
Originariamente Scritto da
Silvia
Oggi la steganografia è tornata di attualità, con l'uso di sofisticati sistemi informatici. E' possibile infatti tutelare il copyright del materiale inviato via Internet, per esempio ritoccando il numero di pixel che compongono un'immagine o un disegno, in modo che contengano un messaggio non visibile a occhio nudo. Se l'immagine viene utilizzata senza autorizzazione, il suo uso illegale può essere scoperto attraverso appositi software che ne rivelano l'origine "nascosta". Ma la steganografia può servire cause ben più gravi, se è vero, come pensano alcuni esperti informatici, che i terroristi dell'11 settembre 2001 potrebbero aver ricevuto gli ordini di agire attraverso messaggi "coperti" in immagini pubblicate su Internet.
Mariano Tomatis (CICAP)
STEGANOGRAFIA E MESSAGGI SEGRETI
I tragici eventi dell'11 settembre 2001 hanno fatto venire alla ribalta una tecnica informatica molto affascinante, forse utilizzata dai terroristi di al-Qaeda per scambiarsi messaggi in modo nascosto: la steganografia. Rispetto alla crittografia, la steganografia è un'arte più subdola e geniale, perché permette non solo di nascondere un messaggio ma addirittura il fatto che tale messaggio esista. Se intercettassi un messaggio crittografato del tipo
Syysvl pm Mre Uptl Voyu
mi accorgerei subito che nasconde qualcosa. Forse potrei non riuscire a interpretarlo (in questo caso ad ogni lettera è stata sostituita quella immediatamente alla sua destra sulla tastiera. Il testo decodificato è "Attack on New York City"), ma tale sequenza di lettere mi indica che "qualcosa c'è". Se, però, ricevessi un'immagine come questa:
sarebbe molto meno ovvio pensare che vi si celi un messaggio. Eppure in questa immagine si cela la stessa frase di prima ("Attack on New York City"). Incredibile, vero? Ma dov'è nascosta? Impossibile vederla. Confrontate l'immagine steganografata con una (quasi) identica priva di messaggi:

Indistinguibili. La tecnica è geniale e il messaggio nascosto in modo impercettibile. Ecco come funziona. Per convertire la frase "Attack on New York City" è necessario dapprima tradurla in codice ASCII. Viene fuori qualcosa del tipo: 01000001 01110100 01110100 01100001 01100011 01101011 00100000 01101111 01101110 00100000 01001110 01100101 01110111 00100000 01011001 01101111 01110010 01101011 00100000 01000011 01101001 01110100 01111001. A questo punto tali numeri devono essere inseriti nell'immagine senza modificarla radicalmente. Per fare questo, si esegue una scansione dell'immagine prescelta pixel per pixel. Prendiamo i primi tre, nei quali verrà memorizzata la A (rappresentata da 01000001). Tali pixel hanno i seguenti colori RGB: 78.7D.75, 77.77.6B e 77.77.6B. A questo punto si sostituisce ai bit meno significativi delle tonalità Red, Green e Blue i vari bit della lettera A:

I tre colori diventano dunque 78.7D.74, 76.76.6A e 76.77.6A (l'ultimo bit, colorato in rosso, appartiene già alla codifica della lettera t). La differenza tra questi colori e quelli originali non è percepibile dall'occhio umano, ma sono riconoscibili con un software in grado di decodificare il messaggio. E' sufficiente, per un decodificatore, leggere uno dopo l'altro i bit meno significativi delle tre tonalità di ogni pixel dell'immagine steganografata e tradurli attraverso la tabella dei codici ASCII.
Ho impiegato qualche ora a sviluppare uno "steganografatore", ma la mia meraviglia di fronte ai risultati che si possono ottenere con questa tecnica ha ripagato del tutto la fatica. Chi potrebbe immaginare che nell'immagine qui sotto è condensato tutto il libro "Il Santo Graal a Torre Canavese" (di più di 70 mila battute)?
P.S. Confesso di non averci capito quasi niente... :14345: :77456: