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  1. #1
    vae victis
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    Predefinito L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco pensionistico. Ecco come

    di Fabio Pavesi con un'analisi di Davide Colombo


    Le dimissioni di Antonio Mastrapasqua e le perdite che per il secondo anno consecutivo toccheranno i 10 miliardi nei conti dell'Inps mettono in allarme gli italiani. Sia i lavoratori in attività che gli attuali pensionati. Se l'Inps, come stimano le previsioni del Civ, il Comitato di indirizzo e vigilanza dell'ente pubblico, produrrà perdite miliardiarie anche quest'anno e nel 2015, che fine faranno i pagamenti delle pensioni? Domanda legittima, che impone qualche risposta.

    Le pensioni non sono a rischio per il semplice fatto che le perdite di bilancio e i buchi provocati dal divario sempre più aperto tra i contributi versati (le entrate) e le prestazioni erogate (le uscite) verranno coperte dall'aumento dei trasferimenti da parte dello Stato. L'Inps, per capirci, non può fallire. E lo sbilancio nei suoi conti verrà pagato dalla fiscalità generale, cioè dai contribuenti italiani. In realtà è già accaduto. Nel 2013 infatti i trasferimenti dello Stato all'Inps hanno toccato i 112,5 miliardi. Sette miliardi secchi in più (+6,6%) rispetto ai 105,6 miliardi che è costata la bolletta pubblica per coprire lo squilibrio tra entrate contributive e prestazioni erogate dall'ente pensionistico italiano.

    39 miliardi in più dal 2008

    Un'escalation inarrestabile, da tempo. Basti pensare che nel 2008, prima della "Grande crisi", erano sufficienti 73 miliardi di trasferimenti dal bilancio dello Stato per coprire i disavanzi. Negli ultimi 5 anni, dal 2008 al 2013, l'esborso è aumentato di ben 39 miliardi cioè il 53% in più. Un aumento monstre, pari all'8% cumulato annuo. E questo in tempi di inflazione ai minimi storici e di profonda flessione del Pil.

    Il dramma è che, secondo le stime del ministero dell'Economia (Mef) , la spesa non conoscerà soste neanche nei prossimi anni.

    Altri 10 miliardi al 2016

    La nota tecnica del Mef prevede una mole di trasferimenti pubblici (dallo Stato) alla previdenza che non smetterà di salire. Per il 2014 le stime parlano di 119 miliardi che saliranno a 122 miliardi a fine 2016. Rallenta il passo di marcia, rispetto agli ultimi 5 anni, ma non c'è capitolo di spesa pubblica che aumenti a questi ritmi.

    Il tema di fondo è che non si attenua il forte disavanzo tra le entrate (cioè i contributi versati da imprese e lavoratori) e le uscite per pensioni e assistenza dalle casse dell'Inps, ora che ha incorporato anche l'Inpdap (il dissestato ente dei dipendenti pubblici). E dato che le pensioni vanno pagate e che l'Inps non può fallire, il buco tra entrate e uscite lo deve sanare per forza lo Stato. Basti pensare che nel 2012 le entrate da contributi si sono fermate a 208 miliardi, mentre le uscite per le prestazioni sono state di 295 miliardi.

    Ecco qui il profondo divario che non consente oggi al sistema della previdenza di autofinanziarsi. Certo, gran parte di questo buco deriva dall'assistenza. Sono le pensioni sociali, le indennità varie, le reversibilità ai superstiti. Ma anche le invalidità civili, che da sole costano allo Stato oltre 17 miliardi. Tutte prestazioni che non hanno alle spalle contribuzioni versate e quindi del tutto a carico del bilancio pubblico.

    I contributi non bastano a fronteggiare le spese
    L'assistenza costa da sola 72 miliardi. Ma la verità è che anche le gestioni previdenziali soffrono disavanzi strutturali. L'ex Inpdap da sola perde ogni anno, da tempi lontani, quasi 9 miliardi. È lo sbilancio tra contributi, erosi oggi dal blocco del turn over, e pensioni che tendono a salire. Rispetto alle pensioni dei lavoratori privati, poi, la media dei trattamenti pubblici è più alta di un 30%. Ovvio che in queste condizioni lo squilibrio si aggraverà. L'ex Inpdap non è un caso isolato. Quasi tutte le gestioni previdenziali sono infatti in pesante squilibrio sull'autofinanziamento.

    I contributi versati non bastano a fronteggiare le spese (crescenti) per le pensioni. Sono gli effetti che dureranno a lungo, non solo della crisi, ma anche dell'onerosissimo sistema di calcolo retributivo. Che avvantaggia chiè andato in pensione negli anni scorsi e che incassa prestazioni previdenziali ben più alte rispetto ai contributi versati durante la vita lavorativa.

    Divari tra contributi e prestazioni strutturali in quasi tutte le gestioni
    L'Inpdap, l'ex gestione dei dipendenti pubblici, da sola porta nel 2013 nei conti dell'Inps una perdita per 8,85 miliardi e un deficit patrimoniale monstre di 26 miliardi. L'ex Inpdap è solo la punta dell'iceberg.Tutte le gestioni previdenziali sono in profondo rosso da tempo con l'unica esclusione dei parasubordinati. Partite Iva, professionisti e co.co.co versano solo contributi senza uscite previdenziali. L'utile di 8,5 miliardi della gestione dei giovani viene del tutto eroso dal profondo rosso delle altre gestioni.

    Ecco le gestioni in rosso
    Gli agricoltori vantano, per così dire, una perdita per 5,4 miliardi; gli artigiani per 5,9 miliardi; i dirigenti d'azienda (ex Inpdai) sono in rosso per 3,8 miliardi. Così come in perdita cronica per più di un miliardo ciascuno sono il fondo trasporti e il fondo telefonici, mentre il fondo elettrici chiuderà il 2013 con perdite per 1,9 miliardi. Il dato drammatico è che le perdite non sono episodiche. Il trend negativo è in atto da anni.

    Pesa la crisi che erode i contributi, ma pesa soprattutto nello sbilancio entrate/uscite l'aumento costante delle nuove pensioni e il calcolo retributivo che tiene alta la forbice, e lo farà ancora per anni, tra contributi effettivamente versati e pensioni pari al 70-80% degli ultimi stipendi. Per gli effetti calmieranti della riforma Fornero c'è da aspettare ancora molto tempo.

    Ed ecco chi paga
    E alla fine tocca a due soggetti coprire i disavanzi. Lo Stato che dovrà aumentare ogni anno di circa 10 miliardi i suoi trasferimenti e i giovani delle gestioni parasubordinate. Loro stanno solo versando senza o con poche uscite previdenziali e la loro gestione è in attivo per oltre 8 miliardi. E' quell'attivo che copre i deficit delle altre gestioni.

    Il problema riguarda il futuro. Se oggi i giovani pagano per gli anziani che succederà agli ex giovani quando toccherà a loro andare in pensione?

    3 febbraio 2014


    L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco pensionistico. Ecco come - Il Sole 24 ORE
    Regressista amante della pucchiacca.

  2. #2
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Purtroppo è una cosa risaputa, la generazione scorsa (grazie al retributivo e alle baby pensioni dopo 19 anni di lavoro) si è mangiata la sua fetta di torta e anche quella della generazione successiva. Adesso a noi tocca il digiuno.
    Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?

    Mangio sempre i bambini bolliti.

  3. #3
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Gli italiani preferiscono rifiutare la realtà, continuando a votare chi ha provocato questi disastri.

  4. #4
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Purtroppo è una cosa risaputa, la generazione scorsa (grazie al retributivo e alle baby pensioni dopo 19 anni di lavoro) si è mangiata la sua fetta di torta e anche quella della generazione successiva. Adesso a noi tocca il digiuno.
    Se le pensioni fossero state già all'inizio private non ci sarebbe stato alcun problema.

  5. #5
    vae victis
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Citazione Originariamente Scritto da von Dekken Visualizza Messaggio
    Se le pensioni fossero state già all'inizio private non ci sarebbe stato alcun problema.
    Io dico che i privati sarebbero falliti ( dopo essersi arricchiti) e che lo Stato avrebbe dovuto tappare i buchi di tasca propria
    Ultima modifica di King Z.; 04-02-14 alle 14:27
    Regressista amante della pucchiacca.

  6. #6
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Citazione Originariamente Scritto da Gualerz Visualizza Messaggio
    Purtroppo è una cosa risaputa, la generazione scorsa (grazie al retributivo e alle baby pensioni dopo 19 anni di lavoro) si è mangiata la sua fetta di torta e anche quella della generazione successiva. Adesso a noi tocca il digiuno.
    In realtà erano 19 per gli uomini.
    Le donne addirittura 14 anni 6 mesi e un giorno!!!

    Non dimentichiamo poi le invalidità civili (false o troppo generose) prelevate dal calderone INPS.

    Ma cerca di capire che è tutta colpa dell'Europa, dell'euro e della Merkel...

  7. #7
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Non lo so, potrebbero spostare le riserve e metterle nel conto di Letta, mi pare piu' che giusto, devono ridurre alla fame gli italiani e rubarsi TUTTO, visto che buona parte degli italiani si merita esattamente questo.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  8. #8
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Citazione Originariamente Scritto da King Z. Visualizza Messaggio
    Io dico che i privati sarebbero falliti ( dopo essersi arricchiti) e che lo Stato avrebbe dovuto tappare i buchi di tasca propria
    Negli altri Stati (normalmente) ciò non avviene. Se il problema è antropologico allora dobbiamo assolutamente porre fine lo Stato italiano

  9. #9
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Citazione Originariamente Scritto da von Dekken Visualizza Messaggio
    Negli altri Stati (normalmente) ciò non avviene. Se il problema è antropologico allora dobbiamo assolutamente porre fine lo Stato italiano
    Il problema è che cio' che chiami "Stato" non ha nulla a che vedere con quello vero, è soltanto una miserabile banda di magnacci che pomposamente si fanno chiamare "rappresentanti" del medesimo.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  10. #10
    vae victis
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    Predefinito Re: L'Inps perde 10 miliardi all'anno. I giovani e lo Stato coprono il buco .

    Citazione Originariamente Scritto da von Dekken Visualizza Messaggio
    Negli altri Stati (normalmente) ciò non avviene. Se il problema è antropologico allora dobbiamo assolutamente porre fine lo Stato italiano
    Proprio quello intendevo
    Regressista amante della pucchiacca.

 

 
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