Non amo commentare spesso le novità politiche: il motivo principale è che l'azione politica si è da tempo appiattita sul servilismo più stolido alle elites finanziarie, e perfino parole caute e moderate vengono ormai bollate come «estremismo» e accomunate addirittura al terrorismo.
Tuttavia, la giornata di oggi reca con sé il marchio per eccellenza di tale abdicazione a progettare il domani da parte del ceto autodefinitosi politico.
Cosa è successo? È successo che nel decreto chiamato "taglia-IMU" il Governo ha inserito in modo proditorio (di modo che la stampa, l'altra servetta zelante, avesse buon gioco a tacciare gli oppositori di "non voler tagliare le tasse") il processo di trasformazione della Banca d'Italia in "public company", eliminando di fatto qualsiasi mano di chi vorrebbe progettare il domani nell'economia italiana: la "politica" con questo atto ha certificato di ambire al massimo al ruolo di amministratore di condominio, diniegando a sé stessa la prerogativa fondamentale di chi dice di sedere in Parlamento, e cioè rinunciando a modificare la realtà in un senso che magari un giorno potrebbe essere sgradito alle elites finanziarie.
L'antico Sovrano che getta via la corona perché il mercante storce il naso. Lo stesso mercante, sia detto per inciso, che impone l'aut aut tra lo stipendio da fame e la disoccupazione.
Bene, il supposto avversario di queste elites finanziarie - padronali nel peggior senso del termine - ha tagliato i tempi e represso le proteste perché non potesse essere esercitato alcun ruolo da parte delle uniche due opposizioni che a questa vera infamia si sono realmente opposte: il Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia. Questa figura politica sedicente di "sinistra" nel senso più classico del termine è Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati.
Il M5S aveva agito adottando una antica pratica parlamentare che tutto è meno che abusiva, e cioè l'ostruzionismo; Fratelli d'Italia ha denunciato con forza e decisione il danno grave che tutta la Nazione sta subendo. Fratelli d'Italia ha protestato vigorosamente, beccandosi del "fascista" dai camerieri di codesti speculatori: l'azione squadristica che avrebbe compiuto sarebbe stata quella di esporre un cartello ("Corrotti") e di sventolare un Tricolore, questo sì sintomo di sciovinismo.
Chi mi conosce sa bene quanto poco apprezzi il Movimento 5 Stelle: è il caso però di dare atto della decisione di ostacolare al massimo tale scelta, gravemente pregiudizievole alla vita della Nazione, e soprattutto dela decisione di intonare l'Inno d'Italia in risposta alla canzone «Bella Ciao» intonata dai parlamentari sedicenti di sinistra, gioiosi di aver restituito a 71 anni di distanza l'antico prestito.
Ma mi raccomando: l'importante è l'età delle cosce di Ruby e dibattere se sia meglio Matteo Renzi o Silvio Berlusconi, leader di due partiti che su questioni importanti come questa votano rigorosamente compatti, d'amore e d'accordo.




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