Settembre 1943: le terre italiane di Istria, Fiume e Dalmazia sono invase dall'Armata Popolare Jugoslava del maresciallo Tito. Dopo due anni di guerra e altri due anni di occupazione, con decine di migliaia di Italiani assassinati (molti gettati vivi nelle c.d. foibe), senza riguardo per vecchi, donne e bambini, il trattato di pace di Parigi stabilisce la fine della sovranità italiana su quelle terre e il loro passaggio alla Jugoslavia. 350.000 connazionali, la stragrande maggioranza della popolazione residente, lasciano la terra dei loro antenati e arrivano esuli nella Repubblica Italiana. Le terre italiane di Istria, Fiume e Dalmazia, da quasi settant'anni, sono separate dalla Madre Patria e soggette all'occupazione di Stati stranieri. Da alcuni anni, il Parlamento ha istituito il "Giorno del Ricordo" per commemorare questi eventi. Come tutti gli anni, lunedì 10 febbraio a Cagliari (Parco delle Rimembranze, ore 17,30) cittadini liberi, di qualsiasi orientamento politico e senza vincolo di partito, ricordano i connazionali caduti, gli esuli e le terre giuliano-dalmate per ora perdute ma mai dimenticate. Viva l'Italia, viva le terre italiane dell'Adriatico orientale.
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Lunedì 10 febbraio, alle 17,30, al Parco delle Rimembranze di Cagliari, in occasione della celebrazione nazionale del “Giorno del Ricordo”, ci sarà una cerimonia commemorativa per le vittime dei massacri delle foibe.
Quest’anno la manifestazione, organizzata dal ‘Comitato 10 febbraio’, si svolgerà in forma ridotta per evitare qualsiasi strumentalizzazione, vista la concomitanza con la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali.
Davanti alla lapide, che ricorda l’eccidio degli italiani uccisi dai partigiani comunisti di Tito alla fine della Seconda guerra mondiale, verrà deposta una corona di fiori.
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