User Tag List

Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 11
Like Tree2Likes

Discussione: Il passaggio naturale

  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    13 Apr 2012
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    14,438
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il passaggio naturale

    Il passaggio naturale | IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE

    Spesso, per convinzione, identifico nella Comunità l’alternativa allo Stato, inteso nel senso “moderno”. Non soppresso, ma modificato, il nuovo (si fa per dire) modello di Stato lascerebbe libero sfogo alla Comunità, un’ entità oggi dai più dimenticata e cancellata di fatto dall’individualismo di forma capitalista estrema.
    Ritengo un grande pregio della Comunità quanto i detrattori, spesso, descrivono come limite: una fiducia di prossimità, affidata non più all’ impersonalità di un apparato burocratico ma a consuetudini non scritte, capaci nel corso del tempo di divenire tradizione. I detrattori sostengono spesso anche che il concetto di Comunità porterebbe alla diffidenza verso tutto ciò che è “progresso” in base a quanto descritto qui sopra, si dimenticano però i signori che sino a poche generazioni fa il mondo era basato essenzialmente sul territorio ristretto, eppure il progresso non si è mai fermato, semmai si alimentava in modo assennato.
    E’ indiscutibile che le “Piccole Patrie” siano da sempre un punto di riferimento certo ovunque si creda nell’ autodeterminazione, nel bisogno di libertà dalla burocrazia e di rinnovamento della forma politico/amministrativa. Mia è una certezza: una Regione, un Territorio non possono essere definiti e ritenuti tali se al loro interno non esprimono nemmeno un movimento autonomista, per quanto piccolo esso sia.
    Solo la presenza di questo presupposto può costruire qualcosa utilizzando, quale immagine illustrativa, una pianta dall’anima con radici ben piantate nel terreno della storia e tronco slanciato verso il domani.
    Tra le idee e le tesi di Gilberto Oneto che condivido vi è quella che afferma che “il vero motore, il luogo di incubazione delle civiltà sono state soprattutto le piccole comunità, le aggregazioni di poche migliaia di individui. I riferimenti fondativi vanno ricercati nel diritto naturale, nella tradizione, e nella consociatio symbiotica che Althusius pone alla base di ogni struttura comunitaria”.
    Le Comunità possiamo certamente, e senza paura di sbagliare, descriverle come pacifiche, vivaci, produttive, “libertarie” e valorizzatrici del talento locale.
    Le “Piccole Patrie”, proprio perché piccole, portano in se molti vantaggi (tutti slegati dalle “grandi ideologie moderne”), si può partire nella loro descrizione dal risparmio nella gestione degli apparati burocratici, passando attraverso ad una più circoscritta, se non quasi inesistente, conflittualità sociale per approdare ad una quasi inesistente casta politico burocratica. Va aggiunto a tutto questo l’espressione localista di una specializzazione produttiva peculiare, completamente disgiunta dai mercati esterni, un argine ben saldo a riparo delle esondazioni delle monocolture e delle monoproduzioni tanto care alle multinazionali ed ai loro rappresentanti; il tutto senza voler aggiungere qualcosa che dovrebbe essere ovvio ed invece viene ignorato: la presenza di molteplici piccoli mercati è la protezione assoluta del libero mercato, se inteso nel senso onesto e vero del termine.
    Il passaggio a Nazioni di ampie dimensioni ha propagato a dismisura le differenze sociali e di ricchezza, poche aree centrali(ste) si arricchiscono a discapito di zone rese periferiche, sfruttate, ignorate nelle loro necessitàe rese schiave; il principio della globalizzazione ha moltiplicato all’ennesima potenza questo fenomeno anche su Stati e Continenti creando di fatto il “centralismo economico”.
    Il vantaggio certo di una compravendita ed una produzione localizzata, l’ho scritto più volte, è il contenimento nei propri confini di molta della ricchezza impiegata, il tutto associato alla re-immissione del valore prodotto sul territorio, oltre che ad evitare il coinvolgimento in una filiera molto ampia in cui la comunità locale viene coinvolta solo nella fase della vendita del prodotto finito. Se applicato onestamente e secondo canoni legittimi questo modus operandi alimenta un benessere collettivo in diversi settori produttivi , favorendo un sistematico sviluppo del localismo economico e tutelando la conservazione buona parte dei bisogni della Comunità e gli strumenti materiali e culturali utili a soddisfarli.
    Stati e Territori dalle dimensioni sostenibili maturano una maggiore consapevolezza dei propri limiti a livello economico ed anche, in parte, culturale e proprio perché consci di questo automaticamente tendono, si a preservare i propri linguaggi e le proprie tradizioni, ma anche, ad assimilare linguaggi esterni, il che consente di relazionarsi con altri territori e di contrarre una tolleranza verso la diversità che può svilupparsi solo grazie all’abitudine del confronto tra gli uni e gli altri. Questa consapevolezza porta automaticamente ad una posizione in cui si tende si a tutelare la propria identità, ma anche ricercare una congrua integrazione; da questo status prende avvio quel percorso che pur salvaguardando le piccole e proprie peculiarità aggrega. Un percorso, un obbiettivo che si materializza con un termine specifico: Federalismo.
    Sulla base di quanto descritto, sulla sempre più elevata voglia di rifondamento da parte di cittadini e territori e della vetustà dell’attuale assetto geopolitico è ipotizzabile che negli anni a venire osserveremo una nuova cartina geografica europea (e forse non solo) nella quale spiccheranno nuove forme istituzionali di Nazione nate dalla progressiva voglia di aggregazione di piccoli territori in forma federale.
    Affermava qualche mese fa Marco Bassani: “La nuova Europa che si profila all’orizzonte non deve suscitare timori di sorta: non avremo conflitti, né scontri. Con ogni probabilità, tutto avverrà attraverso un voto e una serie di negoziati: prendendo a modello quell’accordo tra Cameron e Salmond che ha fissato, sempre per il 2014, il referendum sull’indipendenza scozzese. Non è un caso che il primo ministro britannico, proprio mentre apre negoziati con le comunità storiche, si appresta a chiedere agli inglesi se vogliono continuare a far parte di quel cartello mummificato di Stati nazionali ottocenteschi chiamato Unione europea”.
    Condivido in toto questo pensiero che non ritengo essere una speranza ma bensì una certezza.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    15,428
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale

    Citazione Originariamente Scritto da von Dekken Visualizza Messaggio

    Il passaggio naturale | IL GIORNALE DELLA LOMBARDIA INDIPENDENTE



    Tra le idee e le tesi di Gilberto Oneto che condivido vi è quella che afferma che
    il vero motore, il luogo di incubazione delle civiltà sono state
    soprattutto le piccole comunità, le aggregazioni di poche migliaia
    di individui.

    I riferimenti fondativi vanno ricercati nel diritto naturale, nella
    tradizione, e nella consociatio symbiotica che Althusius pone
    alla base di ogni struttura comunitaria
    ”.

    Le Comunità possiamo certamente, e senza paura di sbagliare, descriverle come
    pacifiche, vivaci, produttive, “libertarie” e valorizzatrici del talento locale.



    Condivido in toto questo pensiero che non ritengo essere una speranza ma
    bensì una certezza.


    sono d'accordo.

    si da il caso però, che una società per
    svilupparsi ha bisogno di un territorio,
    inteso giustamente come incubatoio della civiltà,
    espressa dalla comunità che lo abita.

    questo luogo dell'anima, diventa risorsa primaria e
    inscindibile dalla società che lo plasma, e che
    ne assume intimamente persino i suoi umori, i suoi
    caratteri morfologici e ambientali.

    purtroppo dopo che è avvenuto il tabula rasa delle
    antiche comunità sul piano antropologico,
    il territorio ha seguito la medesima sorte.

    ragion per cui ogni speranza di rinascita, non è nemmeno
    ipotizzabile, in presenza di una società ormai
    multietnica, che insiste su un territorio trasformato
    sostanzialmente, in una immensa discarica,
    se comparato alla padania degli anni 50-60,
    per non parlare di quella che poterono gustarla
    e viverla, nei primi decenni del secolo scorso.

    il disastro sociale, culturale, ambientale si
    è compiuto, e chi ha sufficiente sensibilità,
    ne può comprendere bene l'odierna, orrenda realtà.

  3. #3
    mutualista in saor
    Data Registrazione
    18 Nov 2013
    Località
    Venetorum angulus
    Messaggi
    14,330
    Mentioned
    354 Post(s)
    Tagged
    78 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    si da il caso però, che una società per
    svilupparsi ha bisogno di un territorio,
    inteso giustamente come incubatoio della civiltà,
    espressa dalla comunità che lo abita.

    questo luogo dell'anima, diventa risorsa primaria e
    inscindibile dalla società che lo plasma, e che
    ne assume intimamente persino i suoi umori, i suoi
    caratteri morfologici e ambientali.

    purtroppo dopo che è avvenuto il tabula rasa delle
    antiche comunità sul piano antropologico,
    il territorio ha seguito la medesima sorte.

    ragion per cui ogni speranza di rinascita, non è nemmeno
    ipotizzabile
    Concordo, ma non sarei così disfattista. In fondo il paesaggio di prima non era naturale ma fortemente antropizzato (era frutto del lavoro dell'uomo più che del lavoro della natura). Basterebbe che cominciassimo a plasmarlo nuovamente secondo le attuali esigenze. Per farlo però sarebbe necessaria l'indipendenza e un cambio di approccio... finché la situazione resta quella attuale si può fare poco, basti pensare al consumo del suolo: è pur vero che in parte è dovuto a corruzione e a voto di scambio, ma le concessioni edilizie, i mega centri commerciali sono anche un modo di autofinanziarsi; in assenza di residuo fiscale i comuni potrebbero più facilmente mettere un freno a questo sviluppo incontrollato (non avendo più bisogno degli oneri di urbanizzazione per pagare i servizi essenziali alla cittadinanza e in presenza di una cittadinanza attiva che li controlla ci penserebbero due volte prima di rilasciare certe concessioni).
    von Dekken and sciadurel like this.

  4. #4
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    34,767
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale

    Domenica pomeriggio.
    Un centro commerciale di una cintura qualsiasi.
    Pienone di gente.
    Etnie assortite e variegate.
    Cosa ne penserebbero di tutto ciò?
    Li bruciamo?
    Magari, dirà senz'altro qualcuno, ma in quale inceneritore?
    Ultima modifica di ventunsettembre; 10-02-14 alle 13:44
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #5
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    49,510
    Mentioned
    39 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale



    Titolo Paesaggio di pietra, alberi e colore. L'architettura tradizionale nel Verbano-Cusio-Ossola
    Autore Conti Galeazzo M.; Oneto Gilberto
    Prezzo
    Sconto 15%
    € 24,65
    (Prezzo di copertina € 29,00 Risparmio € 4,35)
    Dati 2008, 274 p., ill., brossura
    Editore Alberti (collana Pubbl. stor. zona verbanese.Seconda serie)

    Paesaggio di pietra, alberi e colore. L'architettura tradizionale nel Verbano-Cusio-Ossola - Conti Galeazzo M.; Oneto Gilberto - Libro - Alberti - Pubbl. stor. zona verbanese.Seconda serie - IBS
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    49,510
    Mentioned
    39 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale



    Titolo Paesaggio e architettura delle regioni padano-alpine dalle origini alla fine del primo millennio
    Autore Oneto Gilberto
    Prezzo
    Sconto 15%
    € 16,58
    (Prezzo di copertina € 19,50 Risparmio € 2,92)
    Dati 2002, 120 p., ill.
    Editore Priuli & Verlucca (collana Quaderni di cultura alpina)

    Paesaggio e architettura delle regioni padano-alpine dalle origini alla fine del primo millennio - Oneto Gilberto - Libro - Priuli & Verlucca - Quaderni di cultura alpina - IBS
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #7
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    49,510
    Mentioned
    39 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale



    Titolo Manuale di architettura del paesaggio
    Autore Oneto Gilberto
    Prezzo
    Sconto 15%
    € 35,70
    (Prezzo di copertina € 42,00 Risparmio € 6,30)
    Dati 2001, 232 p., ill.
    Editore Alinea (collana Manuali)

    Manuale di architettura del paesaggio - Oneto Gilberto - Libro - Alinea - Manuali - IBS
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #8
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    34,767
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale

    Architetti.
    Brutta gente.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #9
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    49,510
    Mentioned
    39 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Architetti.
    Brutta gente.
    Non l'Oneto.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #10
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,694
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il passaggio naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio

    letto, molto bello

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226