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  1. #1
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    Predefinito La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    La mascotte di Expo 2015 è Guagliò. Ecco chi applaude | L'Indipendenza

    Qualcuno si è scandalizzato perché la mascotte della futura Expo milanese è stata ufficialmente chiamata Guagliò, un bel nome “lombardo”.
    Non si sono scandalizzati:

    1. La portavoce del Presidente, Isabella Votino di Benevento;
    2. L’avvocato del Presidente, Domenico Aiello di Catanzaro;
    3. Il Direttore Generale delle Infrastrutture, Anna Tavano di Catanzaro;
    4. Il Responsabile Comunicazione della Regione, Patrizia Carrarini di Roma;
    5. Il Capo della Segreteria del Presidente, Giacomo Ciriello di Benevento;
    6. Il controllore delle spese di Via Bellerio, Carmine Pallino, malanese arioso;
    7. La morosa del Padrone, Francesca Pascale di Napoli;
    8. Il cane del Padrone, Dudù, barboncino maltese. Anzi: borboncino;
    9. Il Padrone, spalla corista di Mariano Apicella di Napoli.

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  2. #2
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    Meglio cogliò. Molto beota.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    Per l'Expo de Milan i podivan darg un nom in lombard, no? Insoma là, una vœlta d'ogni tant se podariss parlar un poo anca de nun...

    LA BEFFA
    L’Expo 2015 si fa a Milano ma la mascotte si chiama Guagliò
    Il simbolo della manifestazione che si terrà nel capoluogo lombardo porta un nome tipicamente partenopeo. E scoppia la polemica
    di Mario Giordano
    La prima mascotte dell’Expo di Milano si chiama Guagliò. Siccome è previsto che ce ne siano altre, già si prepara la lista dei prossimi nomi: in testa Scugnizzo, Paisà, ‘Nfame, Vaiassa, Uallera, Fetenzia, Sgarrupato, Pummarola in coppa, Scuorno, Pazzariello e Cumpariello. Il simbolo della manifestazione, che attualmente è una composizione di frutta che ricorda l’Arcimboldo, potrebbe essere cambiato: si pensa, per restare in tema, di affidarsi a Pulcinella. Come dolce tipico milanese verrà servito, al posto del panettone, il babà al ruhm. Come inno sarà ovviamente scelto “O Sole Mio”. E, durante l’inaugurazione, verranno distribuite foto ricordo con il caratteristico paesaggio lombardo: il golfo, il mare e sullo sfondo ovviamente il Vesuvio.
    Dicono che l’Expo 2015 sia una bella occasione per Milano. E così, per cominciare, hanno cominciato a far parlare quest’occasione in napoletano. Una bella idea, no? L’Italia è unita e noi ne siamo orgogliosi. Anche perché le attenzioni sono reciproche. Siamo certi, per esempio, che se la manifestazione si fosse tenuta a Napoli, beh, all’Expo Piedigrotta non avrebbero fatto altro che cantare “O mia bela madunina”. La mascotte l’avrebbero chiamata “Bauscia”. Piatto tipico? Risotto allo zafferano. Luogo da visitare? Il Naviglio. O, in alternativa, Parco Lambro by night.
    Invece, niente: l’Expo 2015 si terrà a Milano e dunque la mascotte si deve per forza chiamare Guagliò. Il nome, spiegano negli uffici dell’organizzazione, è stato scelto dopo un concorso fra i bambini. Hanno partecipato in tantissimi, è stato detto, in tutta Italia, dal Nord al Sud. Un po’ di più al Sud, evidentemente, ma che ci volete fare? Al Nord sono sempre così sgobboni che non hanno mai tempo per divertirsi. In tutto le mascotte cui bisognerà dare un nome sono undici: ci sono banana, melagrana, anguria, mela, mango, arancia, pera, fico, rapanello e mais blu. Il primo nome scelto è quello dell’aglio, che si chiamerà appunto Guagliò. Non sfuggirà il gioco di parole: Gu-aglio con l’aggiunta dell’accento. Se tanto mi dà tanto, tremiamo all’idea di che cosa avranno immaginato i terribili pargoletti per il fico.
    Ma c’è poco da scherzare. Questa storia delle mascotte è una roba molto seria: soltanto il giro d’affari legato alla vendita dei gadget sarà superiore ai 100 milioni di euro. I frutti-pupazzi, con i loro nomi appositamente scelti, finiranno su vestiti, diari, penne, tazze, peluche e prodotti legati al cibo che sarà il tema portante di tutta la manifestazione. Stanno pensando anche di dare vita a fumetti e film d’animazione. Tutto molto efficiente, tutto molto lombardo. Proprio come l’Expo. Proprio come Guagliò. Pare che anche per accogliere i visitatori nei padiglioni si stiano cercando hostess madrelingua partenopee e ragazze diplomate alla Hig School Sciuscià. Gli interpreti dovranno dare l’esame su testi di Peppino De Filippo e Totò.
    Per l’amor del cielo, sappiamo che Milano è sempre stata la patria di tutti. Sappiamo che ha costruito la sua forza proprio sulla capacità di accogliere e integrare popoli e le lingue. E figuriamoci se questa millenaria storia di accoglienza e integrazione non troverà un momento sacro nell’Expo, che è nata in fondo proprio per unire e avvicinare tutti. Però, ecco, come si fa ad avvicinare se si dimentica dove si sta? Come si fa a unire se si dimentica chi si è? Per questo non sarebbe male che, almeno nei simboli iniziali, sopravvivesse l’orgoglio della regione ospitante e della città che organizza. Che non possono vittime di una costante colonizzazione anti-settentrionale. Per cui va bene tutto: va bene Guagliò, Carusu, Picciotto, Figghiolu, Figlio ‘n Trocchia, quello che volete.
    Ma poi i casi sono due: o la prossima mascotte avrà un nome milanese (Bagaj? Bel Fieu?). Oppure bisognerà dare un nome milanese a chi ha organizzato il concorso: Pirla.
    L?Expo 2015 si fa a Milano ma la mascotte si chiama Guagliò - expo, 2015 - Libero Quotidiano


  4. #4
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    La faccia in effetti è proprio da pirla.
    Ma il nome giusto, visto cosa c'è dietro, era Riina.
    Sarebbe stata una mancanza di rispetto, però almeno Picciotto ci stava bene.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 04-02-14 alle 01:13
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #5
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    Pensieri indicibili e autocensurati.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #6
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    manca poco che gli si risponda sì buana, no buana

    comunque quando ho visto la faccia del ciula mi è venuto in mente il vacaputanga
    Garante del tessuto democratico del Paese

  7. #7
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    A me ricorda Maroni mentre si tocca.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #8
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    Il simbolo giusto è questo:

    sklöpp & kanù

  9. #9
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    Non direi, caro Scarpon.
    Pur se ironico e comprensibile, l'immagine della foto rappresenta quanto di più sano ci sia nella nostra terra.
    Il duro lavoro dei campi.
    Quello è sano sterco delle nostre bestie, è il frutto della fatica dei nostri padri, destinato a dare frutti per i nostri figli.
    Cose che chi organizza l'Expò non conosce e non può neppure apprezzare.
    A loro interessano solo le bustarelle.
    Ladri di galline, per restare in tema.
    Quindi al più il volto di una faina, se ce l'hai a mano.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #10
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    Predefinito Re: La mascotte di Expo 2015 è Guagliò.

    La mascotte di nome Guagliò, un insulto di Expo alla cultura meneghina, e un brutto episodio figlio di un atteggiamento di chiusura e arroganza.
    Di Andrea Monti
    Quando Giuseppe Sala è stato nominato Commissario Unico di Expo 2015, tra i suoi super poteri non credevo si annoverasse anche quello di umiliare, offendere e mortificare la cultura di una città, Milano, già vilipesa e derisa da una lunga e continua campagna di annientamento culturale di tutto ciò che è meneghino. Evidentemente mi sbagliavo, perché anche questo è uno dei poteri del Commissario di Expo.
    Non si spiegherebbe, altrimenti, perché abbia deciso di annunciare in anticipo un solo nome delle mascotte di Expo, davanti alla stampa accorsa per la presentazione della BIT 2014, e il nome è “Guagliò”, un termine che io fatico persino a pronunciare, arrivando da una lingua che non pratico e non conosco; il napoletano. È evidente che si cercava l’umiliazione pubblica ad una città che con fatica, impegno e tante tasse dei propri contribuenti, ha lottato per ottenere l’agognata organizzazione dell’esposizione universale. Ed ecco la beffa, tiè Milàn, pigliati il nome napulè! Insomma, si cercava la provocazione, ed è stata trovata.
    E non si spiega nemmeno perché, come ha spiegato lo stesso Commissario, il concorso per decidere i nomi della mascotte di un evento milanese, debba essere partecipato da studenti che arrivano da tutta Italia? A questo punto, se proprio non si vuole connotare di milanesità un evento milanese, mi chiedo perché non si sia aperto a tutti gli studenti, se non del mondo, perlomeno d’Europa; sicuramente ci saremmo risparmiati questa cafonata del “Guagliò”. Insomma, una brutto pasticcio, un’offesa che va al di là di una questione legata ad un semplice nomignolo di una mascotte.
    Questo rimane comunque un gesto di arroganza e un insulto intollerabile, ma non è altro, in fondo, che un segnale di una gestione che in questi mesi non è stata in grado di coinvolgere, come si dovrebbe, i territori e gli Enti Locali; un atteggiamento di chiusura, isolamento e verticismo che rischia addirittura di ridurre gli obiettivi di Expo, da quella che doveva essere un’opportunità di crescita e sviluppo di tutti, all’obiettivo minimo di far quadrare i conti di una macchina organizzativa spaventata, e ne ha motivi, dal rischio flop. Il grande rischio, però, è che il nostro territorio finisca per subire l’Expo, piuttosto che esserne protagonista, come testimonia la scelta di allungare gli orari di chiusura di Expo, con addirittura un biglietto ridotto serale; una scelta, quest’ultima, che ha l’unico obiettivo di aumentare il fatturato, mortificando le sperate ricadute sugli eventi “Fuori Salone”. Una piastra aperta fino alle ore 24, capace di fornire quotidianamente spettacoli di respiro internazionale, il tutto con pochi euro di ticket; si delinea una concorrenza insostenibile per Milano e la Brianza.
    Ed ecco adesso arrivare il pasticcio del nome, che io poi non riesco nemmeno a pronunciare, forse dovrei andare a scuola di Napoletano in vista di Expo? Pensavo fossero altre le lingue su cui dovessimo prepararci, non lo slang dei Quartieri Spagnoli e dei Campi Flegrei.
    http://www.ilmonti.com/la-mascotte-d...i-cambi-passo/


 

 
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