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Re: Il Pappa Re.
da il Nord quotidiano
PRECIPITA LA BORSA, SCHIANTA LA FIAT, DEVASTATE LE BANCHE E RENZI FESTEGGIA CON BERLUSCONI L'INTESA SULL'ITALICUM!
mercoledì 6 agosto 2014
MILANO - Vendite pesanti su Milano, che segna la performance peggiore in Europa dopo Lisbona, dopo il dato sul Pil del secondo trimestre (-0,2% congiunturale, -0,3% tendenziale) che ha portato il Paese in recessione tecnica ed e' risultato inferiore alle attese.
Il Ftse Mib cede ora il 2,7% a 19.509 punti, sui minimi da febbraio, dopo essere sceso fino a 19.376 punti. Crolla Fiat, piu' volte sospesa al ribasso e che ora segna -8,55%: il mercato ha paura che l'esercizio del diritto di recesso possa far saltare la fusione con Chrysler.
Il rialzo dello spread a 168 punti base ha fatto scattare una pioggia di vendite sulle banche, anche qui con una serie di sospensioni al ribasso. Al momento Bpm e' in asta di volatilita' con un calo del 7,02%; Mps perde il 6,10%, Atlantia il 5,13%, Mediobanca il 5%, Bper il 4,46%, Ubi Banca il 4,47%, Intesa Sanpaolo il 3,94%, Unicredit (nonostante la buona semestrale) il 3,75%. Telecom Italia limita le perdite (-1,7%) dopo i conti diffusi stamattina.
Sale dell'1% Pirelli che festeggia la trimestrale migliore delle attese, in positivo anche Tod's (+0,72%). Segno meno anche nel resto d'Europa con Lisbona in calo del 3,72%, Madrid dell'1,8%, Parigi dell'1,15%, Francoforte dell'1,33% e Londra dell'1,19%.
Sul mercato valutario l'euro scivola sul dollaro ai minimi dal novembre 2013 a 1,3341 dollari (1,336 ieri in chiusura) e 136,61 yen. Il biglietto verde, sostenuto dagli ultimi dati positivi che segnalano la ripresa dell'economia Usa, sale anche contro lo yen a 102,39. Petrolio in rialzo dello 0,23% a 97,6 dollari al barile.
Di fronte a tutto questo, il presidente del Consiglio "festeggia" l'inutile, ridicola e anti democratica riforma del Senato assieme a Silvio Berlusconi a palazzo Chigi, dove i due si sono incontrati stamattina mentre il Paese precipitava in una seconda - e definitiva - recessione da euro e politiche economiche folli imposte dalla UE all'Italia.
max parisi
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Re: Il Pappa Re.
Se l'italia muore NOI dobbiamo festeggiare.
Se festeggiano loro l'italia è viva e vegeta.
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Re: Il Pappa Re.
Oggi a te, domani chissà.
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Re: Il Pappa Re.
''MA QUALE BOCCIATURA? PIL NEGATIVO, RECESSIONE, NON MI RIGUARDANO'' (RENZI)
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7 agosto - Il dato negativo del Pil diffuso ieri dall'Istat non rappresenta una bocciatura del governo guidato da Matteo Renzi. Anzi, servirà da stimolo per accelerare sul percorso delle riforme avviato e che si svilupperà si cinque punti essenziali: Costituzione e legge elettorale, una politica estera con più attenzione al Mediterraneo, investimenti su cultura e educazione e interventi sulla spending. Lo assicura lo stesso presidente del Consiglio in un'intervista al Messaggero.
Comportamento esattamente identico a un televenditore di pentole.
Un Mostro!
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Re: Il Pappa Re.
"Cose che non mi riguardano" così h proprio detto.
Quello del "ci metto la faccia, se fallisco me ne vado".
Rispetto alle promesse ha già fallito almeno tre volte.
Ma ricomincia sempre da capo.
Chi ricorda "Ercolino sempreinpiedi?"
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Re: Il Pappa Re.
Sacconi (Ncd): bene Cdm, ora ddl di maggioranza su eterologa
Della serie "Le priorità".
Come si vende l'anima al diavolo per una poltrona.
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Re: Il Pappa Re.
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Re: Il Pappa Re.
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Re: Il Pappa Re.
DRAGHI HA DETTO A RENZI LE STESSE COSE CHE AVEVA SCRITTO A BERLUSCONI(E ADESSO?)
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8 agosto - Ieri Draghi e la Bce ci hanno fatto l’agenda di governo, altro che riforma del Senato e legge elettorale. In sostanza Draghi ha ridetto al governo italiano in carica, anzi, a tutto il nostro sistema istituzionale, le stesse cose che Trichet aveva preconizzato nella famosa lettera del 2011. Certo, oggi il destinatario non è più Silvio Berlusconi, da irridere facilmente perché ritenuto aprioristicamente in grado di degradare le finanze pubbliche, ma è un governo come quello di Renzi, il nuovo...
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Re: Il Pappa Re.
La prima riforma federale di Renzi: Agusta da Samarate a Roma - Rischio Calcolato
di BENEDETTA BAIOCCHIhttp://www.lindipendenzanuova.com/wp...vi-300x225.jpg
Ci sono passaggi davvero interessanti che si ripetono nella gestione di questo Paese arroccato sul baratro della recessione, delle figure di emme con i bagagli abbandonati nelle piste degli aeroporti per protesta e così via… Esiste il fattore M. Moretti, il manager che in due e due quattro ha pensato bene di portare via la storia, di spostarla come si fa con la raccolta differenziata, in un altro sito. Così, senza che nessuno o quasi proferisse parola, il nuovo ad di Finmeccanica ha smantellato la testa di Agusta, con sede a Samarate, ovvero vicino ai luoghi di produzione, per portarla a Roma. Una decisione, recitava la striminzita nota, che “prevede nell’immediato la realizzazione di interventi quali il trasferimento delle sedi legali e degli uffici degli Amministratori Delegati delle società interessate presso la sede di Finmeccanica (a Roma ndr.) e la razionalizzazione delle rappresentanze commerciali internazionali nei mercati chiave”. Ah ecco…
Moretti chi? Giusto per capire il fattore M. Mauro Moretti è uomo per tutte le stagioni, l’esperto di sempre. Prima, nel 2006, con Prodi, e grazie a quello che disse, “pagare le tasse è bello”, Tommaso Padoa Schioppa, diventò ad delle Ferrovie dello Stato. Di lui si ricordano parole molto criticate, come quelle sulla strage di Viareggio: in una audizione al Senato Moretti definì la catastrofe uno “spiacevolissimo episodio”, mancando di sensibilità a detta del sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, e dell’associazione dei parenti delle vittime. Tuttavia Moretti ha sempre ribadito che si trattava di una parola presa fuori dal contesto.
Intanto, fuori dal contesto va Agusta, da Samarate a Roma. Alla faccia della cultura dei territori.
Il nuovo vertice vorrebbe trasformare la holding in una struttura operativa, eliminando le principali società controllate, come AgustaWestland, per trasformarle in divisioni operative di Finmeccanica.
Dal comunicato pare vengano divisi: Marketing e Commerciale a Roma, R&D e produzione a Cascina Costa, a fianco di Malpensa.E dire che ci sembrava che la provincia di Varese potesse contare politicamente ancora qualcosa. Ma si vede che ormai tra Varese e Roma passa poca differenza. E’ un tutt’uno.
da L’indipendenza
Interessante anche il nome della "giornalaia"