Catalunya: pronto il golpe dei militari? | L'Indipendenza
Prendono sempre più corpo le voci insistenti di un piano ordito dalle alte sfere militari spagnole per “disinnescare” le spinte indipendentiste provenienti dalla Catalogna.Fossero attendibili le rivelazioni del colonnello della riserva Amadeo Martinez Inglés riprese dal quotidiano web catalano “Naciò Digital” ci troveremmo anzi di fronte ad un vero e proprio colpo di stato congegnato nei minimi particolari. Obiettivo: la rimozione dell’attuale leadership separatista e la conseguente instaurazione di un regime fantoccio ossequioso verso le direttive provenienti dal centro nazionale. Il tutto ovviamente scatterebbe solo se le trattative per addivenire ad un compromesso tra le due parti sfociasse (ad ottobre) in un nulla di fatto e il Presidente Màs confermasse la data del referendum popolare fissato per il 9 novembre.
Proprio la subordinata temporale fa credere che la notizia-bomba sia in realtà un tentativo (divulgato ad arte) di mettere pressione all’esecutivo di Barcellona con una sorta di arma di dissuasione verbale. Ma anche ciò fosse vero, la portata dirompente di una simile minaccia non contribuisce di certo a rasserenare il clima scatenando, anzi, nuovi focolai di tensione che potrebbero far sfuggire la situazione dal controllo dei decision-makers iberici.
I fatti, dunque: è di pochi giorni or sono un articolo esplosivo pubblicato per l’appunto nell’edizione mattutina di “Naciò Digital” nel quale compare la figura di questo ufficiale spagnolo, apparentemente assai ben informato degli umori e delle intenzioni delle varie forze militari componenti il regio esercito, il quale, citando “fonti dei vertici militari”, indica nel discorso di sabato scorso del Premier spagnolo Rajoy in quel di Barcellona il punto d’avvio ufficiale di una campagna anti-sovranista che, in un primo tempo, dovrebbe avere carattere unicamente “mediatico, politico e sociale” per poi, qualora si rivelasse necessario, tramutarsi in un intervento di altra natura per “costringere i politici corrotti a cedere il passo ai militari patrioti”.
Il piano, in codice “Operazione Stella”, dovrebbe scattare al più tardi il 20 ottobre (circa venti giorni prima del voto referendario) secondo la modalità seguente: “I piani prevedono l’occupazione , nottetempo, di tutti i centri del potere politico e mediatico catalano sia a Barcellona che nei restanti capoluoghi di provincia da parte di truppe di élite dell’esercito spagnolo, composte di paracadutisti e legionari. Ciò compiuto si decreterebbe immediatamente lo stato di emergenza nell’intera regione nel contempo dichiarando l’illegalità dell’attuale governo della Generalitat. Terminato il blitz notturno, il governo Rajoy si affretterebbe a fornire le spiegazioni del caso al Parlamento in una seduta plenaria straordinaria all’uopo convocata.”
Questo il sunto del memorandum giunto nelle mani dei cronisti catalani. Non manca una noticina di ironia, che suona piuttosto sinistra in verità, allorquando lo stesso colonnello attribuisce a Rajoy l’ingrato compito di “assicurare una rapida e democratica uscita dal conflitto in corso”. Lasciamo ai lettori le considerazioni del caso sperando che mai avremmo a dover commentare uno scenario tanto fosco e mortificante per le aspirazioni di libertà. Non del solo popolo catalano, va da sé.




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