ITALIA - Cani antidroga in scuola di Terni. Insegnante non li fa entrare nella sua classe

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6 aprile 2014 168

Ha impedito alla polizia, con tanto di cane antidroga, di perquisire la classe in cui stava insegnando. Franco Coppoli, docente di lettere all'Istituto per Geometri «Sangallo», referente provinciale dei Cobas. Una decina di giorni fa, nella sua 5 C, si è presentata la polizia per un controllo antidroga che interessava quattro scuole superiori, in accordo con i rispettivi dirigenti scolastici. Ma il professor Coppoli gli agenti non li ha fatti entrare. «Sarà la mia formazione politica -racconta- ma mi è venuto in mente il Cile. Ero in cattedra e stavo interrogando quando la porta si è aperta e ho visto un cane lupo e tre poliziotti. Hanno intimato di uscire dall'aula. Ho chiesto loro se avessero il mandato di un magistrato, mi hanno risposto che erano autorizzati dalla preside. A quel punto ho fatto presente che non potevano bloccare l'attività didattica e che avrei presentato una denuncia per interruzione di pubblico servizio qualora lo avessero fatto. Il controllo, in classe, non c'è stato». «Rifarei tutto -continua Coppoli-. E' gravissima la presenza della polizia nelle scuole, non ha nessuna finalità educativa ma solo, eventualmente, repressiva. E questo con la scuola che c'entra? Se un ragazzo avesse problemi di droga non credo si risolvano con un cane. Le aule scolastiche sono e devono essere luoghi di aggregazione ed inclusione, gli studenti devono essere accolti nella scuola, non ne devono aver paura. Ecco, l'azione della polizia è un'intimidazione». E ora? «Mi è stato comunicato -conclude- l'invio degli atti all'Ufficio scolastico provinciale e regionale. E l'avvio di un procedimento disciplinare, di sospensione superiore ai dieci giorni. Aspetto la formale contestazione, addebiti a cui risponderò con ciò che ho appena detto».


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