunge nulla più.

    b) I prezzo da pagare, se è quello tracciato dal giornalista, da parte della Fraternità non sarà esoso. Niente dispute teologiche significa lasciare aperto il sipario sul futuro. Ricordiamoci che se oggi siamo ormai ridotti con l'acqua alla gola, con una messa ormai trasformata in show lo dobbiamo, più che ai giovani (educati in un certo modo), ai teologici e "illuminati" vescovi, preti et cetera che hanno creduto in una protestantizzazione della Chiesa. Morti certi personaggi, nessuno potrà più chiamare a raccolta le forze "lealiste del modernismo", che possono contare su qualche catechista frustrato, preti stanchi e ormai un po' vecchiotti, teologici datati, e qualche pubblicazione ex-cattolica, come Famiglia Cristiana, francamente messa sotto torchio perfino dall'attuale Pontefice. Ricordiamo che, ormai, la voce di protesta aumenta fra la gente umile. Alla fine certi personaggi in talare finiscono per essere come certi politici: loro contano e loro suonano.
    Non riconoscere come ALTRA la Chiesa post-conciliare non credo sia un problema: difficile sostenere che la CHIESA (e con questa parola io non intendo affermare talune eresie moderne) sia divenuta ALTRO, mentre 170/180 mila persone sono rimaste la Chiesa. Difficile, oltre che pericoloso. Diverso è il discorso della FALLACITA' delle dottrine insegnate: credo si possa risolvere tirando in ballo l'autorità di chi preposto ad AMMAESTRARE rettamente. Cancellare, anche nel futuro, il nome di un MONSIGNORE non degno del CATTEDRA DI PIETRO è cosa ben più lieve del cancellare 50 anni di storia. In questo, a mio parere, i tesisti si trovcano più avanti della Fraternità.

    Detto questo, cerchiamo di tracciare qualche scenaro, non per forza, caro Guelfo, disfattista. Certo, sarà come lo scoppio DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, ma deve far pensare il fatto che, tra coloro che temono, non ci siamo solo noi TRADIZIONALISTI, ma pure i più sfegatati modernisti. Deve far pensare.....

    PRIMO SCENARIO: INVOLUZIONE.

    1) Diventando una Amministrazione apostolica, difficilmente la Fraternità avrebbe le porta chiuse. Perfino se decidesse di celebrare nella piccola diocesi di Cefalù, il vescovo del luogo non potrebbe impedirglielo. Ricordiamolo: parliamo di Santa Messa, più SCONVOLGENTE delle DISPUTAZIONI teologiche. La gente vuole VEDERE, SENTIRE.... che questo sia l'inizio dello scardinamento?

    2) Troppi fedeli = cambiamento. Come 30 anni fa, così ora. Verso il modernismo ieri, verso la Tradizione ora. I Vescovi diocesani, temendo una fuga di fedeli, decidono di estendere l'indulto. Non sottovalutiamo i problemi che la santa Messa incontrerebbe. Ma attenzione: chi sa che la solennità non faccia più "vittime" della sciatteria????

    3) Una involuzione. Quando si tornerà indietro, si dovrà aprire il discorso spinoso del PERCHE' si sia andati avanti. Qui, allora, si apriranno le vere dispute, le vere contese. E chi avrà più gente vincerà. Volgare dirlo così, ma lo credo verisimile.

    4) LEGALIZZARE la Santa e mai dimenticata Messa Tridentina potrebbe attivare una reazione a catena: i gruppi di preghiera di San Padre Pio, l'Opus Dei, i Domenicani e altri gruppi "resistenti" (nella loro totalità, non parlo dei casi particolari.... IL MALE ESISTE DOVUNQUE!!!!) potrebbero incentiverna il culto, così come oggi non dimenticano di re la verità storica, anche davanti ai tanti MEA CULPA.



    SECONDO SCENARIO: EVOLUZIONE

    1) Quello che temo. Dopo la luna di miele, i lealisti modenisti danno l'assalto. Porte chiuse, proibizioni, sbando morale.

    2) Vi è una fuga di ex-fedeli della Fraternità, magari verso IMBC, e dunque verso una cattolicesimo ancor più ortodosso. Unico lato positivo: la visibilità frattanto acquistata del mondo Tradizionalista.

    3) Purtroppo, 20-30 anni di lavoro andato in fumo. Una batosta per il mondo Tradizionalista, ma che svelerebbe, definitivamente, i TANTI ALTARINI sui quali si consuma quell'incenso diabolico, dal quale scaturisce IL FUMO DI SATANA



    Sarà guerra, Guelfo Nero, ma non vuol dire che saremo noi a perderla. La perderà chi meno confiderà nella Provvidenza....... e noi in merito possiamo avere una marcia in più

  6. #6
    cattolico refrattario
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    tra Roma e la FSPX non è previsto nessuna riappacificazione.
    si va avanti così.
    per risorgere bisogna insorgere

  7. #7
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    Certamente il giornalista non avrà tratto ispirazione da un sogno, però va detto che non è la prima volta che se ne scrive e poi non accade nulla.
    Nel febbraio di due anni fa si dava per imminente il rientro, alcuni dicevano per Pasqua, altri addirittura abbreviavano il termine in due settimane.

    E’ anche vero che pure don Simoulin sull’ultimo numero di Roma Felix lascia intendere che qualcosa di importante possa essere nell’aria. Non dice cosa e se riguardi i rapporti con Roma o meno, ma pare cosa rilevante.

    Sui giornali s’è scritto anche che la Fraternità attenda i documenti delle Congregazioni annunciati nell’ultima Enciclica, previsti per ottobre, e che se ne fosse soddisfatta potrebbe essere un buon passo avanti verso un rientro verso fine anno.

    Ora qualcuno ha ipotizzato anche in questo caso tempi molto più ristretti.

    Vedremo


    Theophilus

  8. #8
    Eretico Arrosto!!!
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    Di sicuro c'è che qualcosa si muove. Non sappiamo cosa.
    Speriamo che non svendano. Non certo per orgoglio, ma proprio per il sommo bene della Chiesa.

  9. #9
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Mi permetto una telegrafica interferenza sul caso fraternità.
    Era ora!
    Vorrei che qualcuno mi rispondesse.
    Quanta confusione ha ingenerato tra i fedeli la fallace dottrina lefebvriana?
    E' possibile insegnare pubblicamente che il papa sbaglia, che sia lecito disubbidire al suo magistero dichiarandosi al contempo cattolici?
    E' da considerarsi aderente alla cattolicità (universalità) che un gruppo di sacerdoti guidati da vescovi senza giurisdizione si ritenga di fatto una pétite eglise salvifica al posto della Chiesa apostolica e romana?
    Potrei aggiungere altre domande con motivazioni a tutti note ed altrettando scandalose, ma qui mi fermo per amor di carità.
    Perchè gridare allo scandalo per una notizia del genere?
    Ritengo sia preferibile che la fraternità venga assorbita dalle rappresentanze materiali della chiesa scismatica piuttosto che essa continui ad insegnare una dottrina scandalosa, disubbidiente, gallicana e affatto cattolica con grave nocumento per le anime dei fedeli che si abbeverano ad essa con fiducia.
    Componenti della fraternità SPX: decidetevi una volta per tutte, senza finzioni nè vilissimi patteggiamenti misteriosi e aderite allo scandaloso magistero di mons. Wojtyla, smetterete così di corrompere le anime pie e finalmente svaniranno dubbi e fraintendimenti.
    Saluti a tutti.
    Bellarmino

  10. #10
    cattolico refrattario
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    sembra più una guerra di nervi, come se il primo che si stanca cede.
    lottare soli contro il mondo e contro Roma per Roma non è facile; sappiamo comunque che vincerà la verità.
    per risorgere bisogna insorgere

 

 
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