User Tag List

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
Like Tree1Likes

Discussione: Spigolature da Strasburgo

  1. #1
    Realismo Spietato
    Data Registrazione
    06 Feb 2013
    Località
    Batteria dello Chaberton
    Messaggi
    8,972
    Mentioned
    53 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Spigolature da Strasburgo

    Esteri
    07/01/2014
    Strasburgo: i figli hanno diritto
    d’avere il cognome della madre


    Condanna dell’Italia dalla Corte europea dei diritti umani










    I genitori devono avere il diritto di dare ai figli il solo cognome materno. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che oggi ha condannato l’Italia per aver violato i diritti di una coppia di coniugi avendogli negato la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre invece di quello del padre.

    Nella sentenza, che diverrà definitiva tra 3 mesi, i giudici indicano che l’Italia «deve adottare riforme» legislative o di altra natura per rimediare alla violazione riscontrata.

    A fare ricorso alla Corte di Strasburgo sono stati i coniugi milanesi Alessandra Cusan e Luigi Fazzo, cui lo Stato italiano ha impedito di registrare all’anagrafe la figlia Maddalena, nata il 26 aprile 1999, con il cognome materno anziché quello paterno. La coppia che sin da allora si è battuta per vedersi riconosciuto questo diritto, ha vinto oggi a Strasburgo. I giudici della Corte hanno infatti condannato l’Italia per avere violato il diritto di non discriminazione tra i coniugi in congiunzione con quello al rispetto della vita familiare e privata. In particolare, i giudici sostengono che «se la regola che stabilisce che ai figli legittimi sia attribuito il cognome del padre può rivelarsi necessaria nella pratica, e non è necessariamente una violazione della convenzione europea dei diritti umani, l’inesistenza di una deroga a questa regola nel momento dell’iscrizione all’anagrafe di un nuovo nato è eccessivamente rigida e discriminatoria verso le donne». Nella sentenza i giudici sottolineano anche che la possibilità introdotta nel 2000 di aggiungere al nome paterno quello materno non è sufficiente a garantire l’eguaglianza tra i coniugi e che quindi le autorità italiane dovranno cambiare la legge o le pratiche interne per mettere fine alla violazione riscontrata.

    La Stampa - Strasburgo: i figli hanno diritto d?avere il cognome della madre
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Realismo Spietato
    Data Registrazione
    06 Feb 2013
    Località
    Batteria dello Chaberton
    Messaggi
    8,972
    Mentioned
    53 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Esteri
    19/02/2013 - il caso
    Coppie gay, la Corte di Strasburgo:
    “Sì ad adozione dei figli del partner”


    La sentenza sul ricorso presentato
    da una coppia di donne austriache
    AP

    + La svolta di Amburgo: “Matrimoni gay equiparati a quelli etero”
    + Cosa significano le adozioni gay? A cura di Maurizio Ternavasio








    Grazie alla Corte di Strasburgo le coppie omosessuali hanno guadagnano un altro diritto: da oggi potranno adottare i figli del loro partner, anche se soltanto in quegli Stati che concedono già questa possibilità alle coppie eterosessuali non sposate.

    I giudici della Corte europea dei diritti umani, in una sentenza definitiva emessa nei confronti dell’Austria, sono stati molto precisi. Gli Stati, come l’Italia, che consentono l’adozione dei figli dei partner solo alle coppie sposate, non violano la Convenzione europea dei diritti umani se non garantiscono questa possibilità anche alle coppie non sposate, e non sono quindi tenute a cambiare la propria legislazione. Nella sentenza i giudici hanno anche ribadito che gli Stati non sono neanche tenuti a garantire il matrimonio alle coppie dello stesso sesso.
    La sentenza di oggi riguarda il ricorso presentato da due donne che convivono da molti anni, e il figlio di una di loro, nato nel 1995 da una relazione extra coniugale. Nel 2005 le donne hanno concluso un accordo di adozione per creare un legame legale tra il minore e la compagna della madre. Ma quando si sono rivolte ai tribunali per far riconoscere l’accordo, questi hanno opposto un rifiuto. In base all’attuale legge austriaca si sarebbe creato un paradosso perché l’adozione del minore da parte della compagna avrebbe troncato ogni legame legale con la madre naturale: la legge infatti stabilisce infatti che l’adozione da parte di un partner pone fine al legame con il genitore biologico dello stesso sesso.

    I giudici di Strasburgo hanno tuttavia trovato infondato questo principio e hanno stabilito che avendo il legislatore austriaco aperto l’adozione dei figli dei partner alle coppie non sposate eterosessuali, questo diritto deve essere garantito anche a quelle omosessuali. Tanto più - viene affermato nella sentenza - che il governo austriaco non è riuscito a dare alcun valido motivo per un diverso trattamento tra le coppie non sposate eterosessuali e omosessuali.

    Anche se non riguarda l’Italia, visto che l’adozione dei figli dei partner non è aperta alle coppie non sposate, la sentenza ha sollevato molte reazioni tra i politici italiani. È stata definita «storica» da Franco Grillini, presidente di Gaynet, mentre il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha ribadito il suo `no´ secco all’adozione per gli omosessuali: «Chi la vuole non voti Udc, nell’adozione dei figli io sto dalla parte dei bambini che hanno diritto a una paternità e una maternità». E se Pier Luigi Bersani ha come modello la legislazione tedesca «tale e quale», Silvio Berlusconi ha dichiarato di non essersi ancora fatto una sua idea mentre il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri ha parlato di sentenza `sbagliata´: «Chi difende i principi del diritto naturale deve contrastare con chiarezza e coraggio un orientamento che mina alle basi la vita della nostra società».
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  3. #3
    Realismo Spietato
    Data Registrazione
    06 Feb 2013
    Località
    Batteria dello Chaberton
    Messaggi
    8,972
    Mentioned
    53 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Strasburgo, l'Italia condannata
    per i respingimenti verso la Libia


    Sentenza storica della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo che condanna l'Italia all'unanimità. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, è stato violato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. Il nostro Paese dovrà versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime. Riccardi: "Ripensare alla nostra politica sull'immigrazione". La Cancellieri: "Sentenza va rispettata"

    di VLADIMIRO POLCHI

    ROMA - Stop ai respingimenti in mare. Bocciate le espulsioni collettive. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato all'unanimità l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, è stato violato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. Strasburgo ha così posto un freno ai respingimenti indiscriminati in mare e ha stabilito che l'Italia ha violato il divieto alle espulsioni collettive, oltre al diritto effettivo per le vittime di fare ricorso presso i tribunali italiani. L'Italia è stata condannata a versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, in quanto due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili.

    La Farnesina. "Il trattamento riservato a migranti e profughi messi in salvo è stato sempre conforme agli obblighi internazionali ed informato ai fondamentali principi di salvaguardia dei diritti umani". Così fonti della Farnesina commentano la sentenza di Strasburgo aggiungendo che l'Italia "rispetta" e "analizzerà " il verdetto.

    Il ministro dell'Interno. "La sentenza - ha detto in un comunicato stampa Annamaria Cancellieri - in quanto proveniente da un alto organo giurisdizionale europeo, va rispettata e non commentata. Il Governo si confronta con i mutati scenari in Libia e sono in corso contatti con la nuova dirigenza per riavviare la collaborazione operativa fra i due Paesi. Ogni iniziativa sarà improntata all'assoluto rispetto dei diritti umani, ma con altrettanta fermezza sarà contrastata l'immigrazione illegale".

    Riccardi. La sentenza della Corte di giustizia di Strasburgo che ha condannato l'Italia per i respingimento in Libia di alcuni immigrati "sarà ricevuta e valutata con grande attenzione" dal governo italiano "e ci farà pensare e ripensare alla nostra politica per l'immigrazione". Così il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi, a margine della due giorni Ifad sull'agricoltura sostenibile. Il ministro ha spiegato che come governo "ne prenderemo insieme visione e capiremo che fare. Io l'accetto con molto rispetto per le istituzioni europee", ha aggiunto Riccardi, sottolineando che il fine del governo è quello di "fare una politica chiara, trasparente e corretta sull'immigrazione".

    Maroni. Di "incomprensibile picconata del buonismo peloso" parla invece l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, principare sponsor della politica di respingimenti inaugurata dal governo Berlusconi. "È una sentenza politica di una corte politicizzata", dice Maroni. "Rifarei esattamente quello che ho fatto: impedire ai barconi di clandestini di partire dalla Libia, salvare molte vite umane e garantire maggiore sicurezza ai cittadini".

    I precedenti. La politica migratoria del vecchio governo Berlusconi continua a perdere pezzi. A picconare i pacchetti sicurezza e la Bossi-Fini sono tribunali ordinari, Consiglio di Stato, Corte di Cassazione, Consulta e Corte di giustizia dell'Unione europea. Sotto le loro sentenze cadono: l'aggravante di clandestinità, il divieto di matrimonio con irregolari, il reato di clandestinità (nella parte che punisce con il carcere gli immigrati irregolari). Ora a crollare è il muro dei respingimenti in mare dei migranti, sotto i colpi della Corte europea dei diritti dell'uomo

    Il respingimento del 6 maggio 2009. La sentenza della Corte di Strasburgo colpisce i respingimenti attuati dall'Italia verso la Libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglato dal governo Berlusconi. "Il 6 maggio 2009, a 35 miglia a sud di Lampedusa - spiega il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) - in acque internazionali, le autorità italiane hanno intercettato una nave con a bordo circa 200 persone di nazionalità somala ed eritrea (tra cui bambini e donne in stato di gravidanza).

    I migranti - stando al ricorso - sono stati trasbordati su imbarcazioni italiane e riaccompagnati a Tripoli contro la loro volontà, senza essere prima identificati, ascoltati né preventivamente informati sulla loro effettiva destinazione. I migranti non hanno avuto alcuna possibilità di presentare richiesta di protezione internazionale in Italia. Di queste 200 persone, 24 (11 somali e 13 eritrei) sono state rintracciate e assistite in Libia dal Cir e hanno incaricato gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci dell'Unione forense per la tutela dei diritti umani di presentare ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo".

    Le condizioni di detenzione in Libia. "Le successive condizioni di vita in Libia dei migranti respinti il 6 maggio 2009 sono state drammatiche - sostengono dal Cir - La maggior parte è stata reclusa per molti mesi nei centri di detenzione libici, dove ha subito violenze e abusi di ogni genere. Due ricorrenti sono deceduti nel tentativo di raggiungere nuovamente l'Italia a bordo di un'imbarcazione di fortuna. Altri sono riusciti a ottenere protezione in Europa, un ricorrente proprio in Italia. Prima respinti e poi protetti, a dimostrazione della contraddittorietà e insensatezza della politica dei respingimenti". Al riguardo va ricordato che, secondo le stime dell'Unhcr, circa 1.500 migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l'Italia via mare nel 2011.

    Le reazioni alla sentenza. "Viene condannato il governo italiano ma vince lo spirito della nostra Costituzione, nonché la tradizione del popolo italiano - sostiene Andrea Olivero, presidente nazionale Acli - quella di un paese accogliente che non respinge i disperati in mare consegnandoli ad un tragico destino. Un monito durissimo per il governo che ha commesso quell'errore e per le forze politiche che non solo difesero, ma si fecero vanto di quell'azione, mentre tutte le organizzazioni della società civile per il rispetto dei diritti umani ne denunciavano l'illegalità e la disumanità".

    Unhcr. La sentenza è "un'importante indicazione per gli stati europei circa la regolamentazione delle misure di controllo e intercettazione alla frontiera". Lo ha affermato Laurens Jolles, il Rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) per il sud Europa: "ci auguriamo che rappresenti un punto di svolta per ciò che riguarda le responsabilità degli Stati e la gestione dei flussi migratori". L'Unchr comprende le "sfide che le migrazioni irregolari pongono all'Italia e agli altri paesi dell'Unione Europea e riconosce i significativi sforzi compiuti dall'Italia e dagli altri stati per salvare vite umane nell'ambito delle loro operazioni di ricerca e soccorso in mare". Ma, sottolinea l'Alto Commissariato, "Le misure di controllo alla frontiera non esonerano gli stati dai loro obblighi internazionali; l'accesso al territorio alle persone bisognose di protezione dovrebbe pertanto essere sempre garantito".

    Amnesty International. Ha definito "una pietra miliare" la sentenza emessa oggi dalla Corte europea dei diritti umani nel caso Hirsi Jamaa e altri contro l'Italia. L'Organizzazione era intervenuta come parte terza durante la procedura scritta dinanzi alla Corte, ricordando che l'azione delle autorità italiane aveva costituito l'avvio di una politica di respingimenti che aveva attirato numerose condanne e aveva rischiato di compromettere i principi fondamentali del diritto internazionale dei diritti umani. Il verdetto di oggi resta dunque un punto fermo "perché - si legge in una nota di Amnesty - rafforza e favorisce il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Europa e pone fine alle misure extraterritoriali di controllo delle migrazioni che non contemplano l'identificazione delle persone che gli stati sono invece obbligati a proteggere"
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  4. #4
    Realismo Spietato
    Data Registrazione
    06 Feb 2013
    Località
    Batteria dello Chaberton
    Messaggi
    8,972
    Mentioned
    53 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Corte di Strasburgo: equiparare aborto a olocausto è diffamatorio

    La Corte europea dei diritti dell’uomo ha confermato la sentenza della Corte Costituzionale tedesca che aveva condannato due attivisti antiabortisti. Collene Hoffer e Klaus Annen, nel 1997, avevano diffuso fuori da una clinica di Norimberga un opuscolo propagandistico in cui un ginecologo veniva definito “uno specialista in omicidi”, seguito dalla frase “Allora: olocausto. Oggi: bambinocausto”. La città di Norimberga aveva presentato ricorso contro i due attivisti, che si erano appellati alla libertà di espressione. Sia la Corte tedesca che quella di Strasburgo hanno però sostenuto che la vicenda non rientra nell’ambito di protezione della libertà di espressione, ma in quello della diffamazione nei confronti di una specifica persona, i cui diritti sono stati lesi attraverso l’arbitrario accostamento all’olocausto.
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  5. #5
    Realismo Spietato
    Data Registrazione
    06 Feb 2013
    Località
    Batteria dello Chaberton
    Messaggi
    8,972
    Mentioned
    53 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Sejdić-Finci, una sentenza ignorata




    Da quattro anni Jakob Finci, presidente della comunità ebraica di Sarajevo, attende che la Bosnia Erzegovina accolga la sentenza della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo che porta il suo nome. Intervista
    La Corte di Strasburgo, nel 2009, ha accolto con la sentenza Sejdić-Finci il ricorso da lei presentato contro la Bosnia Erzegovina per violazione della Convenzione Europea sui Diritti Umani. Quattro anni dopo, quella sentenza non è ancora stata applicata. Perché?
    Si tratta di una lunga storia che inizia nel 1995, con gli Accordi di Dayton. Quegli accordi prevedono che possano essere eletti alla presidenza tripartita della Bosnia Erzegovina solamente un serbo dalla Republika Srpska (RS), un croato e un bosgnacco dalla Federazione, e che nella Camera dei Popoli ci siano 5 serbi della RS, 5 croati e 5 bosgnacchi della Federazione. Nel gennaio 1996 mi incontrai con Richard Holbrooke, artefice di quegli accordi, e gli dissi che violavano i miei diritti in quanto, pur essendo un cittadino bosniaco, non facevo parte di nessuno di quei gruppi. Anni dopo, nel 2005, mi confessò che “a Dayton la cosa importante era fermare la guerra” e che “nessuno avrebbe mai creduto che la Bosnia sarebbe sopravvissuta per 10 anni”. Purtroppo però così facendo è stato creato un sistema discriminatorio. Quando entrò in vigore il Protocollo 12 alla Convenzione Europea per i Diritti Umani, che prevede che ogni carica elettiva deve essere aperta a tutti i cittadini di un determinato Paese, è diventato chiaro non solo che Dayton non era una soluzione per l'assetto istituzionale di questo Paese, ma che era contro la legge.
    Che cosa ha fatto?
    Prima delle elezioni del 2006 ho mandato una lettera alla Commissione Elettorale, chiedendo se potevo candidarmi alla Presidenza. Mi hanno risposto di no, e dunque ho portato il caso alla Corte di Strasburgo. All'incirca nello stesso periodo il mio amico Dervo Sejdić ha avviato un caso simile, presentando il punto di vista della comunità rom. I due casi sono poi stati uniti e hanno portato alla Sejdić-Finci.
    Si aspettava una vittoria?
    Io sono un avvocato di formazione e, dal punto di vista legale, per me era chiaro fin dall'inizio che avrei vinto il processo, perché la nostra Costituzione e la legge elettorale violano la Convenzione Europea sui Diritti Umani, di cui la Bosnia è parte. Anche per i nostri politici questo era chiaro. Il problema è che non riuscivano e non riescono a trovare un accordo su come cambiare la Costituzione. Ora, dopo 4 anni, siamo arrivati alla fine di ogni possibile rinvio. L'Unione europea ha dichiarato che, senza l'implementazione della Sejdić-Finci, la Bosnia Erzegovina non potrà presentare la propria candidatura, mentre il Consiglio d'Europa ha detto che non riconoscerà la validità delle prossime elezioni. Il problema non riguarda solamente i rom, gli ebrei o le 17 minoranze che vivono in questo Paese, ma anche ad esempio un bosgnacco che vive in Republika Srpska o un serbo che vive in Federazione.
    Qual è la vera ragione per cui la sentenza non viene accolta?
    Credo che in Bosnia Erzegovina esista una strategia che mira a tenerci fuori dall'Unione europea, per evitare che in questo paese si affermi uno stato di diritto. È evidente che il livello di corruzione è ormai esteso ad ogni livello dell'amministrazione, e che nessuno riesce a controllarla. Se entriamo nell'Unione, tutti dovranno rispettare le regole del gioco. Senza l'Unione, possono fare quello che vogliono.
    L'implementazione della Sejdić-Finci potrebbe innescare un più generale cambiamento nella società bosniaca?
    È chiaro che non risolverebbe tutti i problemi aperti, ma sarebbe una spinta reale alla democratizzazione di questo Paese. Bisogna vedere come verrà messa in pratica.
    La comunità internazionale dovrebbe intervenire più decisamente per tentare di risolvere lo stallo politico attuale?
    In questo momento la Bosnia Erzegovina non è al centro dell'attenzione della comunità internazionale, e nemmeno dell'Unione europea. Negli ultimi 5, 6 anni lo sforzo della comunità internazionale è stato diretto a come trovare un modo per chiudere la questione e andarsene dalla Bosnia Erzegovina. Il lavoro però non è finito.
    Ci sono rischi di una ripetizione degli anni '90?
    Tutto si può ripetere. Oggi la situazione in Bosnia è calma, ma solo in superficie. Temo ad esempio l'ipotesi di tre incidenti consecutivi, una serie di eventi che potrebbe modificare la situazione.
    Il dialogo inter-religioso è una garanzia per il mantenimento della stabilità?
    I leader religiosi di questa regione sono molto più ragionevoli di quelli politici. Sono più pragmatici, cercano di collaborare, di liberare la religione dall'immagine degli anni '90, quando addirittura la guerra era stata definita come una guerra religiosa, cosa che naturalmente non era, dato che un crimine commesso nel nome della religione è il più grande crimine contro la religione. La religione è stata manipolata dai politici, e molti leader religiosi hanno accettato questa manipolazione. Oggi però sono molto più moderati dei politici.
    Il censimento della popolazione che si terrà in ottobre può comportare dei rischi per la situazione nel Paese?
    Non credo ci siano rischi, il censimento è necessario. In Bosnia non sappiamo quanti siamo. Non sappiamo qual è la nostra età media, o quale sia il livello di istruzione della popolazione. Dobbiamo costruire asili oppure ospizi e cimiteri? Tutte le statistiche sono indicative. Se ad esempio fossimo meno di 3 milioni e trecentomila, come qualcuno sostiene, e non più 4 milioni e trecentomila, come prima della guerra, probabilmente il nostro reddito pro capite sarebbe molto più alto.
    Perché ci sono stati così tanti rinvii?
    Dovevamo tenere il censimento nel 2011, ma si sono opposti in particolare i bosgnacchi, sostenendo che questo avrebbe provato il successo della pulizia etnica. Io però ho sempre sostenuto che andava fatto ugualmente, e che questo era l'unico modo per mostrare che la pulizia etnica è davvero avvenuta. C'è un rischio nella nuova realtà, ma dobbiamo accettarlo. Inoltre la pulizia etnica non ha coinvolto solo i bosgnacchi, ma anche altri gruppi in altre parti del Paese.
    La conta dei diversi gruppi nazionali potrebbe portare nuova instabilità?
    Secondo la nostra Costituzione, anche se in Bosnia Erzegovina ci fossero il 97% di musulmani e l'1% di serbi, croati e altri, alla presidenza avremmo un serbo, un croato e un musulmano e nella Camera dei popoli 5 per ognuno di questi popoli. Niente nella nostra legge è basato sul numero degli appartenenti ai diversi gruppi etnici.
    Cosa potrebbe cambiare quindi dopo il censimento?
    Forse cambieranno degli atteggiamenti. Secondo il censimento pilota, una prova generale che si è tenuta nei mesi scorsi sia in Federazione che in Republika Srpska, il 35% dei rispondenti si è dichiarato “altro”, cioè né serbo né croato né bosgnacco. Sono persone stanche dei giochi dei nazionalisti. Inoltre riemerge la realtà delle nostre identità differenti. Io non sono solamente ebreo. Sono bosniaco, sono di Sarajevo, sono un europeo, sono un essere umano... Di tutte queste identità però mi chiedono di esprimerne solo una.
    Se il gruppo degli “altri” fosse superiore a quello di uno dei cosiddetti popoli costitutivi, cosa accadrebbe?
    Ci sarà una nuova realtà. Finora abbiamo solamente discusso di proiezioni. Bisogna affrontare la realtà, i rischi maggiori sono connessi al non fare il censimento.
    E' d'accordo su come il censimento è organizzato, su come le domande vengono poste?
    Assolutamente sì. Ci sono domande un po' delicate, e in questo momento la discussione è incentrata su come il censimento debba essere somministrato, se i moduli debbano essere semplicemente consegnati ai cittadini o spiegati loro. Ad esempio, se un figlio di padre ortodosso e madre musulmana chiede cosa dovrebbe scrivere nella casella della nazionalità, chi raccoglie le domande deve dare una sua interpretazione o stare zitto?
    Cosa pensa del fatto che non ci sia una casella con indicato “bosniaco”? Questa dovrebbe essere la voce prevalente in Bosnia Erzegovina...
    È possibile dichiararsi bosniaco, ma si verrà conteggiati nel gruppo degli “altri”. Ci si può definire come si vuole. In questa regione, in passato, c'è stato anche chi si è dichiarato klingoniano, dal pianeta di Star Trek, o eschimese.
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  6. #6
    Smoderatore
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    15,668
    Mentioned
    27 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Se fossi credente non potrei fare a meno di immaginare il Diavolo in persona dietro a una cosa che si fa chiamare "corte europea dei diritti umani".
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 07-01-14 alle 21:18

  7. #7
    Realismo Spietato
    Data Registrazione
    06 Feb 2013
    Località
    Batteria dello Chaberton
    Messaggi
    8,972
    Mentioned
    53 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    Se fossi credente non potrei fare a meno di immaginare il Diavolo in persona dietro a una cosa che si fa chiamare "corte europea dei diritti umani".
    Sono così satanicamente raffinati da essersi permessi il lusso di bocciare il ricorso dell'invasata finlandese contro il crocefisso nelle aule italiane, con la difesa delle posizioni pro-crocefisso affidata a un procuratore leghista, giusto per dimostrare che possono tutto e il suo contrario.
    Ultima modifica di Cale Yarborough; 08-01-14 alle 09:41
    Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.

  8. #8
    Pasdar
    Data Registrazione
    25 Sep 2004
    Località
    Padova
    Messaggi
    46,770
    Mentioned
    106 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    Se fossi credente non potrei fare a meno di immaginare il Diavolo in persona dietro a una cosa che si fa chiamare "corte europea dei diritti umani".
    Lo stesso concetto non solo di "diritti umani" ma anche e soprattutto di azionabilità giurisdizionale dei diritti umani è qualcosa che attinge la più profonda essenza del declino dell'Europa.
    Flaviogiulio likes this.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  9. #9
    Mistica Fascista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    118,246
    Mentioned
    552 Post(s)
    Tagged
    24 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Se Strasburgo impone la castrazione culturale

    Roma, 8 gen – Che le figure del maschio e del padre fossero destinate a diventare due di quelle “figure del peccato” condannate dalla religiosità politicamente corretta assieme al fascista, al razzista, al populista e poi, via via sempre più generalizzando, all’europeo, al bianco e domani chissà chi altro – tutto questo, dicevamo, era già nell’aria da tempo.

    Una recente sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sembra accelerare decisamente questo passaggio. I giudici europei hanno infatti dato ragione a due coniugi milanesi a cui lo Stato italiano impedì di registrare la figlia all’anagrafe con il cognome materno anziché quello paterno.

    Ora la Corte di Strasburgo riconosce la discriminazione tra coniugi e il non rispetto della vita familiare e privata compiuta dallo Stato italiano nei loro confronti. I giudici sostengono che “se la regola che stabilisce che ai figli legittimi sia attribuito il cognome del padre può rivelarsi necessaria nella pratica, e non è necessariamente una violazione della convenzione europea dei diritti umani, l’inesistenza di una deroga a questa regola nel momento dell’iscrizione all’anagrafe di un nuovo nato è eccessivamente rigida e discriminatoria verso le donne”.

    Il premier Enrico Letta, che pure deve le sue fortune politiche molto più al cognome che alle sue doti di statista, ha subito twittato che “la Corte di Strasburgo ha ragione. Adeguare in Italia le norme sul cognome dei nuovi nati è un obbligo”.

    Fino ad oggi la legge italiana riconosceva la possibilità di aggiungere, con il consenso del marito, il cognome della madre a quello del padre ma non la possibilità di attribuire al figlio il solo nome materno senza passare attraverso quello paterno. Ci sono ovviamente delle eccezioni, pensiamo al caso di una madre naturale senza il riconoscimento da parte paterna.

    Da cosa deriva questa presenza ineliminabile e imperativa del cognome paterno? Dall’ancestrale patrilinearità della nostra cultura che discende a sua volta dalle nostre origini indoeuropee. Società patrilineare non significa società “maschilista”: si tratta semplicemente di un principio di reclutamento e di organizzazione di gruppi di discendenza che segue la linea di parentela maschile. Un sistema patrilineare comporta il passaggio da padre a figlio maschio delle proprietà, del nome e dei titoli.

    Tutto questo, a ben vedere, non ha davvero nulla a che fare con la “discriminazione delle donne”. La cultura ebraica, per esempio, è matrilineare (è ebreo il figlio di madre ebrea) anche se risulta davvero difficile considerare l’Antico Testamento più “femminista” della civiltà omerica, tanto per fare un esempio. Così come è un errore confondere matrilinearità e matrilocalità con il matriarcato, cioè con il “potere alle donne”, che storicamente presenta davvero rare effettività.

    Anche la specifica questione del cognome sembra più complessa di come non la facciano i giudici di Strasburgo. In Spagna e nei paesi ispano-americani (Argentina esclusa), per esempio, i figli assumono sia il primo cognome del padre che il primo della madre, senza che tuttavia la corrispondente cultura comporti caratteristiche meno “maschiliste” della nostra. In Giappone – il paese che ha importato nel mondo il modello della donna geisha – entrambi i coniugi possono cambiare cognome. E così via.

    Quale deficit di diritti vada realmente a sanare questa sentenza (che peraltro non comporta alcun vincolo e ha un valore solo politico) è del resto davvero un mistero. In cosa, cioè, la vita della madre o quella del bambino potrà migliorare in termini culturali, sociali, economici, di affermazione professionale, di posizionamento nella società grazie all’eventuale applicazione di questa sentenza? In niente, è ovvio. La portata del pronunciamento è allora simbolica e solo simbolica. Si tratta, per l’appunto, di scardinare un retaggio, di annichilire un’eredità. La sentenza non ci ricorda che siamo anche figli di una madre, oltre che di un padre. Ci vuole rendere, molto più semplicemente, figli di nessuno.

    Adriano Scianca

    Se Strasburgo impone la castrazione culturale | IL PRIMATO NAZIONALE
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  10. #10
    Forumista
    Data Registrazione
    13 Jul 2013
    Messaggi
    426
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Spigolature da Strasburgo

    Già. E c'è ancora sempre qualcuno che, pur a destra, continua a credere che l'"europa unita è una buona idea" da riempire con contenuti...

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226