Chi l'ha detto che avere una certa età e volersi spupazzare una ragazzina sia esclusiva delle più alte cariche dello stato E di una sola fazione politica???
Ecco il Sindaco di Arenzano a smentire il tutto!!
IL PRIMO CITTADINO DI ARENZANO: “LA MIA ASPIRAZIONE? TROMBARMI UNA DICIOTTENNE”...
di Ferruccio Sansa Genova
“La mia unica aspirazione è trombarmi una diciottenne”. Non è una battutaccia rubata al bar, a un cliente con la faccia paonazza. E nemmeno un’intercettazione dell’inchiesta sulle escort baresi. No, è una frase verbalizzata durante il Consiglio comunale di Arenzano, che non è un paese di poche anime, ma una cittadina di quasi 15.000 abitanti a due passi da Genova. Ce ne vuole per far storcere il naso alla gente di Arenzano, abituata da anni a polemiche di ogni tipo: dalle colate di cemento in riva al mare alla scoperta che il portavoce del sindaco in passato era stato pizzicato con due kalashnikov. Però, stavolta, anche qui si è sollevato un polverone. Già, perché a pronunciare la fatidica frase è stato il primo cittadino, Luigi Gambino. Un esponente di primo piano del Pd locale. Siamo nella sala del Consiglio comunale, mercoledì12 maggio. Prende la parola Albino Dalpian, consigliere del Pdl, e lancia al sindaco una domanda apparentemente innocua: “Sindaco, quali sono le sue aspirazioni?”. E qui a Gambino bisogna riconoscere un merito: a differenza di altri politici liguri coinvolti in recenti scandali, il sindaco di Arenzano risponde sempre. Anche stavolta: “La mia unica aspirazione è trombarmi una diciottenne”.
I verbali dell’assemblea non riportano le reazioni dei presenti, ma i testimoni raccontano di consiglieri che ridono e si danno di gomito. Tutto sembra finire lì, il centrosinistra ha tutto l’interesse a tirare dritto e il centrodestra… bè, sulla passione dei politici per le ragazzine non ha molta voglia di sollevare un caso. Ma le parole sfuggite ai politici sono come sassi caduti in uno stagno: le onde che provocano alla fine giungono a riva. Così ecco che dopo un paio di giorni Gambino si ritrova davanti la sua frase sul sito Internet di Arenzano Notizie, suo acerrimo nemico. La frittata è fatta. Anzi, due frittate, perché il primo cittadino ha aggiunto: “Gli occhiali da sole me li levo solo per fare l’amore con mia moglie perché le danno fastidio”. Il sindaco all’inizio cerca di buttarla sul ridere: “Il Cavaliere non mi ha ancora chiamato per complimentarsi”. Insiste: “Questa non è una battuta alla Berlusconi, ma alla Gambino”. Poi prova a scusarsi: “Ho sbagliato, ma ero stressato e arrabbiato. E comunque ho due donne assessori e due in Consiglio e nessuna di loro si è lamentata, anzi hanno scherzato con me. L’unica ad arrabbiarsi è stata mia moglie che mi ha detto: dovrai accontentarti di una donna di 47 anni”. Le donne del Pd di Arenzano non sembrano essersi divertite molto. Così hanno preso carta e penna per smentire il sindaco che pure sostengono: “Comprendiamo le condizioni di stress, ma esprimiamo dissenso e assoluta distanza dalle esternazioni di Gambino”. Ormai quelle parole, però, sono arrivate fino a Strasburgo. Debora Serracchiani, deputato europeo del Pd, strabuzza gli occhi: “Chi è questo milord? Un sindaco del Pd… possibile?”. Eccome: “Sarebbe meglio che Gambino conservasse le sue incontenibili energie per l’attività amministrativa. Gliene saremmo grati tutti, soprattutto noi donne”, sospira Serracchiani.
Poi allarga il discorso: “Ormai è una questione culturale, siamo assuefatti a queste cadute di stile comuni a chi ha responsabilità di governo, ma anche all’ultimo degli amministratori. Il Pd dovrebbe essere un partito che si distingue anche perché propone un linguaggio diverso”. Gambino intanto aspetta che la tempesta passi. Del resto non è la prima per il Pd di Arenzano. Appena un anno fa i quotidiani avevano scoperto che Paolo Masi, portavoce dello stesso Gambino, in realtà si chiamava Pasquale Esposito ed era un ex estremista di sinistra condannato per esser stato pizzicato con due kalashnikov. “Ho pagato i miei errori, adesso sono un cittadino come tutti”, dice Masi-Esposito, che nel frattempo è diventato l’avversario numero uno di Gambino. E ancora: come raccontò il Fatto, pochi giorni prima delle elezioni regionali di marzo, Cinzia Damonte (candidata Idv, ex assessore all’Urbanistica proprio di Gambino e compagna di Masi) era stata fotografata a una cena elettorale della comunità calabrese mentre distribuiva i suoi volantini elettorali con un pregiudicato della indicato dalla Finanza come “ben inserito negli ambienti della criminalità organizzata operante in Genova”. Damonte, che ha perso le deleghe da assessore, spiegò: “È stata una trappola, non sapevo chi fosse quell’uomo”. Finì a colpi di querele tra Gambino e Masi-Esposito. Ma anche allora il Pd locale tacque e tutto finì nel dimenticatoio...
(Il Fatto Quotidiano del 20 Maggio 2010)
(in rete un pò avunque, ad esempio QUI)




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