Il Manifesto dei Sedici (Manifeste des Seize) è un documento redatto da alcuni militanti anarchici durante la prima guerra mondiale in cui si esprimevano pareri in favore della guerra a fianco de "L’Intesa" e contro la Germania [1] in particolare. La tesi elaborata da questi anarchici era che dalla guerra alla Germania si sarebbe potuto poi ingenerare un movimento sociale rivoluzionario.

I favorevoli: Kropotkin e il sentimento antitedesco

In Russia un forte sentimento antitedesco fu sempre presente ed influente negli ambienti progressisti e rivoluzionari russi. Come riporta lo storico anarchico George Woodcock [2] ciò probabilmente dipese anche dal sangue tedesco presente nella dinastia russa dei Romanov, particolarmente odiata in quegli ambienti. Kropotkin fu naturalmente influenzato da queste opinioni così prevalenti tra i russi, ma lo fu anche dalla rivalità tra Bakunin (russo) e Karl Marx (tedesco), considerato dagli anarchici come un nemico del movimento in quanto espressione di un’ideologia comunque ritenuta autoritaria.
Dopo l’assassinio dell’arciduca, Kropotkin venne addirittura accusato di complicità in quanto animato da sentimenti antitedeschi. Il 27 agosto del 1914 il «New York Times» pubblicò un articolo in cuiKropotkin fu definito un sostenitore della guerra, vista come causa scatenante di accadimenti che avrebbero portato alla rivoluzione sociale. Nel settembre dello stesso anno l'anarchico russo inviò una lettera a Jean Grave, nel quale lo invitava a prender posizione contro i tentativi di risoluzione pacifica del conflitto.

Manifesto dei Sedici - Anarcopedia