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Discussione: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

  1. #1
    vae victis
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    Predefinito Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    L’Aula di Montecitorio ha approvato la mozione di maggioranza sulle pensioni d’oro. La mozione impegna il governo a «monitorare» gli effetti e l’efficacia delle misure introdotte con la Legge di...


    L’Aula di Montecitorio ha approvato la mozione di maggioranza sulle pensioni d’oro. La mozione impegna il governo a «monitorare» gli effetti e l’efficacia delle misure introdotte con la Legge di stabilità e a «valutare, agli esiti di questo monitoraggio, l’adozione di interventi normativi che, nel rispetto dei principi indicati dalla Corte Costituzionale, sempre in un’ottica di solidarietà interna al sistema pensionistico, siano tesi a realizzare una maggiore equità per ciò che concerne le cosiddette "pensioni d’oro" e correggano per queste ultime eventuali distorsioni e privilegi derivanti dall’applicazione dei sistemi di computo retributivo e contributivo nella determinazione del trattamento pensionistico». La mozione di maggioranza è stata presentata da Pd-Scelta Civica-Nuovo Centrodestra-Per l’Italia, ed è passata con 310 voti favorevoli. Bocciata invece la mozione di M5S, Sel, Fdi e Lega Nord, su cui il governo aveva espresso parere contrario. Ovviamente non soddisfatte le opposizioni: «Il Partito democratico vota contro la proposta di Fratelli d’Italia per revocare le pensioni d’oro. Matteo Renzi è questa la nuova sinistra?». È quanto scrive su Twitter il presidente dei deputati di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che in un successivo tweet afferma: «Se questi sono di sinistra io sono Mao Tse Tung». Massimiliano Fedriga, capogruppo della commissione lavoro di Montecitorio per la Lega Nord durante la discussione in Aula ha affermato che «se il governo se fosse serio colpirebbe i benefici ingiustificati, quelli di tutti coloro che si trovano a percepire decine di migliaia di euro al mese in base al sistema retributivo e cioè senza aver versato nessun contributo e non dovrebbe invece toccare tutte le pensioni maturate in base al sistema contributivo. Questo è quello che noi chiediamo con la nostra mozione». «Mi chiedo come il M5S e Renzi - afferma - spiegheranno ai cittadini le due mozioni che hanno presentato al decreto sulle pensioni d’oro. I grillini vogliono tassare ulteriormente le pensioni minime colpendo chi già non riesce a campare, mentre il Pd di Renzi propone di prelevare la ridicola cifra di 61 euro a chi ne guadagna in un anno 91.000, tutelando così i vergognosi privilegi di pochissimi». Il premier Enrico Letta, anche in questo caso, conclude Fedriga, «ha mostrato di non aver coraggio e idem fa Renzi che si limita solo a twittare proclami e prova a riempire il vuoto del suo programma politico riempiendolo di colonialismo linguistico alla "Job Act". I democratici non sono in grado di partorire un provvedimento che abbia efficacia e che porti un minimo di benessere ai cittadini che oggi sono stremati. Questo governo deve andare a casa».


    Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d?oro» - Politica - iltempo

    Qualcuno ha letto tutte le mozioni ?

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  2. #2
    vae victis
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    1/00194 : CAMERA - ITER ATTO


    Atto Camera

    Mozione 1-00194
    presentato da
    SORIAL Girgis Giorgio
    testo di
    Mercoledì 8 gennaio 2014, seduta n. 147

    La Camera,
    premesso che:
    la questione delle «pensioni d'oro» è oggetto di accese discussioni sia fra i cittadini sia fra le forze politiche, senza che, ad oggi, si sia pervenuti ad una proposta risolutiva;
    un primo tentativo di intervenire con un prelievo straordinario di solidarietà è stato bocciato dalla Consulta che, con la sentenza n. 116 del 2013 depositata il 5 giugno 2013, ha dichiarato incostituzionale il comma 22-bis dell'articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, recante «Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria», convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che aveva introdotto un «contributo di perequazione» nella misura del 5 per cento sulla quota di assegno eccedente i 90.000 euro, del 10 per cento per la parte eccedente i 150.000 euro e del 15 per cento per la parte eccedente i 200.000 euro;
    in precedenza la Corte costituzionale, con la sentenza n. 223 del 2012, aveva già «bollato» e reso incostituzionale il prelievo sugli stipendi pubblici elevati, in quanto giudicato «un intervento impositivo irragionevole discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini», poiché i provvedimenti colpivano i soli dipendenti pubblici e non anche i lavoratori autonomi o privati, o i pensionati pubblici, lasciando indenni le altre categorie previdenziali;
    come si legge in ambedue le sentenze della Corte costituzionale, «Il risultato di bilancio avrebbe potuto essere ben diverso e più favorevole per lo Stato, laddove il legislatore avesse rispettato i principi di eguaglianza dei cittadini e di solidarietà economica»; viceversa, in conseguenza della sentenza della Consulta, lo Stato dovrà restituire circa 84 milioni di euro, con conseguenze negative sull'opinione pubblica;
    permangono i presupposti di eccezionalità della situazione economica, che avevano indotto il Governo, allora in carica, ad adottare il citato prelievo solidale, anzi oggi, rispetto al 2011, la recessione si è acuita e la situazione dei conti pubblici italiani è peggiorata a causa del trend negativo di crescita del prodotto interno lordo;
    a maggior ragione necessitano ulteriori risorse da destinare al sostegno delle fasce più deboli e resta inaccettabile che circa il 44 per cento dei pensionati italiani, quindi oltre 7 milioni di cittadini, riceve oggi dall'Inps un assegno inferiore a mille euro mensili e, nel 13 per cento dei casi, tale assegno non supera l'importo di 500 euro, mentre sussistono pensioni d'oro di importi mensili superiori a 20.000 euro fino al caso eclatante di 90.000 euro mensili;
    il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Enrico Giovannini, ha espresso aperture in merito ad un ventilato prelievo sulle pensioni che superino una determinata soglia di importo, sostenendo che tale intervento «non porterebbe molti soldi, ma sarebbe una misura di giustizia sociale» (intervista su Il Corriere della Sera);
    il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha dichiarato, altresì, la necessità di reperire risorse da destinare ai trattamenti pensionistici minimi;
    è inaccettabile giustificare giuridicamente i trattamenti pensionistici elevati di oltre 20 volte il trattamento minimo in quanto autorizzati da disposizioni di legge antecedenti, perché i suddetti presupposti giuridici non sono più adeguati al contesto economico attuale di grave depressione economica e le decisioni assunte in passato oggi minano il «patto sociale» fra i cittadini e consentono uno spreco di «risorse pubbliche» con grave danno sia per i pensionati che percepiscono il trattamento minimo, sia per le giovani generazioni colpite da tassi di disoccupazione ai massimi storici;
    è auspicabile, invece, sottoporre a valutazione i trattamenti pensionistici di elevato importo per evidenziare la quota di pensione imputabile agli effettivi contributi versati e la quota imputabile al sistema di calcolo retributivo, al fine di assumere decisioni politiche sulle cause degli eccessivi privilegi concessi prima della riforma del sistema pensionistico;
    un eventuale intervento normativo deve essere finalizzato a creare una maggiore equità nell'erogazione dei trattamenti di quiescenza, senza generare situazioni di disparità di trattamento non conformi ai principi della Costituzione;
    per l'anno 2013, l'importo minimo del trattamento corrisponde a 495,43 euro mensili;
    è opportuno consentire un'equa e solidale progressività dell'imposizione sui redditi da pensione, applicando aliquote progressive in base alle classi di pensione mensile contenute nelle tabelle ufficiali dell'Istat per l'anno 2012;
    da proiezioni effettuate, si potrebbe realizzare un maggior gettito non inferiore a 1.142.061.790 euro, da destinare all'aumento dell'importo dei trattamenti minimi, applicando le seguenti aliquote:
    a) da 1 fino a 6 volte il minimo: aliquota dello 0,1 per cento;
    b) oltre 6 fino a 11 volte il minimo: aliquota dello 0,5 per cento;
    c) oltre 11 fino a 15 volte il minimo: aliquota del 5 per cento;
    d) oltre 15 fino a 20 volte il minimo: aliquota del 10 per cento;
    e) oltre 20 fino a 25 volte il minimo: aliquota del 15 per cento;
    f) oltre 25 fino a 31 volte il minimo: aliquota del 20 per cento;
    g) oltre 31 fino a 39 volte il minimo: aliquota del 25 per cento;
    h) oltre 39 fino a 50 volte il minimo: aliquota del 30 per cento;
    i) oltre 50 volte il minimo: aliquota del 32 per cento,

    impegna il Governo:

    previa valutazione dei contenuti della sentenza della Corte costituzionale 3 giugno 2013, n. 116, a valutare l'opportunità di assumere iniziative per prevedere, per un periodo limitato di tre anni, sui redditi da pensione lordi annui un contributo solidale suppletivo applicando le indicate aliquote progressive differenziate in base alle classi di importo mensile percepito, al fine di riconoscere un aumento di 518 euro all'anno della pensione minima (ora consistente in 6.440,59 euro all'anno) di cui, in relazione agli ultimi dati aggiornati Istat 2011, potrebbero beneficiare circa 2.219.482 pensionati;
    a valutare l'opportunità di revisionare i trattamenti pensionistici erogati per prestazioni lavorative di elevato importo, al fine di adeguare i trattamenti medesimi all'effettiva contribuzione da parte del lavoratore beneficiario in quiescenza, riducendo la quota di trattamento acquisita in base al sistema retributivo, fissando per ciascuna forma di sistema un tetto massimo di pensione erogabile, onde evitare disparità eccessive nell'erogazione delle pensioni tali da rendere il sistema iniquo ed oramai inaccettabile per i molti cittadini che vivono alle soglie della povertà e percepiscono pensioni minime di importo tale da non consentire nemmeno lo svolgimento di una vita dignitosa.
    (1-00194)
    (Nuova formulazione) «Sorial, Fraccaro, Villarosa, D'Incà, Nuti, Cecconi, Castelli, Caso, Brugnerotto, Cancelleri, Pesco, Nesci».

  3. #3
    vae victis
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    Riforma pensioni, dal 2014 introdotto il contributo di solidarietà per le pensioni d'oro

    08-01-2014 - Stefano Gatto

    Dal 1^ gennaio il contributo di solidarietà per le pensioni d'oro, tagli fino al 18%.





    Si torna a parlare delle ultime notizie circa la riforma pensioni: dal 2014 oltre alle novità riguardanti l'adeguamento all'aspettativa di vita media che ha causato un innalzamento delle soglie dell'età pensionabile per donne autonome e dipendenti - l'età maschile rimane invariata in vista di un'equiparazione tra i generi da ottenersi entro il 2018- le novità introdotte dalla legge di stabilità riguardano anche le pensioni d'oro.

    Dal 1 gennaio 2014, la riforma pensioni prevede un contributo di solidarietà per le discusse pensioni d'oro: sarà valido per tutto il triennio a seguire (e quindi fino al 2016) e il contributo di solidarietà si applicherà a fasce.

    Le decurtazioni per le pensioni d'oro 2014 ammontano a:


    •6% per le pensioni da 6.936,02 euro fino a 9.908,60;
    •12% per le pensioni comprese tra i 9.908,60 e i 14.862,90 euro;
    •18% per le pensioni oltre i 14.862,90 euro.


    Una misura simile per riformare le pensioni d'oro, era stata già tentata nel 2011 per le pensioni superiori a 90 mila euro e in seguito dichiarata incostituzionale; questa volta la misura sulla riforma delle pensioni d'oro è già in vigore e riguarderà, secondo le stime, poco più di 37.000 pensionati che subiranno il taglio previsto dal contributo di solidarietà.

    La misura del contributo di solidarietà non colpirà tuttavia solo le pensioni: dal 2014 anche i vitalizi dei parlamentari e consiglieri provinciali e regionali che supereranno i 90 mila euro lordi annui, subiranno le decurtazioni di cui sopra, che andranno ad alimentare il fondo di garanzia per piccole e medie imprese, progetti di ricerca e innovazione, fondo di garanzia per la prima casa.

    Riforma pensioni, dal 2014 introdotto il contributo di solidarietà per le pensioni d'oro

  4. #4
    vae victis
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    CONTRIBUTO SOLIDARIETA’ SU PENSIONI D’ORO E VITALIZI: prorogato per il triennio 2014-2016 il contributo di solidarietà del 3% per la parte di reddito che supera i 300.000 euro. Scatta da gennaio e per un periodo di tre anni un nuovo contributo di solidarietà sulle pensioni superiori a poco più di 90.000 euro lordi annui. Il prelievo è del 6% sulla parte tra 14 e 20 volte il minimo Inps, al 12% tra 20 e 30 volte e al 18% per la parte oltre 30 volte il minimo. Il contributo vale anche per i vitalizi e le rendite degli organi costituzionali, di regioni e province autonome.

  5. #5
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    se qualcuno trova una via legale per superare pensioni esagerate e che superi la manniai della corte costituzionale avrà la mia eterna gratitudine e stima.

  6. #6
    vae victis
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    Ma io non ho capito il contributo di solidarietà é stato gia approvato la Meloni cosa aveva proposto ?

  7. #7
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    Citazione Originariamente Scritto da King Z. Visualizza Messaggio
    Ma io non ho capito il contributo di solidarietà é stato gia approvato la Meloni cosa aveva proposto ?

    La Meloni ne stava parlando qualche minuto fa a La7, alla trasmissione di approfondimento politico "L'aria che tira".
    La sua proposta era di fissare un tetto di 5.000 euro lordi a tutte le pensioni. In pratica nessuno avrebbe preso più di 3.500 euro circa, netti.

    Ma tutti hanno votato contro e i grillini si sono astenuti, chissà, probabilmente perché avevano paura che il governo ci facesse una bella figura.

    Ovviamente i telegiornali hanno completamente oscurato l'iniziativa.

    E' un parlamento di infami, di gente sporca dentro, pezzi di merda della peggior specie.

    La cosa incredibile è che qui sul forum c'è ancora gente che vuol fare credere che i problemi dell'italia sono causati dall'euro e dalla Merkel...
    Ultima modifica di TEBELARUS; 10-01-14 alle 13:21
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  8. #8
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    Citazione Originariamente Scritto da King Z. Visualizza Messaggio
    Ma io non ho capito il contributo di solidarietà é stato gia approvato la Meloni cosa aveva proposto ?
    Il taglio di tutte le pensioni superiori a 5000 euri mese,con il ricalcolo in base ai contributi...
    Primo Ministro di TPol...[MENTION]
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  9. #9
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    Citazione Originariamente Scritto da SEPTIMUS Visualizza Messaggio


    La cosa incredibile è che qui sul forum c'è ancora gente che vuol fare credere che i problemi dell'italia sono causati dall'euro e dalla Merkel...
    Non tutti ma buona parte si....
    Primo Ministro di TPol...[MENTION]
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  10. #10
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    Predefinito Re: Fdi contro il Pd: «Ha detto no al taglio delle pensioni d’oro»

    Citazione Originariamente Scritto da SEPTIMUS Visualizza Messaggio

    La Meloni ne stava parlando qualche minuto fa a La7, alla trasmissione di approfondimento politico "L'aria che tira".
    La sua proposta era di fissare un tetto di 5.000 euro lordi a tutte le pensioni. In pratica nessuno avrebbe preso più di 3.500 euro circa, netti.

    Ma tutti hanno votato contro e i grillini si sono astenuti, chissà, probabilmente perché avevano paura che il governo ci facesse una bella figura.

    Ovviamente i telegiornali hanno completamente oscurato l'iniziativa.

    E' un parlamento di infami, di gente sporca dentro, pezzi di merda della peggior specie.

    La cosa incredibile è che qui sul forum c'è ancora gente che vuol fare credere che i problemi dell'italia sono causati dall'euro e dalla Merkel...
    Guarda che è già stata ventilata questa ipotesi e la CC ha già chiaramente detto che è incostituzionale.
    Prima si deve cambiare la Costituzione al riguardo e poi si puo' fare.
    Altrimenti è semplicemente tempo perso.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




 

 
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