Congresso Nazionale MRE per fine febbraio.
http://www.repubblicanieuropei.org/s...aspx?idDoc=561


Congresso Nazionale MRE per fine febbraio.
http://www.repubblicanieuropei.org/s...aspx?idDoc=561




Evidentemente no. Per la verità, una regolare convocazione d'assemblea include data, luogo e ordine del giorno. Nel caso del Congresso l'agenda dei lavori è deducibile dallo statuto.
Ma non vogliamo parlare di procedure, che la tradizione emmerista spesso non rispetta. Più interessante e importante è il filo conduttore politico. Perché alla domanda "Dentro o non dentro il PD?" non risponderanno né chi vuole sinceramente entrare (perché è già entrato e non ha più la tessera del MRE) né chi vuole sinceramente starne fuori (perché se ne è già andato dal MRE). La domanda è dunque riservata ai fedelissimi della Sbarbati e di Musi.
La risposta è tuttavia prevedibile, perché legata al magnetismo del PD. Se questo partito andasse bene, attirerebbe sempre più gente, e dunque anche il MRE. Siccome sta andando male, e le previsioni per il futuro immediato sono al peggio, perde il potere di attrazione.
E' dunque possibile una decisione di non adesione al PD. Il che significherà il definitivo allontanamento degli emmeristi che già rivestono una carica piddina a livello locale, senza il ritorno di chi si è già staccato. Anche perché la non adesione non significa distacco. Se non è ambiguo, è mal trovato...


la strategia politica non è un'arte che si impara sui libri nè ci si può improvvisare strateghi per il solo fatto che si è stati nominati (non eletti), è un'arte fine dove si deve saper separare la "pancia" dalla "testa", saper attendere e saper valutare ogni azione anche quella che li per li ci sembra la meno importante ... saper valutare ogni elemento ed ogni conseguenza alle proprie mosse (soprattutto quelle avventate e dettate da cattivi consiglieri) quasi si stesse giocando una partita a scacchi ...
bisogna avere capacità concrete da "leader" e queste sono capacità rare, rarissime di questi tempi in cui i "leader" o presunti tali , sono offuscati da una questione morale volutamente irrisolta (perchè fa comodo non risolverla).
Si credo che sarà proprio un bel congresso ... a due.
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Ho paura che -come in una partita a scacchi- la prossima mossa sia praticamente obbligata e non molto dissimile da quanto è stato pronosticato nei post precedenti.
Per parte mia io continuo ad identificarmi nel documento finale del Congresso 2006 e da quello ritengo che bisognerebbe ripartire.
Nondimeno penso anche che al punto in cui siamo l'ipotesi di un onesto ed unilaterale scioglimento del Movimento sia una opzione che meriti di essere seriamente dibattuta (molto più che non un anacronistico dilemma PD-sì o PD-no).




Non è detto.
Anzi francamente credo che allo stato attuale il discorso del finanziamento non c'entri più nulla perché ormai gestibile anche in assenza del MRE come soggetto partitico. Credo.
Piuttosto mi sbaglierò ma il problema mi sembra unicamente quello di uno straccio di candidatura papabile per le Europee 2009, che a questo punto sarebbe da augurarsi potesse avvenire a favore di un buon esponente repubblicano di sinistra, ma al di fuori del MRE (per evitare di perpetuare il problema).




se ne vedo pochi dentro il MRE , non che fuori dello stesso ne veda molti. Certo vi è Giovineuropa che è persona di cultura e di interessi quantomeno europei, ed abituato a muoversi in ambito internazionale, ma non vedo molto altro. Ma non mi sembra che l'MRE possa essere intenzionato a battersi per qualcuno aldifuori della monteclatura; ed altri ragruppamenti che possano contare qualcosa non ve ne sono in giro e se qualcosa di nuovo può nascere, credo che se nasce pensando alle prossime europee, parte già col piede sbagliato.