MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Thread Istituzionale
Palazzo dell'Industria, Viale dell'Artigianato, PirCity


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L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene


E' ufficialmente aperta al pubblico 24 ore su 24 la Sala Conferenze e Dibattiti messa a disposizione dal Ministero al fine di ascoltare la voce della gente comune e dei ceti produttivi di PIR che potranno d'ora in avanti liberamente accedere alla Sala e proporre, dibattere o commentare i disegni di legge del Ministero.
Il Ministro
Francpolitik
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L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene


Come primo atto avrei in mente un DDL sulla riorganizzazione della RAI. La televisione pubblica va assolutamente departitizzata e avrei un paio di modi in mente. Se la cittadinanza è interessata potrei iniziare ad illustrarli.
L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene


Ti ricordo collega e amico che c'è già una legge sulla Rai, approvata in Senato :giagia:
http://forum.politicainrete.net/1575084-post24.html
Ultima modifica di SteCompagno; 27-06-11 alle 17:59
VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/




:sofico: vai con le proposte alternative allora :giagia: son sicuro che tutti saranno attenti e volenterosi dinanzi alle tue proposte
VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
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Partiamo dallo stato dei fatti attuale: il Consiglio di Amministrazione è a guardia di tutto, come in una qualsiasi normale azienda. C'è un problema però, il CdA è nominato (e lo sarebbe anche con la legge Garat) dai partiti, o meglio dalla Commissione di Vigilanza.
Cosa fare? Un'idea mi è venuta: in una società per azioni solitamente gli azionisti eleggono tramite l'Assemblea i propri organi direttivi e, quindi, i propri rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione.
Perché non fare lo stesso? Secondo la legge attualmente in vigore, però, è considerato azionista il Ministero delle Finanze. Basta mutare la legge e stabilire che:
il Consiglio di Amministrazione della RAI è rinnovato ogni due anni dagli abbonati che, all'atto del pagamento entro il 31 gennaio del canone, hanno diritto di partecipazione attiva e passiva potendo così esprimere il proprio voto in favore di uno dei candidati al CdA.
In questo modo i candidati presenteranno le loro proposte di palinsesto e di gestione della RAI, quelli che piaceranno di più ai cittadini saranno votati, e il CdA sarà espressione della volontà popolare esprimendo un vero e compiuto servizio pubblico.
Naturalmente spetterebbe sempre al CdA nominare il Direttore Generale, mentre istituirei liberi concorsi pubblici, sempre sorvegliati dal CdA, che seguano paramentri puramente meritocratici per la nomina dei direttori delle testate dei TG RAI così come per le redazioni e i tecnici.
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Commenta anche la legge del senato sulla rai che voglio capire cosa non ti piace


L'idea di principio non è sbagliata, ma far votare (praticamente per posta, dato che vuoi far votare quando si paga il canone) il CdA dagli abbonati credo sia irrealizzabile, con quelle modalità i brogli sono facili e sarebbero costi in più.
Non sto dicendo che è una idea negativa, dico solo che le modalità di voto secondo me sono irrealizzabili.
Ultima modifica di SteCompagno; 27-06-11 alle 20:00
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Dunque questa è la legge Garat:
Ecco qui commentata la legge attualeArt. 1
Due due delle tre frequenze televisive pubbliche con le strutture collegate verranno privatizzate.
Contrario alla privatizzazione, oltretutto la legge è antiquata. La RAI non ha più tre soli canali, ma si sono moltiplicati con il digitale terrestre. Quindi la legge sarebbe da rivedere in ogni caso
Art. 2
La privatizzazione avverrà tramite asta pubblica il cui accesso è garantito a qualsiasi soggetto, cordata o impresa che abbia i seguenti parametri:
2.1. Il proprietario/socio con qualsiasi pacchetto/ amministratore non sia in alcun modo collegabile ad attività politiche/ partitiche.
2.2. Sia assicurata oltre ogni dubbio la copertura finanziaria ed i necessari presupposti tecnici.
2.3. Il proprietario/socio con qualsiasi pacchetto/ amministratore non abbia alcun collegamento con la malavita.
2.4. Il proprietario/socio con qualsiasi pacchetto/ amministratore non sia già proprietario di altri mass media italiani.
Ok, anche se rimango fermamente contrario alla privatizzazione. Grandi paesi liberali come la Gran Bretagna continuano ad avere le migliori televisioni pubbliche al mondo, che producono i programmi migliori e di migliore qualità del pianeta, come la BBC. Sono private? No, pubbliche.
Art. 3
L'asta pubblica dovrà avvenire nel massimo rispeto die parametri di trasparenza e nel massimo rispetto delle normative vigenti e verrà fatta sotto il controllo di una apposita commissione parlamentare il più trasversale e plurale possibile.
Come sopra
Art. 4
Il soggetto, la cordata o l'impresa che vinceranno l'asta dovranno garantire che, in caso di riduzione del personale ci sia un adeguato piano di trasferimento/prepensionamento a tutela dei dipendenti delle reti privatizzate.
Idem, sempre il solito problema
Art. 5
La rete che rimarrà pubblica dovrà finanziarsi tramite un canone giusto da stabilirsi in sede parlamentare, quindi viene ridotto lo spazio pubblicitario al minimo necessario.
Sono d'accordo
Art. 6
La direzione della rete pubblica viene affidata ad un CdA di nomina parlamentare, che però dovrà rispettare parametri meritocratici e di preparazione.
Contrario. I parlamentari non potranno mai seguire parametri meritocratici, ma tenderanno sempre alla lottizzazione.
Art. 7
La rete che rimarrà pubblica dovrebbe dedicarsi principalmente a sport, informazione e cultura.
Favorevole.
Il Presidente promulga.
Cabraizinho
Certo è un problema molto serio al quale avevo pensato. Le soluzioni sono due: o si istituiscono seggi presso alcuni uffici pubblici che sono in ogni città, il che sarebbe dispendioso, oppure al pagamento del canone l'abbonato riceve una password attraverso la quale può accedere ad un sito dove può votare il suo candidato.
Naturalmente il sito va protetto bene, e a dispetto dei detrattori della "e-democracy" oggi abbiamo mezzi decisamente adatti a svolgere sicure elezioni attraverso la rete.
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