
Originariamente Scritto da
- SAVONAROLA -
La mia idea di Socialismo è quella di un Socialismo Nazionalista e Tradizionalista, in cui il concetto di Emancipazione si adegua alla necessità di opposizione alla Globalizzazione Mondialista, che è l'ultimo stadio dell'imperialismo, nonché quello più aberrante. Questa particolare concezione di Emancipazione, accanto alla socializzazione economica, prevece al contempo una affermazione dell'importanza dell'identità culturale del paese, alla luce del fatto che l'alienazione precipua del sistema capitalistico, già analizzata da Marx, abbia ormai inglobato anche l'ambito identitario, olte che quello sociale. Omologando le masse razzialmente e culturalmente, infatti, la borghesia finanziaria internazionale intende mortificarle ulteriormente (se neghi l'identità di una persona la mortifichi, la bestializzi), in quanto, una volta eliminata l'identità nazionale e culturale, diviene più facile per la borghesia finanziaria assoggettare le masse anche sul piano ideologico.
Marx aveva le sue luci e le sue ombre, io ritengo di accettare gli aspetti positivi della teoria marxiana, trascurando le considerazioni sovrastrutturali circa lo stato e la famiglia, in quanto quest'ultime, se supportate nell'attuale contesto, assecondano soltanto le mire della borghesia finanziaria, la cui intenzione primaria è l'abolizione delle Nazioni per la creazione di un Governo Mondiale dai tratti culturalmente anarchizzeggianti.
Inutile dire pertanto che non mi riconosco in nessun partito o movimento sedicente marxista.
L'esperienza sovietica la considero in maniera prevalentemente negativa, in quanto ritengo che si sia rivelata una tappa fondamentale per la costruzione del sistema plutocratico massonico internazionale (non dimentichiamoci che i bolscevichi ricevettero finanziamenti dai Rothschild, e che il ruolo di Stalin fu determinante per la nascita dell'entità sionista).
Che ne pensate?
Il mio modello di Socialismo sarebbe attuabile nel contesto di un regime fascista o comunque di destra?