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  1. #1
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    Thumbs up Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro

    Non è facile ospitare a Lampedusa centinaia di persone che quotidianamente vi sbarcano in condizioni pietose. Se una quantità sterminata di persone lascia il Terzo mondo per venire qui, ci sarà pure una ragione. Più che una ragione è una speranza. Quando tale speranza si rivela poi un abbaglio, c'è un solo rimedio: non la ribellione, ma la rinuncia a raggiungere la nostra terra

    Vittorio Feltri


    Siamo maestri di autodenigrazione, salvo lamentarci se la stampa straniera, prendendo spunto da quella nazionale, ci piglia sul serio e ci reputa straccioni, corrotti e corruttori.



    Qualche tempo fa una delle famigerate carrette del mare colò a picco e noi - in particolare vari politici - ci flagellammo: dovevamo essere più pronti nei soccorsi, siamo colpevoli, che Dio ci perdoni. Si trascurò di considerare un fatto che dimostrava la nostra innocenza: il barcone, quando cominciò a essere in balia delle onde, si trovava nelle acque territoriali di Malta. Le autorità della Valletta si guardarono bene dall'intervenire. Nonostante questo, ci siamo addossati responsabilità che non avevamo. Recentemente - alcuni giorni fa - nuove polemiche a causa degli immigrati. A Lampedusa, un gruppo di poveracci arrivati nella nostra patria, spinti dall'illusione di abbandonare l'inferno e di conquistare il paradiso, sono stati denudati, condotti in un cortile delle strutture cosiddette di prima accoglienza e irrorati con un potente disinfettante.

    Sadismo degli inservienti? Disprezzo per i diseredati?

    Figuriamoci. Questa gente aveva la scabbia, malattia parassitaria caratterizzata da eritemi, che provoca un prurito irresistibile alle mani e ai polsi ed è assai contagiosa, basta un contatto superficiale per beccarsela.

    L'unico modo per debellarla è quello adottato dai «torturatori» dell'isola a sud della Sicilia. Via ogni indumento e avanti con gli spruzzi di sostanze idonee a neutralizzare il maledetto acaro. Non si poteva agire diversamente.

    L'episodio però ha suscitato scandalo e indignazione, incomprensibilmente.

    Nell'immediato dopoguerra dilagava la scabbia anche in Italia. Eravamo in miseria, malnutriti e forse sporchi: nel 60 per cento delle case non c'erano neppure i servizi igienici. Chi era stato infestato dal parassita veniva sottoposto allo stesso trattamento subito dagli extracomunitari in questione. Obbligato a sbiottarsi, offriva il suo corpo piagato all'infermiere affinché questi provvedesse a cospargerlo di un liquido acconcio. I malati non erano contenti di simile terapia, ma ben felici di poter guarire.


    Perché allora tanto chiasso attorno agli immigrati curati a Lampedusa con i sistemi descritti? Siamo in inverno, fa freddo, come si fa a trascinare all'esterno tanta gente e annaffiarla?

    Ciò effettivamente fa impressione, ma solo se non si tiene conto che nell'isola c'erano 18-19 gradi.

    Tant'è che non risultano casi di polmonite, bronchite o roba simile. D'altronde la scelta era fra tenersi la scabbia - con quel che comportava, compresa una diffusione incontrollabile della malattia - e l'accettazione di qualche spruzzo provvidenziale sull'epidermide.

    Chiunque sa che conviene patire un brivido per alcuni minuti che il tormento persistente cagionato dall'acaro.

    Non fosse stata sufficiente questa gratuita polemica, subito dopo ne è scoppiata una seconda altrettanto gratuita.

    L'accoglienza riservata ai migranti, secondo alcuni di essi e non pochi commentatori nostrani, merita di essere censurata e giustifica proteste clamorose. Anche qui abbiamo da obiettare. Non è facile ospitare a Lampedusa centinaia di persone che quotidianamente vi sbarcano in condizioni pietose. Si fa quel che si può. Ci si arrangia. Se una quantità sterminata di persone lascia il Terzo mondo per venire qui, ci sarà pure una ragione. Probabilmente, più che una ragione è una speranza.

    Quando tale speranza si rivela poi un abbaglio, c'è un solo rimedio: non la ribellione, ma la rinuncia a raggiungere la nostra terra. Se meno disperati optassero per l'Italia, meglio sarebbe per loro e per noi. Siamo brutti e cattivi?

    Stateci alla larga.


    ...

    IPSE DIXIT





    Ultima modifica di salvo.gerli; 24-12-13 alle 16:07
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    Impossibilia nemo tenetur

  2. #2
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    Predefinito re: Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    [QUOTE=salvo.gerli;4970006]



    Quando tale speranza si rivela poi un abbaglio,
    c'è un solo rimedio: non la ribellione,
    ma la rinuncia a raggiungere la nostra terra.
    Se meno disperati optassero per l'Italia,
    meglio sarebbe per loro e per noi. Siamo brutti e cattivi?

    Stateci alla larga.





    secondo me il discorso è impostato male;

    il problema non va risolto confidando sulla

    rinuncia spontanea degli immigrati di venire
    nel bel paese, ma dalla sicurezza che chi
    si imbarca verso le nostre coste senza
    gli adeguati requisiti, ha la assoluta certezza
    di essere respinto.

    come avviene in altrettanti paesi civili.

    è inutile menarla con le scuse;

    da oltre 20 anni, TUTTI i governi
    hanno fatto solamente l'ammuina,
    per la gioia dei buonisti, sfruttatori,
    schiavisti & rivoluzionari d'accatto.














  3. #3
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    Predefinito Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    Di solito non condivido articoli de "Il giornale" ma stavolta non posso che concordare con ciò che scrive Feltri. Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro - IlGiornale.it

    Non è facile ospitare a Lampedusa centinaia di persone che quotidianamente vi sbarcano in condizioni pietose. Se una quantità sterminata di persone lascia il Terzo mondo per venire qui, ci sarà pure una ragione. Più che una ragione è una speranza. Quando tale speranza si rivela poi un abbaglio, c'è un solo rimedio: non la ribellione, ma la rinuncia a raggiungere la nostra terra

    Siamo maestri di autodenigrazione, salvo lamentarci se la stampa straniera, prendendo spunto da quella nazionale, ci piglia sul serio e ci reputa straccioni, corrotti e corruttori.
    Qualche tempo fa una delle famigerate carrette del mare colò a picco e noi - in particolare vari politici - ci flagellammo: dovevamo essere più pronti nei soccorsi, siamo colpevoli, che Dio ci perdoni. Si trascurò di considerare un fatto che dimostrava la nostra innocenza: il barcone, quando cominciò a essere in balia delle onde, si trovava nelle acque territoriali di Malta. Le autorità della Valletta si guardarono bene dall'intervenire. Nonostante questo, ci siamo addossati responsabilità che non avevamo. Recentemente - alcuni giorni fa - nuove polemiche a causa degli immigrati. A Lampedusa, un gruppo di poveracci arrivati nella nostra patria, spinti dall'illusione di abbandonare l'inferno e di conquistare il paradiso, sono stati denudati, condotti in un cortile delle strutture cosiddette di prima accoglienza e irrorati con un potente disinfettante. Sadismo degli inservienti? Disprezzo per i diseredati? Figuriamoci. Questa gente aveva la scabbia, malattia parassitaria caratterizzata da eritemi, che provoca un prurito irresistibile alle mani e ai polsi ed è assai contagiosa, basta un contatto superficiale per beccarsela. L'unico modo per debellarla è quello adottato dai «torturatori» dell'isola a sud della Sicilia. Via ogni indumento e avanti con gli spruzzi di sostanze idonee a neutralizzare il maledetto acaro. Non si poteva agire diversamente. L'episodio però ha suscitato scandalo e indignazione, incomprensibilmente. Nell'immediato dopoguerra dilagava la scabbia anche in Italia. Eravamo in miseria, malnutriti e forse sporchi: nel 60 per cento delle case non c'erano neppure i servizi igienici. Chi era stato infestato dal parassita veniva sottoposto allo stesso trattamento subito dagli extracomunitari in questione. Obbligato a sbiottarsi, offriva il suo corpo piagato all'infermiere affinché questi provvedesse a cospargerlo di un liquido acconcio. I malati non erano contenti di simile terapia, ma ben felici di poter guarire.
    Perché allora tanto chiasso attorno agli immigrati curati a Lampedusa con i sistemi descritti? Siamo in inverno, fa freddo, come si fa a trascinare all'esterno tanta gente e annaffiarla? Ciò effettivamente fa impressione, ma solo se non si tiene conto che nell'isola c'erano 18-19 gradi. Tant'è che non risultano casi di polmonite, bronchite o roba simile. D'altronde la scelta era fra tenersi la scabbia - con quel che comportava, compresa una diffusione incontrollabile della malattia - e l'accettazione di qualche spruzzo provvidenziale sull'epidermide. Chiunque sa che conviene patire un brivido per alcuni minuti che il tormento persistente cagionato dall'acaro.
    Non fosse stata sufficiente questa gratuita polemica, subito dopo ne è scoppiata una seconda altrettanto gratuita. L'accoglienza riservata ai migranti, secondo alcuni di essi e non pochi commentatori nostrani, merita di essere censurata e giustifica proteste clamorose. Anche qui abbiamo da obiettare. Non è facile ospitare a Lampedusa centinaia di persone che quotidianamente vi sbarcano in condizioni pietose. Si fa quel che si può. Ci si arrangia. Se una quantità sterminata di persone lascia il Terzo mondo per venire qui, ci sarà pure una ragione. Probabilmente, più che una ragione è una speranza. Quando tale speranza si rivela poi un abbaglio, c'è un solo rimedio: non la ribellione, ma la rinuncia a raggiungere la nostra terra. Se meno disperati optassero per l'Italia, meglio sarebbe per loro e per noi. Siamo brutti e cattivi? Stateci alla larga.

  4. #4
    Nemico del *****
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    Predefinito Re: Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    andatevene a casa!
    Difendi, Conserva, Prega

  5. #5
    Sospeso/a
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    Predefinito Re: Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    Citazione Originariamente Scritto da Bagarospo Visualizza Messaggio
    Di solito non condivido articoli de "Il giornale" ma stavolta non posso che concordare con ciò che scrive Feltri. Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro - IlGiornale.it
    Già, di solito sono cazzate berlusconeggianti quelle de Il Giornale , invece questo articolo di Feltri è fatto bene e dice cose giuste ( è vero, a Lampedusa faceva così freddo quando li hanno spruzzati? Ma per favore. Forse vogliono il Club Med ) , una bella sorpresa
    DUX SUCKS
    Lombardo-veneto vituperio delle genti
    Se non ti rispondo è probabile che sei in ignore list e/o sei troppo beota. STACCE.

  6. #6
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    Predefinito Re: Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    Il titolo in quel giornale è fatto così? Nei forum ho scritto tante volte che bisogna tollerare gli errori di ortografia e calligrafia ma i giornalisti professionisti i verbi li devono usare in maniera corretta, almeno loro... Gli immigrati disperati non stanno a casa loro se noi siamo cattivi, da loro la situazione è talmente degenerata che qualsiasi cosa trovano qui è un paradiso, perfino quando stavano per affogare alcuni di loro hanno avuto il coraggio di violentare le donne a bordo dei barconi, volevano morire dopo essersi sfogati sessualmente.

  7. #7
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    Predefinito Re: Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    Citazione Originariamente Scritto da Tobias Visualizza Messaggio
    Il titolo in quel giornale è fatto così? Nei forum ho scritto tante volte che bisogna tollerare gli errori di ortografia e calligrafia ma i giornalisti professionisti i verbi li devono usare in maniera corretta, almeno loro... Gli immigrati disperati non stanno a casa loro se noi siamo cattivi, da loro la situazione è talmente degenerata che qualsiasi cosa trovano qui è un paradiso, perfino quando stavano per affogare alcuni di loro hanno avuto il coraggio di violentare le donne a bordo dei barconi, volevano morire dopo essersi sfogati sessualmente.
    So' Gonfu (cit.)

  8. #8
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    Predefinito Re: Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    Quei poveretti, si fa per dire ( hanno i soldi per i traghettori), non sanno che noi italiani siamo poveri mentre i cinesi sono ricchi : vadano in cina.

  9. #9
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    Predefinito Re: Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Quei poveretti, si fa per dire ( hanno i soldi per i traghettori), non sanno che noi italiani siamo poveri mentre i cinesi sono ricchi : vadano in cina.
    ... ma anche in Arabia Saudita o Israele.
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  10. #10
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    Thumbs down Re: Se siamo cattivi gli immigrati stiano a casa loro. Di Vittorio Feltri

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio

    ...

    il problema non va risolto confidando sulla

    rinuncia spontanea degli immigrati di venire
    nel bel paese, ma dalla sicurezza che chi
    si imbarca verso le nostre coste senza
    gli adeguati requisiti, ha la assoluta certezza
    di essere respinto.

    come avviene in altrettanti paesi civili.

    ...

    ...e come disse BEPPONE il comico CIALTRONE populista e trippone...

    MAVAFFANDAY & NIGHT...

    Ultima modifica di salvo.gerli; 24-12-13 alle 20:02
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    Impossibilia nemo tenetur

 

 
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