Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Il congresso....smarrito!?

    Roma. E’ come l’antico Sarchiapone televisivo, questo congresso del Pd. Da mesi, dall’anno scorso, addirittura da dopo la sconfitta elettorale, tutti a discuterne, capi e sottocapi: lo facciamo subito, lo facciamo dopo, lo facciamo a metà strada, vediamo come vanno le europee.
    “Il congresso! Il congresso!”, salta su quotidianamente qualcuno.
    Pareva che il problema fosse solo farlo, questo fantomatico congresso.
    Poi, sul Corriere della Sera, appare un’intervista a Salvatore Vassallo, definito “il padre dello statuto del Pd”.
    Insomma: uno informato sui fatti.
    E che dice, Vassallo?
    “Il congresso? Non è previsto nessun congresso: questa parola nello statuto non c’è”.
    Ohibò: hanno fatto un partito e si sono dimenticati del congresso?

    Ieri, nel Transatlantico di Montecitorio, molti parlamentari democratici avevano l’espressione stralunata davanti a una simile novità: o lo statuto lo avevano letto in pochi, o a tutti era sfuggito il particolare.
    Due importanti dirigenti dell’ex Margherita provano a fronteggiare la situazione: “Beh, gli statuti possono sempre essere integrati… Se c’è l’esigenza…”. Pausa.
    Poi, sbotto simultaneo: “Il problema di Vassallo è un eccesso di ipersensibilità cavillesca!”.
    Sull’altra sponda democratica, nel senso degli ex diessini, ecco un autorevolissimo dalemiano.
    Storce il muso, alza la faccia al cielo, chiede pure lui di non essere citato, e concede: “Sono degli incapaci, il problema è tutto qui”.
    Non che sia un tema secondario, questo del congresso, ovviamente.
    E neanche un tema tenuto finora al di fuori delle dispute interne a Largo del
    Nazareno.
    Se Veltroni minacciò il congresso anticipato subito dopo la sconfitta a Roma
    (sostenuto da Bettini e da Letta), di un congresso dopo le europee ha parlato il dalemiano Latorre, il democristiano Fioroni aveva a novembre fatto sapere di preferire i tempi più lunghi – “i sì devono essere sì, i no devono essere no” – così da creare il clima per vincere amministrative ed europee,
    “e arrivare alla scadenza naturale del congresso”.

    Secondo Marco Follini “il congresso nel Pd è già cominciato”, e sempre nell’autunno scorso il veltroniano Giorgio Tonini aveva ottimistiche aspettative: “O trasformiamo la conferenza programmatica di gennaio in una cosa seria oppure meglio un congresso anticipato”.
    E Bettini, mentore di Veltroni: “Dobbiamo anticipare il congresso, non è possibile aspettare le europee”.
    Meno frettoloso, già a luglio dell’anno scorso appariva Pierluigi Bersani:
    “Vorrei che il primo congresso del Pd avvenisse pienamente dentro le regole statutarie… E’ bene che il congresso si tenga nel 2009”.
    “Il congresso nell’autunno del 2009”, disse pure Fassino.
    E D’Alema ha chiarito di non avere al momento smanie congressuali:
    “Abbiamo stabilito che il congresso si farà dopo le elezioni europee”.

    E adesso, manco nello statuto è previsto, tanto dibattuto argomento?
    “Lo statuto nostro è bizantino”, allarga le braccia Ermete Realacci.
    Ed Enzo Carra: “Se non si farà il congresso si farà un’altra cosa…”.
    Vassallo, in verità, spiega anche come avverrà l’elezione del segretario: in due turni, prima votano gli iscritti, poi i tre candidati con più preferenze saranno sottoposti al voto degli elettori.

    Per ora, c’è in giro l’Assemblea costituente, che però dal giugno dell’anno
    scorso non dà più notizie di sé.
    E inevitabilmente trionfano caminetti e strutture di vertice un po’ indefinite. Non un partito classico, il Pd, ma che non avesse previsto manco il congresso nello statuto…
    Fa la faccia incuriosita il dalemiano Marco Minniti:
    “Scriva: sono rimasto anch’io sorpreso…”.

    su www.ilfoglio.it di oggi

    saluti

  2. #2
    Amico di Oniria..wooff...
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    Predefinito

    quanti misteri per dire che non prendono posizione alle europee....sono e saranno orfani di partito.....ognuno cavalcherà chi vuole......svelato l'arcano.

    prima faranno le europee e dopo il congresso.

    wooff...siamo in attesa di risultati.....lascia,resta o raddoppia?

  3. #3
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    Predefinito

    Viceversa il Congresso del PdL è come la lotta all'evasione del governo Berlusconi.

  4. #4
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    Predefinito

    invece, il vostro ultimo congresso, com'è andato?
    Chi avete eletto a guida del partito?
    Ed il prossimo, quando pensate di organizzarlo?

    ma da che pulpito....

  5. #5
    Pasdar
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    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Viceversa il Congresso del PdL è come la lotta all'evasione del governo Berlusconi.
    E' inevitabile, è tragicamente ineluttabile.

    Citazione Originariamente Scritto da bayta89 Visualizza Messaggio
    invece, il vostro ultimo congresso, com'è andato?
    Chi avete eletto a guida del partito?
    Ed il prossimo, quando pensate di organizzarlo?

    ma da che pulpito....
    E' andato da schifo.
    Abbiamo riconfermato Gianflacco.
    Il prossimo a Marzo.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  6. #6
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Viceversa il Congresso del PdL è come la lotta all'evasione del governo Berlusconi.

    domanda

    alle europee con chi state?

    koraggio dai una risposta che io ti dico dava sta il PDL

    e 'stavolta non rido!

  7. #7
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    E dieci! Non dovete quotare nè rispondere a forumisti dichiarati out da PDL. Poi mi tempestate di post in cui vi lamentate delle farneticazioni di certi imbecilli.

  8. #8
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    Se AN sta nei Popolari, credo che il PD non abbia problemi di alcuna sorta..

    Credo sinceramente che alla gente freghi poco della collocazione europea del partito, ma sia più interessata alle proposte concrete..

  9. #9
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    "Quella di bruciare un leader dietro l'altro e' una delle cattive abitudini del centrosinistra: credo che una leadership abbia bisogno di tempo per affermarsi, come e' successo nel resto d'Europa e nel mondo a grandi protagonisti politici. Blair ha impiegato anni a costruire il New labour prima di vincere, Lula e' diventato presidente alla quarta candidatura. Comunque, per noi, decidera' il Congresso del prossimo autunno". Lo dice il leader del Pd Veltroni in una lunga intervista pubblicata sul numero di febbraio del mensile free press Pocket Diretto da Danile Quinzi. Veltroni parla di elezioni europee: "Non so con quale legge si andra' a votare. Noi abbiamo posto il problema di una legge, quella attuale, basata su un proporzionale puro e grandissimi collegi elettorali che favorisce la frantumazione. Non abbiamo nessuna voglia di comprimere la rappresentanza politica nel Parlamento europeo ma di eliminare gli eccessi di micro partiti. Abbiamo proposto uno sbarramento al 3 %, il Pdl ne voleva uno al 5 e alla fine e' arrivato al 4. Quello che della proposta Pdl non approviamo e' invece un sistema che sterilizza le preferenze. O sul piatto resta solo lo sbarramento e allora un accordo sulla nuova legge e' possibile o andremo a votare con quella che c'e'".

    http://www.repubblica.it/ultimora/24...taglio/3529928

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    Roma. E’ come l’antico Sarchiapone televisivo, questo congresso del Pd. Da mesi, dall’anno scorso, addirittura da dopo la sconfitta elettorale, tutti a discuterne, capi e sottocapi: lo facciamo subito, lo facciamo dopo, lo facciamo a metà strada, vediamo come vanno le europee.
    “Il congresso! Il congresso!”, salta su quotidianamente qualcuno.
    Pareva che il problema fosse solo farlo, questo fantomatico congresso.
    Poi, sul Corriere della Sera, appare un’intervista a Salvatore Vassallo, definito “il padre dello statuto del Pd”.
    Insomma: uno informato sui fatti.
    E che dice, Vassallo?
    “Il congresso? Non è previsto nessun congresso: questa parola nello statuto non c’è”.
    Ohibò: hanno fatto un partito e si sono dimenticati del congresso?

    Ieri, nel Transatlantico di Montecitorio, molti parlamentari democratici avevano l’espressione stralunata davanti a una simile novità: o lo statuto lo avevano letto in pochi, o a tutti era sfuggito il particolare.
    Due importanti dirigenti dell’ex Margherita provano a fronteggiare la situazione: “Beh, gli statuti possono sempre essere integrati… Se c’è l’esigenza…”. Pausa.
    Poi, sbotto simultaneo: “Il problema di Vassallo è un eccesso di ipersensibilità cavillesca!”.
    Sull’altra sponda democratica, nel senso degli ex diessini, ecco un autorevolissimo dalemiano.
    Storce il muso, alza la faccia al cielo, chiede pure lui di non essere citato, e concede: “Sono degli incapaci, il problema è tutto qui”.
    Non che sia un tema secondario, questo del congresso, ovviamente.
    E neanche un tema tenuto finora al di fuori delle dispute interne a Largo del
    Nazareno.
    Se Veltroni minacciò il congresso anticipato subito dopo la sconfitta a Roma
    (sostenuto da Bettini e da Letta), di un congresso dopo le europee ha parlato il dalemiano Latorre, il democristiano Fioroni aveva a novembre fatto sapere di preferire i tempi più lunghi – “i sì devono essere sì, i no devono essere no” – così da creare il clima per vincere amministrative ed europee,
    “e arrivare alla scadenza naturale del congresso”.

    Secondo Marco Follini “il congresso nel Pd è già cominciato”, e sempre nell’autunno scorso il veltroniano Giorgio Tonini aveva ottimistiche aspettative: “O trasformiamo la conferenza programmatica di gennaio in una cosa seria oppure meglio un congresso anticipato”.
    E Bettini, mentore di Veltroni: “Dobbiamo anticipare il congresso, non è possibile aspettare le europee”.
    Meno frettoloso, già a luglio dell’anno scorso appariva Pierluigi Bersani:
    “Vorrei che il primo congresso del Pd avvenisse pienamente dentro le regole statutarie… E’ bene che il congresso si tenga nel 2009”.
    “Il congresso nell’autunno del 2009”, disse pure Fassino.
    E D’Alema ha chiarito di non avere al momento smanie congressuali:
    “Abbiamo stabilito che il congresso si farà dopo le elezioni europee”.

    E adesso, manco nello statuto è previsto, tanto dibattuto argomento?
    “Lo statuto nostro è bizantino”, allarga le braccia Ermete Realacci.
    Ed Enzo Carra: “Se non si farà il congresso si farà un’altra cosa…”.
    Vassallo, in verità, spiega anche come avverrà l’elezione del segretario: in due turni, prima votano gli iscritti, poi i tre candidati con più preferenze saranno sottoposti al voto degli elettori.

    Per ora, c’è in giro l’Assemblea costituente, che però dal giugno dell’anno
    scorso non dà più notizie di sé.
    E inevitabilmente trionfano caminetti e strutture di vertice un po’ indefinite. Non un partito classico, il Pd, ma che non avesse previsto manco il congresso nello statuto…
    Fa la faccia incuriosita il dalemiano Marco Minniti:
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    saluti
    A guardare i tesseramenti, se lo facessero vince Bassolino

 

 

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