Il salario minimo della California aumenterà a dieci dollari l’ora nel 2016 secondo una nuova legge approvata dalla legislatura del Golden State e firmata dal governatore Jerry Brown. Non basta. A dircelo non è un ultra liberal socialista ma bensì un repubblicano milionario. Ron Unz, un imprenditore del software della California del Nord, lo ha scritto recentemente in un articolo sulle pagine del Los Angeles Times.
Unz vuole che il salario minimo venga aumentato a dodici dollari l’ora. Ha già iniziato la raccolta di firme per indire un referendum questo autunno che aumenterebbe il salario minimo a 10 dollari nel 2015 e 12 nel 2016. In effetti, accelererebbe la tempistica e migliorerebbe la nuova legge firmata dal governatore Brown.
La legislazione mediante il referendum è divenuta popolare in alcuni Stati e Unz ne sa qualcosa. Nel 1998 Unz divenne il paladino di un referendum per eliminare l’educazione bilingue del Golden State. Gli elettori californiani gli sorrisero e l’educazione bilingue fu smantellata notevolmente anche se non del tutto eliminata. Seguirono altri referendum con simili propositi in Colorado ed in Massachusetts con stessi risultati positivi per Unz.
Il progetto del referendum sul salario minimo conferma l’individualismo di Unz. Infatti, le sue argomentazioni sono diametralmente opposte all’ideologia repubblicana sul soggetto. Sembrano infatti essere state adottate dall’ideologia della sinistra. Unz crede che l’aumento del salario minimo non solo aiuterebbe i lavoratori ma avrebbe anche benefici per tutti i contribuenti californiani. Al momento gli individui che guadagnano il salario minimo di 8 dollari spesso qualificano per benefici del governo come assicurazione medica e social card per aiutare a comprare cibo.
In effetti, come dice Unz, i contribuenti assistono tutte le aziende che non pagano adeguatamente i loro lavoratori. Si tratta di una spesa annua di 35 miliardi di dollari. L’aumento proposto da Unz metterebbe invece 15 miliardi di dollari nelle tasche di questi lavoratori. In cifre concrete si tratta di un aumento di 5.000 dollari annui extra per un lavoratore a tempo pieno con salario minimo e 10.000 per una coppia.
Con più di trentotto milioni di abitanti la California è lo Stato più popoloso ed anche più ricco in America. Se fosse una nazione indipendente il suo PIL (Prodotto Interno Lordo) lo piazzerebbe fra i primi dieci Paesi al mondo. Ciononostante il 24 percento di californiani si trova al di sotto della soglia della povertà.
L’aumento al salario minimo proposto da Unz metterebbe questi individui oltre la soglia della povertà riducendo notevolmente i sussidi governativi. Tutti questi soldi extra verrebbero spesi per vivere e quindi servirebbero anche da stimolo all’economia.
Per quanto riguarda i posti di lavoro persi che la destra ci dice sempre occorrono quando si aumenta il salario minimo Unz cita giustamente la storia. Nel 1996 la California aumentò il salario minimo del 35 percento e la disoccupazione fu ridotta dal 7,3 al 4,9 percento.
La proposta di Unz creerà un po’ di imbarazzo alla legislatura ed al governatore Brown il quale dovrà affrontare un repubblicano per essere rieletto. Unz in effetti ha aumentato la posta sfidando i democratici in California che dominano sia il potere legislativo sia quello esecutivo. Mette alla luce del sole la timidezza della loro legge sull’aumento del salario minimo.
I sondaggi per l’aumento del salario minimo danno ragione a Unz. Il 76 percento degli americani favorisce l’aumento e persino il 60 percento dei repubblicani è d’accordo. Dovrebbe dunque essere un gioco da ragazzi raccogliere le 500 mila firme necessarie per la qualifica del referendum. Ciò metterebbe i leader democratici nella difficile posizione di supportarlo o dichiarare l’opposizione dicendo che loro hanno già fatto il loro dovere.
Unz ha avuto poco successo personale come candidato politico. Nel 1994 fu sconfitto da Pete Wilson per le primarie repubblicane a governatore della California. Per quanto si tratta di dirigere referendum i risultati gli sono favorevoli. Vincerà anche con questo referendum? O sarà una vittoria per i lavoratori californiani?

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