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Discussione: Cina e Russia voltano le spalle al dollaro

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    Cina e Russia voltano le spalle al dollaro

    Cina e Russia voltano le spalle al dollaro
    18 marzo 2014 | Filed under: Economia, Geo&Politica, Notizie and tagged with: banche, Cina, dollaro, interscambio, moneta, renminbi, rublo, Russia, Signoraggio, Stati Uniti Stampa articolo
    di Giovanni Mafodda - Pechino permette ufficialmente l’utilizzo del rublo a Suifenhe, città al confine con la Russia. Un progetto pilota che consente di risparmiare e di sfuggire al monopolio della valuta statunitense.
    Per la prima volta, il governo della Repubblica Popolare cinese permette sul suo territorio la circolazione di una valuta straniera accanto al renminbi, con lo stesso valore.
    Tale permesso è valido solo per Suifenhe, città al confine con la Russia. La moneta è il rublo russo. Il volume del traffico cittadino ammonta al 10% del valore complessivo dell’interscambio sino-russo. Di fatto, con questa decisione, il governo cinese – ben noto per il suo pragmatismo – non ha fatto altro che rendere legale una pratica già abbondantemente diffusa, prima che la pericolosa (benché prolifica) attività dei mercati paralleli, invisa oggi più che mai dalle parti di Pechino, prendesse il sopravvento.
    “L’approvazione dell’uso della moneta russa mira a regolarizzare il mercato del cambio del rublo, interrompendo le attività del mercato nero”, ha spiegato alla stampa cinese Song Kui, presidente dell’Istituto di ricerca economica della provincia di Heilongjiang. Il rublo può esser ora depositato e ritirato presso le banche cittadine e chiunque può pagare in rubli i conti denominati in renminbi.
    Trova così un eclatante riconoscimento quella che negli anni Ottanta era la pratica del mero scambio transfrontaliero che caratterizzava la quotidianità di uno dei margini dell’impero sovietico. Una condizione che, già nel 1992, ricevette il primo riconoscimento da parte di Pechino con l’apertura ufficiale della città di Suifenhe al libero accesso dei consumatori e dei commercianti russi. Commentando gli sviluppi più recenti, l’agenzia di Stato Xinhua ha riportato la notizia sottolineandone la valenza in quanto “prima zona pilota” come se in un futuro dovessero seguirne anche delle altre.
    La mossa cinese potrebbe essere il preludio per il passaggio a un livello più alto nei rapporti – non solo economici – tra Mosca e Pechino. Ma la decisione è anche la riprova di come, per la Cina, l’intenzione di limitare lo strapotere del dollaro sui mercati internazionali resti una priorità. In questo senso l’intesa con la Russia, tra i primi 10 partner commerciali cinesi, potrebbe rivelarsi più che fruttifera.
    È di poche settimane fa, inoltre, la decisione di fissare nella borsa di Mosca un apposito periodo giornaliero durante il quale è possibile scambiare direttamente il rublo con il renminbi, ricalcando quella cinese del mese precedente che invece prevedeva lo scambio di renminbi contro rubli presso la borsa di Shangai.
    L’obiettivo, dai rilevanti risvolti geopolitici, è quello di permettere a russi e cinesi di fissare fra loro le compravendite di merci nelle rispettive monete, senza passare attraverso il dollaro statunitense. Questa mossa, stando ai dati della Banca centrale russa, porterebbe a un risparmio del 5% circa sui costi per gli operatori commerciali.
    L’interscambio tra Pechino e Mosca ha raggiunto nel 2012 la quota record di 88 miliardi di dollari, mentre le cifre di 100 e 200 miliardi corrispondono agli obiettivi fissati rispettivamente per il 2015 e per il 2020 che vengono puntualmente ribaditi in occasione delle dichiarazioni stampa che seguono le visite ufficiali tra i due paesi. Come ha recentemente osservato Marc Chandler, la decisione del governo cinese è una di quelle che raramente sono destinate a rimanere unilaterali.
    È infatti più che probabile che anche la Russia possa consentire la circolazione della moneta cinese in una propria zona di confine. Limes Oggi 9/1/2014
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  2. #2
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    Predefinito Re: Cina e Russia voltano le spalle al dollaro

    L’interscambio tra Pechino e Mosca ha raggiunto nel 2012 la quota record di 88 miliardi di dollari

    Metabo fai ridere le galline vecchie !!!

    Ma dove cazzo vuoi andare con 88 miliardi di dollari (notare la contraddizione!!) nel momento in cui l'interscambio cinesi con gli occidentali raggiunge circa 1100 miliardi di dollari !!

    I cinesi peraltro sono stati messi in una gabbia.
    La cosa viene spiegata molto bene qui per chi vuole capire:

    The Dollar Trap: China?s Misunderstood Foreign Exchange Reserves | The Diplomat


    As a simple explanation, the People’s Bank of China (PBOC) maintains a weakened renminbi by agreeing to purchase nearly all U.S. dollars accumulated by Chinese exporters and corporations. These earned dollars are only partly profit, since the incoming ‘top-line’ dollar revenues must be used to pay company costs as well. The PBOC must buy these dollars by selling renminbi – which is effectively borrowed. Selling such large amounts of renminbi is inflationary, so the PBOC must further ‘sterilize’ the resulting liquidity by issuing debt or raising the ‘required reserve ratio’ of capital that must be set aside by Chinese banks. The result is that the PBOC owes renminbi (which it since sold at an unnaturally low dollar price), and owns dollars (bought at an unnaturally high price).
    That the U.S. became the destination for many of the PBOC’s resulting dollars is not surprising. Importing large net amounts of capital means that an economy must run a large trade deficit, and also must have developed, deep, and well managed financial markets. The U.S. fits this description and makes an attractive destination for China to park its trade surplus. Maintaining China’s surplus has thus meant that the PBOC has accumulated an ever larger pool of forex reserves. Even Zhou Xiaochuan, the PBOC’s governor has called them “excessive”.



    China could legally sell off its holdings of United States government debt at any time – the protestors surrounding Mr. Locke’s car were clearly confused on this point. The U.S. is not disallowing such action. Realistically though, it is almost impossible for China to do so.

    Despite much talk about diversifying reserves, China really is in a “dollar trap”.

    China could pull funds out of United States government debt, but other than bringing them back to China (which would be highly inflationary and devastating to China’s export sector), all other options fail to provide much benefit to China. Moreover, they would do very little damage to the United States, and perhaps actually help it reduce its trade deficit – which is not necessarily in China’s interests.

    If China were to buy eurozone debt, for example, it would force down eurozone debt yields, but that would cause existing investors to search for higher yields elsewhere. Meanwhile, U.S. government debt yields would have climbed as China withdrew, so as Chinese money moved to Europe, funds currently in Europe would eventually flow to the United States. Alternatively, the eurozone may accept the extra capital from China without an offsetting outflow, in which case some of the U.S. trade deficit would shift to the eurozone. Buying U.S. corporate debt would have a similar net effect, with various holders switching assets until someone ends up back at U.S. government securities.



    Come sempre e' avvenuto nella storia per imporre un proprio sistema monetario serve una guerra.

    Ma purtroppo per i cinesi gli USA si ritrovano con la piu grande macchina bellica del mondo.

  3. #3
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    Predefinito Re: Cina e Russia voltano le spalle al dollaro

    Foreign Grip Loosens on Treasuries as U.S. Buyers Bolster Demand - Bloomberg


    Foreign Grip Loosens on Treasuries as U.S. Buyers Bolster Demand





  4. #4
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    Predefinito Re: Cina e Russia voltano le spalle al dollaro

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