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    Arrow L'assemblea regionale abolisce definitivamente le provincie e vara i consorzi


    L’Ars ha deciso: le province sono abolite. 62 voti a favore su 90. Un grande risultato dopo un anno dall’annuncio e tre mesi di discussione al Consiglio Regionale. Ma come sono state cancellate, adesso rischiano di risorgere sotto un altro nome: consorzi.
    Già. Le nove province siciliane saranno sostituite da nove “Liberi consorzi dei comuni”. Ma vanno costituiti in fretta: sei mesi. Tra i requisiti vi è la necessità di una popolazione pari a 180.000 abitanti e “quelli coincidenti con i comuni soppressi non abbiano una popolazione inferiore a 150 abitanti”. Vi sono anche alcune novità: anzitutto l’abolizione del voto diretto. Gli organismi saranno votati dalle assemblee dei consorzi. Sulle funzioni, invece, ancora non si sa bene nello specifico quali saranno: la legge sulle competenze di questi nuovi enti è stata, infatti, rinviata a data da destinarsi.

    Un risultato difficile quello ottenuto da Crocetta. Dopo aver annunciato ormai un anno fa le dismissioni delle province, ha dovuto mediare a lungo tra i partiti che sorreggono la sua poltrona di Presidente della Giunta Regionale. Ed anche con l’opposizione del Movimento 5 Stelle. La legge che porta il nome di Antonello Cracolici (Partito Democratico) è stata salutata dal diretto interessato in modo estremamente positivo: “questa legge non azzera le Province, ma le supera”. Il capo dell’opposizione, Nello Musomeci, attualmente presidente della Commissione Antimafia Regionale, bacchetta Crocetta e i suoi: “dove sta il risparmio se tutto viene trasferito dalle province ai liberi consorzi, dal personale ai debiti? Come si fa a parlare di risparmio, dove sta la convenienza? Questo mostro giuridico è figlio di molti padri e di consulenti ‘quaquaraqua’ del diritto. Dopo le tv locali Crocetta dirà le stesse cose nello studio romano di Giletti su Rai 1: questa non è una riforma per i cittadini ma per i giornali”.
    Ma anche chi l’ha votata non è sicuro dell’innovazione. Parla Calogero Firetto (Udc): “questa non è la riforma che io avrei voluto, ma è appunto il frutto di una sintesi vasta”. Gli fa eco Francesco Cappello, capogruppo M5S: “il rischio è che le mediazioni tra i partiti ritardino il completamento della riforma che senza di noi non sarebbe mai stata nemmeno approdata a questo punto d’inizio”. Insomma, una legge che non soddisfa pienamente i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana.*A breve si dovrà*votare le competenze, per poi passare alla creazione delle tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Lì, lo si può già intuire, vi sarà una forte spaccatura dentro e fuori l’Ars.
    Daniele Errera





    Scritto da: Daniele Errera
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    Predefinito Re: Quando le Province diventano “Consorzi”: il caso siciliano

    Non ci voleva molto per capire che finiva così.
    L'abolizione delle province è stata una iniziativa dei circoli centralisti romani per umiliare le amministrazioni locali.
    A titolo di informazione , le province , come struttura amministrativa , esistono in tutti i paesi del mondo , con nomi diversi , vado a memoria : dipartimenti (Francia) , contee (paesi anglosassoni , USA compresi ) , prefetture (Giappone) , oblast (paesi dell'ex Unione Sovietica ) , nomoi (Grecia) ecc. ecc.
    L'abolizione delle province è stato un gesto di arroganza e di strapotere del governo Monti , per assecondare i circoli centralisti dei vertici di ministeri , agenzie , authority , enti ecc. romani.
    E si noti bene , è stata abolita la provincia , ente democratico elettivo locale , ma non sono stati abolito gli enti correlati centralisti , vedi prefetture , provveditorati , genio civile ecc. ecc.
    Penso che ogni commento sia superfluo sul degrado cui si è arrivati in questi ultimi 3 anni di sospensione della democrazia.....

  3. #3
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    Predefinito Re: Quando le Province diventano “Consorzi”: il caso siciliano

    voglio vederci chiaro su questa storia. a prima vista sembra un miglioramento... ma alla fine quel che conta è che ci sia un risparmio e che non vengano intaccati i servizi.

    comunque, per ora, provando ad analizzare pro e contro
    pro:
    _ mai più elezioni provinciali
    _ quindi addio a presidenti, consiglieri e assessori provinciali
    _ i sindaci membri dei consorzi non dovrebbero percepire nessun emolumento extra

    contro:
    _ non si sa nulla riguardo a questi consorzi (quanto costeranno, che funzioni avranno)

 

 

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