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Discussione: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

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    Predefinito L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    L?Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca | LIBRE

    L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Scritto il 08/2/14 • nella Categoria: segnalazioni

    Tweet La vera posta in gioco della rivolta a Kiev è l’entrata dell’Ucraina nella Nato, cosa che costituirebbe una minaccia diretta alla sicurezza nazionale della Russia. E attenzione: al netto delle spinte filo-occidentali di una parte dell’opinione pubblica, la cui maggioranza resta però filo-russa, a condurre il gioco sono le stesse manipolazioni di intelligence che in Siria hanno trasformato la iniziale protesta democratica in una guerra civile, fino al punto da usare i gas tossici come il Sarin facendo strage di civili per poi incolpare il regime. «In Ucraina si stanno mettendo in atto gli schemi già visti in Libia e Siria, che poi sono quelli elaborati da famigerati enti, come l’Einstein Institution, tanto amati dalla nostra sinistra buonista», sostiene “Megachip”. «La variante è dovuta al contesto: i tagliagole di Al-Qa’ida e Al-Nusra che gli Usa e loro alleati hanno scagliato contro la Siria, in Ucraina hanno come degno corrispettivo i neonazisti di Svoboda», pronti anche a usare le armi.
    «Non è vero che questo partito sia marginale nella rivolta e solo molto attivo e vociferante, come alcuni vogliono far credere», scrive “Piotr” in un’analisi su “Megachip”. Due anni fa, alle politiche, Svoboda ottenne il 10,45% dei voti, conquistando 38 seggi in Parlamento. Oggi proprio Svoboda «forma il nerbo delle manifestazioni, la parte più decisa, quella che conduce gli scontri, ammazza i poliziotti, li rapisce e li tortura». Da giorni, aggiunge “Piotr”, i suoi militanti ricercavano lo scontro sanguinoso con le forze di polizia. E alla fine ci sono riusciti. «Ai neonazisti si è accodato a quanto sembra Anatoli Gritsenko», già ministro della difesa dell’oligarca Julia Timoshenko, che «ha avuto la splendida idea di incitare i manifestanti ad armarsi», precisando con delinquenziale ipocrisia che l’appello era rivolto «solo a quelli che hanno il porto d’armi».
    Restano per ora soltanto comprimari i gruppi fondamentalisti dei Tatari della Crimea, in particolare «gruppi di soldati di ventura che hanno appena finito di combattere in Siria», e che certamente non condividono con gli ultra-nazionalisti di Svoboda le aspirazioni indipendentiste della penisola sul Mar Nero. Tutte queste componenti sono comunque coinvolte nella vertenza per chiedere l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, da cui Kiev spera di ottenere denaro: il prestito di 15-20 miliardi di dollari promesso dalla Russia all’Ucraina lo potrebbe rimborsare la Ue, sempre che le vada, aggiungendo anche il prezzo pieno (quasi dimezzato da Putin nell’accordo di pochi giorni fa) del gas russo comprato dall’Ucraina. Poi, però, «dopo un probabile periodo di attesa per stabilizzare la situazione e non disgustare subito gli ucraini», su quel paese si abbatterebbe «la scure dell’austerity europea». Ma il vero obiettivo, «il boccone grosso e proibito», è l’ingresso dell’Ucraina nella Nato.
    «Con l’Ucraina, la Nato finirebbe a ridosso di Mosca», osserva “Megachip”, in aperta violazione dei trattati di Parigi e di Helsinki, ovvero «gli accordi di garanzia della sicurezza europea che sono seguiti alla caduta della cortina di ferro». In altre parole, «Ucraina nella Nato e riarmo sono sinonimi». Molto dipenderà ora dagli altri leader dell’opposizione: se dimostreranno buon senso, «l’Ucraina potrebbe uscire dalla crisi con un nuovo governo che potrebbe sfruttare al meglio i rapporti sia con la Ue (standosene fuori) sia con la Russia (che la premierebbe per star fuori dalla Nato)». Una scelta simile «farebbe molto bene all’Europa dei popoli», aggiunge “Piotr”, ma il guaio è che alla Nato e alla Ue non sembra interessare una soluzione pacifica. Al contrario, «stanno facendo di tutto per obbligare ad una scelta secca: o noi o la Russia». Nessuna sorpresa se un giorno si scoprirà che in Ucraina stanno già arrivando fiumi di dollari.
    La vera posta in gioco della rivolta a Kiev è l’entrata dell’Ucraina nella Nato, cosa che costituirebbe una minaccia diretta alla sicurezza nazionale della Russia. E attenzione: al netto delle spinte filo-occidentali di una parte dell’opinione pubblica, la cui maggioranza resta però filo-russa, a condurre il gioco sono le stesse manipolazioni di intelligence che in Siria hanno trasformato la iniziale protesta democratica in una guerra civile, fino al punto da usare i gas tossici come il Sarin facendo strage di civili per poi incolpare il regime. «In Ucraina si stanno mettendo in atto gli schemi già visti in Libia e Siria, che poi sono quelli elaborati da famigerati enti, come l’Einstein Institution, tanto amati dalla nostra sinistra buonista», sostiene “Megachip”. «La variante è dovuta al contesto: i tagliagole di Al-Qa’ida e Al-Nusra che gli Usa e loro alleati hanno scagliato contro la Siria, in Ucraina hanno come degno corrispettivo i neonazisti di Svoboda», pronti anche a usare le armi.
    «Non è vero che questo partito sia marginale nella rivolta e solo molto attivo e vociferante, come alcuni vogliono far credere», scrive “Piotr” in un’analisi su “Megachip”. Due anni fa, alle politiche, Svoboda ottenne il 10,45% dei voti, conquistando 38 seggi in Parlamento. Oggi proprio Svoboda «forma il nerbo delle manifestazioni, la parte più decisa, quella che conduce gli scontri, ammazza i poliziotti, li rapisce e li tortura». Da giorni, aggiunge “Piotr”, i suoi militanti ricercavano lo scontro sanguinoso con le forze di polizia. E alla fine ci sono riusciti. «Ai neonazisti si è accodato a quanto sembra Anatoli Gritsenko», già ministro della difesa dell’oligarca Julia Timoshenko, che «ha avuto la splendida idea di incitare i manifestanti ad armarsi», precisando con delinquenziale ipocrisia che l’appello era rivolto «solo a quelli che hanno il porto d’armi».
    Restano per ora soltanto comprimari i gruppi fondamentalisti dei Tatari della Crimea, in particolare «gruppi di soldati di ventura che hanno appena finito di combattere in Siria», e che certamente non condividono con gli ultra-nazionalisti di Svoboda le aspirazioni indipendentiste della penisola sul Mar Nero. Tutte queste componenti sono comunque coinvolte nella vertenza per chiedere l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, da cui Kiev spera di ottenere denaro: il prestito di 15-20 miliardi di dollari promesso dalla Russia all’Ucraina lo potrebbe rimborsare la Ue, sempre che le vada, aggiungendo anche il prezzo pieno (quasi dimezzato da Putin nell’accordo di pochi giorni fa) del gas russo comprato dall’Ucraina. Poi, però, «dopo un probabile periodo di attesa per stabilizzare la situazione e non disgustare subito gli ucraini», su quel paese si abbatterebbe «la scure dell’austerity europea». Ma il vero obiettivo, «il boccone grosso e proibito», è l’ingresso dell’Ucraina nella Nato.
    «Con l’Ucraina, la Nato finirebbe a ridosso di Mosca», osserva “Megachip”, in aperta violazione dei trattati di Parigi e di Helsinki, ovvero «gli accordi di garanzia della sicurezza europea che sono seguiti alla caduta della cortina di ferro». In altre parole, «Ucraina nella Nato e riarmo sono sinonimi». Molto dipenderà ora dagli altri leader dell’opposizione: se dimostreranno buon senso, «l’Ucraina potrebbe uscire dalla crisi con un nuovo governo che potrebbe sfruttare al meglio i rapporti sia con la Ue (standosene fuori) sia con la Russia (che la premierebbe per star fuori dalla Nato)». Una scelta simile «farebbe molto bene all’Europa dei popoli», aggiunge “Piotr”, ma il guaio è che alla Nato e alla Ue non sembra interessare una soluzione pacifica. Al contrario, «stanno facendo di tutto per obbligare ad una scelta secca: o noi o la Russia». Nessuna sorpresa se un giorno si scoprirà che in Ucraina stanno già arrivando fiumi di dollari.
    "Sinistri", utili idioti, antifascisti in assenza di fascismo per non essere anticapitalisti in presenza di capitalismo. - D.Fusaro
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  2. #2
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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Porci americani! Comunque ci sono certe forme di "destra nazionale" che fanno comunque il gioco degli americani. La destra ucraina ne è un esempio.
    Simone.org likes this.

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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Un ulteriore obiettivo, azzardo, può essere fare dell' Ucraina una terra di nessuno in cui possano trovare rifugio estremisti e criminali da impiegare nell' opposizione in Russia.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Un ulteriore obiettivo, azzardo, può essere fare dell' Ucraina una terra di nessuno in cui possano trovare rifugio estremisti e criminali da impiegare nell' opposizione in Russia.
    Non è da escludere.

  5. #5
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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Citazione Originariamente Scritto da LupoSciolto Visualizza Messaggio
    Porci americani! Comunque ci sono certe forme di "destra nazionale" che fanno comunque il gioco degli americani. La destra ucraina ne è un esempio.
    Non molto diversa da certa "destra nazionale" italiana degli anni 70 che inneggiava alla NATO e ai golpe della CIA.
    Ticonderoga and LupoSciolto like this.
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  6. #6
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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Feccia - Stato & Potenza

    Pubblicato il: 23 febbraio, 2014
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    Feccia

    Come la Libia e la Siria sono state la prova del fuoco per la sinistra atlantista italiana, completamente denudatasi in tutto il suo splendido orrore, così l’Ucraina è il tornante che sciacqua via le minime illusioni sull’estrema destra neofascista, neotradizionalista e neonazista italiana.
    Forza Nuova, Casa Pound, Primatonazionale e altre carabattole per “Ben” e altri baracchini siglati 18 (AH), (non osando declamare ad alta voce i nomi delle loro divinità pentagonali), si sono schierati, dopo la sbornia pseudo-siriana, indefettibilmente, com’è nella loro natura, con la NATO, la CIA e fondazioni di Soros. Dietro una fraseologia patriottarda ed anti-europeista a chiacchiere (con tanto di azioni clamorose, rese possibili grazie alla connivenza di polizia e servizi segreti, con cui tali organizzazioni hanno sempre avuto rapporti più che intimi), si nasconde una finalità precisa, fiancheggiare la linea politica atlantista e americanista e autenticamente anti-eurasiatica.
    Il supporto dato da tale feccia neonazi-fascista italiana ai loro degni compari dell’estrema destra russofoba e antisemita galiziana (galiziani, non ucraini, essendo solo aspiranti servi della gleba dei latifondisti polacchi o guardiani dei campi di sterminio nazisti), significa soltanto questo: combattere contro l’Unione Eurasiatica, i BRICS e la rinascita del ruolo strategico dello spazio ex-sovietico.
    Non sono mai stati un caso la sinofobia intestinale e il razzismo anti-indiano e pro-mercenari dei pagliacci a contratto di Casa Pound, Forza Nuova e ciarpame simile.
    Speculari alle carnevalate pseudo-umanitarie e imperialiste della sinistra arcobaleno, schierata contro il Blocco Anti-egemonico che va formandosi nel mondo: da Cuba al Venezuela, dall’Iran alla Bielorussia, dall’India alla Cina, dal Brasile alla Russia, dove starlettes della TV, trans, invertiti e pervertiti di ogni risma hanno applaudito e salutato con gioia la distruzione della Jamahiriya Libica e l’aggressione alla Siria baathista. Così oggi vediamo naziskin cinquantenni; giovani nazi-fascistucoli adoratori di reliquie del III Reich, fulminati che vedono il cristo nazista risorto dall’America Latina all’Antartide, vedove di adolf e ben e altri derelitti salutare la guerra civile e la distruzione dell’Ucraina, nel nome del sanguinario kollabò dei nazisti e della CIA Stepan Bandera (e dei suoi padroni, l’UE, la NATO e la Grande Germania, sempre nel loro cuoricino nero marcio).
    Oggi, il partito americanista si dispiega al massimo in Italia, con l’avanguardia rappresentata dal neo-nominato governo ‘arancione’ italiano di Matteo ‘Peppa Pig’ Renzi: ministri realmente sionisti, agenti reaganiani della BCE, putrettole allevate nei campi Hobbit del dipartimento di Stato USA e altre degenerazioni prodotte dai laboratori della Republikina antisociale del cittadino svizzero Carlo Demaledetti e del decrepito avanguardista Scalfari, con l’ausilio della buffonata a 5 stelle delle ‘giovani’ risorse italidiote del golpismo americanista, i cui deputatini chiacchieroni e cialtroni si vedono regolarmente con ambasciatori e consoli degli USA, per ricevere le direttive del giorno.
    Un governo bellico affiancato a sinistra dallo squallido circo salottiero catto-ex-comunista dei Vendola e delle Boldrini, sempre in prima linea nei ‘bombardamenti umanitari’ della NATO e degli USA, attraversando tutta la scena sinistra fino alla propaggine acchiappamoscerini del ‘taximarxista’ Marco Rizzo, lo stalinista da talk show, che aizza i suoi seguaci contro l”imperialismo’ sudafricano e brasiliano…
    Dall’altro lato dell’italiana full spectrum del Pentagono, vi sono i succitati kameraden, pronti a supportare la nuova operazione ‘Barbarossa’ atlantista, bastandogli solo che i carri armati americanisti siano decorati con qualche ‘sticker‘ con la svastica o con il grugno di Mussolini.
    Una nuova fase si apre non solo in Ucraina, ma anche in Italia, dove il partito americanista non è stato mai così scopertamente palese, ma proprio per questo, assai meno convincente.
    -----------------------------------------------------------------------------------------
    Ho evidenziato in neretto le parti con cui non concordo, nè nei toni nè nel merito, ma il senso dell'articolo resta, a mio avviso, valido e condivisibile. Purtroppo, aggiungo.
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  7. #7
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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Feccia - Stato & Potenza

    Pubblicato il: 23 febbraio, 2014
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    Feccia

    Come la Libia e la Siria sono state la prova del fuoco per la sinistra atlantista italiana, completamente denudatasi in tutto il suo splendido orrore, così l’Ucraina è il tornante che sciacqua via le minime illusioni sull’estrema destra neofascista, neotradizionalista e neonazista italiana.
    Forza Nuova, Casa Pound, Primatonazionale e altre carabattole per “Ben” e altri baracchini siglati 18 (AH), (non osando declamare ad alta voce i nomi delle loro divinità pentagonali), si sono schierati, dopo la sbornia pseudo-siriana, indefettibilmente, com’è nella loro natura, con la NATO, la CIA e fondazioni di Soros. Dietro una fraseologia patriottarda ed anti-europeista a chiacchiere (con tanto di azioni clamorose, rese possibili grazie alla connivenza di polizia e servizi segreti, con cui tali organizzazioni hanno sempre avuto rapporti più che intimi), si nasconde una finalità precisa, fiancheggiare la linea politica atlantista e americanista e autenticamente anti-eurasiatica.
    Il supporto dato da tale feccia neonazi-fascista italiana ai loro degni compari dell’estrema destra russofoba e antisemita galiziana (galiziani, non ucraini, essendo solo aspiranti servi della gleba dei latifondisti polacchi o guardiani dei campi di sterminio nazisti), significa soltanto questo: combattere contro l’Unione Eurasiatica, i BRICS e la rinascita del ruolo strategico dello spazio ex-sovietico.
    Non sono mai stati un caso la sinofobia intestinale e il razzismo anti-indiano e pro-mercenari dei pagliacci a contratto di Casa Pound, Forza Nuova e ciarpame simile.
    Speculari alle carnevalate pseudo-umanitarie e imperialiste della sinistra arcobaleno, schierata contro il Blocco Anti-egemonico che va formandosi nel mondo: da Cuba al Venezuela, dall’Iran alla Bielorussia, dall’India alla Cina, dal Brasile alla Russia, dove starlettes della TV, trans, invertiti e pervertiti di ogni risma hanno applaudito e salutato con gioia la distruzione della Jamahiriya Libica e l’aggressione alla Siria baathista. Così oggi vediamo naziskin cinquantenni; giovani nazi-fascistucoli adoratori di reliquie del III Reich, fulminati che vedono il cristo nazista risorto dall’America Latina all’Antartide, vedove di adolf e ben e altri derelitti salutare la guerra civile e la distruzione dell’Ucraina, nel nome del sanguinario kollabò dei nazisti e della CIA Stepan Bandera (e dei suoi padroni, l’UE, la NATO e la Grande Germania, sempre nel loro cuoricino nero marcio).
    Oggi, il partito americanista si dispiega al massimo in Italia, con l’avanguardia rappresentata dal neo-nominato governo ‘arancione’ italiano di Matteo ‘Peppa Pig’ Renzi: ministri realmente sionisti, agenti reaganiani della BCE, putrettole allevate nei campi Hobbit del dipartimento di Stato USA e altre degenerazioni prodotte dai laboratori della Republikina antisociale del cittadino svizzero Carlo Demaledetti e del decrepito avanguardista Scalfari, con l’ausilio della buffonata a 5 stelle delle ‘giovani’ risorse italidiote del golpismo americanista, i cui deputatini chiacchieroni e cialtroni si vedono regolarmente con ambasciatori e consoli degli USA, per ricevere le direttive del giorno.
    Un governo bellico affiancato a sinistra dallo squallido circo salottiero catto-ex-comunista dei Vendola e delle Boldrini, sempre in prima linea nei ‘bombardamenti umanitari’ della NATO e degli USA, attraversando tutta la scena sinistra fino alla propaggine acchiappamoscerini del ‘taximarxista’ Marco Rizzo, lo stalinista da talk show, che aizza i suoi seguaci contro l”imperialismo’ sudafricano e brasiliano…
    Dall’altro lato dell’italiana full spectrum del Pentagono, vi sono i succitati kameraden, pronti a supportare la nuova operazione ‘Barbarossa’ atlantista, bastandogli solo che i carri armati americanisti siano decorati con qualche ‘sticker‘ con la svastica o con il grugno di Mussolini.
    Una nuova fase si apre non solo in Ucraina, ma anche in Italia, dove il partito americanista non è stato mai così scopertamente palese, ma proprio per questo, assai meno convincente.
    -----------------------------------------------------------------------------------------
    Ho evidenziato in neretto le parti con cui non concordo, nè nei toni nè nel merito, ma il senso dell'articolo resta, a mio avviso, valido e condivisibile. Purtroppo, aggiungo.
    Condivido, anche a me il fatto che dei residuati e marginalissimi fascisti del 2000 possano essere al soldo ed usati dalla CIA mi sembra francamente azzardato, non tanto ideologicamente ma proprio praticamente, ho l'impressione che S&P, che ammiro, abbia ecceduto in anti-rossobrunismo di maniera.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #8
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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Il destino di Yanukovich era purtroppo segnato

    di Filippo Bovo
    Di fronte alle immagini che provengono da Kiev, viene spontaneo fare alcune considerazioni circa la natura del “regime” appena rovesciato dalla manovalanza al soldo di Stati Uniti ed Unione Europea. Chi avrà seguito i fatti ucraini ben prima dello scoppio della crisi politica avvenuta all’incirca a partire dallo scorso dicembre, saprà che la base ed il vertice di quello che i media occidentali defnivano come il “regime” di Yanukovich erano piuttosto eterogenei, frutto di un compromesso tra elementi (operiamo una semplificazione che farà storcere la bocca a molti) filorussi e filoeuropei. Non a caso, a riflettere proprio l’eterogeneità di questa struttura di potere equivalente a quella del paese in termini etnici e linguistici, il partito di Yanukovich si chiamava “partito delle regioni”.
    Sin da subito Yanukovich ha praticato la politica dei due forni con la Russia da una parte e l’Unione Europea (e quindi anche gli Stati Uniti) dall’altra. Era costretto a farlo, perché quella era la natura del suo governo e della sua maggioranza. Un governo ed una maggioranza che rappresentavano gli interessi spesso e volentieri in contrasto fra loro dei vari oligarchi, così come di un elettorato davvero molto composito. Ma il risvolto di questa politica era l’impaludarsi in un’infinità di ambiguità e di debolezze, di cui ha poi prontamente fatto le spese nel momento in cui s’è trovato dinanzi al bivio tra l’Unione Europea e l’Unione Euroasiatica. Di fronte allo scoppio della “protesta europeista” si ritrovava quindi costretto ad adottare una tattica attendista, consapevole della necessità di non urtare con la “fazione europeista” presente anche nelle sue fila. Nè sarebbe stato tanto facile rimangiarsi del tutto e in un colpo solo certe promesse sventolate per mesi. Perchè è proprio questo il punto: il prezzo di certe debolezze e di certe ambiguità si paga sempre.
    La definizione di Yanukovich come di “premier filorusso” propinata dai media occidentali non era del tutto corrispondente al vero. Più semplicemente Yanukovich era il presidente di una nazione etnicamente e linguisticamente divisa che doveva barcamenarsi tra due fuochi in una grave condizione di debolezza e di ricattabilità. Ad aggiungere ulteriore benzina sul fuoco era il fatto che gran parte dei suoi alleati, collaboratori e compagni di partito e di governo fossero, sostanzialmente, dei camerieri opportunisti e corrotti pronti a voltargli gabbana alla prima occasione utile pur di salvare le proprie posizioni. Cosa che poi è regolarmente successa, se è vero che oggi Yanukovich è stato abbandonato dal suo stesso partito. Sapendo di non potersi fidare troppo dei suoi compagni di cammino, Yanukovich non poteva quindi nemmeno attuare una repressione efficace e tempestiva dei gruppi di facinorosi che da dicembre insanguinavano e tuttora insanguinano l’Ucraina.
    Il modo stesso con cui il vertice politico ucraino s’è dissolto, tra ieri ed oggi, rafforza questa convinzione e constatazione. E’ stato il trionfo dell’opportunismo di tanti esponenti e ingranaggi del cosiddetto “regime” (i lettori mi perdonino l’uso di questo termine, decisamente fuorviante ed inappropriato, e non a caso usato con abbondanza dai media e dai politici occidentali) che dinanzi all’oltranzismo delle opposizioni, decise a non rispettare l’accordo tra UE e Russia, hanno subito calato le braghe nella speranza di salvare i propri interessi personali (patrimoniali, politici e chi più ne ha, più ne metta). Il golpe attuato dal parlamento ne è l’espressione più chiara.
    Un parlamento, quello ucraino, nel quale da venerdì risultano desaparecidos molti esponenti del partito comunista, di cui non si sa più nulla: e in una situazione come quella attualmente vissuta dall’Ucraina, dove si recitano rituali democratici come l’assalto alle sedi del partito comunista e la caccia al russo, sul loro destino c’è veramente da pensare al peggio. Ma la sinistra nostrana è troppo occupata a festeggiare la liberazione di Yulia Timoshenko per preoccuparsi dei compagni ucraini.


    Il destino di Yanukovich era purtroppo segnato - Stato & Potenza
    Ultima modifica di Gianky; 24-02-14 alle 11:37
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  9. #9
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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Ma tutte le persone in piazza erano americane ?
    o forse l'america ha manipolato le immagini e ha trasformato poche decine di persone in diverse migliaia ?
    orgogliosamente detentore della tessera numero 4 di "e ma il pd" (Gonfu for ever).

  10. #10
    Ghibellino
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    Predefinito Re: L’Ucraina come la Siria. Obiettivo Nato: assediare Mosca

    Citazione Originariamente Scritto da furioso2013 Visualizza Messaggio
    Ma tutte le persone in piazza erano americane ?
    o forse l'america ha manipolato le immagini e ha trasformato poche decine di persone in diverse migliaia ?

    No erano ucraini senza alcun dubbio. Del resto guarda quanti milioni di italiani continuano a votare per i partiti europidi, quasi tutti, in modo acritico e senza chiedersi se esiste una minima alternativa alla NATO e alla UE. Quello che mi preme sottolineare e che hanno sottolineato anche altri è che dietro queste proteste c'è sicuramente una mano esterna, senza mani esterne non è possibile, al giorno d'oggi, iniziare un moto di protesta che abbia la benchè minima possibilità di successo. Mi pare ovvio
    LupoSciolto and mad like this.
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