Da sempre l'Alta Valle del Marecchia è parte integrante di quella che nei tempi passati era chiamata Provincia metaurense. All'unità d'Italia staccarono Gubbio ed il Senigalliese, ora è la volta dei sette Comini della Valmarecchia che, lo ripeto, DA SEMPRE hanno condiviso la loro storia con quella dell'Urbinate. E, comunque, chi conosce quei luoghi e li raffronta con quelli contigui dell'Emilia Romagna, può constatare come non siano affatto lande degradate ma siti dove i servizi e la vibilità sono curati ben più che nel territorio circostante.

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Secessione, contrattacco in Aula


ANCONA - Follia, speculazione politica, snaturamento dei confini. L’on. Giovanelli, deputato Pd membro della commissione Affari Costituzionali della Camera, bolla così la febbre secessionistica dei sette Comuni della Valmarecchia che, con un referendum vinto con l’84% dei consensi nel 2006, chiedono l’annessione all’Emilia Romagna. La questione torna attuale perché giusto martedì la commissione di cui il parlamentare pesarese fa parte prenderà in esame la richiesta. Poi, a marzo, approderà in parlamento. Dopo aver infiammato la cronaca politica, l’argomento-secessione ha registrato un calo di interesse. Tutto tace. Sarà che ci sono le elezioni e nessuno vuole rischiare di perdere voti. Diciottomila per l’esattezza, quanti sono gli aventi diritto che - se il parlamento si dichiarerà a favore - traslocheranno baracche e burattini nella provincia di Rimini. Numeri da tenere a mente perché, in questo caso, la circoscrizione di Pesaro perderà un consigliere in consiglio regionale a favore di Macerata. Non solo. Secessione è veder andare via parte della propria storia. Dunque, non c’è da gioire.

Giovanelli è addirittura furioso. “Quello della Valmarecchia - spiega - sarebbe il primo caso di modifica di confini trattato dal parlamento”. Una questione non semplice tanto che parallelamente la commissione sta esaminando la proposta di modifica all’articolo 132. Norma assai importante in materia di distacco e aggregazione di Comuni e Province. “Fatto è - ribadisce Giovanelli - che non possiamo immaginare che i problemi pratici, come quelli avanzati di carenze di servizi e infrastrutture, si risolvono cambiando confine”. C’è un problema storico, ammette il parlamentare, “ma con questo provvedimento andremo a infrangere l’unità di un territorio”. C’è il parere favorevole dell’Emilia Romagna, quello contrario delle Marche. “Il parlamento a chi darà ragione? Costituzionalmente - è l’opinione di Giovanelli -, richiamando proprio l’articolo 132, dovrebbe essere più rilevante il parere delle Marche”.

Quel giorno, il 17 marzo del 2008, in un Consiglio presidiato dalla polizia come uno stadio all’ultima partita del derby, erano volati stracci. Nel vero senso della parola. Cittadini dei Comuni secessionisti si erano scagliati contro la decisione dell’Aula che, con 22 sì e 14 no, aveva confermato il parere negativo espresso dalla giunta sul distacco. “Ma non ci sono solo quei sette Comuni - ricorda Giovanelli - altri due, Montecopiolo e Sassofeltrio, si sono espressi poco dopo nella stessa maniera. Con questo provvedimento - continua - andremo a infrangere l’unità del territorio. Mi batterò perché non avvenga. Per ragioni affettive ma anche economiche: il turismo di Pesaro ne verrebbe a soffrire. Questi Comuni peraltro godono di uffici decentrati e di un ospedale che Provincia e Regione hanno garantito. Lo sanno quanti hanno votato a favore del referendum che se passeranno a Rimini questi servizi verrebbero meno?”.

Ma quando si parla di volontà popolare molti alzano le mani. “I cittadini hanno chiesto, è giusto che il parlamento si esprima” è il parere dell’on. Vannucci, Pd, che pur taccia i secessionisti di posizione “antistorica” visto che perfino i confini fra le nazioni non ci esistono più. E così anche Roberto Giannotti, consigliere di Forza Italia. Per lui, che è di origini urbinati, ci sarà una “lacerazione territoriale” ma, dice, “la volontà popolare va rispettata per quanto possa dichiararmi infelice per la decisione”. Nel frattempo, dichiara il presidente della Provincia di Pesaro Urbino Ucchielli, “si continuerà a fare quello che si è sempre fatto e questo dimostra la nostra attenzione per quei territori”. Ultimo provvedimento in ordine di tempo, lo stanziamento di 900 mila euro per ampliare la scuola di Novafeltria. “Stanno con noi e ci comportiamo come dobbiamo”, dichiara ancora Ucchielli. “Ripensateci” è l’appello di Lia Celi, scrittrice e blogger, ai suoi conterranei. “Ma i miei compatrioti - chiede - sono sicuri che Bologna sarebbe meno matrigna di Ancona?”.

PIA BACCHIELLI,