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    Predefinito Case celtiche” o “case a tetto racchiuso” in liguria

    http://www.iisl.genova.it/ricerca/im...ucci_italo.pdf

    Nel nostro paese, così come all'estero, la diffusione delle case celtiche non è uniforme ma interessa aree a volte anche di modeste dimensioni:

    Nel Bellunese si riscontra una presenza importante di questi edifici in particolare nella conca di Alpago, nelle prealpi bellunesi sconfinando nel vicino Friuli nella valle del Vajont. Come altrove questi edifici (chiamati casere) trovano il loro habitat in zone montane quali insediamenti temporanei legate all’alpeggio Tra coloro che maggiormente si sono occupati del loro studio ricordiamo in particolare Mauro Vedana3 che ritiene queste case siano state introdotte da migrazioni germaniche del V-VIII secolo tra cui Longobardi e Franchi; Claudio Fasolo è critico sull’origine celtica e germanica, preferisce invece pensare ad una specie di “teoria evoluzionista” che vedrebbe quindi culture diverse di luoghi lontani ma accomunati dalle stesse problematiche dare vita ad identici manufatti.

    Appennino Modenese:

    in particolare nell’Alto Frignano a S. Andrea Pelago e Fiumalbo). Battista Minghelli6 ritiene che proprio ai Celti vada riconosciuta quest’invenzione introducendola nella Pianura Padana con le migrazioni del IV – I sec. a. C. Dello stesso parere è A. Benassi Mestriner che, trattando delle case celtiche della stessa area (qui sono chiamate capanne), precisa che l’etimo Frignano deriva dalla tribù ligure dei Friniates provenienti dalla Pianura Padana nel III sec. a.C. poiché sospinti da Etruschi e Galli Boi; con loro quindi avrebbero portato questa tecnica costruttiva appresa dalle tribù celtiche della pianura.

    Valli Monregalesi:

    La Val Corsaglia, Val Ellero e Val Maudagna vantano una notevole concentrazione di “case a tetto racchiuso”.
    Pur non occupandosi direttamente di questi edifici, Giuseppe Rosso9 osserva quanto sia stata importante l’opera dei monaci nel XII secolo delle certose di Casotto e Pesio per la riorganizzazione delle comunità contadine in tutte le componenti e quindi anche quella della costruzione o delle ricostruzioni delle abitazioni (pochi anni prima queste zone furono devastate dai Saraceni). Parrebbe lecito perciò supporre che queste case siano state da loro introdotte (l’argomento verrà ripreso più avanti per altre località).
    Ma critica in proposito è l’opinione di Arnaldo Colombatto10 che, dopo un’approfondita analisi
    del territorio monregalese, osserva la mancanza di case celtiche proprio nelle zone più prossime all’operato dei monaci ed inoltre “il fatto che in area occitana cisalpina il tetto racchiuso sia del tutto inesistente potrebbe avvalorare l’ipotesi di una sua origine estranea e antecedente alla cultura occitana e suggerirne la derivazione da antiche forme edilizie celtiche.”
    Un altro studioso convinto dell’arcaicità di questi edifici è Luigi Dematteis ma delle sue convinzioni già si è detto. Una posizione più critica è quella di A. Molino il quale riconosce che questo tipo di costruzione è presente in quasi tutta l’area celto-ligure ma che l’arcaicità di questa tipologia è tutta da dimostrare; inoltre osserva che, pur con notevole discontinuità spaziale, è presente in tutta Europa. Soprattutto per l’ampia panoramica di immagini di case celtiche ancora in un ottimo stato di conservazione deve essere citato il lavoro di Luigi Massimo.

    Nel programma di riorganizzazione territoriale i monaci bobbiensi non si dedicarono solo all’evangelizzazione ed alla costituzione di una delle più importanti biblioteche d’Italia, ma è accertato che diffusero, tra l’altro, nuove pratiche agricole; si occuparono inoltre di bonifiche e di medicina. Esemplificativa a questo proposito la raccomandazione dell’abate Wala fatta ai suoi monaci: “Il maestro carpentiere provveda affinché tutti i maestri del legno e della pietra, eccetto quelli che sono assegnati ad un altro compito, facciano botti e barili o piuttosto biblioteche o mulini, case e anche muri”. Wala, il cui nome è d’origine celtica e significa salute, era originario di Corbie in Picardia (dipartimento della Somme), era parente di Carlo Magno e s’installò a Bobbio nell’833 per morirvi tre anni dopo.
    A Bobbio continuavano a pervenire monaci d’origine nord europea; per sostituire Colombano, morto nel 615, arrivò dall’abbazia di Luxeuil l’abate merovingio Attala; quest’afflusso di persone da terre lontane portava un continuo arricchimento della cultura materiale e spirituale.

    Dopo queste considerazioni si fa strada l’idea che potrebbero essere stati proprio questi monaci ad aver introdotto questa nuova forma architettonica e quindi alla tesi francese e ligure si affiancherebbe questa nuova ipotesi che collocherebbe la nascita della casa celtica in epoca alto medioevale e vedrebbe nei monaci i suoi diffusori, e probabilmente inventori, e che ebbe maggior fortuna nell’ambito civile piuttosto che nel religioso; l’area d’origine potrebbe essere proprio il nord Europa dove, in effetti, il clima ventoso e ricco di precipitazioni anche nevose avrebbe stimolato la ricerca di una tecnica costruttiva mirata e dove si riscontra in definitiva una maggior diffusione con grandi dimensioni e forme più elaborate.
    L’apparente casualità e discontinuità delle zone in cui se ne riscontra la presenza verrebbe spiegata perciò dall’opera dei monaci che operarono nell’ambito del territorio di loro pertinenza con le limitazioni dettate dall’opportunità logistica di introdurre siffatta tecnica e poi necessariamente in quel gruppo qualcuno doveva averne la conoscenza.
    Anche Giovanni Ferrero condivide questa ipotesi e nella sua precisa analisi storica dell’Alta Val Trebbia ha reperito due documenti, rispettivamente del 1533 e nel 1736 (vedi APPENDICE 7.3) che parlano di “una casa coperta con paglia” ed il possibile riferimento ad una casa celtica è molto concreto.

  2. #2
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    Predefinito Re: Case celtiche” o “case a tetto racchiuso” in liguria

    Diffusione in Europa:





    Due esempi di case a tetto racchiuso provenienti dalla Scozia (quella di sinistra è nel villaggio di Crail nel Fife) dove sono chiamate crow-stepped gable.



    Scozia. serie di case affiancate



    Glasgow



    Bruxelles (Belgio)



    Friedrichstadt nello Schleswig-Holstein
    (Germania)



    Glimmingehus Castel (1499) nella Scania (Svezia)

  3. #3
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    Predefinito Re: Case celtiche” o “case a tetto racchiuso” in liguria

    Nel bellunese:





    Località di maggiore interesse: in Alpago le loc. di Chies, S. Daniele,Funes, Tambre, Borsoi:





    Nelle prealpi bellunesi quelle del Nevgàl-Pian Longhi, Praderadego, Poiate; nel Sovramonte il Vallon di Aune loc. Orza, Zorzoi-Col del Mich e col Fariet.

    Nel veronese:







    Campofontana – Malga Lobbia



    Contrada Pagani

    Piemonte:



    Il fienile di Oriomosso in Alta Vallecervo (Biella) – foto di A. Molino

  4. #4
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    Predefinito Re: Case celtiche” o “case a tetto racchiuso” in liguria





    S. Anna Collarea – Val Corsaglia



    Val Corsaglia (foto Massimo)



    Pra di Roburent Gore Val Corsaglia (f. Massimo)



    Pra – Val Corsaglia (foto Massimo)



    Val Ellero





    Case Borgo Val Maudagna (foto Massimo)

  5. #5
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    Predefinito Re: Case celtiche” o “case a tetto racchiuso” in liguria

    ...

  6. #6
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    Predefinito Re: Case celtiche” o “case a tetto racchiuso” in liguria



    Le zone di area ligure interessate dalla presenza di case celtiche.

    Fonte:

    https://www.yumpu.com/it/document/vi...i-studi-liguri-

 

 

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