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  1. #61
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    E' il motivo per cui noi abbiamo avuto il DVCE e loro De Gaulle?
    Beh, si può dire in effetti


    Comunque, anch'io concordo con amerigodumini. La mia simpatia per la Lepen e l'apprezzamento per il suo attuale posizionamento politico è indubbio, ma è in fondo la conseguenza della simpatia nei confronti della posizione politica del padre (unita all'invidia del fatto che entrambi hano fatto il contrario di quello che il neo/post/fascismo italiano democratico ha fatto ).

    Ma il vero problema è quello che può fare. E, a meno che la situazione in Francia non collassi, o la politica internazionale prenda improvvisamente una svolta imprevedibile, non riesco sinceramente ad immaginare un momento in cui concretamente una forza come il FN possa davvero inziare a gestire il paese restando così come è ora.
    La Francia è un grosso stato nazionale centralizzato, saldamente gestito sempre dalla stessa massoneria da almeno 100 anni (se si eccettua la parentesi di Vichy, che però, essendo pur sempre frutto di una bruciante sconfitta militare, non potrà mai essere troppo amata dai nazionalisti). Che le cose possano loro sfuggire di mano per dialettica democratica naturale è abbastanza inverosimile.

    Di contro, appunto, XA è consapevole di questo problema e quindi offre la soluzione opposta. Purtroppo, questo si verifica in piccolo paese povero e debole, in cui un nazionalismo di destra radicale, anche vittorioso, non potrà mai portare a troppi scombussolamenti politici, se non ad un - dal mio punto di vista tuttavia non indifferente - ridimensionamento della dannosa idea europea. Tuttavia affianco hanno sempre la Turchia...

    Non sarebbe certo male se in Italia esistesse una prospettiva politica che rappresentasse una mediazione delle due direzioni. Tuttavia, per rispondere al quesito di dumini: già una risposta del genere, nel nostro paese, non può provenire da un movimento politico partitico di massa. Deve essere per forza il frutto di un uomo capace e abbastanza spregiudicato, purtroppo è sempre stato così, nel bene e nel male...
    Ultima modifica di Vita et Victoria; 05-04-14 alle 15:03

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  2. #62
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    E' il motivo per cui noi abbiamo avuto il DVCE e loro De Gaulle?
    in un certo senso sì, cioè Cavour 1861 Bismarck 1870 - Mussolini 1922 Hitler 1933

    negli stessi intervalli di tempo i due latecomers Italia e Germania si organizzano per ribaltare il tavolo egemonizzato dalle vecchie Inghilterra e Francia compattate da secoli ma declinanti ed edificare a loro volta i loro imperi mondiali (in questo sta l'essenza del discorso delle "nazioni proletarie" e dei "popoli giovani" da Corradini a Moeller Van Den Bruck e non chiaramente nel fantaterzomondismo pretestuoso che ha arruolato ascari senza impedire che fette sempre più vaste di carta mondiale si colorassero di Roma e Berlino)
    Ultima modifica di Troll; 05-04-14 alle 15:10

  3. #63
    Toh Cazzo in Culo alla DC
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    “Ecco tutta la verità sul risveglio francese

    Roma, 5 apr – Da qualche tempo, gli occhi di tutti i movimenti identitari italiani sono rivolti verso la Francia a causa dei travolgenti successi del Front national. Ma non mancano a tal riguardo fraintendimenti e confusioni. Per capire cosa accade al di là delle Alpi, il Primato nazionaleha fatto due chiacchiere con Xavier Eman, che è giornalista e cronista nel magazine Eléments, caporedattore della rivista Livr’arbitres e collaboratore del sito zentropa.info.
    Allora Xavier, qual è la reale portata della vittoria del Front national alle recenti municipali francesi?
    Prima di tutto si tratta sicuramente di una vittoria simbolica poiché, alla fin fine, il Fn non conquista che 13 città di piccola e media importanza. Certo, il Fn passa da 60 a 1180 consiglieri municipali, il che costituisce una tappa considerevole nell’insediamento del movimento e nella rafforzamento della sua credibilità. Ma, per il momento, parlare di una « Ondata Blue Marine » mi sembra un po’ eccessivo. Quel che è certo è che questo risultato costituisce una prima breccia nel bipartitismo francese, dove sembrava che nulla potesse far saltare l’eterna alternanza fra Ps e Ump.
    Perché il Fn si è presentato in così pochi comuni?
    Il Fn non era presente che in un numero limitato di comuni molto semplicemente per mancanza di candidati ! Non sono riusciti a proporre delle liste nel totale delle città francesi da una parte perché hanno sempre trascurato, per non dire disprezzato, l’insediamento nel locale e il lavoro sul territorio, dall’altra perché in Francia è ancora malvisto essere candidati del Fn. Socialmente e anche professionalmente, partecipare a una elezione sotto i colori del Fn può essere molto nefasto. Nella bella democrazia postmoderna francese, umanista e tollerante, si può perdere il proprio impiego, essere insultati, minacciati, persino vedere i propri bambini additati a scuola se ci si rende colpevoli di non allineamento ideologico. Il salto tra far scivolare una scheda con il voto al Fn nell’urna elettorale e impegnarsi ufficialmente e a viso aperto per questo partito resta dunque ancora difficile da fare.
    Quali sono oggi i rapporti fra il Front national e la destra istituzionale dell’Ump?
    Anche se l’Ump ormai non partcecipa più alla farsa del « Fronte repubblicano » (ovvero il sistema di unità e desistenza reciproca di tutti i i partiti, dall’estrema destra all’Ump, per impedire qualsiasi elezione di un candidato del Front national), esso continua a rifiutare il partito di Marine Le Pen e a presentarlo come un movimento antidemocratico. I dirigenti dell’Ump si compiacciono di fustigare i quadri del Fn ma si mostrano molto più indulgenti verso i suoi elettori, che essi vedono come « pecorelle smarrite e sofferenti » chiamate in futuro a raggiungere l’ovile. Malgrado questa attitudine sprezzante e paternalista, alcuni dirigenti del Fn continuano ad aspirare a un riavvicinamento con l’ala destra dell’Ump e persistono nel sognare una « unione delle destre » contro i « socialcomunisti », strategia che io giudico totalmente suicida, dato che il Fn perderebbe a quel punto ogni legittimità come « partito antisistema » e il suo ruolo di collettore dei francesi al di là dello spartiacque obsoleto e fittizio « destra/sinistra ». D’altronde, significativamente, nelle due città in cui il Fn ha fatto un’alleanza e una lista comune, al secondo turno, con la destra istituzionale, è stato battuto. E solo quando è solo contro tutti che il Front national finisce per imporsi !
    Quali sono invece i rapporti del Fn con gli ambienti militanti radicali e identitari?
    Strutturalmente e ufficialmente, tali rapporti sono inesistenti. Il Front national ha una strategia di « dédiabolisation » e di «istituzionalizzazione» che lo spinge a prendere le distanze dai movimenti radicali o gruppuscolari. Questi ultimi, se in qualche caso gli sono apertamente ostili, la maggior parte delle volte considerano il Fn come la sola via elettorale credibile nel momento presente, un « male minore » che permetterà di rallentare la decadenza e la disaggregazione del paese… Pur senza ignorare le sue imperfezioni e debolezze, il Fn rappresenta innegabilmente una certa speranza per numerosi radicali…

    In Italia ci si divide tra chi considera Marine Le Pen una rivoluzionaria, una paladina della rivolta di popolo, e chi una traditrice ambiziosa che avrà, per il Fn, la stessa funzione che Fini ha avuto per il Msi. Come stanno realmente le cose?
    Come spesso accade, le cose sono complesse… Nei fatti, oggi il Fn è diviso tra le due componenti principali del suo elettorato. Per schematizzare, nel nord della Francia l’elettorato del Front è popolare, operaio, spesso precarizzato, vittima della mondializzazione, attende un rafforzamento dello Stato, una messa in regola di tutta la potenza dell’economia finanziarizzata, e chiede protezionismo e sicurezza. Nel sud del paese, l’elettorato del Fn è più borghese, liberale e poujadista [si tratta di una sorta di populismo antifiscale - ndr], opposto alla pressione fiscale e alla « ipertrofia della funzione pubblica ». L’unico o quasi elemento che unisce questi due tipi di elettorato è il rifiuto della immigrazione extra-europea di massa. Marine Le Pen è dunque costretta a mantenere una linea equilibrista al fine di non assecondare uno di questi due tipi di elettori rischiando di perdere l’altro. Per questo motivo, è piuttosto difficile attualmente stabilire con esattezza « che cosa essa sia »… Lo si potrà fare quando sarà costretta a scegliere e applicare concretamente un programma, ovvero quando sarà « al lavoro ». Si può giudicare un azione concreta, è molto più difficile pronunciarsi su delle intenzioni sbandierate o discorsi che spesso variano in funzione delle circostanze. Di un politico si deve giudicare il suo esercizio del potere, non il modo in cui egli è giunto a esercitarlo, anche se, certamente, è lecito preferire che questo percorso sia sempre etico, dritto e luminoso. Sfortunatamente, l’elettoralismo democratico si accorda male con questa visione.
    Da noi molti leader tendono a presentarsi come i Marine Le Pen d’Italia. Accade nella Lega, in Fratelli d’Italia, nel Movimento 5 Stelle. Per quello che tu conosci dell’Italia, questi paragoni hanno un senso?
    Mettersi al rimorchio dei vincitori e voler tirare la coperta verso di sé è un’attività classica di molti politici ! Ciononostante, la maggior parte di questi paragoni mi sembrano per lo meno claudicanti. Il più ridicolo mi sembra essere quello con la Lega Nord, dato che il Front national è un partito sovranista, giacobino e statalista… D’altronde, il Fn si è sempre tenuto alla larga da ogni alleanza con altre formazioni e non ha alcuna responsabilità per i fallimenti o i tradimenti dei diversi governi del passato. Di fatto ogni struttura che si è, in un modo o nell’altro, compromessa con il sistema e i suoi rappresentanti, partecipamdo a coalizioni o a governi, non è legittimata a paragonarsi con il partito di Marine Le Pen. In line generale, è comunque sempre delicato paragonare i partiti « nazionalisti » da un paese all’altro, tante sono le specificità locali, storiche e culturali preponderanti.
    I grandi movimenti spontanei della Francia profonda – da Manif pour tous ai Veilleurs debout – sono ancora attivi? Che ne è stato di quella vasta ondata di proteste?
    Anche se la loro ampiezza è diminuita in seguito all’adozione della legge che autorizza i matrimoni omosessuali, il movimento della Manif pour tous, così come le sue diverse imitazioni, continua a mostrarsi attivo e a organizzare manifestazioni e proposte di tutti i tipi, restando in particolare assai vigile circa le future evoluzioni concernenti l’adozione per le coppie omosessuali, la donazione dell’utero e la procreazione medicalmente assistita. Tale movimento si è d’altronde prolungato e « radicalizzato » in un altro movimento chiamato « Jour de Colère », più generalista, che dopo una grande manifestazione parigina organizzerà questo weekend dei cortei in diverse città di provincia. Malgrado tutte le simpatie che si possono provare per essi, la principale debolezza di questi diversi movimenti resta, ai miei occhi, l’assenza di un corpus ideologico omogeneo e coerente, così come la vaghezza degli obbiettivi. La « collera » e il « rifiuto » possono alimentare l’agitazione ma sono insufficienti per portare a una vera rivoluzione.
    Hollande ha reagito alla sconfitta nominando come primo ministro Manuel Valls. Chi è e che funzione ha la sua nomina?
    Manuel Valls rappresenta, agli occhi dell’opinione pubblica, « l’ala destra » del partito socialista. Egli si è in effetti distinto, in seno al governo di François Hollande, per un discorso volontarista, una attività mediatica intensa e diverse dichiarazioni « securitarie ». Valls è al di là di tutto un buon comunicatore, che sembra del resto per molti aspetti a una sorta di « Sarkozy di sinistra ». Cionostante, al di là delle sbruffonate e dell’attivismo – le cifre della delinquenza e dell’immigrazione clandestina lo provano – il suo bilancio reale alla testa del ministero dell’Interno è nullo come quello dei suoi predecessori. Le sue sole azioni concrete sono state la persecuzione dell’umorista Dieudonné M’Bala Bala, colpevole del crimine di insubordinazione ideologica, e la repressione feroce e sproporzionata del movimento della Manif pour tous. Per Holande, lo scopo della nomina di Valls è, a breve termine, di approfittare della relativa popolarità di costui, mentre a più lungo termine egli vuole bruciare e far perdere credibilità a un possibile futuro concorrente in vista delle prossime presidenziali. Poiché è evidente che Valls non riuscirà meglio dei suoi predecessori dato che, se le marionette cambiano, la politica resta imposta dall’Ue e dalle istituzioni finanziarie internazionali e quindi resta la medesima.

    ?Ecco tutta la verità sul risveglio francese? | IL PRIMATO NAZIONALE

  4. #64
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Non c'è "Europa" contro "Terzo Mondo", c'è un oligarchia mondialista e di fatto mondiale, e un Terzo Mondo ormai anche lui mondializzato per via dell'impoverimento e delle migrazioni.
    All'interno della stessa Europa e del Terzo Mondo c'è chi vuole il mondialismo, e chi non lo vuole. Chi ci guadagna e chi ci perde. Chi ci guadagna vuole meno Stato, meno politica, più governance sovra-nazionale e più economia, e anche più precarità e più immigrazione.
    Chi ci perde vuole lo Stato e la politica sovrana contro le istituzioni mondialiste, vuole la stabilità lavorativa e che si fermi la corrente migratoria.

    Il populismo sta venendo alla sua maturità rifiutando le ricette neo-liberali, la propaganda atlantista, il buonismo della sinistra che a rinunciato alla lotta di classe.

    Vedi Orco il problema è che il tuo schema d'analisi è vecchio, sei rimasto fermo ai tempi non di Mussolini che ben sapeva che il fascismo era contro lo spirito borghese, ma di quei partitini e gruppetti DR integrati alla logica di dominio degli anglo-sassoni sull'Italia in funzione anti-comunista.

    Nel tuo DNA politico è centrale questo anti-comunismo, come lo è per tutta la DR. Questo anti-comunismo è cosi forte, talmente potenziato dall'ignoranza totale di ogni comprensione del capitalismo, che se pure tornasse Mussolini basterebbe alla propaganda di trattarlo di "socialista" per assistere all'unione di tutte le DR d'Italia e d'Europa contro di lui.
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  5. #65
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Non c'è "Europa" contro "Terzo Mondo", c'è un oligarchia mondialista e di fatto mondiale, e un Terzo Mondo ormai anche lui mondializzato per via dell'impoverimento e delle migrazioni.
    All'interno della stessa Europa e del Terzo Mondo c'è chi vuole il mondialismo, e chi non lo vuole. Chi ci guadagna e chi ci perde. Chi ci guadagna vuole meno Stato, meno politica, più governance sovra-nazionale e più economia, e anche più precarità e più immigrazione.
    Chi ci perde vuole lo Stato e la politica sovrana contro le istituzioni mondialiste, vuole la stabilità lavorativa e che si fermi la corrente migratoria.

    Il populismo sta venendo alla sua maturità rifiutando le ricette neo-liberali, la propaganda atlantista, il buonismo della sinistra che a rinunciato alla lotta di classe.

    Vedi Orco il problema è che il tuo schema d'analisi è vecchio, sei rimasto fermo ai tempi non di Mussolini che ben sapeva che il fascismo era contro lo spirito borghese, ma di quei partitini e gruppetti DR integrati alla logica di dominio degli anglo-sassoni sull'Italia in funzione anti-comunista.

    Nel tuo DNA politico è centrale questo anti-comunismo, come lo è per tutta la DR. Questo anti-comunismo è cosi forte, talmente potenziato dall'ignoranza totale di ogni comprensione del capitalismo, che se pure tornasse Mussolini basterebbe alla propaganda di trattarlo di "socialista" per assistere all'unione di tutte le DR d'Italia e d'Europa contro di lui.
    Il Giappone è capitalista ma sovrano (a parte le basi USA), lavorativamente stabile e con pochi immigrati.

    La Svezia è sovrana, socialdemocratica, il reddito del cittadino (tra lavoro e sussidio) è sempre garantito ma è strapiena di immigrati, in gran parte importati per ragioni umanitarie, quindi non capitalistiche.

    Tu vedi il mondo in bianco e nero.



    P.S. Invece di sclerare su un forum, impara lo spagnolo ed emigra nel Venezuela socialista del presidente Maduro.
    Ultima modifica di Italiano; 06-04-14 alle 08:07
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

  6. #66
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Italiano Visualizza Messaggio
    Il Giappone è capitalista ma sovrano (a parte le basi USA), lavorativamente stabile e con pochi immigrati.

    La Svezia è sovrana, socialdemocratica, il reddito del cittadino (tra lavoro e sussidio) è sempre garantito ma è strapiena di immigrati, in gran parte importati per ragioni umanitarie, quindi non capitalistiche.

    Tu vedi il mondo in bianco e nero.



    P.S. Invece di sclerare su un forum, impara lo spagnolo ed emigra nel Venezuela socialista del presidente Maduro.
    Infatti. Ridurre l'analisi dell'attualità alle dinamiche capitaliste è roba per iniziati marxisti, con il loro linguaggio specifico e il loro modo di ragionare per compartimenti stagni. C'è un "sistema", che include il capitalismo nel suo nuovo assetto globalista, ma che non si limita a delineare l'aspetto economico della vita degli uomini, e probabilmente neanche a ridurre la vita degli uomini a pura vita economica.

    L'umanitarismo, i diritti umani, tutte le superstizioni democratiche vanno abbattute prima di ogni altra cosa, queste gabbie mentali che non solo ci hanno reso dei molluschi, ma che ci fanno adorare la nostra debolezza come feticcio assoluto, come ideale supremo, i nostri Dei sono la tolleranza, il tepore, la mitezza, siamo infarciti di idiozie che anestetizzano il cervello, svirilizzano, rendono un uomo docile pezzo d'arredamento; da un invertebrato cresciuto secondo questi dogmi non puoi neanche aspettarti che ne esca fuori un "rivoluzionario contro il capitalismo", ma al massimo un frignone eunuco che scrive con le bombolette sui muri delle stronzate in lingua inglese. Bisognerebbe che Boko Haram fosse in Italia e mettesse le budella in mano a un po' di gente, giusto per vedere se è encefalogramma piatto oppure no.
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 06-04-14 alle 14:09

  7. #67
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio
    Infatti. Ridurre l'analisi dell'attualità alle dinamiche capitaliste è roba per iniziati marxisti, con il loro linguaggio specifico e il loro modo di ragionare per compartimenti stagni. C'è un "sistema", che include il capitalismo nel suo nuovo assetto globalista, ma che non si limita a delineare l'aspetto economico della vita degli uomini, e probabilmente neanche a ridurre la vita degli uomini a pura vita economica.

    L'umanitarismo, i diritti umani, tutte le superstizioni democratiche vanno abbattute prima di ogni altra cosa, queste gabbie mentali che non solo ci hanno reso dei molluschi, ma che ci fanno adorare la nostra debolezza come feticcio assoluto, come ideale supremo, i nostri Dei sono la tolleranza, il tepore, la mitezza, siamo infarciti di idiozie che anestetizzano il cervello, svirilizzano, rendono un uomo docile pezzo d'arredamento; da un invertebrato cresciuto secondo questi dogmi non puoi neanche aspettarti che ne esca fuori un "rivoluzionario contro il capitalismo", ma al massimo un frignone eunuco che scrive con le bombolette sui muri delle stronzate in lingua inglese. Bisognerebbe che Boko Haram fosse in Italia e mettesse le budella in mano a un po' di gente, giusto per vedere se è encefalogramma piatto oppure no.
    In rilievo.

  8. #68
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    i migranti sono trattati come negli Emirati Arabi? è il capitalismo nella sua fase ecc.

    i migranti sono trattati come in Giappone? è il capitalismo nella sua fase ecc.

    i migranti sono trattati come in Scandinavia? è il capitalismo nella sua fase ecc.

  9. #69
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Orco Bisorco Visualizza Messaggio

    L'umanitarismo, i diritti umani, tutte le superstizioni democratiche vanno abbattute prima di ogni altra cosa, queste gabbie mentali che non solo ci hanno reso dei molluschi, ma che ci fanno adorare la nostra debolezza come feticcio assoluto, come ideale supremo, i nostri Dei sono la tolleranza, il tepore, la mitezza, siamo infarciti di idiozie che anestetizzano il cervello, svirilizzano, rendono un uomo docile pezzo d'arredamento; da un invertebrato cresciuto secondo questi dogmi non puoi neanche aspettarti che ne esca fuori un "rivoluzionario contro il capitalismo", ma al massimo un frignone eunuco che scrive con le bombolette sui muri delle stronzate in lingua inglese. Bisognerebbe che Boko Haram fosse in Italia e mettesse le budella in mano a un po' di gente, giusto per vedere se è encefalogramma piatto oppure no.
    Oddio, non che i fasci...
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  10. #70
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    Predefinito Re: Alba Dorata e Front National: due modelli a confronto

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    FN vuole, insomma, "addormentare" l'avversario per esser sicuro che quando gli darà la pugnalata decisiva non opporrà resistenza - forse manco accorgendosi di quanto gli sta accadendo. Alba Dorata invece si contrappone non solo all'interno di una dialettica essenzialmente verbale ma sul piano dello scontro fisico, squadrista e piazzaiolo. Il nemico lo individua chiaramente e nettamente ed una volta fatto questo gli si attacca al collo senza tregua nell'intento di squarciargli la gola nel più breve tempo possibile, assestandogli il KO. Senza cedimenti, senza compromessi, senza tatticismi che alla lunga potrebbero far sfumare la vittoria che inizialmente sembrava intravedersi. E' una guerra in campo aperto e facce al sole. Non sono in grado di dire chi abbia ragione e chi torto.
    Ci sono stati numerosi interventi in questa discussione, ognuno dei quali merita una risposta a sé.
    Ma si sa che tanta attenzione non si puo chiedere nel format forumistico, per questo vado subito alla sostanza di quel che è, secondo me, il problema della espressione nel quadro democratico-parlamentare di una corrente storico-culturale che per chiarezza chiamerò DR.

    Ovviamente dall'interno della corrente, una pratica politica quale quella di AD è più consone alla mentalità, al sentire, alla tradizione rivendicata. Il guerriero sulla strada certo non è quell'"uomo docile pezzo d'arredamento" (Orco) che produce la domesticazione della specie per necessità del capitale.
    In AD si vuole realizzare l'uomo non libero liberisticamente da ogni comunità, ma libero per la comunità, libero per porre in concreto, senza mediazioni, l'essere sociale e politico dell'uomo. Libero allora anche per la violenza, il colpo di mano, libero anche di morire.
    Addio quindi la comunità astratta della democrazia - quale riflesso della comunità reale, ma alienata, del capitale.
    Che bello.

    Però c'è un piccolo problema: questo guerriero sulla strada, quest'uomo libero, si è si emancipato come "docile pezzo d'arredamento", però gli manca ancora l'intelligenza della propria emancipazione virile. Ecco perché c'è tanta abbondanza di feticismo nella corrente DR: in assenza di intelligenza si finisce col credere che il tipo umano sia fine a se stesso. Cominciano a toccarsi parlando di "stile", poi il dandy al bar chic tutto Donne&Guerre, etc.

    L'emancipazione infatti non è nata da una volontà autonoma, ma è prodotta dalla contraddizione che abita al cuore di questo mondo, che per riprodurre una ricchezza sempre più ampia deve nello stesso tempo riprodurre la miseria, quindi la prostituzione dell'uomo come merce-lavoro.

    L'intelligenza della emancipazione, e da qui la sua realizzazione storica, deve quindi incardinarsi sulla negazione del capitalismo.
    Ora il FN, nel suo percorso democratico, poco a poco si sta facendo carico (per ragioni opportuniste o meno, qui non importa) di quella miseria, ma allora anche della manifestazione di quella contraddizione mortale. Il FN ha dunque rinunciato si al modo più consone di esistere dalla e secondo la corrente DR, ma rinunciando a questo modo si è nella stessa misura visto obbligato a rinunciare al feticismo estetico della corrente, e quindi alla sua cecita circa il perché di un emancipazione.

    In un ulteriore momento, FN vede come questa emancipazione è chiamata a divenire universale (come universale è la dittatura del capitale) e quindi, percorrendo sempre questa strada, arriva a criticare antichi eppur consolidati punti di dottrina della corrente (razzismo, settarismo religioso, culto della violenza fine a sé, organicismo, nazionalismo, etc.).

    FN ha tradito la corrente e segue un movimento dialettico, mentre AD non ha tradito e riproduce quindi, in modo auto-referenziale, tutte le qualità e quindi tutti i limiti della corrente.

    Io aspetto FN all'incrocio del futuro, al tramonto dell'Occidente.
    L'alba si era bella. Ma era quella di ieri, non quella rossa di domani.
    Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
    Pavese

 

 
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