Ormita, BexB, Sardex... sono solo alcuni dei circuiti di moneta complementare già attivi sul nostro territorio, che consentono scambi di merci con merci, di servizi con servizi, di merci con servizi e servizi con merci. Il tutto senza utilizzare l'euro. Si potrebbe dire: se l'euro è il problema, ebbene non lo usiamo!
A qualcuno, o ai molti, sembrerebbe una boutade, una battuta cretina, una cosa che non sta né in cielo né in terra: "ma che', siamo tornati al tempo delle caverne!? Siamo tornati a quando barattavano le pecore con le caciotte??"
E invece no: il baratto è una cosa seria. A patto che sia fatto seriamente. Il segreto è semplice: utilizzare una unità di conto come strumento intermediario negli scambi. Funziona così:
1 - Vincenzo realizza un impianto elettrico a casa di Antonio, e non viene pagato in euro, ma in crediti, diciamo che un credito vale quanto un euro; Antonio riconosce a Vincenzo 700 crediti, che Vincenzo incamera sul suo conto. Si tratta di un conto speciale, non è aperto in una banca qualsiasi, ma nella banca del baratto: un conto in crediti, senza interessi né attivi né passivi, senza spese di conto, nè imposte di bollo.
2 - Vincenzo con questi crediti compra del materiale per il suo lavoro... lampade, prese, fili... per un importo di 400 crediti, che riconosce a Enrico, che ha una rivendita di materiali elettrici; per gli altri 300 crediti, compra un paio di scarpe e una cassetta di vini pregiati per sé, pagando le scarpe a Saverio con 150 crediti e i vini a Nicola con altri 150 crediti.
3 - Nicola va da Antonio, che si è fatto fare l'impianto da Vincenzo. Antonio fa il gommista: con i 150 crediti recuperati da Vincenzo, si fa cambiare gli pneumatici dell'auto, e in più aggiunge altri 150 debiti, che vengono detratti dal suo conto.
e così via: chi è in rosso sul conto, salderà i propri debiti non con denaro, né interessi, ma con il proprio lavoro, o fornendo merci e prodotti ad altri membri del circuito. Chi ha sul conto crediti in positivo, tenderà a spenderli presso altri membri del circuito, perché quei crediti sul conto non gli servono a nient'altro: non gli fruttano interessi. Potrebbero servirgli a comprare, chessò, anche un appartamento, se nel circuito qualche membro iscritto vende un immobile, ma allora dovrà mettere da parte molti crediti, dovrà lavorare molto, e potrà anche indebitarsi, fino ad un certo punto, e poi pagherà il suo debito lavorando e fornendo merci agli altri membri. Certo, tutto ha un limite, non ci si potrà indebitare per grosse somme e non ci si potrà continuare ad indebitare senza fornire allo stesso tempo il proprio lavoro e merci agli altri membri. Ci sarà un controllo. La banca del baratto sorveglierà l'operato dei membri, e avviserà chi si sta indebitando troppo che è tempo di fornire lavoro o merci per ridurre il rosso. Chi ha troppi crediti sarà avvisato allo stesso modo: "è tempo di spendere i tuoi crediti, non puoi accumulare soltanto".
Qual'è il vantaggio di questo sistema...? Non uno, ma tanti.
1 - indipendenza dal circuito bancario per prestiti o mutui a tassi esosi;
2 - stimolo allo scambio di merci e servizi (i crediti sui conti non fruttano, e il credito accumulato non si può convertire in euro: l'unità di baratto è inconvertibile)
3 - aiuto all'economia di un territorio, sviluppo degli scambi all'interno di una certa zona, più o meno grande.
4 - aiuto ad eliminare la disoccupazione: se l'unico modo per pagare i propri debiti è lavorare, gli stessi creditori solleciteranno i debitori a saldare i debiti con il lavoro o con la fornitura di merci
E d'un tratto, ci si renderebbe conto che l'unità di scambio, quella utilizzata per contabilizzare i crediti e i debiti all'interno del circuito, svolge davvero il compito per cui dovrebbe essere emessa una moneta: agevolare gli scambi economici! Non è possibile tesaurizzare questa moneta, non essendo convertibile con nessun'altra moneta reale e non fruttando interessi; la si deve per forza spendere.
In Svizzera è dagli anni '30 attivo il WIR, e se ancora funziona, vuol dire che questa idea ha una sua valenza reale.
Riflettiamo su questa proposta. Il circuito potrebbe anche comprendere tutta l'Italia, e l'unità di conto potrebbe affiancare semplicemente l'euro, non sostituirlo. Un operatore economico, un'azienda, un professionista, un artigiano, potrebbero operare indifferentemente sul circuito del baratto e, all'esterno di esso, utilizzando l'euro. A loro scelta e a seconda delle occasioni e opportunità che si presenteranno loro.




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