Un altro regista del nostro cinema migliore ci ha lasciato, a 92 anni, dopo una lunga vita spesa in un genenere cinematografico di impegno sociale e civile, cinema difficile, con film di denuncia che restano come pietre miliari a documentare momenti drammatici della vita politica e sociale italiana... Pensiamo solo al suo forse più famoso film " le mani sulla città" che è ancora di sconvolgente attualità a distanze di cinquant'anni dalla sua uscita. Rosi si è sempre occuopato della storia recente del nostro paese, denunciandone corsaggiosamente i vizi, le mancanze, le storture ideologiche. E' stato molto apprezzato anche nel resto dell'Europa, specialmente il Germania ed in Francia, ha ricevuto ricoscimenti internazionali e nazionali di grande rilievo, tuitti più che meritati. Come sempre restano i suoi film, validi ancora oggi, film cher hanno cercato di fare luce su aspetti che spesso le convenzioni sociali si rifiutavano di vedere e allora l'occhio delle cinepresa di Rosi indagava e scavava per arrivare più possibille vicino alla verità, una vetità intuita, ma troppo spesso mistificata dal potere.
Mi piace concludere queste righe con le parole di Giorgio Napolitano che gli fu amico fin dagli anni giovanili: "Con Franco Rosi il nostro Paese perde una delle sue voci ed energie migliori, capace di rappresentare con rigore e vigore la realtà italiana nelle sue pieghe più sottili e nelle sue contraddizioni più drammatiche, la combattività e il coraggio del suo cinema facevano tutt'uno con la passione civile di un uomo libero e indipendente, di costante e coerente impegno democratico."




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