Si spacciano per kossovari per godere i benefici dei profughi, scoperti dopo quasi 15 anni
La coppia di coniugi era in realtà di nazionalità albanese. Sono stati dneunciati per truffa e ora lo Stato potrebbe rivalersi per tutti i sostegni economici che sono stati elargiti in questo lungo periodo
Si erano spacciati per profughi kossovari ed erano riusciti ad ottenere un titolo di soggiorno per protezione internazionale nonché consistente sostegno economico in quanto rifugiati. Ma, quasi 15 anni dopo, il loro trucco è stato scoperto e la polizia ha così denunciato per i reati di truffa aggravata e false dichiarazioni sulla propria identità una coppia di coniugi albanesi, arrivati in Italia alla fine degli anni '90. In quel periodo era in corso la guerra nella ex Jugoslavia e proprio grazie a questo i due - un quarantasettenne albanese e una trentottenne connazionale - riuscirono ad entrare nel programma di protezione internazionale, con tutti i vantaggi che ne derivano. Alla fine del 2013, però la coppia ha presentato alla questura di Prato una pratica di aggiornamento della propria carta di soggiorno, volendo inserire sul documento anche la propria figlia, nel frattempo divenuta quattordicenne. Ed è stato qui che il vecchio trucco è stato smascherato: i due, infatti, hanno presentato due passaporti stranamente rilasciati dalle autorità albanesi, in aperta contraddizione con la originaria dichiarata provenienza kossovara. A questo punto lo Stato potrebbe anche rivalersi sui due per tutti i benefici economici che nel frattempo hanno percepito nel loro lungo soggiorno in Italia.
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