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Discussione: Venetismo e venetisti

  1. #1
    mutualista in saor
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    Con questo messaggio in un'altra discussione ventunsettembre chiedeva info su Gianluca "Giane" Busato, uno dei leader del comitato organizzatore del plebiscito veneto. Ho dunque pensato di rispolverare questa mia idea di una discussione incentrata sui movimenti venetisti e sui personaggi principali dell'ambiente. Ora più che mai credo che la cosa sia interessante.

    Partiamo quindi con Gianluca Busato...

    Entra nella Lega negli anni '90 e viene eletto consigliere comunale a Casier (TV). Nel '97 viene espulso per "troppo indipendentismo". Fonda allora il Movimento Indipendentista Padano, di cui è portavoce per due anni e che gli crea anche qualche problemino con la giustizia (causa dichiarazioni a sostegno dei Serenissimi e un fantomatico tribunale padano che spara sentenze sui leader leghisti e lighisti dell'epoca).

    Più tardi, nel 2006, è tra i fondatori de "I Veneti", movimento venetista apartitico. Quindi esce dal movimento per fondare il "Partito Nasional Veneto", di cui sarà segretario fino al 2010, che si presenta per la prima volta alle urne alle provinciali del 2009 (me lo ricordo bene, son stato uno dei quattro gatti che li han votati... durante la campagna elettorale hanno pure avuto un po' di rogne con i carabinieri che si son messi ad interrogare chi aveva firmato per la presentazione della lista) ed ottiene il suo zero virgola zero...

    2010, elezioni regionali, la sfida contro il vincitore annunciato è dura, pare che si riesca a presentare una lista unitaria di tutto il mondo indipendentista/autonomista, ma il brodo è troppo annacquato ed il PNV non ci sta e presenta come candidato l'imprenditore Gianluca Panto (parente del più celebre Giorgio), neo-segretario del partito (si registrano altri guai con le firme... presunte firme false, ma le accuse portano ad un nulla di fatto). Pure gli ex appartenenti al movimento "Veneti" (quelli che nel 2009 scelsero di non seguire Busato nel PNV ma di perseguire la strada culturale), guidati da Patrick Riondato, scelgono di non seguire gli autonomisti che, uniti in "Unione Nord-Est" ,vogliono fortemente l'apparentamento con l'UDC per avere più chance di entrare in consiglio e candidano l'ex Liga Veneta Repubblica (quella di Comencini, che con il PNE ed il movimento dell'ex socialista padovano Covi forma appunto l'Unione Nord Est) Silvano Polo con la lista denominata "Veneti - Indipendensa".
    Risultato: PNV e "Veneti - Indipendensa" prendono lo zero virgola (20 mila voti in due... con il più strutturato PNV che prende meno dell'altra lista che pure era presente in meno province), Foggiato di Progetto Nord-Est (il movimento del defunto Panto) si prende, grazie all'apparentamento dell'UNE con l'UDC, la sua bella e agognata carega in consiglio.

    Autunno 2010. Le due liste che s'erano presentate si fondono (in realtà il PNV viene semplicemente congelato e non sciolto) e nasce "Veneto Stato" (da ora VS... notare che esiste un movimento pre-esistente che si chiama "Stato Veneto"). Segretario: Lodovico Pizzati (ex presidente del PNV) e presidente Giustino Cherubin (ex "i Veneti" in rappresentanza della parte del partito proveniente da "Veneti - Indipendensa"). Busato ne è il tesoriere. Al nuovo partito si aggrega anche una fetta del PNE oltre ad altri esponenti storici del venetismo, tra cui l'ex consigliere regionale Alessio Morosin (ex Lega e poi ex Liga Veneta Repubblica).

    2011, alle provinciali di Treviso VS candida il neo-entrato Antonio Guadagnini (ex UDC, popolare leader del movimento dei sindaci per il mantenimento del 20% dell'IRPEF nei comuni... proposta che ebbe un discreto successo trasversale in Veneto). Sul blog del PNV, ora ribattezzato Press News Veneto, Busato tesse le lodi del candidato.
    Alla prova delle urne il risultato è pari all'1.5%, in miglioramento rispetto alla somma dei due soggetti, e con qualche buon risultato in alcuni comuni.

    Autunno 2011, malumori interni al partito: Pizzati è accusato di verticismo, e viene contestata anche la gestione del sito ufficiale (e pure della tesoreria), nelle mani di Busato. Sostanzialmente si tratta del nucleo proveniente dall'altra lista che contesta il nucleo centrale ex PNV. Si chiede un congresso, e la dimissione della dirigenza. Cherubin si dimette, Pizzati no. Ognuno convoca da se un congresso... alla fine il compromesso: Pizzati non si dimette, ma il congresso unitario si fa dove vuole l'opposizione interna. Nel frattempo si sparano bordate da ambo le parti: la potenza di fuoco è quasi tutta dalla parte Pizzati che ha la gestione dei media ufficiali, e allora l'altra fazione si apre un blog suo.
    Al congresso dovrebbero affrontarsi le due parti, come segretario una ricandida Pizzati, l'altra candida Guadagnini; come presidente una candida Morosin e l'altra Chiavegato (si, quello dei forconi... all'epoca ex LIFE e proveniente dal PNV).
    Intanto gli animi si riscaldano sempre più, a contribuire un post sul sito ufficiale del movimento a firma di Raffaele Serafini (bizzarro personaggio, noto all'epoca per lo più per la chiusura da parte della magistratura del suo sito di informazione in lingua veneta in cui l'aveva sparata troppo grossa su Zaia... diceva che nel mentre nel Veneto c'era l'alluvione Zaia se la spassava con escort e prosecco in una località del trevigiano. Oggi Serafini è uno dei 10 delegati eletti al plebiscito) che fa infuriare l'area cattolica tradizionalista per le posizioni espresse. Altrove, sull'ex blog del PNV si critica invece il programma di Guadagnini giudicato "socialista" dall'area libertaria che nel PNV era maggioritaria.
    Parte anche la macchina del fango: sul blog del PNV, quello gestito da Busato, in un post presentante i candidati Guadagnini e Chiavegato, viene messa una foto di Chiavegato con la faccia insanguinata (in seguito alla manganellata di un finanziere beccatasi durante un'azione della LIFE) e una foto di Guadagnini con fascia tricolore. Il messaggio nemmeno troppo nascosto è che uno è un estremista violento, l'altro un democristiano italiano. Dall'altra parte si risponde con un attacco durissimo a Morosin.

    Si arriva al famigerato congresso all'Hotel Viest di Vicenza. A presiederlo è Silvano Polo, dell'opposizione a Pizzati. I delegati di Brescia e molti veneziani non vengono accreditati. In sala è presente anche una minacciosa security. I più libertari dell'ex PNV se ne vanno disgustati, gli altri restano. Pizzati chiede un voto di sfiducia, ma decidono di non farlo e lo sfiduciano senza voti. Quindi fanno votare le cariche, nel foglio ci son solo i candidati Guadagnini e Chiavegato, perché per questioni burocratiche statutarie (almeno per come l'hanno interpretata loro) serviva che i candidati presidente e segretario e solo quei due erano apparentati, gli altri due formalmente no.
    Il giorno dopo il congresso la fazione pizzatiana denuncia l'andamento irregolare sul blog PNV (dando dei nazisti golpisti ai vincitori), scambio d'accuse nei commenti... tra le altre cose salta fuori un ex PNV, ora nuovo tesoriere di VS, che accusa Pizzati-Busato-Panto di aver pianificato e programmato, al momento della fusione delle due liste in VS, di usare gli altri come manovalanza mentre loro comandano.
    Inoltre le fazioni si scambiano reciproche accuse di "volete andare a Roma": gli uni si basano su un'intervista di Polo che dice che bisogna fare come la SVP, gli altri su un intervento di Morosin ad una TV regionale.

    Un mese dopo Guadagnini decide di commissariare il provinciale di Padova, che era ancora pizzatiano. La sezione risponde creando una nuova sezione padovana autonoma.
    Il partito espelle Pizzati, Busato (perché non vuole dare al partito il sito VS.com), Serafini e il responsabile provinciale padovano.
    Pizzati allora si dichiara legale segretario ancora in carica e convoca un nuovo congresso, con lui sta il grosso del trevigiano, mentre il veronese ed il vicentino stanno con l'altro VS.
    Il congresso pizzatiano di Venezia lo rielegge segretario e da la presidenza ad Alessia Bellon (che a quanto ho capito è la ex di Giane).
    Pure la fazione Guadagnini convoca un nuovo congresso il mese successivo (gennaio 2012), e alla presenza di un gruppo più numeroso rispetto a quello pizzatiano riconferma Guadagnini e Chiavegato.

    Si va per avvocati, nel frattempo ci sono le elezioni amministrative ed entrambi candidano gente sotto il simbolo di Veneto Stato. Il problema maggiore è a Verona: i pizzatiani candidano una new entry Giulio Maria Turco, un rampollo di una famiglia importante legata all'industria del pandoro; gli altri una fedelissima di Chiavegato, di origini toscane ma residente da tempo a Verona.
    Lo scontro è duro, ad una cena dei pizzatiani in provincia di Verona fatta per organizzare il partito, i chiavegatani fanno irruzione in stile quasi squadrista. Alla fine viene accettata solo la lista di Chiavegato e Guadagnini: risultato, la toscana prende meno voti di Alternativa Comunista che candidava un etiope... Negli altri comuni va molto meglio, la fazione pizzatiana riesce ad eleggere un consigliere nel trevigiano, ma pure la fazione di Guadagnini se la cava bene.

    Maggio 2012, in una manifestazione a Venezia, Pizzati lancia a sorpresa il nuovo movimento Indipendenza Veneta (anche qui nome già presente, ma il possessore glielo concede). Nel sito VS.com (ancora di proprietà di Busato, ma rivendicato dal segretario di VS) compare la famigerata scritta "Veneto Stato diventa Indipendenza Veneta". Il nuovo partito ha Pizzati come segretario, Morosin come presidente onorario e Luca Azzano Cantarutti (ex parlamentare Lega del '94 che nel '95 scelse di non seguire Bossi e mettersi nel gruppo che voleva dare sostegno a Berlusconi) come presidente. Il gruppo inizia a raccogliere le firme per portare in consiglio il progetto per il referendum. Nell'autunno organizzano una manifestazione a Venezia per portare le firme in consiglio. Dopo due mesi il consiglio regionale approva il primo step (ma con alcuni cambiamenti nel testo).

    2013: sia IV che VS si presentano alle elezioni politiche italiane, promettono però di non andare a Roma (grazie tante, era impossibile con quello sbarramento...). Intanto la proposta di IV va avanti in consiglio regionale, ma deve essere spinta da continue iniziative di IV (in un'occasione due suoi militanti partono con lo sciopero della fame). VS ha invece le sue iniziative (di cui parlerò in altro post), però la decisione di andare alle politiche fa si che Chiavegato abbandoni il partito (per tornare dopo poco ad essere presidente della LIFE).
    I risultati delle politiche sono un 1 e qualcosa per cento per IV, e un 0.4% per VS. Alle comunali si registra anche l'elezione di un sindaco di IV nel trevigiano (una ex PDL, appoggiata da IV, in particolare da Cantarutti, e da una lista civica).

    Intanto il progetto sul referendum arranca in regione. Pizzati lancia il comitato apartitico "Plebiscito 2013" per portare avanti la cosa, ma il fatto non va giù ai vertici di IV, anche perché si sospetta che dietro ci sia la volontà di lanciare una nuova formazione politica (pochi giorni prima Pizzati aveva chiesto più poteri al partito, che glieli aveva negati).
    Pizzati e Busato ormai lavorano solo alla nuova creatura, ed ecco che compare sul sito "Indipendenza Veneta per Plebiscito 2013"... Il partito fa una contromossa: disconosce Plebiscito 2013, crea un nuovo sito, lancia il comitato referendario alternativo "Il Veneto Decida" (con VS ed altri soggetti) e dice che chi lavora a Plebiscito 2013 è incompatibile con IV.
    Quindi chiedono la decadenza di Pizzati. Pizzati sospende la delibera, ma poi 2/3 dei coordinatori provinciali lo sfiduciano e mettono come segretario provvisorio Giulio Maria Turco.

    Arriviamo quindi ad oggi: Plebiscito 2013 porta al plebiscito digitale organizzato da Busato (prima programmato per il 16 febbraio e poi spostato al 16-21 marzo). IV intanto continua a spingere per la via istitutionale (nel frattempo un nuovo congresso ha cambiato radicalmente la struttura del movimento e l'ala Cantaruttiana, con anche Turco, se ne è uscita per formare un altro movimento ancora).

    PS: le prossime puntante saranno più stringate, perché basterà far riferimento a quanto già scritto... qui era essenziale dilungarsi anche un po' sui movimenti per capire i vari passaggi...

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  2. #2
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Grazie per la fatica e la pazienza.
    Necessaria per poter seguire questa gente.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Espulso perché troppo indipendentista ...
    ... e a Verona il fascistucolo podestà dice di aborrire l'idea che il Veneto avrebbe potuto diventare austriaco piuttosto che italiano.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Grazie per la fatica e la pazienza.
    Necessaria per poter seguire questa gente.
    Si, è abbastanza un casino, per il periodo fine 2008 - inizio 2013 sono ben informato perché seguivo abbastanza, poi nel periodo attorno alle elezioni 2013 mi son caduti un po' tutti in disgrazia ed ho seguito le cose in modo più distaccato...
    un tempo parteggiavo, da esterno, per la parte pizzatiana; simpatia dovuta anche al fatto che su quei siti potevo liberamente anche criticarli mentre nei siti dell'altra parte venivo sistematicamente o quasi censurato... simpatia che ha iniziato a vacillare con la storia del sito non consegnato alla parte vincente il congresso del Viest ed è definitivamente terminata tra il 2012 ed il 2013.

    Comunque. per terminare il discorso su Busato:
    Maggiori pregi:
    - lui e la sua fazione sono innovativi, sono sempre un passo avanti al resto della truppa, che è sempre costretta a rincorrerli
    - è un'idealista e sa trasmettere bene la sua passione, dal punto di vista della comunicazione ci sanno fare
    Maggiori difetti:
    - se sei con lui ti loda, appena ti smarchi ti smerda di brutto (con i siti da lui controllati ufficialmente, ma soprattutto con altri blog dove ci vanno più pesante perché tanto scrivono in forma anonima senza mai firmare gli articoli... ma i più informati nel'ambiente sanno che dietro ci sono lui e Serafini)
    - ogni tanto racconta delle gran palle per ragioni propagandistiche (tipo quando disero che erano al 20%... poi alle urne presero l'1%)

  6. #6
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Allora abbiamo già capito.

    E questo lo conferma.
    La Nascita di un Leader Politico? (Gianluca Busato, ne Sentiremo Parlare)

    22 marzo 201413 Comment

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    Guardate questo video, qui c’è la proclamazione dei risultati del referendum di Plebiscito.eu
    Credo che dovremo abituarci a conoscere il Sig. Gianluca Busato a livello nazionale. Ad occhio direi che è nato un leader politico.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #7
    mutualista in saor
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Veniamo a Lodovico Pizzati, un altro degli esponenti di punta del comitato organizzatore del plebiscito digitale e membro di quella che dai detrattori viene definita la banda PBP (Pizzati, Busato, Panto) che fa e disfa nuovi movimenti a velocità supersonica (ogni volta che nuovi dirigenti entrati nel loro movimento li contestano)...

    Vicentino, economista, ha insegnato negli USA ed ha lavorato per la banca mondiale. Ogni tanto scrive sul blog economico Noise from Amerika. Suo padre era nella Liga, e già nell'83 ne uscì fondando un altro soggetto autonomista e questa cosa viene rinfacciata periodicamente a Pizzati, accusato di esere un disfa-movimementi come suo padre.
    Politicamente inizia a fare militanza nel movimento del padre, poi va in America e si allontana quindi dalla politica veneta, ma non dalla cultura veneta (è infatti tra i fondatori de "el Galepin" un dizionario online veneto-italiano-inglese... e scrive anche un dizionarietto inglese-veneziano). Nel 2008 entra nel PNV e dal 2009 ne è il segretario. Dopo la fusione e la conseguente nascita di Veneto Stato ne diventa il segretario.
    Fa crescere il movimento grazie ad alcune iniziative che portano l'attenzione dei media (come le gite fiscali in Austria e Slovenia, viaggi organizzati dal partito per portare i partecipanti nelle banche slovene e austriache). Ma viene criticato da alcune componenti del partito, in particolare l'area cattolica più tradizionalista, e dalla sezione provinciale di Verona guidata da Chiavegato. Al congresso del Viest viene fatto fuori, lui però continua a ritenersi legittimo segretario. Uno dei serenissimi tanta la mediazione, ma Pizzati è irremovibile, il segretario "deve" essere lui...

    Si arriva quindi ad organizzare un congresso di parte a Venezia con poche decine di soci che lo rielegge segretario e intanto si va per avvocati contro il resto di VS (vado via veloce perché son cose già dette sul primo post). Chiavegato e Guadagnini rifanno il congresso al Viest alla presenza di 500 soci. Sul blog del PNV per non esere da meno spacciano una serata informativa organizzata nel trevigiano dal VS pizzatiano, che aveva visto una numerosa partecipazione (più di 500 persone), per congresso della parte pizzatiana...

    Durante una manifestazione estiva a Venezia nasce quindi il nuovo movimento "Indipendenza Veneta" (lo dicono alla manifestazione, convocata per altri motivi, il nome del nuovo movimento... ma alla manifestazione ci son già le nuove bandiere di partito...). Parte quindi l'iniziativa per il progetto di referendum gestito dalla regione. Il movimento inizia a crescere e ad imporsi sula scena indipendentista.
    Si va alle politiche, Pizzati vorrebbe partecipare solo alla Camera dove è impossibile passare il turno a causa dello sbarramento statale, ma la componente legata al presidente Cantarutti (che evidentemente vuol tornare a Roma) fa passare la linea della presentazione delle liste anche al Senato, dove lo sbarramento è regionale.

    Pochi mesi dopo il progetto di legge regionale è ancora lì che arranca in regione, anche perché l'ala cantaruttiana non vuole disturbare Zaia ed è dunque tendenzialmente immobilista, Pizzati chiede maggiori poteri al partito, il partito glieli rifiuta. Appena mezz'ora dopo il rifiuto, sul sito di Busato, parte il piano B: nasce Plebiscito 2013, comitato apartitico per il referendum che dovrebbe fare da lobby per spingere l'approvazione in regione. La dirigenza di IV lancia invece, dopo poche setimane, "il Veneto Decida" comitato che riunisce i vari soggetti politici assieme alle associazioni venetiste come Raixe Venete, ed espelle Pizzati e tutti coloro che lavorano a Plebiscito 2013.
    Sui siti di Busato & Co. parte la machina del fango contro i dirigenti di IV: Cantarutti (che al momento della fondazione di IV era uno stimato avvocato ed ora invece è un caregaro il cui unico scopo è tornare a Roma) e Morosin.

    In regione è ancora tutto fermo e allora Plebiscito 2013 si inventa il plebiscito digitale, e con questo arriviamo ai giorni nostri.

    Maggiori pregi di Pizzati:
    - è un economista competente (degli economisti si può pensare tuto il bene o il male, ma i suoi articoli sul residuo fiscale e sui vantaggi economici di un Veneto indipendente sono una manna dal cielo per la propaganda indipendentista)
    - ha sempre delle idee innovative per rilanciare l'azione e sa portar dentro nuova gente
    - ha fatto qualcosa a livello culturale per cui bisogna comunque essergli grati
    Maggiori difetti:
    - anche lui ogni tanto racconta delle gran balle
    - se i movimenti son divisi è anche colpa sua
    Ultima modifica di pomo-pèro; 23-03-14 alle 14:16

  8. #8
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Concludo, per ora, con Gianluca Panto ("glp"), il terzo membro della PBP...
    Trevigiano, parente del più famoso Giorgio (imprenditore e fondatore del PNE), industriale del settore delle costruzioni, sopratutto industriali, e del cemento. Anche lui è tra i fondatori del PNV nel 2008.
    Nel 2010 a sorpresa ne diventa il candidato a presidente della regione Veneto: le primarie online svolte sul sito del PNV le vince il libertario Claudio Ghiotto, che però al momento decisivo fa un passo indietro. Pure Busato fa un paso indietro dalla presidenza del partito e lascia campo libero a Panto (forse si voleva sfruttare l'omonimia?). Negli anni successivi resta sempre con la componente Busato-Pizzati. Oggi è con Plebiscito.eu, con Veneto Business (la piattaforma di imprenditori veneti che sostengono l'indipendenza... di cui parlerò un po' di più quando parlerò di Giovanni Dalla Valle e dei rapporti tra venetismo e scozzesi) ed è assieme a Pizzati e Busato uno dei dieci delegati eletti a seguito dell'iniziativa referendaria.

    I suoi detrattori usano come principale argomento contro di lui il fatto che su un giornale locale da lui finanziato pare ci abbia scritto anche nientepopodimeno che Licio Gelli. Lui ha smentito che durante il periodo in cui lui ha finanziato ci sia stata questa collaborazione ed ha querelato chi ha messo in giro la voce.

    Maggiori pregi di Panto:
    - probabilmente è quello che ci mette i soldi
    Maggiori difetti:
    - è probabilmente il responsabile di alcune campagne elettorali sbagliate, con tanto di manifesti di cattivo gusto che si son dimostrati controproducenti... diciamo che non è all'altezza dei suoi due soci-
    - la storia su Licio Gelli è oggettivamente pesante, purtroppo non si capisce se è una diffamazione lanciata dagli avversari o se ha una verità di fondo

    ps: per ora mi son focalizzato su questi personaggi di Plebiscito.eu, dato che sono al centro della scena, ma ci sarà modo di parlare anche di altri di altre fazioni: sia di chi sta in primo piano sia di chi apparentemente muove le fila di certe fazioni da dietro le quinte (ovvero restando dentro la Lega)...

  9. #9
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Non arenarti, fratello!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #10
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    Predefinito Re: Venetismo e venetisti

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Non arenarti, fratello!
    Non preoccupatevi, ho tutta l'intenzione di continuare, solo che per scrivere i primi ci ho messo un bel po' e mi serviva una pausa... In teoria per i prossimi dovrei fare abbastanza presto dato che il quadro generale è stato delineato con i primi due e dunque facendo riferimento a quelli si può essere più sintetici.

 

 
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