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  1. #1
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    Predefinito Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    Leggendo il suo blog/pagina facebook gli si rivolge come un usurpatore, un abusivo detentore del ' trono' petrino, con grande sprezzo, quasi dandogli del tu . Pare quasi che in lui veda l'incarnazione del maligno con missione di affondare la Chiesa mentre lo stesso Socci sarebbe, forse per un contatto diretto e quotidiano con l'Alto dei Cieli, lo svelatore dell'inganno e il salvatore della Chiesa dal grande menzognero .


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  2. #2
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    Predefinito Re: Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    non ti curar di loro ma guarda e passa
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    Me ne curo perche' da tempo desideravo veder rosicare Socci et similia ... Le aspettative erano altre ( il loro candidato era Scola, erano gia' pronte le congratulazioni) e improvvisamente ti rivelano - Socci e soci- che non credono nello Spirito Santo , tolgono la masvhera e ragionano in termini molto mondani sulle vicende di Chiesa applicando logiche proprie di altre realta' e sposando teorie del complotto


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  4. #4
    libero
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    Predefinito Re: Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    Su quali parti della disanima di Socci non sei d'accordo?

    E perchè?
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  5. #5
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    Predefinito Re: Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    Mi fa molto ridere il richiamo all'obbedienza ed al rispetto della figura del Pontefice da parte di chi - non è rivolto specificatamente ad Anthos, ma è un qualcosa che si può dire al 99% dei progressisti - ha fatto de "l'obbedienza non è sempre una virtù" di Don Milani il proprio biglietto da visita e che più o meno letteralmente getta nel cesso duemila anni di Cristianesimo ed i 265 Papi a lui precedenti, in vista di "nuovi modi di essere Cristiani" e via discorrendo.
    Preferisco di no.

  6. #6
    libero
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    Predefinito Re: Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    ... sposando teorie del complotto


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    a me questo, ad esempio, non sembra complottismo.

    La stizzita «Inquisizione progressista» che in questi giorni si è scatenata contro Vittorio Messori mette in mostra un’intolleranza grottesca che è il connotato della stagione bergogliana.
    Ecco cosa è successo. Il 24 dicembre scorso Vittorio Messori, sul Corriere della sera, ha firmato un pacatissimo commento dove, con molto rispetto, accanto ad apprezzamenti per il papa argentino, ha esposto qualche «perplessità» su certi suoi gesti e dichiarazioni. Lo scrittore ha così dato voce a un disagio che, nel mondo cattolico, è sempre più vasto, anche se non viene raccontato dai media laicisti occupati ad osannare ogni giorno Bergoglio con uno sbracamento adulatorio che sfiora il ridicolo «culto della personalità».

    Anche molti vescovi e cardinali sono nauseati da un personalismo tanto esagerato e sospetto dei nemici di sempre della Chiesa, i quali infatti contrappongono Bergoglio alla Chiesa.
    Molti cattolici sono allibiti per la smaniosa ricerca dell’applauso ad ogni costo di papa Bergoglio che non si occupa dei cristiani perseguitati e massacrati, ma, per dire, dopo aver amorevolmente telefonato a Pannella, l’ha rifatto pure con Benigni (citandolo a sproposito nella messa in San Pietro) e ieri è intervenuto anche sulla guarigione del medico di Gino Strada.
    Nel mondo cattolico circolano battute sarcastiche su questa mondalità spirituale. Invece Messori ha evitato ogni polemica e ogni asprezza. Non ha nemmeno menzionato il traumatico Concistoro di febbraio e il Sinodo di ottobre che hanno visto per la prima volta un papa appoggiare e sostenere, da dietro le quinte, le tesi eterodosse di Kasper (stoppate per ora dalla sollevazione della maggioranza dei vescovi e dei cardinali).

    Ratzinger - Messori è arrivato perfino a scrivere che - ad ogni modo - il «Papa emerito» ha dato «approvazione piena dell’attività di Francesco», cosa vera se s’intende che Benedetto ha dichiarato il riconoscimento gerarchico di Francesco, ma tenendo presente che papa Benedetto mai ha pronunciato una parola di adesione ai contenuti del magistero di Bergoglio. Anzi, in ogni sua dichiarazione pubblica di questi due anni, Ratzinger ha confermato i contenuti del suo pontificato che Bergoglio contraddice sui punti più importanti. Le considerazioni di Messori sono state pacate e rispettose. Ma per gli inquisitori bergogliani non importa. Basta mostrare qualche semplice «perplessità» per diventare - ai loro occhi - sospetti di sabotaggio, di torbido complotto e finire messi all’indice. Il cattobergogliano propugna l’ecumenismo più incondizionato con protestanti o ortodossi, vuole il dialogo con tutti, laicisti, massoni, comunisti cubani o cinesi, noglobal, islamici, perfino con i terroristi dell’Is (lo ha teorizzato lo stesso Bergoglio), ma nessun dialogo con i cattolici «ratzingeriani» o - come li ha definiti lui stesso al Sinodo - «tradizionalisti» (cioè fedeli al magistero di sempre). Quelli vanno «randellati».

    Dunque a raffica hanno bersagliato Messori. Il primo è stato Luigi Alici, già presidente dell’Azione cattolica - per così dire - martiniano, il quale definisce il pezzo di Messori «un insopportabile esercizio di giornalismo obliquo». Alici condanna «scrittori e giornalisti» che fanno osservazioni critiche sulla «persona chiamata a guidare la Chiesa» (cioè sulle scelte papa Bergoglio), mentre ritiene che da «desacralizzare» sia il papato in quanto tale. Elogia infatti l’«opera provvidenziale di desacralizzazione della figura del papa» che Francesco conduce «in modo straordinario».
    A dir la verità la dottrina cattolica dice l’opposto di Alici: la sacralità è propria dell’ufficio papale (la «figura del papa»), non della persona, fallibile e peccatrice, che di volta in volta lo ricopre.
    A scagliarsi contro Messori è arrivato pure Leonardo Boff, uno dei nomi simbolo della Teologia della liberazione sudamericana. Boff ha esaltato Bergoglio e ha attaccato, dopo Messori, il suo «amato Joseph Ratzinger» e gli «altri Papi anteriori». Boff è un ex frate che nel 1984 ebbe un pronunciamento negativo dalla Congregazione per la dottrina della fede, presieduta da Joseph Ratzinger. Nel 1992, a seguito di alcuni richiami e moniti di Giovanni Paolo II, lasciò l’abito religioso. Le sue posizioni impregnate di marxismo (oggi pure di new age) lo hanno fatto diventare un leader noglobal. Il 17 dicembre si è saputo che papa Bergoglio lo ha chiamato chiedendogli i suoi libri che gli servono per preparare la sua prossima enciclica sulle questioni sociali ed ecologiche (i contenuti saranno quelli sentiti nel comizio papale al Leoncavallo e agli altri centri sociali).

    Boff dice: «Il Papa appartiene alla teologia della liberazione nella versione argentina». Poi aggiunge: «Il Papa ha criticato la dottrina sociale della Chiesa, la considera astratta e non abbastanza chiara nella distinzione, che dev’essere nitida, tra chi sono gli oppressi e chi gli opressori». Pur avendo lasciato l’abito religioso Boff dice: «Io celebro, faccio battesimi, matrimoni, tutti i sacramenti quando non c’è un sacerdote. I vescovi lo sanno e mi dicono: vai avanti. Mi sento bene, in questa veste di laico». E nessuno ha da ridire nel Vaticano di Bergoglio. Che ha pure cancellato la sospensione «a divinis» voluta da Giovanni Paolo II per Miguel D’Escoto, ministro sandinista che ancora oggi esalta Fidel Castro (ecco spiegato il crollo disastroso dell’appartenenza alla Chiesa in America Latina: con pastori così…). Infine va menzionato l’incredibile «appello» intitolato «Fermiamo gli attacchi a papa Francesco» (come? Con l’imbavagliamento? Con una retata di dissidenti? Con la deportazione in Siberia?).

    Il testo, sottoscritto dalle firme storiche del cattoprogressismo, da don Paolo Farinella ad Alex Zanotelli, da don Santoro delle «Piagge» a don Luigi Ciotti, alle «Comunità di base», si lancia a testa bassa contro l’articolo di Messori, definendolo un «attacco mirato e frontale», «una vera dichiarazione di Guerra», addirittura «un avvertimento di stampo mafioso». Fa ridere questa conversione ultrapapalina del vecchio mondo della contestazione. E questa volontà censoria. Non era proprio il cattoprogressismo a scatenarsi nella critica contro i predecessori di Bergoglio? Del resto una reazione di stizzita intolleranza contro Messori si è notata pure negli ambienti della corte bergogliana. E il direttore di Avvenire l’altroieri ha allestito un’intera pagina per mostrare il suo zelo ultrabergogliano e condannare il pacato articolo del più famoso scrittore cattolico italiano come fosse un pericoloso eretico. Cose mai viste se si ricorda l’ossequio con cui Avvenire ha sempre trattato certi clericali che attaccavano duramente papa Ratzinger e Wojtyla.

    Il Conclave - È nota pure la riverenza di Avvenire verso il cardinal Martini che, negli ultimi anni, ha avanzato critiche ben dure del pontificato di Ratzinger. Ma il «papa conservatore» era mite, aperto, con lui c’era libertà e tolleranza. Invece l’attuale «numero uno» a parole elogia la «parresia», poi di fatto non sopporta le critiche e ha modi di commando sudamericani, che producono un clima di terrore in Curia. Resta la domanda su come abbia fatto un rappresentante della «teologia della liberazione», come lo definisce Boff (oggi consulente di Bergoglio), a conquistare il papato. La risposta sta in un conclave confuso e frettoloso (probabilmente con alcune violazioni delle norme, quindi con una possibile invalidità dell’elezione). Il collegio cardinalizio più conservatore che si ricordi è stato convinto di votare un papa in continuità con Giovanni Paolo II e con Benedetto XVI, mentre in realtà stava votando il candidato della sinistra cattoprogressista. Oggi molti cardinali sono sgomenti. E tutto appare surreale. A Natale trecento ballerini di tango si sono allegramente esibiti per il compleanno di Bergoglio sul sagrato di San Pietro, mentre nel mondo imperversa un macello di cristiani.


    Antonio Socci: com'è dura sfuggire all'Inquisizione dell'esercito rosso dei bergogliani - Libero Quotidiano - Libero Quotidiano
    Ultima modifica di Ucci Do; 05-01-15 alle 21:25
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  7. #7
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    Predefinito Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Mi fa molto ridere il richiamo all'obbedienza ed al rispetto della figura del Pontefice da parte di chi - non è rivolto specificatamente ad Anthos, ma è un qualcosa che si può dire al 99% dei progressisti - ha fatto de "l'obbedienza non è sempre una virtù" di Don Milani il proprio biglietto da visita e che più o meno letteralmente getta nel cesso duemila anni di Cristianesimo ed i 265 Papi a lui precedenti, in vista di "nuovi modi di essere Cristiani" e via discorrendo.
    L'obbedienza non e' sempre una virtu' potendo essere la piu' subdola delle tentazioni.
    A suo tempo chi lo disse fu linciato dagli 'ortodossi '
    Oggi Socci - cui non e' mai andata giu' l'elezione di Bergoglio ( puntava su Scola, come la CEI che aveva gia' preparato i messaggi di congratulazioni ) - attacca papa Bergoglio ogni giorno . La cosa non deve meravigliare ma aiuta a capire che l' ' obbedienza' ' ai precedenti papi era legata alla personale valutazione dello stesso Socci, un dato meramente circostanziale, soggettivo e rivela anche che Socci - e quelli come lui- non credono allo Spirito Santo.
    Quanto al resto lo stesso articolo di Libero e' la cartina tornasole dell'irritazione curiale , della polverosa, incrostata e compromessa curia romana , per gli atti di papa Bergoglio., al quale si rimprovera di non essere una mammoletta.
    Lo sgomento di molti (?) pomposi cardinali e' un dato che non deve rattristare
    L'attribuzione di ' cattoprogressista' a papa Bergoglio fa ridere e la stizza di Libero riempie di soddisfazione.



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  8. #8
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    Predefinito Re: Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?


    Quanto al resto lo stesso articolo di Libero e' la cartina tornasole dell'irritazione curiale , della polverosa, incrostata e compromessa curia romana , per gli atti di papa Bergoglio., al quale si rimprovera di non essere una mammoletta.
    Se riconosci il Papa come successore di Pietro, i Vescovi lo sono degli Apostoli.
    Il che non implica che non siano esistiti e non esistano o possano esistere pessimi Papi e pessimi Vescovi.
    Però il discorso è che se poni il tuo rapporto col Pontefice non sulla base della promessa di Cristo ("le porte dell'inferno non prevarranno") ma sul "mi piace/non mi piace" allora il Papa non è altro che il presidente di una Onlus a sfondo sociale.
    Tu lo consideri in tale maniera. Un po' come un allenatore di calcio, che va bene solo se segue quello che riteniamo essere lo schema che noi riteniamo vincente o se porta a casa la coppa campioni.
    Ma allora devi domandarti (non te lo sto domandando io, te lo devi domandare tu)
    Chi è il Papa?
    Chi sono i Vescovi?
    Cioè se sono ciò che ci è stato promesso da Cristo o la personale visione fantateologica di un Kung o di un Boff.

    Comunque aldilà delle tirate di orecchie in certi casi meritate, la curia "grigia e polverosa" è la stessa che lo ha eletto al soglio di Pietro.
    Certo, preferirebbe una curia come quella di Pio XII, il quale diceva "non mi servono collaboratori, mi servono esecutori".
    Ma la Curia che ha eletto Pio XII e che gli obbediva, avrebbe eletto Bergogli o?

    In ultima analisi l'adesivo di progressista , gliel'ha data anche Scalfari, che conosciamo bene quali buoni rapporti ha instaurato col Pontefice.





    Lo sgomento di molti (?) pomposi cardinali e' un dato che non deve rattristare
    Molti Cardinali che si sono trovati a dissentire con Papa Francesco , e l'esempio dell'ultimo sinodo è esemplare, hanno mosso obiezioni di carattere Teologico.
    E' un qualcosa che deriva da alcune analisi del CV II.
    Ovvero la Teologia dev'essere subordinata alla Pastorale? La Verità dal "voler piacere e voler piacere per essere ascoltati"?
    Il discorso sarebbe molto lungo e mi farebbe piacere approfondirlo.
    Però lascio quest'ultima breve riflessione.
    Cristo "piaceva tanto" alle persone che godono d'autorirà che quest'ultime l'hanno messo in Croce. Lui - la Verità per antonomasia - sapeva che doveva venir prima di ogni altra considerazione. Cristo è uno scandalizzatore.
    E non è un mistero che -viceversa - questo Pontefice (cosa che di per sè non è sbagliata in quanto tale) piace - e molto - al potere mediatico e d'autorità.




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    Preferisco di no.

  9. #9
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    Predefinito Re: Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Se riconosci il Papa come successore di Pietro, i Vescovi lo sono degli Apostoli.
    Il che non implica che non siano esistiti e non esistano o possano esistere pessimi Papi e pessimi Vescovi.
    Però il discorso è che se poni il tuo rapporto col Pontefice non sulla base della promessa di Cristo ("le porte dell'inferno non prevarranno") ma sul "mi piace/non mi piace" allora il Papa non è altro che il presidente di una Onlus a sfondo sociale.
    Tu lo consideri in tale maniera. Un po' come un allenatore di calcio, che va bene solo se segue quello che riteniamo essere lo schema che noi riteniamo vincente o se porta a casa la coppa campioni.
    Ma allora devi domandarti (non te lo sto domandando io, te lo devi domandare tu)
    Chi è il Papa?
    Chi sono i Vescovi?
    Cioè se sono ciò che ci è stato promesso da Cristo o la personale visione fantateologica di un Kung o di un Boff.

    Comunque aldilà delle tirate di orecchie in certi casi meritate, la curia "grigia e polverosa" è la stessa che lo ha eletto al soglio di Pietro.
    Certo, preferirebbe una curia come quella di Pio XII, il quale diceva "non mi servono collaboratori, mi servono esecutori".
    Ma la Curia che ha eletto Pio XII e che gli obbediva, avrebbe eletto Bergogli o?

    In ultima analisi l'adesivo di progressista , gliel'ha data anche Scalfari, che conosciamo bene quali buoni rapporti ha instaurato col Pontefice.







    Molti Cardinali che si sono trovati a dissentire con Papa Francesco , e l'esempio dell'ultimo sinodo è esemplare, hanno mosso obiezioni di carattere Teologico.
    E' un qualcosa che deriva da alcune analisi del CV II.
    Ovvero la Teologia dev'essere subordinata alla Pastorale? La Verità dal "voler piacere e voler piacere per essere ascoltati"?
    Il discorso sarebbe molto lungo e mi farebbe piacere approfondirlo.
    Però lascio quest'ultima breve riflessione.
    Cristo "piaceva tanto" alle persone che godono d'autorirà che quest'ultime l'hanno messo in Croce. Lui - la Verità per antonomasia - sapeva che doveva venir prima di ogni altra considerazione. Cristo è uno scandalizzatore.
    E non è un mistero che -viceversa - questo Pontefice (cosa che di per sè non è sbagliata in quanto tale) piace - e molto - al potere mediatico e d'autorità.




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    Queste ossevazioni e rimproveri rivolgili a Socci.
    Potrei sbgaliare ma francamente non ricordo di essermi rivolto a Papa Ratzinger nei modi in cui Socci si rivolge a Papa Bergoglio.
    La curia cui Papa Bergoglio ha rivolto le sue osservazioni e' quella romana ( a cui e' inviso) di cui si sa e non credo sia necessario dilungarsi su party in balcone, attici, traslochi o feste di compleanno stile Re Sole. Questo papa - inoltre- non si preoccupa di piacere/non piacere a tizio o a caio. Se alcuni , siano Socci o Scalfari, vogliono attribuirgli etichette ( come si faceva con Padre Romero, definito nientemeno che comunista - a proposito: chissa' come soffre Socci in queste ore ehehehe) e' nulla piu' che una censurabile attitudine mondana.


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    Predefinito Ma quanto profondamente e' odiato Papa Francesco da Antonio Socci?

    Queste ossevazioni e rimproveri rivolgili a Socci.
    Potrei sbgaliare ma francamente non ricordo di essermi rivolto a Papa Ratzinger nei modi in cui Socci si rivolge a Papa Bergoglio.
    La curia cui Papa Bergoglio ha rivolto le sue osservazioni e' quella romana ( a cui e' inviso) di cui si sa e non credo sia necessario dilungarsi su party in balcone, attici, traslochi o feste di compleanno stile Re Sole. Questo papa - inoltre- non si preoccupa di piacere/non piacere a tizio o a caio. Se alcuni , siano Socci o Scalfari, vogliono attribuirgli etichette ( come si faceva con Padre Romero, definito nientemeno che comunista - a proposito: chissa' come soffre Socci in queste ore ehehehe) e' nulla piu' che una censurabile attitudine mondana che accomuna il ciellino toscano con il barbapapa' romano. Il recente Sinodo - che veniva gia' contetsato in partenza da alcuni settori ecclesiastici- ha posto in rilievo - senza traumi- differenti vedute e si e' infranta l'idea che tale fenomeno fosse circoscritto a determinati segmenti del gregge. Nulla di cui scandalizzarsi o per cui qualcuno sia titolato presuntuosamente a intestarsi l'esclusiva dell'ortodossia , del vero, dell'eterno come fanno socci e soci.
    Non c'e' Teologia contro Pastorale. I sedicenti custodi o rappresentanti della Teologia che attaccano Papa Francesco o chiunque dissenta da Burke e altri cultori della sartoria non sono l'incarnazione della Teologia contro la Pastorale.


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