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  1. #1
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    Predefinito E parliamo anche di Alexis Tsipras

    Dice Alexis Tsipras: Potrei anche essere il prossimo primo ministro greco. Non so se accadrà ma dovesse succedere nulla sarà più lo stesso, ne in Grecia ne nell’UE. Ovviamente non perché un politico di sinistra sarà primo ministro, ma perché un partito della sinistra radicale ha il sostegno della gente per fare cambiamenti radicali in un paese che da anni vive una profonda recessione. E dopo cinque anni di recessione la Grecia è oggi nella depressione e in una grave crisi umanitaria.Abbiamo perso il 25% del PIL, abbiamo il 30% di disoccupazione e il 60% di disoccupazione giovanile. Tutto questo è stato implementato per la cisi del debito. Però voglio far notare una cosa: quando la troika è arrivata in Grecia, il debito era il 110% adesso è al 160: sarebbe questa la salvezza della Grecia promessa? Hanno salvato le banche e distrutto la società. Il grande problema allora è cambiare la situazione.Partiamo da alcuni punti chiari: noi non crediamo che tutto questo sia “un incidente”, altri hanno un obiettivoi e hanno scelto la Grecia come cavia per sperimentare una dura e terribile politica neoliberista che mai si era vista prima in Europa. Forse c’è stato un programma simile in Cile con Pinochet, con il suo barbaro programma neoliberista di assoluta austerità. Perché lo hanno fatto? Per due ragioni: primo percho vogliono creare un paradigma per gli altri paesi europei, secondo perché hanno l’obiettivo di prendersi i beni pubblici e di privatizzare tutto, in Grecia, e di fare profitti con questo processo. Cosa hanno detto all’inizio, ricordate? Hanno detto che i greci sono pigri e non lavorano e che quindi sono loro i responsabili della situazione non le banche che hanno fornito soldi ad avventurieri pur sapendo che difficilmente li avrebbero riavuti. Dicono che sono i greci la causa, perché sono pigri. Però qui c’è una cosa comica, perché lo stesso problema oggi lo hanno la Spagna, l’Irlanda, il Portogallo, l’Italia(ma come, l’Italia che è stata la quinta potenza industriale nel mondo ora scoprono che gli italiani non hanno voglia di lavorare?). Ridicolo.
    Ovviamente la gente ha cominciato a reagire, ad andare nelle piazze in grandi manifestazioni. E’ caduto il governo Papandreu, poi un altro, poi un terzo. L’anno scorso ci sono stati gravissimi scontri e un partito di sinistra radicale poteva andare al governo.
    Infatti durante le ultime elezioni non eravamo solo contro Samaras e il suo partito, ma anche contro il sistema finanziario europeo che lo sosteneva e ci minacciava di sospendere quanto promesso. Però noi avevamo il sostegno della gente che sa bene che tutto è difficile ma così non si può andare avanti.
    Dunque la situazioni ha continuato a deteriorarsi, abbiamo dimostrato che avevamo ragione nella nostra analisi di allora. Innanzi tutto la crisi in Grecia non parla greco, è un sintomo strutturale del capitalismo neo-liberista. Crediamo che il problema non sia la pigrizia dei greci o degli spagnoli o degli irlandesima il fatto che viviamo nel vicolo cieco del progetto neoliberista europeo., al culmine della crisi globale del casinò capitalistico.. Ora l’europa è a un bivio, questa Europa non è l’Europa della gente, ma è l’Europa germanica dei mercanti speculativi. Questi dicono che Syriza e io siamo un pericolo per l’UE, e io ribadisco che il pericolo per l’UE non è Syriza ma la Germania, la Merkel e la sua egemonia a livello europeo. La soluzione è la cooperazione dei popoli in tutti i paesi europei, nella periferia e nel centro, perché lo scontro non è tra popoli e nazioni, ma è una guerra tra le forze del lavoro da una parte e le forze della speculazione dall’altra. Dunque io credo che presto vedremo una primavera radicale in Europa che trasformerà la situazione.
    Ultima modifica di cireno; 17-02-14 alle 22:26

  2. #2
    La Vengeance
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    Dice Alexis Tsipras: Potrei anche essere il prossimo primo ministro greco. Non so se accadrà ma dovesse succedere nulla sarà più lo stesso, ne in Grecia ne nell’UE. Ovviamente non perché un politico di sinistra sarà primo ministro, ma perché un partito della sinistra radicale ha il sostegno della gente per fare cambiamenti radicali in un paese che da anni vive una profonda recessione. E dopo cinque anni di recessione la Grecia è oggi nella depressione e in una grave crisi umanitaria.Abbiamo perso il 25% del PIL, abbiamo il 30% di disoccupazione e il 60% di disoccupazione giovanile. Tutto questo è stato implementato per la cisi del debito. Però voglio far notare una cosa: quando la troika è arrivata in Grecia, il debito era il 110% adesso è al 160: sarebbe questa la salvezza della Grecia promessa? Hanno salvato le banche e distrutto la società. Il grande problema allora è cambiare la situazione.Partiamo da alcuni punti chiari: noi non crediamo che tutto questo sia “un incidente”, altri hanno un obiettivoi e hanno scelto la Grecia come cavia per sperimentare una dura e terribile politica neoliberista che mai si era vista prima in Europa. Forse c’è stato un programma simile in Cile con Pinochet, con il suo barbaro programma neoliberista di assoluta austerità. Perché lo hanno fatto? Per due ragioni: primo percho vogliono creare un paradigma per gli altri paesi europei, secondo perché hanno l’obiettivo di prendersi i beni pubblici e di privatizzare tutto, in Grecia, e di fare profitti con questo processo. Cosa hanno detto all’inizio, ricordate? Hanno detto che i greci sono pigri e non lavorano e che quindi sono loro i responsabili della situazione non le banche che hanno fornito soldi ad avventurieri pur sapendo che difficilmente li avrebbero riavuti. Dicono che sono i greci la causa, perché sono pigri. Però qui c’è una cosa comica, perché lo stesso problema oggi lo hanno la Spagna, l’Irlanda, il Portogallo, l’Italia(ma come, l’Italia che è stata la quinta potenza industriale nel mondo ora scoprono che gli italiani non hanno voglia di lavorare?). Ridicolo.
    Ovviamente la gente ha cominciato a reagire, ad andare nelle piazze in grandi manifestazioni. E’ caduto il governo Papandreu, poi un altro, poi un terzo. L’anno scorso ci sono stati gravissimi scontri e un partito di sinistra radicale poteva andare al governo.
    Infatti durante le ultime elezioni non eravamo solo contro Samaras e il suo partito, ma anche contro il sistema finanziario europeo che lo sosteneva e ci minacciava di sospendere quanto promesso. Però noi avevamo il sostegno della gente che sa bene che tutto è difficile ma così non si può andare avanti.
    Dunque la situazioni ha continuato a deteriorarsi, abbiamo dimostrato che avevamo ragione nella nostra analisi di allora. Innanzi tutto la crisi in Grecia non parla greco, è un sintomo strutturale del capitalismo neo-liberista. Crediamo che il problema non sia la pigrizia dei greci o degli spagnoli o degli irlandesima il fatto che viviamo nel vicolo cieco del progetto neoliberista europeo., al culmine della crisi globale del casinò capitalistico.. Ora l’europa è a un bivio, questa Europa non è l’Europa della gente, ma è l’Europa germanica dei mercanti speculativi. Questi dicono che Syriza e io siamo un pericolo per l’UE, e io ribadisco che il pericolo per l’UE non è Syriza ma la Germania, la Merkel e la sua egemonia a livello europeo. La soluzione è la cooperazione dei popoli in tutti i paesi europei, nella periferia e nel centro, perché lo scontro non è tra popoli e nazioni, ma è una guerra tra le forze del lavoro da una parte e le forze della speculazione dall’altra. Dunque io credo che presto vedremo una primavera radicale in Europa che trasformerà la situazione.
    Mi pare che oramai per gli eurofanatici non ci sia più scampo. Questa Europa con questa moneta è destinata alla capitolazione. E sarà prima di quanto essi possano immaginare. Molti pagheranno con il sangue.
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  3. #3
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantès Visualizza Messaggio
    Mi pare che oramai per gli eurofanatici non ci sia più scampo. Questa Europa con questa moneta è destinata alla capitolazione. E sarà prima di quanto essi possano immaginare. Molti pagheranno con il sangue.
    e non sarebbe meglio mandar via l'oligarchia che ha sempre deciso la politica europea e metterci persone più rassicuranti???
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    e non sarebbe meglio mandar via l'oligarchia che ha sempre deciso la politica europea e metterci persone più rassicuranti???
    ecco, questa è la soluzione. Perché pensare di uscire dall'UE vuol solo dire augurarsi di andare verso la catastrofe economica e quindi sociale.
    Tsipras ha ragione: si deve ricontrattare tutto, l'oligarchia dei paesi del nord che governa per suo solo ed esclusivo interesse economico deve cessare.
    Ma fino a quando avremo gente, politici o finti politici, che dicono che si deve tornare alla lira e uscire dall'UE, non andremo lontano, perché purtroppo c'è anche gente che crede a queste barzellette.

  5. #5
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    LE zitelle potranno sperare di ri-ottenere la pensione, cosi come gli albanesi naturalizzati.
    Ottimismo!
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  6. #6
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    Seguo con interesse, ma anche con una certa diffidenza dovuta ad un supposto europeismo senza e senza ma di Tsipras, la storia della Lista Tsipras in Italia per le europee (ho anche votato alle primarie online per nome e simbolo), ma sinceramente siamo sicuri che il thread sia proprio inerente alla politica nazionale. Oddio per certi versi si. Io lo lascerei, quindi, in politica nazionale.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  7. #7
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    Aggiungiamo che pasok partito stato equivalente del pd aveva il 40-50% ed ora è al 5%.

  8. #8
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    Citazione Originariamente Scritto da cireno Visualizza Messaggio
    ecco, questa è la soluzione. Perché pensare di uscire dall'UE vuol solo dire augurarsi di andare verso la catastrofe economica e quindi sociale.
    Tsipras ha ragione: si deve ricontrattare tutto, l'oligarchia dei paesi del nord che governa per suo solo ed esclusivo interesse economico deve cessare.
    Ma fino a quando avremo gente, politici o finti politici, che dicono che si deve tornare alla lira e uscire dall'UE, non andremo lontano, perché purtroppo c'è anche gente che crede a queste barzellette.
    già ma se "l'europa" decidesse di non ricontrattare che farebbe Tsipras ?
    Come può la grecia costringere la germani, francia...

  9. #9
    Ghibellino
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    Citazione Originariamente Scritto da furioso2013 Visualizza Messaggio
    già ma se "l'europa" decidesse di non ricontrattare che farebbe Tsipras ?
    Come può la grecia costringere la germani, francia...
    Infatti questo è il punto debole di Tsipras e degli europeisti a tutti i costi della sx radicale greca e non, per questo dicevo che pur interessato sono molto diffidente. Non dimentichiamoci però un fatto che pochi citano e cioè che il partito di Tsipras, Syriza, non è un partito ma una coalizione di movimenti e che in questa coalizione le forze euroscettiche sono in minoranza ma sono comunque quotate intorno al 40%, per cui è anche sbagliata la definizione che si fa di Syrizia come forza politica pro UE senza se e senza ma. La situazione è più complessa e sfugge anche a tanti italiani entusiasti di Syriza stessa. Io, personalmente, sono molto euroscettico anche se non nego che non si può uscire da euro e UE a cuor leggero. L'ho sempre detto e lo ribadisco.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #10
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    Predefinito Re: E parliamo anche di Alexis Tsipras

    lista civetta in funzione anti m5s

    anche l'euroscetticismo va diviso per poter imperare

 

 
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