
Originariamente Scritto da
Giacomo Bracci
Gentilissimi, apprezzo la discussione e volevo porvi alcune domande al riguardo.
1) La storia ha dimostrato che un pianificatore centrale non è in grado di far giungere il sistema economico né alla sua massima efficienza né all'efficacia distributiva, tuttavia non ritenete che i cosiddetti "fallimenti del mercato" dimostrino che nemmeno i sistemi di mercato fondati sui segnali forniti dai prezzi possano raggiungere i suddetti obiettivi?
2) Non pensate che il concetto di mercato e di concorrenza come luogo del libero scambio e dei prezzi come allocativi delle risorse e delle informazioni risultino derivare da una teoria normativa piuttosto che positiva? Lo stesso Rothbard nel "Manifesto Libertario" ammette che esistono delle rigidità strutturali del sistema dei prezzi legate al funzionamento stesso dell'impresa capitalistica. Inoltre, sondaggi empirici come questo, condotto dalla BCE (
https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/scpwps/ecbwp563.pdf), dimostrano la presenza di prezzi amministrati, contratti espliciti ed impliciti ed altre forme di rigidità dei prezzi che non dipendono dalle quantità domandate.
3) Non pensate che il problema della determinazione del prodotto sociale (cosa, come e quanto produrre) sia ugualmente vincolato dal libero funzionamento del sistema capitalistico e dall'intervento pubblico? Quali sono le ragioni che vi portano a ritenere che il "mercato" sia in grado di conoscere e determinare le preferenze ottimali dei consumatori?
4) Siete a conoscenza del fatto che istituzioni come la Bank of England certificano che il meccanismo della riserva frazionaria costituisca una descrizione non corretta di come in realtà avviene il processo di emissione del credito? Si veda ad esempio:
http://www.bankofengland.co.uk/publi...eycreation.pdf
Grazie e saluti
Giacomo