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Discussione: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

  1. #1
    anti bufale
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    Predefinito Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    Visto che i catto cazzari del forum quando sono in difficoltà vanno OT, apriamo una discussione alla volta che riprenda gli argomenti in modo che nessuno possa più avere scuse per andare OT.
    Una discussione ad argomento, anzi sarebbe il caso di chiudere le altre.

    Chi scrive appartiene si riconosce appieno nel protestantesimo.
    Sono valdese? Battista? Luterano?
    Non ha importanza, per lavoro giro e già che ci sono visito anche alcune delle poche comunità italiane.

    Cercherò di spiegare al meglio delle mie capacità.

    Dio non ama il divorzio, anzi lo detesta, e fin qui siamo tutti d'accordo.

    Malachia 2:16a: “Poiché l’Eterno, il DIO d’Israele, dice che egli odia il divorzio”

    “Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi” (Matteo 19:6)

    Tuttavia l'uomo è peccatore e può sbagliare, peccare, errare.
    Per questo nell'antico testamento il divorzio è ammesso, ma ciò crea un problema : la totale mancanza di tutela della donna nel divorzio. L'uomo la può mandare via quando vuole, come vuole, e spesso alla poveretta resta solo la possibilità di chiedere l'elemosina, o prostituirsi.

    Eccezzioni bibliche?
    Ma abbiamo già nelle scritture due eccezzioni.
    La prima la disse Gesù stesso
    Ma io vi dico che chiunque divorzia da sua moglie, SE NON A CAUSA DI FORNICAZIONE

    "Chiunque ripudia sua moglie le dia l' atto di ripudio". Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio."

    Fornicazione è un termine generico che include varie immoralità: adulterio e prostituzione ad esempio.
    Non solo, l'intervento di Cristo rende più difficile mandar via la propria moglie, sbatterla in strada, lega al marito delle responsabilità.

    paolo detta un'altra eccezzione
    Se il non credente si separa, si separi pure; in tal caso il fratello o la sorella non sono più obbligati; ma Dio ci ha chiamati alla pace

    Ma è dio che unisce le coppie?
    Se cosi fosse, non è un campione negli abbinamenti.
    Molte coppie sono uniti per costrizione famigliare (almeno una volta), altra per soldi, altri per fretta, altri per debolezze psichiche, ma sopratutto per fretta.

    La posizione dei cristiani:

    Cattolici : divorzio negato, possibile l'annullamento in certi casi, impedimento ai sacramenti
    Ortodossi : ammesso una volta con possibilità di risposarsiProtestanti : varia, ma generalmente ammesso con possibilità di risposarsi


    Al di la della crudeltà di impedire a un credente dei sacramenti, come se non bastasse il divorzio stesso che è quasi sempre doloroso, la posiizione cattolica è perversa, crudele e priva di misericordia e compassione che dovrebbero avere in quanto cristiani.

    Il credente ha sempre la possibilità di redimersi, di rimediare a un errore.

    Perchè l'accanimento cattolico?

    Molte eresie cattoliche sono dovuto all'epoca buia del medioevo.
    Principalmente i motivi a base delle eresie sono:
    economici
    Politici


    In questo caso sono politici, decidere caso per caso se annullare le nozze voleva dire controllare le eredità, il potere e tanto altro...

    Alternative al divorzio?
    Non sempre si può ricostruire la coppia, in tal caso l'uomo, giustificato dalle sue debolezze, e dalla fede deve avere diritto a fare un'altro tentativo per la sua felicità.
    i post di Capitano e Blacksheep sono patrimonio dell'UNESCO!!!
    Quelli in grassetto profumano di fascio!

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  2. #2
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    Sul divorzio
    di Renato Maiocchi
    «Tutti i profeti attestano che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati»
    (Atti 10, 43)
    Mentre il cardinale Martini, con coraggio e lungimiranza, lancia la proposta di un Concilio che riveda l’atteggiamento della sua Chiesa verso i divorziati, l’arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, bolla con parole di fuoco («Quello spot incita al peccato, esalta la poligamia!») una pubblicità televisiva in cui un uomo fa da autista a turno a un discreto numero di figli, che però sono il risultato di due successivi matrimoni. A parte l’equiparazione ingiuriosa dei divorziati e risposati ai poligami, mi ha sempre colpito la condanna senza appello di questi «peccatori» e mi rimane la domanda: perché si escludono dall’eucarestia i divorziati e non, per esempio, i mafiosi o gli usurai o i dittatori con le mani sporche di sangue? Che cosa rende questo «peccato» imperdonabile?Gesù mostra costantemente un sentimento di amore, e non di condanna, verso i peccatori che incontra. Dal paralitico calato a forza dal tetto (che per il tempo era ipso facto un peccatore e a cui come prima cosa dice: «i tuoi peccati ti sono rimessi») alla donna che gli unge i piedi («molto le sarà perdonato perchè ha molto amato») fino all’adultera («dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata? Neppure io ti condanno»). Quanto alla discussione sul divorzio fra Gesù e i farisei, anche gli esegeti più antidivorzisti riconoscono che la controversia non verte in primo luogo sulla liceità in sé del divorzio ma sul diritto unilaterale del marito di ripudiare la moglie a suo piacimento («per la durezza dei vostri cuori», afferma infatti Gesù, Mosè vi ha concesso questa possibilità), mentre il richiamo al piano iniziale di Dio («i due saranno una sola carne») è volto a proteggere la donna da questo arbitrio: qualificando il ripudio come adulterio Gesù inchioda l’uomo alla sua responsabilità verso la donna, che in quella società dipendeva completamente da lui e rischiava di finire in un disperato abbandono.
    Detto questo, il contrasto fra il comando ricevuto nell’Eden e la «durezza dei cuori» dell’umanità dopo la caduta non diminuisce: il divorzio rimane una sconfitta, il fallimento di un progetto inteso a coprire l’arco della vita; ma non diversamente da tutti gli altri fallimenti che la nostra fragile umanità conosce rispetto alla novità di vita a cui siamo chiamati. «Neppure io ti condanno», dice Gesù, ma aggiunge: «va e non peccare più». Nel costruire un nuovo rapporto, metti in campo tutto l’amore, tutto l’impegno, tutta la volontà di vivere come una sola carne, secondo il disegno divino.
    Accompagnano e confortano questo impegno comunità aperte all’accoglienza di tutti e tutte, che si ritrovano nella comune confessione di peccato, nella reciproca riprensione fraterna, ma anche nell’annuncio del perdono e della grazia che danno la forza di riprendere il cammino.
    Tornando allo spot televisivo, se davvero, oltre a tentare di venderci un’automobile, incita a vivere con responsabilità e con serenità situazioni reali, spesso cariche di sofferenza e di fatica, beh, mi sembra senz’altro migliore dei tanti che incitano ad appagare pulsioni trasgressive, o a sentirsi a ogni costo più belli, più ricchi, più intelligenti degli altri.
    Tratto da Riforma del 19 giugno 2009


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  3. #3
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    finalmente sembra che si ammetta quantomeno che il divorzio è peccato

    bene

    la questione dei divorziati è diversa da quello che si espone, non è di certo per motivi economici o politici, ma sacramentali

    se infatti i divorziati non si sono pentiti del peccato che hanno commesso non possono accostarsi all'Eucarestia perchè chi mangia il corpo di Cristo in maniera indegna mangia e beve della propria condanna( San Paolo)

    se poi c'è la questione del coniuge che non voleva il divorzio ma è stato costretto per volontà dell'altro coniuge, allora lì non c'è colpa

    per quanto riguarda la frase " eccetto che in caso di fornicazione" ricordo nuovamente la parola originale Pornea che significa unione illegittima quindi quando non c'è stato matrimonio, ma appunto, concubinato, convinvenza, amore tra amanti
    non sono uniti in matrimonio quindi

    idem per la questione del non credente, che appunto se non crede non si sente vincolato al matrimonio e quindi non è colpa del coniuge credente, se il coniuge non credente intende lasciare
    perchè non è in Cristo
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  4. #4
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    Pornea aveva più significati a dire il vero,

    In Matteo Gesù specifica in che cosa consiste il commettere adulterio (moicheia): "ogni tipo di rapporto sessuale illegittimo" (Bauer). Da un punto di vista lessicale moicheia e porneia quando indicano l'infedeltà sessuale della moglie hanno lo stesso significato di adulterio.


    La parola greca pornèia abbraccia un’ampia gamma di significati. Bauer, p. 693, dice alla voce pornèia che significa “prostituzione, mancanza di castità, fornicazione, ogni specie di rapporto sessuale illecito”.
    Commentando le parole di Gesù in Mt 52 e 19:9, il GLNT, vol. X, col. 1480, dice che “πορνεία [pornèia] sarà da intendere nel senso di rapporto sessuale extra-coniugale”. Le Scritture usano dunque il termine pornèia in relazione a persone sposate. Comunque, lo stesso lessico (vol. X, col. 1485), trattando Ef 5, 5, dice che Paolo “sa che non tutti hanno il dono della continenza (I Cor. 7,7), e perciò chi non l’ha deve percorrere la via, indicata da Dio, di un retto matrimonio, per preservarsi dal peggio, cioè dalla dissolutezza sessuale (I Cor. 7,2)”. Quindi le Scritture usano il termine pornèia anche con riferimento a persone non sposate che si abbandonano a relazioni e pratiche sessuali illecite. — Vedi1Co 6:9.




    Al di là di tutto, peccato o meno, rientra nella fallibilità umana.
    se infatti i divorziati non si sono pentiti del peccato che hanno commesso non possono accostarsi all'Eucarestia
    l'uomo commette peccati alla quale non può pentirsi, e può essere il caso di una coppia in separazione volontaria con concenso di entrambi.

    Ad esempio
    "C'hanno provato, ma da un certo punto in avanti non sono più stati in grado di andare d'accordo"

    Privarli dei sacramenti pare comunque una crudeltà inutile.

    Ma, ammettiamo che si pentono del peccato commesso, cosa pretendete che facciano?
    single per sempre?
    coppia forzata e legata in appartamento?
    Ultima modifica di Leviathan; 09-04-14 alle 10:25
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  5. #5
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    [QUOTE]
    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Pornea aveva più significati a dire il vero,

    In Matteo Gesù specifica in che cosa consiste il commettere adulterio (moicheia): "ogni tipo di rapporto sessuale illegittimo" (Bauer). Da un punto di vista lessicale moicheia e porneia quando indicano l'infedeltà sessuale della moglie hanno lo stesso significato di adulterio.





    infatti non c'è Moichea in quel passo, ma solo Pornea, che come dici il testo che hai messo non è comunque lontano da quello che ho detto io


    Al di là di tutto, peccato o meno, rientra nella fallibilità umana.
    sicuramente, ma deve essere corretto, non avvalorato tale divisione

    l'uomo commette peccati alla quale non può pentirsi, e può essere il caso di una coppia in separazione volontaria con concenso di entrambi.

    Ad esempio
    "C'hanno provato, ma da un certo punto in avanti non sono più stati in grado di andare d'accordo"

    Privarli dei sacramenti pare comunque una crudeltà inutile.
    eppure sono comunque nel peccato perchè non hanno rispettato la volontà di Dio
    quando infatti si impegna davanti a Dio la cosa è vincolante, sempre " l'uomo non separi( quindi anche i coniugi stessi) ciò che Dio ha unito"

    Ma, ammettiamo che si pentono del peccato commesso, cosa pretendete che facciano?
    single per sempre?
    coppia forzata e legata in appartamento?
    devono riscoprire ciò che li ha uniti e le loro responsabilità coniugali Paolo infatti ha detto " la moglie resti col marito finchè viva, ma se muore, è libera dal vincolo"

    per questo il matrimonio non a caso viene chiamato il grande passo in avanti, perchè è una grande responsabilità
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  6. #6
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    infatti non c'è Moichea in quel passo, ma solo Pornea, che come dici il testo che hai messo non è comunque lontano da quello che ho detto io
    Insomma, è un termine generico, da come ne parlavi sembrava volesse dire solo e solo una cosa.


    devono riscoprire ciò che li ha uniti e le loro responsabilità coniugali Paolo infatti ha detto " la moglie resti col marito finchè viva, ma se muore, è libera dal vincolo"
    mi sa che guardi troppo il mondo di Patty, la realtà è diversa, molte unioni non sono possibili da ricomporre.

    sicuramente, ma deve essere corretto, non avvalorato tale divisione
    apparte che tollerare il divorzio non vuol dire avvalorarlo, e spesso è impossibile la sua correzione.


    quando infatti si impegna davanti a Dio la cosa è vincolante, sempre " l'uomo non separi( quindi anche i coniugi stessi) ciò che Dio ha unito"
    Dio magari agli ex coniugi li riunira ad altre persone....
    i post di Capitano e Blacksheep sono patrimonio dell'UNESCO!!!
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  7. #7
    anti bufale
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    Questa è una delle tante differenze tra noi e voi.
    Noi insegnano il perdono, la misericordia e la continua possibilità di andare avanti rispetto ai propri sbagli.

    Voi non concedete nulla, date dei pesi insopportabili alle persone ben guardarvi da portarli per primi.
    Fate vivere le persone nel cieco terrore, nei problemi che non lasciano scampo.
    Non solo, vi permettete di giudicare dei coniugi che stanno divorziando

    "non giudicate e non sarete giudicati".
    Rimando alle bellissime riflessioni del pastore protestante nel mio post numero 2
    http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13425872

    Quasi dimenticavo.
    E la responsabilità individuale?
    U credente che divorzia sa che, quasi sicuramente, Dio li chiederà conto.
    Ma sarà a lui che dovrà spiegare dove ha mancato e perché non c'è l'ha fatta, non a istituzioni religiose corrotte!

    Ma poi, la crudeltà dell'escludere i divorziati e i risposati.
    Una cosa, abbastanza perversa direi.

    "prendete e mangiate tutti..."
    Non ha detto : " prendete e mangiate tutti tranne divorziati, risposati, gente che vota comunista, gente che non ha dato l'ottoxmille..."



    K. Barth, teologo protestante, scriveva: "In certi casi eccezionali il divorzio è preferibile, è un male minore, una obbedienza in una situazione di disobbedienza, un'apertura tra le macerie di una casa. Dopo la terribile prova sopportata da coloro che hanno dovuto risolversi a divorziare, riconoscendo che il matrimonio era condannato da Dio, la Chiesa non li perseguiterà ancora con la propria condanna, guardandoli dall'alto in basso o addirittura scomunicandoli. Al contrario, essa li aiuterà a ripartire e a confidare nuovamente nella misericordia di Dio per una rinnovata obbedienza nella via del celibato o in quella di un secondo matrimonio. In nessun caso essa farà pesare il minimo obbrobrio sui divorziati, soprattutto sotto forma di un rifiuto (scandaloso, nel senso più funesto del termine) della benedizione nuziale in caso di seconde nozze!"Federico Bartolozzi


    Nota tratta da: Roland de Pury, ‘Liberi in due', Claudiana, Torre Pellice, 1967
    Ultima modifica di Leviathan; 09-04-14 alle 16:29
    FrancoAntonio likes this.
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  8. #8
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio



    mi sa che guardi troppo il mondo di Patty, la realtà è diversa, molte unioni non sono possibili da ricomporre.


    ..
    è vero, ma chi crede deve sforzarsi a farlo
    (Gv 3, 20-21)
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  9. #9
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    [QUOTE]
    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Questa è una delle tante differenze tra noi e voi.
    Noi insegnano il perdono, la misericordia e la continua possibilità di andare avanti rispetto ai propri sbagli.

    Voi non concedete nulla, date dei pesi insopportabili alle persone ben guardarvi da portarli per primi.
    Fate vivere le persone nel cieco terrore, nei problemi che non lasciano scampo.
    Non solo, vi permettete di giudicare dei coniugi che stanno divorziando

    "non giudicate e non sarete giudicati".
    Rimando alle bellissime riflessioni del pastore protestante nel mio post numero 2
    http://forum.termometropolitico.it/6...l#post13425872
    non è per terrore o altro, la Scrittura parla chiaro, se crediamo dobbiamo seguirla

    Quasi dimenticavo.
    E la responsabilità individuale?
    U credente che divorzia sa che, quasi sicuramente, Dio li chiederà conto.
    Ma sarà a lui che dovrà spiegare dove ha mancato e perché non c'è l'ha fatta, non a istituzioni religiose corrotte!

    Ma poi, la crudeltà dell'escludere i divorziati e i risposati.
    Una cosa, abbastanza perversa direi.

    "prendete e mangiate tutti..."
    Non ha detto : " prendete e mangiate tutti tranne divorziati, risposati, gente che vota comunista, gente che non ha dato l'ottoxmille..."

    il punto è un altro

    "Chi mangia il Corpo del Signore indegnamente, mangia la propria condanna" (cfr. l Cor 11, 29).

    se hai commesso un peccato( e il divorzio lo è) e non ti penti e non risolvi ciò che hai fatto e ti accosti comunque al sacramenti mangi la propria condanna

    come non è possibile sposare chi è stato ripudiato, perchè commette adulterio
    Ultima modifica di Haxel; 09-04-14 alle 17:10
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  10. #10
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    Predefinito Re: Protestantesimo e divorzio, unica discussione sull'argomento

    è vero, ma chi crede deve sforzarsi a farlo
    indubbiamente, ma a volte non c'è nulla da fare, e li le persone devono aver diritto sia a separarsi che, se Dio vuole, anche a trovare un'altra compagna/o.
    Dio capisce le nostre mancanze e le giustifica nella fede.

    Quanto a Paolo non credo che alludesse a casi del genere...

    Tuttavia nel 2014 ci sarà un sinod cattolico che si occupera della questione.
    Potrebbero esserci sorprese...
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