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Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Obbligati al rigore

  1. #1
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    Predefinito Obbligati al rigore

    Obbligati al rigore per crescere - Il Sole 24 ORE

    Obbligati al rigore per crescere: Il sole -24 ore

    Se anche la Francia decide di mettere in Costituzione vincoli anti-deficit vuol dire davvero che in Europa nessuno più è al sicuro. Dalla corsa al ribasso dell'euro all'allargarsi degli spread sui titoli di debito pubblico: i segnali dell'ultima settimana sono più di un campanello d'allarme, è il rumore dei nemici ormai alle soglie di casa. Non c'è Stato in Europa al riparo di mercati pronti a cogliere e punire ogni nuovo indizio di debolezza proveniente dalla zona euro.

    Era una necessità, quindi, anticipare i tempi della manovra, annunciando da subito interventi vigorosi per il prossimo biennio. L'Italia non è oggi tra i paesi maggiormente sotto pressione, ma resta un sorvegliato speciale, a causa del suo debito e di un'economia che stenta a ripartire in termini di crescita.
    Nei prossimi giorni sarà possibile approfondire e giudicare le singole misure della manovra. Di certo è un bene che nei lavori preparatori il governo abbia messo in primo piano i tagli alla spesa. È importante, però, che si sappia usare il bisturi e non la motosega. Perché il rigore, come continua a ripetere il direttore dell'Fmi Dominique Strauss-Kahn, darà forza all'Italia e all'Europa solo se non ne indebolirà la capacità di crescere.

    Segue...
    O si taglia o il caos

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Obbligati al rigore

    Se in Europa nessun si salva significa che nessuno può dare un aiuto all'italia.

    E che in caso di crisi, potrebbe verificarsi il grido “” Si salvi chi può””

    Oppure si debbono fare dei sacrifici.
    Quelli che fanno i Padani sono per nulla sufficienti.

    Ma nello stato italiano la crisi è già enorme, la casta politica , le sue clientele, e i 20 milioni di meridionali non vorranno indietreggiare.
    Le tasse del Nord non sono un complemento, ma la base della loro ragione di vita.

    I Padani devono diventare poveri, oppure tagliare.

    Si vedrà quando si verificherà il carico di rottura.
    Ultima modifica di jotsecondo; 25-05-10 alle 09:47
    O si taglia o il caos

  3. #3
    phasing out
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    Predefinito Rif: Obbligati al rigore

    Once again, quando i padaglioni avranno finito di impoverirsi, i meridionali, un popolo che in 150 anni non ha saputo darsi una struttura sociale, civile e produttiva funzionale, dovranno iniziare a nutrirsi di tuberi e bacche del sottobosco*. Dov'è la logica? Dov'è il disegno satanico? Paese di lemmings.

    * A meno che non decidano di usare noi come animali da macello. Sono certo che molti benpensanti padaglioni approverebbero.
    Ultima modifica di semipadano; 25-05-10 alle 11:11
    L'occasione fa l'uomo italiano

  4. #4
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    Predefinito Rif: Obbligati al rigore

    Mose nonostante balbuziente e frustrato costrui con i disoccupati (cassaintegrati dei mattoni) un popolo.

    Ossia il passaggio di operai in lotta contro lo sfruttamento egiziano del lavoro, da un sindacato ad un popolo.

    Questa trasformazione, grazie perché Mose li manteneva nel deserto.

    Ora con l'invenzione del trucco della carta moneta( ricchezza virtuale) il denaro assume nell'immaginario il concetto del divino.
    Del potere economico infinito che mantiene tutti.

    E qui casca il sistema.

    Il Dio monoteista è eterno in quanto ha operato solamente prima della creazione dell'uomo, dopo non si è più confrontato, e attualmente agisce in un campo metafisico in cui l'uomo non può esistere e confrontarsi.

    Pertanto il dio monoteista diventa nell'immaginario eterno ed invincibile.

    Invece gli sprovveduti ( novelli Mose) che volevano trasformare il dio denaro in un vero dio ( contraddendo il pensiero templare) sono andati in tilt.

    L'espansione della ricchezza basata sulla carta vacilla, devono tornare indietro, solamente che il ridimensionamento da inizio ad un ragionamento irreversibile che non si sa dove termina.

    Allora il problema è grave.
    Adesso giustamente si da la colpa a quei poveretti che essendo allergici al lavoro, sono obbligati a fare il politico con l'unica possibilità di realizzasi attraverso il furto.

    Si colpiscono i politici ma è un lavoro inutile, perché sono incuneati nei sistemi, ed allora si colpiscono anche i cittadini ingannati perché sono stati condizionati a credere che si possa vivere di fantasia,.

    Noi Padani, che siamo una eccezione, abbiamo un piccolo vantaggio: se tagliamo possiamo non essere travolti.

    La Padania è una mongolfiera che sta atterrando e diventare un mucchio inservibile di stoffa, se toglie la zavorra si può alzare.

    E noi Padani essendo anche coloni italiani abbiamo tanta zavorra da buttare via.
    O si taglia o il caos

  5. #5
    phasing out
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    Predefinito Rif: Obbligati al rigore

    con un popolo sempre pronto a indossare il berretto con la penna nera e celebrare il dolce ricordo delle carneficine del 15-18, affrontate per difendere con le proprie carcasse traforate dal piombo uno stato massonico fondato da pochi avventurieri, e cresciuto nel sangue, nella corruzione e nella repressione armata, infine nella dittatura e nella predazione sistematica di tutti i nostri risparmi e le nostre speranze...

    ...con un popolo siffatto, Jot, come la scarichiamo la zavorra? Come tiriamo l'acqua del cesso per disfarci dei nostri amati "confratelli" sempre pronti a strizzarci come spugne per poi deridere la nostra codarda imbecillità? Per dimenticare per sempre questa "patria" calata dall'alto come una scure, e molto peggiore di un incubo? Come si fa una rivoluzione senza un popolo?

    Ricostruiamo un popolo, partendo dalle nostre case e dai nostri villaggi.
    Ultima modifica di semipadano; 25-05-10 alle 14:24
    L'occasione fa l'uomo italiano

  6. #6
    Lumbard
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    con un popolo sempre pronto a indossare il berretto con la penna nera e celebrare il dolce ricordo delle carneficine del 15-18, affrontate per difendere con le proprie carcasse traforate dal piombo uno stato massonico fondato da pochi avventurieri, e cresciuto nel sangue, nella corruzione e nella repressione armata, infine nella dittatura e nella predazione sistematica di tutti i nostri risparmi e le nostre speranze...

    ...con un popolo siffatto, Jot, come la scarichiamo la zavorra? Come tiriamo l'acqua del cesso per disfarci dei nostri amati "confratelli" sempre pronti a strizzarci come spugne per poi deridere la nostra codarda imbecillità? Per dimenticare per sempre questa "patria" calata dall'alto come una scure, e molto peggiore di un incubo? Come si fa una rivoluzione senza un popolo?

    Ricostruiamo un popolo, partendo dalle nostre case e dai nostri villaggi.
    te ghe resùn

  7. #7
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    Ghfjdkeiruyt

    Crisi, la Germania vuole dare buon esempio: cura-choc per i conti - Corriere della Sera

    Crisi, la Germania vuole dare buon esempio: cura-choc per i conti
    Si prepara una cura da cavallo fino al 2016, che rimpinguerà il bilancio di 10 miliardi di euro l’anno

    MILANO - Anche in Germania sono in arrivo drastiche manovre di risanamento dei conti pubblici, afferma il Financial Times lunedì in apertura: Berlino ha deciso di «dare il buon esempio» agli altri paesi dell’area euro. Per questo prepara una cura da cavallo prolungata fino al 2016, che consentirà di rimpinguare il bilancio di 10 miliardi di euro l’anno, tra aumenti delle entrate e riduzioni delle spese. Non solo salta il precedente piano di abbassare le tasse previsto dalla cancelliera Angela Merkel, ma anzi si profilano aumenti delle imposte, secondo il quotidiano, e tagli ai meccanismi di assistenza sociale che hanno consentito di tenere bassa la disoccupazione in Germania.

    GLI OBIETTIVI - La portata di questi interventi «potrebbe provocare uno choc tra gli altri 15 paesi dell’area euro - prosegue l’Ft - che a loro volta devono imporre manovre di austerità», in parallelo al maxi piano di stabilizzazione dei mercati concordato con l’Ue, e che con il contributo dell’Fmi mobilita fino a 750 miliardi di euro. Dalla scure si salverebbero solo educazione, ricerca e politiche di assistenza sanitaria: «Sarebbe sbagliato risparmiare su questi segmenti», ha dichiarato a un quotidiano tedesco il ministro delle Finanze Wolfgang Scaeuble. Si profilano anche nuovi attriti in casa con l’opposizione: le proposte di risanamento hanno già innescato le critiche dei social democratici, secondo cui vanno a colpire i ceti più poveri. La Merkel però tira dritto e ha convocato una conferenza a porte chiuse della sua coalizione di centrodestra, che in due settimane dovrà preparare le linee guida del progetto di bilancio per il 2011.

    segue...
    O si taglia o il caos

  8. #8
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    Predefinito Rif: Obbligati al rigore

    La Germania sbandiera una operazione di 10 miliardi all'anno, ma l'italia parla di 24 miliardi in due anni.

    Tutti sono convinti a ragione o non che l'italia bluffa sulle cifre, ma fanno sempre notizia le cifre grandi.
    Però la cifra 24 corrisponde a due dozzine, ed il numero è famigliare perché fa tanto venditore di uova.

    In politica più la fandonia è grande, maggiore è il suo valore culturale.

    Però la Merkel potrebbe essere un po' sprovveduta, se crede con 10 miliardi di risolvere i suoi problemi, e mettersi in condizioni di risolverli anche quelli dei PIGS.

    Questa donna di ferro si è lasciata convincere dai politici italiani che la Padania resiste a mantenere il Sud, e pertanto al terremoto greco.-ispanico non si aggiungerà l'italia.

    Bisogna che qualcuno le spieghi che la Padania è con l'acqua alla gola e non ha più fiato.
    La Padania ha già dato.

    In Padania siamo al fondo non abbiamo nemmeno le apparizioni della madonna come nella penisola iberica.

    Abbiamo solo un numero immenso di ladri, che non sapendo più dove rubare si sono dovuti inserire nella politica per svolgere le loro tendenze, e inoltre una moltitudine di questuanti in meridione.
    O si taglia o il caos

  9. #9
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    Governo Italiano - Rassegna stampa


    "ORA C'E' PREOCCUPAZIONE ANCHE SULLE BANCHE E I TITOLI DI STATO ITALIANI"
    Da "LA STAMPA" di mercoledì 26 maggio 2010

    "Ora c`é preoccupazione anche sulle banche e i titoli di Stato italiani" intervista LUCA FORNOVO TORINO Giorgio Cortiana manager di Ubs In questo momento c`é preoccupazione anche sui titoli di Stato italiani. Banche e risparmiatori se ne sono riempiti le tasche l'anno scorso, anche perché sulle Borse c'era incertezza come oggi. Ora il consiglio che dò soprattutto ai risparmiatori è di vendere almeno in parte i Btp a 5 e 10 anni che hanno in portafoglio». Giorgio Cortiana, stratega mondiale della banca svizzera Ubs, non vuole creare allarmismi, ma confessa che anche il mito dei titoli di Stato italiani comincia a vacillare.

    Colpa del panico e dei timori sul debito pubblico europeo, avverte il responsabile della ricerca azionaria di Ubs Wealth management Research, «ma anche della speculazione che prende il sopravvento sui mercati azionari e anche obbligazionari».

    Su quali titoli di Stato italiani un risparmiatore può investire dormendo sonni tranquilli? «Sulle obbligazioni con scadenze a breve, come i Bot a sei mesi e a un anno, ma anche sui titoli a due anni. Oltre i due anni rimane il rischio di una potenziale ristrutturazione del debito. Dai bond greci, invece, consiglio di uscire per qualsiasi tipo di scadenza».

    Le banche italiane potrebbero perdere molti soldi dalla svalutazione dei nostri titoli di Stato? «Il rischio c`è ma anche perché le banche hanno avuto poco tempo per rafforzare i loro bilanci a causa della crisi e ora si trovano davanti a potenziali perdite che derivano dal debito pubblico italiano. Non vedo le banche italiane peggio di altre in Europa. Ma per non correre rischi, un investitore dovrebbe ridurre azioni o fondi nel settore finanziario. A breve il problema dell'Europa è l'andamento del debito che sta condizionando anche le Borse».
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Obbligati al rigore

    Questo manager bancario nella intervista cerca in qualche modo di incanalare i risparmi dei cittadini.
    In un momento in cui la borsa va in discesa, i banchieri cercano di dirottare denaro vero le azioni.
    Queste previsioni sono enunciate solamente per pubblicità per dare fiato alla Borsa. .

    Certamente l'italia dovrebbe andare in fallimento, vi sono tutti i segnali, però è anche vero che le azioni nel suo insieme non danno molta più garanzia.

    Le teorie economiche di questi ultimi 150 anni, con cui hanno imbottito generazioni di studenti, sono andate a farsi benedire.

    La carta ritorna ad avere la prerogativa di essere solamente carta, se supera certi schemi.
    In una situazione come l'attuale i titoli di stato sono la garanzia di salvezza del medesimo, perché hanno anche il vantaggio di permettere, in un solo colpo, il modo per cancellare una parte enorme dei suoi debiti.

    Pertanto le previsioni sull'andamento dell'economia italiana si divide alla fine in due categorie: o fallisce prima lo stato italiano e poi si fa la secessione per salvare qualcosa, o prima si fa la secessione per salvare i creditori del debito pubblico italiano.

    Questo guru , nel suo animo da per scontato che prima lo stato italiano va a rotoli.
    Ultima modifica di jotsecondo; 26-05-10 alle 10:22
    O si taglia o il caos

 

 

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