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    Predefinito Rifare la destra con queste facce?

    «Rifare la destra con queste facce?»

    Pietrangelo Buttafuoco: «Sono critico sul progetto di Fratelli d’Italia Meloni e Menia a parte, nessuno si oppose ai diktat cesaristi di Fini»






    «Con queste facce qui?». Basta aggiungere il punto di domanda al titolo di una vecchia hit di Luciano Ligabue per sintetizzare il pensiero (assai critico) di Pietrangelo Buttafuoco sulla «nuova destra», messa in campo da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia. Il giornalista de Il Foglio , editorialista e opinionista caro al mondo culturale del conservatorismo italiano, non mette tanto in discussione le capacità e la verginità politica della Marine Le Pen della Garbatella, quanto il passato da «yes men» di molti suoi compagni di viaggio. Rei questi ultimi, a suo dire, di non essersi mai opposti ai «diktat cesaristi» di Gianfranco Fini e all’annessione al partito del «principale responsabile della cancellazione della destra nell’orizzonte politico-culturale italiano: Silvio Berlusconi».


    Cosa non le convince del progetto FdI-An?


    «Che a parte Giorgia Meloni, e Roberto Menia, non ci fu nessuno nell’attuale classe dirigente, che oggi tenta questa nuova avventura, a opporsi a Gianfranco Fini. Questo è un dato di realtà. Sia prima che dopo, Fini aveva imposto un diktat cesarista sulla gestione del partito. Tutto ciò mi fa pensare che, tanto per cominciare, quella classe dirigente oggi non può presentarsi di fronte a un mondo, a un ambiente, a una storia con la faccia di chi dice: dove eravamo rimasti? (la celebre frase di Enzo Tortora al suo ritorno in tv, ndr). Una cosa è dirlo avendo patito delle difficoltà, un’altra essendosele costruite da soli, con la consapevolezza e la responsabilità di fare quel percorso».


    Non potrebbe esserci stata anche una sorta di «redenzione»?


    «Redenzione? Con quelle facce? Non credo proprio. Non penso che si possa costruire un’identità di destra credibile che porti avanti l’ex ministro Giulio Terzi, che si improvvisa politico a fine carriera; né la puoi costruire con Magdi Allam, né la puoi realizzare con tutto un mondo che nella storia dell’Msi prima e con An dopo, sempre al fianco di Gianfranco Fini, non ha saputo impedire che si precipitasse».


    Sa meglio di noi che, specialmente a destra, ci si arrabbia, si discute, si litiga, ma poi prevale lo spirito di partito.


    «No, ho memoria e so perfettamente quanta capacità critica, anzi potenza di libertà c’era all’interno del Msi. C’era la possibilità di discutere, di confrontarsi, di conoscersi, di dibattere. Ma è proprio quello che An prima e Pdl poi non hanno mai avuto avuto. Questa è la differenza».


    Dell’esperienza del Pdl non salva niente?


    «Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La maggioranza degli italiani è di destra, ma non c’è rappresentanza politica, culturale e progettuale, perché paga il prezzo di un grande equivoco: quello di affidare in questi ultimi 20 anni il destino di questa identità al berlusconismo. Il danno che ha portato Berlusconi all’identità politica culturale della destra, non l’hanno fatto nemmeno i partigiani del triangolo della morte».


    Non è un paragone che farà piacere leggere agli ex alleati del Cavaliere, lo sa?


    «Guardi, io conosco quel mondo. So quanta gente per bene c’è, quante personalità e capacità. A cominciare dalla stessa Giorgia Meloni, o da Ignazio La Russa: biografie che sono scavate in quel mondo, storie su cui vai sul sicuro. Però si perdono appuntamenti importanti. Come per le elezioni siciliane, dove nessuno è riuscito a sbattere i pugni sul tavolo per impedire che Micciché consegnasse il governo regionale allo sconosciuto Crocetta».


    Ora, però, c’è un nemico nuovo attorno cui la destra può ricompattarsi: l’Europa.


    «Difficile. La guerra tra bande è troppo forte, antica. A me dispiace, ma vedo che Marine Le Pen per ora ha come principale interlocutore Matteo Salvini. Di che stiamo parlando?».


    Secondo lei, da dove dovrebbe ricominciare la destra italiana?


    «Cambiando le facce e cambiando le voci. Perché no, anche a cominciare dalla mia (ride, ndr)».



    ...


    ...meno male che c'è meno male che c'è meno male che c'è...

    PIERANGELO!!

    ( IL SEDICENTE fascista CHE HA CAPITO per default TUTTO QUANTO DELLA DESTRA…)



    Ultima modifica di salvo.gerli; 14-03-14 alle 16:33
    ________________________________


    Impossibilia nemo tenetur

  2. #2
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    Predefinito Re: Rifare la destra con queste facce?

    Fratelli d'italia è un partito di merda pura.
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