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    Predefinito Manifesto della nuova Fratellanza Nazionale.

    MANIFESTO DELLA NUOVA FRATELLANZA NAZIONALE


    Il nostro secolo, attraversato da notevoli sconvolgimenti politici e sociali, è caratterizzato da una crisi che colpisce molteplici aspetti della condizione umana, con particolare riferimento a quelli culturale e politico. Si tratta della crisi dell'Identità Nazionale, deliberatamente provocata da determinati gruppi d'interesse legati al deplorevole cancro del Sionismo Internazionale.
    Quest'ultimo, infatti, al fine di perseguire il suo plurisecolare intento di annichilire la Razza Ariana, ovvero i Popoli Indoeuropei, che tanto contribuirono al progresso e alla felicità dell'umanità intera, favorendo la sua elevazione spirituale e morale, ha da tempo messo in atto un criminale progetto di imbarbarimento e bestializzazione di suddetti Popoli tramite la deprivazione delle loro identità, consentita dalla mistificazione del concetto di Nazione e dalla sua successiva negazione. I nostri fratelli, i membri di tutti i Popoli discendenti dal nucleo ariano primordiale, originario del Caucaso e stabilitosi prevalentemente in India e nel Continente Europeo, sono attualmente soggetti al rischio di perdere la loro identità (ammesso che non l'abbiano già perduta), di disorientarsi e conseguentemente di perdere la loro umanità, divenendo simili ad animali, abbindolati da false felicità e piaceri effimeri, offerti loro dalla mastodontica macchina di distruzione psicologica detenuta dal potere semitico, l'impero mediatico marchiato con la Stella di David che quotidianamente diffonde la decadenza e l'abiezione fra i nostri fratelli. Il modo più efficace di uccidere un uomo, infatti, è privarlo della sua Identità Nazionale, ovvero di quel senso comunitario che lo rende consapevole di essere parte di quella grande famiglia che è la sua Razza, e di conseguenza fratello di sangue degli altri membri della medesima Razza, poiché se egli venisse sottratto alla sua famiglia razziale, diventerebbe un orfano, esattamente come diventerebbe orfano il bambino sottratto ai suoi genitori, e proprio come un bambino orfano ha maggiori probabilità di condurre un'esistenza all'insegna del degrado e della povertà, anche l'uomo razzialmente orfano, ossia privato della sua coscienza comunitaria razziale, tende immancabilmente a vivere succube della più totale decadenza morale, rivelandosi sempre più simile a una bestia. Le evidenze di questa decadenza e della sua persistente proliferazione si possono constatare ovunque: le nostre città sono strette nella morsa della criminalità e del degrado; i nostri giovani schiavi delle droghe e della promiscuità, ignari di qualsivoglia nozione del senso del dovere e dell'obbedienza, potenziali soggetti delinquenziali; violenze; stragi, la rassegnazione e l'apatia aleggiano in ogni strada, in ogni piazza, in ogni vicolo.
    Ciononostante, oltre all'azione deleteria del Sionismo Internazionale, fra le cause della crisi dell'Identità Nazionale occorre annoverare altresì la scarsa idoneità dell'assetto nazionale ottocentesco rispetto al nuovo contesto politico e sociale che stiamo vivendo. La frammentazione politica presente all'interno della Razza Ariana, infatti, ha consentito al Liberalismo e all'Individualismo, principali strumenti del potere giudaico globale, di intaccare l'unità razziale dei Popoli Ariani. Alle Nazioni Etniche, dunque, quali sono tuttora quelle esistenti, occorre sostituire la Nazione Razziale, che consenta una maggiore compattezza nella consapevolezza degli Ariani di appartenere alla grande famiglia indoeuropea, che soddisfi le istanze etniche tramite un assetto costituzionale repubblicano e federale. Ciò a causa del fatto che le Nazioni Etniche sorte dal fermento romantico ottocentesco, pur avendo svolto inizialmente un ruolo estremamente positivo nell'elevazione spirituale degli uomini e nella creazione di una solida identità comunitaria, negli ultimi due secoli si sono rivelate troppo deboli per fronteggiare l'inesorabile avanzata del cancro sionista internazionale.
    Pertanto, al fine di difendere i Popoli Indoeuropei dall'assalto del Sionismo, è necessario ridefinire il concetto di Nazione ed elaborare una nuova concezione dello Stato che, a differenza di quella liberale, assolva efficacemente alle sue funzioni essenziali, ovvero quelle di elevare l'uomo in ogni ambito della sua esistenza e di educarlo alla vita civile nell'ambito della comunità.


    Prima di descrivere nel dettaglio la struttura costituzionale di cui dovrebbe essere dotato il nuovo Stato Nazionale Ariano, ritengo necessario soffermarmi sulla sua espansione territoriale.
    A tal proposito, uno Stato su base razziale quale quello Ariano dovrebbe comprendere tutti i territori abitati da popolazioni indoeuropee, o comunque storicamente appartenute a civiltà ariane. Tali territori sono da identificare nell'intero Continente Europeo; nella Russia; nel Caucaso Meridionale; nell'Iran; nell'Afghanistan; nel Pakistan; nel Tagikistan e nell'India. I soggetti di appartenenza razziale differente da quella Ariana e i Meticci dovranno essere espulsi dal nuovo Stato. Per la determinazione dell'effettiva appartenenza di un individuo alla Razza Ariana (Indoeuropea) saranno necessari accertamenti di carattere scientifico.
    La struttura costituzionale che dovrà assumere il nuovo Stato Nazionale Ariano consiste in un regime repubblicano e federale. Nella fattispecie, il carattere repubblicano è volto a garantire l'equilibrio politico e civile fra le varie Etnie Ariane, in quanto, qualora l'assetto costituzionale fosse di connotazione monarchica, si rischierebbe che l'appartenenza della dinastia regnante ad una singola Etnia possa provocare conflitti d'interesse che susciterebbero diffidenze reciproche fra i cittadini, conducendo a inopportuni particolarismi etnici e pertanto alla compromissione della stabilità interna del nuovo Stato; inoltre, la Storia ha dimostrato che le Monarchie tendono a sacrificare l'onore delle Nazioni per l'onore delle famiglie regnanti, in quanto i sudditi, privi di un forte senso comunitario, sono dediti al perseguimento della gloria del loro sovrano e della sua casata anziché alla gloria della loro Patria, estraniandosi dunque dalla loro comunità naturale, ovvero la Nazione.


    Troppo a lungo le religioni di matrice semitica maggiormente diffuse fra i Popoli Ariani, ovvero il Cristianesimo e l'Islam, sono state causa di debolezza e rassegnazione, in quanto tramite l'insegnamento di dottrine false e assolutamente deleterie, e a causa della loro connotazione precipuamente universalistica, hanno allontanato i nostri fratelli dalla loro famiglia, li hanno resi ciechi schiavi di un dio barbaro e selvaggio, che soltanto menti similmente barbare e selvagge quali quelle dei Giudei avrebbero potuto creare e idealizzare. Troppi, fra i nostri fratelli, hanno abbandonati le grandi tradizioni millenarie dei loro avi, la grande spiritualità delle civiltà ariane che eccelsero, nel corso della Storia, in ogni ambito dello scibile umano, per abbracciare dottrine della miserevole feccia semita, le dottrine di un cammelliere arabo e di un falegname ebreo. Una simile dimenticanza, un simile abbandono non possono essere tollerati, poiché costituiscono un TRADIMENTO nei confronti della comunità, degli antenati, dei fratelli compatrioti. A ogni Razza corrisponde una determinata spiritualità. Ai semiti la spiritualità semita, agli Ariani la spiritualità ariana. All'universalismo e al messianismo semitico, la nuova Fratellanza Nazionale dei Popoli Ariani deve contrapporre una Spiritualità Nazionale. L'unico dio è la Nazione. Ogni individuo vive e muore in funzione della sua Nazione. Non deve esistere ragione di vita che non sia la Nazione. La Nazione è la totalità dell'esistenza, la massima aspirazione dello spirito, il culmine dell'elevazione dell'uomo. La Nazione è al tempo stesso completamento e annullamento dell'Uomo. Completamento dell'Uomo, poiché l'Uomo, identificandosi con la sua Comunità Naturale, che è la Famiglia Razziale, conclude il suo processo evolutivo morale e sociale. Annullamento dell'Uomo, poiché l'Uomo, offrendosi anima e corpo alla sua Nazione, viene assorbito da questa e diviene egli stesso parte della Nazione, pertanto si trasforma in un'altra entità, infinitamente più potente e sublime.
    Alla luce di queste considerazioni, è possibile constatare che il Culto della Nazione, è l'unico culto ammesso dalla Natura, e che culti differenti sono contro Natura, in quanto alienano l'Uomo dalla sua effettiva condizione razziale, politica, culturale e sociale, che è conseguenza di millenni di evoluzione.


    Nella costituzione di uno Stato, è essenziale tener conto della sua organizzazione nell'ambito della ricerca scientifica, in quanto il Progresso Scientifico e Tecnologico è uno degli strumenti principali per la preservazione della Razza e il suo costante miglioramento.
    A tal proposito, ritengo necessarie le seguenti politiche:
    - Eliminazione dei Nuclei Familiari tramite l'attribuzione del compito di gestire nascite e morti all'esclusiva potestà dello Stato. Le Famiglie, infatti, costituiscono uno dei principali ostacoli per la preservazione della Comunità Naturale, in quanto distolgono gli individui dall'adempimento dei loro doveri nei confronti della Nazione; inoltre, esse, poiché presuppongono un mescolamento indiscriminato di caratteri genetici variegati, impediscono quell'omogeneità di caratteri fisici e neuropsichici che è requisito fondamentale per l'esistenza di una cittadinanza virtuosa, in cui criminalità e decadenza siano assenti. Lo Stato, pertanto, avvalendosi degli strumenti offerti dalla moderna Ingegneria Genetica, ha il compito di generare, attraverso un'accurata selezione preliminare degli individui aventi le migliori caratteristiche, i propri cittadini, che ovviamente dovranno essere privi di qualsivoglia orientamento sessuale, affinché l'unica famiglia esistente sia lo Stato, padre e dio dei suoi cittadini, al quale spetta la responsabilità di crescerli, educarli, nutrirli e proteggerli, con tutto l'affetto di un genitore verso i suoi figli o con l'amore di un dio verso la sua creazione.
    - Il futuro è lo Spazio. L'accrescimento e lo sfruttamento pratico delle conoscenze esistenti in materia di Cosmologia possono offrire immensi benefici alla Nazione e alla sua causa. La colonizzazione di nuovi pianeti, l'avviamento di una politica industriale incentrata sull'estrazione e sull'utilizzo di materiali provenienti da corpi extraterrestri, costituirebbero un notevole impulso alla crescita economica e alla prosperità.


    Considerando che i nemici dei Popoli e delle Nazioni, al fine di adempiere ai loro criminali intenti, si sono sempre avvalsi di un sistema economico oligarchico e selvaggiamente capitalistico, manifestatosi nella Globalizzazione, che tuttoggi, attraverso la piovra neoliberista, attanaglia il mondo, è possibile giungere alla conclusione del fatto che il nuovo Stato Ariano, affinché non cada vittima della piovra neoliberista e delle rapine dei Rothschild e dei Rockefeller, dovrà essere dotato di una struttura economica in cui le Industrie Strategiche (Metallurgiche, Siderurgiche, Minerarie e simili) e il Settore Terziario siano nazionalizzate e socializzate, e che l'iniziativa privata sia limitata alla piccola-media imprenditoria.


    Il presente Manifesto intende essere una guida per tutti gli uomini di buona volontà che amano la propria terra e il proprio popolo e che onorano i loro antenati e le loro tradizioni, e che desiderano liberare la propria Nazione dalla decadenza che dilaga ovunque. Il presente Manifesto è un terremoto che distrugge le falsità e le illusioni propinate dai nemici delle Nazioni, che sancisce la nascita di una nuova Fratellanza Nazionale, rivolta al Futuro, in viaggio verso il Futuro imbarcata sulla nave del Passato, attraverso l'oceano del Presente. Una nuova Fratellanza Nazionale consapevole delle sue capacità e del suo potenziale, preludio di una nuova Umanità, emancipata dai timori e dalle suggestioni che l'hanno tenuta schiava per secoli.

    •   Alt 

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    Predefinito Re: Manifesto della nuova Fratellanza Nazionale.

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    «Crediamo nell’ assoluto politico che è l’ impero: aborriamo chi lo nomina invano».

 

 

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