Marco Corazziari
2 April at 19:08 · Edited ·
Guevara per un certo periodo fu filostalinista
e i filomaoisti in Italia non mancavano...
anche volendo precisare che Urss e Cina avevano popolazioni molto più numerose che non buona parte degli altri Paesi e anche dicendo che l'immagine sovrastimi il numero dei loro morti (e magari non precisi quanti siano morti passati per le armi e quanti per carestia o cause non armate/dirette e quanti fatti in politica interna invece che estera) credo non sia sbagliato parlare invece che di sol dell'avvenire, di
...sol dello ... svenire... o di "sòla" dell'avvenire (e del morire di massa)
(immagine presa da Wall Street Italia)
Mattia Membrini
Guevara è stato filo tutto . Partito come anarchico , poi come socialista , come marxista leninista, come stalinista ma poi si attacca alle letture di mao. Morirà nuovamente anarchico
2 April at 19:16
Marco Corazziari
faccio solo notare che ...a prescindere dalle sue azioni pratiche (che conosco troppo poco) ...i riferimenti politici in cui inquadrava le sue azioni sono stati in % non piccola quelli che vedi qui nell'immagine in "pole-position morti"
insomma ...c'è poco da fa' ...Guevara non era né un semplice guerrigliero, né un semplice ribelle ...era un guerrigliero/ribelle marxista...
Edited · 1 · 2 April at 19:18
Marco Corazziari
"ma poi si attacca alle letture di mao"
"si attacca" mi pare un verbo molto azzeccato ...ecco ...la qualità teorica è questa ... "si attacca"
1 · 2 April at 19:20
Salvo Levato
e i morti provocati da truman?
2 April at 191
Marco Corazziari
in politica interna Salvo? In politica interna...
Edited · 2 April at 20:21
Salvo Levato
boh perchè sull'immagine non vedo nessuna dicitura che specifichi politica interna.
2 April at 20:24
Marco Corazziari
ricordiamo che l'assioma del marxismo in larga parte è questo ...che le guerre imperialiste dovrebbero avere fine, ma la guerra si sposta internamente alla nazione tra le classi...
anche se poi in nome dell'internazionalismo - chi più chi meno - i socialismi reali han mosso spesso anche guerra contro Paesi stranieri e sovrani ... insomma c'è chi fa le guerre nazionali chiamandole guerre umanitarie è vero ma sulla sponda rossa le han sempre fatte in nome dell'esportazione delle magnifiche sorti e progressive...
e Orwell ha scritto sempre i suoi romanzi concentrazionari non ispirandosi al capitalismo ...ma a almeno un socialismo applicato...
beh stalin buona parte dei suoi morti li ha fatti in politica interna ...e Mao pure...
bisogna diffidare se non dei fratelli maggiori quantomeno dei grandi fratelli...
io dico che ieri come oggi aveva ragione Machiavelli marcotaledigi: Premessa per la corretta osservazione di politica, società e dei loro attori ... lo puoi applicare a Stalin, al Berlusca, a Grillo e alla Merkel, agli intellettuali di partito e a un pezzo non indifferente del quarto potere ...poco cambia
Premessa per la corretta osservazione della politica | marcotaledigi
marcotaledigi.blogspot.com
Edited · 2 April at 20:28
Stefano Beniamino Vaselli
Marco, tu conosci il mio antistalinismo. Da coerente antifascista non posso che essere antistalinista viscerale. Però sappiamo bene che molti, moltissimi filostalinisti (compreso Guevara) lo furono perché erano totalmente ignoranti di gran parte delle nefandezze compiute dal tiranno georgiano. Del resto la quasi totalità dei comunisti italiani negli anni ''40 e 50 ignorava chi fosse davvero Stalin, visto che Togliatti e la sua cerchia, che invece sapevano tutto (o quasi) lo tenevano ben nascosto. Per me è un attenuante significativa. Detto questo Ernesto Guevara è una personalità che svetta di fronte al machiavellismo di Castro e dei suoi complici. Una personalità risorgimentale, ottocentesca, romantica, quasi garibaldina. Peccato avesse sbagliato secolo.
3 April at 11:05
Stefano Beniamino Vaselli
Bisogna perdonare a tanti comunisti che non occupavano alte sfere nei comitati centrali dei propri partiti la propria infatuazione per l'assassino baffuto come bisogna perdonare a Winston Churchill il fatto che tra uno scotch e un brandy scrivesse lettere di ammirazione a Benito Mussolini.
1 · 3 April at 11:10
Marco Corazziari
a me premono (come azionista che per quanto non nelle istituzioni vuol far politica a tutti gli effetti) due cose:
- far capire che tra marxismo e deriva antirepubblicana c'è un legame pressoché ineludibile ...se non di fatto abiurando l'ideale marxista stesso e diventando altro ...che è una cosa che in modo peloso e non ammettendolo un tot sedicenti marxisti stanno oggi facendo ... il fatto stesso che "il manifesto" ospiti l'opinione di Gallino - che non è affatto comunista - per dare indirizzi di lettura economica ai proprio lettori sta a significare che i marxisti a livello di idee pratiche da praticare in patria stanno abbastanza alle corde
- smontare un tot dubbie icone anarchiche e in specie marxiste che secondo me nell'Europa occidentale e in Italia rallentano solo l'azione socialdemocratica generando pratiche, obiettivi largamente discutibili o illusioni inutili
Riguardo a Guevara il succo è capire che probabilmente fu un uomo coraggioso e di buon cuore (di buon cuore beninteso come può esserlo un guerrigliero e un guerriero che cmq studia e pensa strategicamente per uccidere e sopraffare la parte avversa ... questo lo dico senza giudizi morali, è proprio un discorso tecnico a-romantico appunto) ma quando dal piano d'azione locale o dal singolo motto (in media utopista anch'esso) ci si sposta alle teorie a cui si rifaceva ...Guevara è il vuoto pneumatico ... se non appunto uno strettamente connivente con imprese inaccettabili come quella stalinista (ma a mio parere è proprio l'impostazione leninista che è di suo sbagliata ...proprio perché marxista: non esiste marxismo buono, esistono marxisti tragicamente in buona fede. Insomma non bisogna cadere nell'errore di pensare che sul leninismo ci sia tra marxisti e azionisti un dialogo: non c'è. Lenin ha sbagliato sia la teoria che non poche pratiche ...) o quella maoista
Questo a mio parere va chiarito bene nell'edificazione di un azionismo italiano
marcotaledigi: Il problema dell'azionismo odierno
altrimenti si resta a ambiguità e contiguità inaccettabili che io rifiuto frontalmente
Il problema dell'azionismo odierno | marcotaledigi
marcotaledigi.blogspot.com
3 April at 11:17
Stefano Beniamino Vaselli
E comunque io contesto questo modo di misurare la nequizia di un dittatore, perché è assolutamente "epocentrica", tutta sbilanciata sul piano storiografico sulla contemporaneità e la tarda-modernità. Gengis Kahn ha probabilmente diritto ad essere rappresentato all'interno della graduatoria, visto che è stato stimato che per costruire il più grande impero della storia orientale e mondiale, reso un po' più grande solo dal nipote Kubilai, probabilmente massacrò milioni di esseri umani. Se ammettete Leopoldo del Belgio dovete ammettere anche Gengis. Inoltre la tabella è incompleta, perché non considera Sukarno, dittatore Indonesiano, responsabile del massacro dei comunisti indonesiani tra il 1967 e 68. Poi bisogna considerare la velocità con cui si commettono i crimini. Hitler ha fatto quei morti in 12 anni. Stalin ha avuto a disposizione più del doppio del tempo.
E poi la cosa più inaccettabile: dovremmo considerare dittatori "più umani" personaggi come Mussolini, Franco, Horty, Codreanu, Pavelic, Petain perché hanno ammazzato "solo" meno di 1 milione di persone a testa?
- criminologia + storiografia.
3 April at 11:21
Stefano Beniamino Vaselli
Guevara era il "vuoto pneumatico" esattamente come Garibaldi, che senza Mazzini non sarebbe stato nulla. Ahò, mo' nun me toccate Mazzini che m'arrabbio sul serio, eh!
3 April at 11:23
Marco Corazziari
io non amo molto Mazzini ...era uno che teorizzava mentre mandava a morire gli altri... Garibaldi era sul campo.
Però Garibaldi si sapeva dare una misura che Guevara non si seppe dare: Garibaldi non teorizzò immensi mutamenti ...si occupava di cose pratiche
Io penso che le persone pratiche dovrebbero occuparsi di cose pratiche se con le teorie non han dimestichezza
E cmq permettimi che ritenga decadente un'Europa occidentale che quando non sa più che pesci prendere inizi a citare come riferimento uno che da un punto di vista teorico era il "vuoto pneumatico"
E' un popolo mal fondato quello europeo se si affida a ideali di tal fatta, è un popolo in cui l'illusione e lo slogantantoper ha preso il sopravvento su un'idea organica di strategia e tattica: che è appunto una tipica condizione dei popoli, senz'altro anche europei
Ma questo non va
3 April at 11:27
Marco Corazziari
"Bisogna perdonare a tanti comunisti che non occupavano alte sfere nei comitati centrali dei propri partiti la propria infatuazione per l'assassino baffuto come bisogna perdonare a Winston Churchill il fatto che tra uno scotch e un brandy scrivesse lettere di ammirazione a Benito Mussolini"
ti rispondo così ...il mio problema alla mia sinistra non sono né Guevara né Marx (son due morti d'altronde), sono i guevariani e i marxisti
3 April at 110
Stefano Beniamino Vaselli
Che sono meno dell'1 per cento degli aventi diritto al voto. Una riserva indiana. (Tra l'altro tieni conto del fatto che mentre nel '900 persino personaggi come Zhukov, il generale che sconfisse i nazisti a Stalingrado e a Kursk, leggevano tutto Marx, Engels e Lenin, i "marxisti" di oggi non hanno letto proprio una mazza di Marx. Se ne hanno studiato un po' sui manualacci di filosofia in circolazione è grasso che cola).
3 April at 113
Stefano Beniamino Vaselli
Questa di Mazzini che mandava a morire gli altri è una leggenda nera tipicamente revisionista, vivicata dal filmaccio di Martone "noi credevamo". In realtà Mazzini visse 2/3 della sua vita con una condanna a morte sul capo in contumacia da latitante e clandestino, e a Roma nel 1849 ci mise la faccia e il corpo mentre i francesi di Luigi Bonaparte rispondevano al richiamo del Papa Re. Cerchiamo di essere obiettivi storicamente.
1 · 3 April at 115
Marco Corazziari
"i "marxisti" di oggi non hanno letto proprio una mazza di Marx. Se ne hanno studiato un po' sui manualacci di filosofia in circolazione è grasso che cola)"
questo se non te ne rendi conto non è un problema minore, ma maggiore
"Che sono meno dell'1 per cento degli aventi diritto al voto. Una riserva indiana"
quale che sia la percentuale invadono l'immaginario collettivo a sinistra e permettono (a buon diritto visto che esistono realmente anche se son "riserve indiane") alle destre e ai centri di giocarti contro quell'immagine
Questa immagine della sinistra è sbagliata, non è solo un problema, è IL problema principale della sinistra per vari versi
3 April at 116
Marco Corazziari
cmq i retaggi comunisti arrivano persino nel lessico di Sel per quanto smussati di un ipocrita pacifismo...
3 April at 117
Marco Corazziari
il comunismo non come ortodossia, ma come "alone" prende praticamente il 15% dei partiti italiani
3 April at 118
Stefano Beniamino Vaselli
Ripeto: il tabellone è fatto proprio male. Calcola i morti in unità da "milioni di morti". Questo modo di fare statistica va bene per i serial killer (in questo caso di massa), ma non per i personaggi storici. Mussolini tra i morti della repressione libica dei primi anni '30, le vittime del genocidio etiope del 35-38, e le vittime del genocidio sloveno perpetrato prima e dopo la II Guerra Mondiale ha sicuramente sfondato quota 1 milione. Ma, guarda caso, manca alla lista. Uhm.
3 April at 118
Marco Corazziari
quella dell'immagine qui è una prospettiva specifica, non è storiograficamente esaustiva. Però se è corretta ...dobbiamo rassegnarci da antifascisti al fatto che Mussolini ha fatto meno morti di tutti questi qua
3 April at 11:40
Stefano Beniamino Vaselli
Mannò. E' il frutto della propaganda politica di 20 anni di berlusconismo ad avere ancora qualche effetto sulla percezione della "sinistra" (quale?) come "comunista". L'italiano medio poi guarda le riviste patinate che mostrano D'Alema che va in barca e si rende perfettamente conto che D'Alema, Bettini, Veltroni, Fassino sono "comunisti" come io e te siamo fascisti. Sono i richiami della jungla del patron di Arcore che hanno, purtroppo, plagiato per un po' di anni la percezione della sinistra come comunista. D'altra parte se la "sinistra" italiana fosse stata davvero comunista perché difendeva (e sottolineo l'imperfetto) la scuola pubblica e voleva far pagare l'IMU, cosa dovremmo dire della "sinistra" USA che adesso va riscoprendo addirittura la Scala Mobile?
3 April at 11:42
Stefano Beniamino Vaselli
"Però se è corretta ...dobbiamo rassegnarci da antifascisti al fatto che Mussolini ha fatto meno morti di tutti questi qua" . Mussolini è stato uno dei peggiori IN ASSOLUTO perché ha inagurato il totalitarismo in Europa occidentale prima di Hitler, di Franco, di tutti gli altri, divenendone modello e maesro. Il fascismo lo ha brevettato lui, poi che persone più inclini all'omicidio di massa se ne siano appropriati non toglie nulla alle sue terribili responsabilità.
La graduatoria dei peggiori dittatori dovrebbe considerare le colpe politiche di un dittatore come dittatore, prima delle caratteristiche "criminali" più interessanti per un profiler dell'FBI che per una persona che voglia studiare in modo obiettivo la storia del passato. E il dittatore prima che un omicida è un liberticida. E in quanto liberticida questa gentaglia sta tutta sullo stesso, identico, piano.
3 April at 11:45
Stefano Beniamino Vaselli
- semplificazioni + analisi = maggiore obbiettività.
3 April at 11:46
Marco Corazziari
"L'italiano medio poi guarda le riviste patinate che mostrano D'Alema che va in barca e si rende perfettamente conto che D'Alema, Bettini, Veltroni, Fassino sono "comunisti""
vedi ...è proprio qui che discordiamo: secondo me il vero leader comunista è proprio quello che va in barca come D'alema...
da anticomunista io non ho affatto una visione del comunista di partito come di una figura coerente ...per il semplice fatto che secondo me il marxismo genera strutture ipocrite perché in quell'egualitarismo non credo affatto
per me D'alema, Veltroni, Fassino sono proprio l'antropologia marxista che si ricicla: i comunisti li chiamano traditori, ma per me è la proprio la matrice marxista che per vari versi li rende adatti a salire sul carro del vincitore o cmq su carri che politicamente pagano
io non stimo Berlinguer perché vero esempio di comunista, io stimo Berlinguer in quanto persona seria. Come per me è serio Bobbio, Montanelli ed altri
E' una questione di qualità, non di ideologia diciamo per quelli che meritano
Mentre al contempo credo che il credo marxista generi strutturalmente ipocrisie di facciata tra basi e vertici ...come ben ci spiega Gaber stesso per altrro
3 April at 11:48
Stefano Beniamino Vaselli
Per me Gaber non è un perfetto esempio di bravo studioso dell'ideologia. Terrei l'ispirazione dei poeti da una parte, e lo studio scientifico da una parte. I marxisti possono anche starci antipatici, ma (i) non sono stati tutti uguali (Gramsci e Pasolini erano marxisti, ma non so immaginare due intellettuali più diversi) (ii) hanno fatto il loro tempo a causa del fatto, molto semplice, che è l'analisi marxiana ad aver fatto il proprio tempo (e da molto tempo). Berlinguer era una persona degnissima, ma è stato anche l'ultimo vero comunista "italiano" della storia della sinistra italiana. Dopo di lui il diluvio, tra rivoli di "migliorismo", di machiavellismo dalemiano, di neostalinismo alla Cossutta e alla Rizzo. Alla fine tutti minoritari. Quello che da fastidio alla maggioranza delle persone della sinistra italiana non è il "marxismo" ma (i) il fatto che la sinistra italiana è percepita come un'accozzaglia di persone che litigano tra loro per puro narcisismo politico (ii) il fatto che nessun uomo politico di sinistra provenga da esperienze diverse da quella della carriera nei quadri di partito (iii) - purtroppo - che la società italiana di oggi, dopo 20 anni di berlusconismo è ormai intossicata da un germe chiamato "antiegualitarismo". Ogni discorso serio, illuministico, repubblicano, sull'eguaglianza delle opportunità di partenza, sui diritti delle minoranze, ecc. è percepito come "comunismo". E questa è una iattura di cui non sono certo i "marxisti" come li chiami tu i colpevoli.
3 April at 114
Marco Corazziari
io trovo che tenere conto del numero di vittime di un dittatore in politica interna sia fondamentale: io personalmente sono patriottico. Che vuol dire? che avverso i nazionalismi (vedi anche quelli scarsi militarmente come quelli mussoliniani) ma ovviamente ci tengo che il popolo italiano non venga trucidato ...ragion per cui Stalin e Mao non li consiglierei mai a dei buoni patrioti
3 April at 114
Stefano Beniamino Vaselli
" io trovo che tenere conto del numero di vittime di un dittatore in politica interna sia fondamentale: io personalmente sono patriottico. " no, non è fondamentale, purtroppo. I dittatori del novecento hanno massacrato i loro sudditi né più né meno dei loro predecessori tiranni delle epoche precedenti. Si svia l'attenzione dell'analisi da ciò che fa di un dittatore un dittatore, e non un tiranno orientale, un monarca medievale o un sovrano assoluto alla Luigi XIV. Il dittatore è un capo autoritario o totalitario. E' il totalitarismo come trasformazione di una società in una osmosi totale di popolo e stato il fatto più aberrante e diabolico dei dittatori del '900. I quali, ripeto, hanno avuto tempi diversi per attuare i loro massacri. Se Hitler fosse durato come Mao probabilmente avrebbe messo in pericolo la specie umana (pensa se avesse messo le mani sulle armi atomiche!).
3 April at 118
Stefano Beniamino Vaselli
Il problema con la pseudostoriografia del '900 è stato quel libraccio di cui oggi si stanno riscoprendo tutte le pecche sia statistiche che metodologiche che è "Il libro nero del comunismo". Ormai non lo cita più nessuno storico serio, perché è pieno di errori, e perché non vuole fare un discorso di storia ma di criminologia del passato - per lo più fatto male. E' in parte colpa di Nolte e del "nostro" De Felice se le cose sono andate così....
3 April at 12:00
Marco Corazziari
ci sarebbero troppe cose da dire ...ne riparliamo nei mesi a venire (sperando nel frattempo di iniziare a veder sorgere qualche bozza di organizzazione schiettamente azionista....)
per ora ti dico questo in sintesi prendendo spunto da questo che hai scritto:
"Per me Gaber non è un perfetto esempio di bravo studioso dell'ideologia. Terrei l'ispirazione dei poeti da una parte, e lo studio scientifico da una parte"
non credendo io che gli studi sociali siano scienza, penso che un poeta possa dirci molte più cose spesso dei supposti e sedicenti scienziati sociali
3 April at 12:02
Marco Corazziari
l'insubordinazione dei poeti alle ortodossie è proprio quel che manca alla sinistra per far politica
3 April at 12:03
Marco Corazziari
è un mito tutto di sinistra quello di poter rinchiudere la politica nella scienza ...ed è per questo che è impotente davanti ai populisti
la politica è politica, non è scienza
la politica è intuito, è tempismo, è capacità di leadership, è organizzazione, è disciplina ...ma quasi mai con la logica e con la scienza da sole ottieni organizzazione e disciplina in politica
ed è per questo che la politica contrariamente a ogni supposto marxismo è e resta un atto della volontà e un tiro di dadi
3 April at 12:07
Marco Corazziari
il marxismo ha creato il mito della calcolabilità dell'incalcolabile ...e ha fatto di più ...ha creato interi gruppi intellettuali preposti a farci i supposti oracoli "scientifici" su quel che sarebbe avvenuto in politica nel prossimo futuro
ma non c'è niente di più sbagliato per prevedere il futuro che ascoltare un vaticinio marxista
3 April at 12:09
Marco Corazziari
i marxisti in media non capiscono manco il passato, figurati il futuro
3 April at 12:10
Marco Corazziari
oggi c'è un motto marxista in giro che dice "noi saremo tutto"
è un vaticinio ridicolo ...al 90% quel "noi" incontrerà quasi solo problemi e non sarà affatto "tutto" ...anzi dovrà ringraziare se sarà ancora qualcosa e non sarà annullato del tutto
3 April at 12:12
Marco Corazziari
ed è anche per questo che non perdono gli azionisti che vanno a braccetto con le formazioni marxiste: non c'è peggiore suicidio politico
3 April at 12:13
Marco Corazziari
di Berlusconi, di Bossi, di Grillo ... i marxisti e chi - anche passato a ideali repubblicani (liberisti o meno) - viene da formazione marxista ...non ha mai capito nulla
il marxismo non può decifrare e combattere il populismo: perché il marxismo è una teoria economicista, mentre il populismo è una pratica attoriale
L'attore in politica (e la politica non è un'aula universitaria) vince sempre
3 April at 12:17
Stefano Beniamino Vaselli
Attenzione con l'antiscientismo. È molto diffuso tra i..... Marxisti (;-)).... Sono quelli come Diego Fusaro a dire cose come "la politica non è scienza". I postmoderni, i pensatori deboli. La politica non è solo Scienza è anche storia, prassi, caos indeterministico, non c'è dubbio, ma non è affatto vero che pensare alla possibilità della storia come scienza sociale sia un atteggiamento "di sinistra". Infatti non lo è. Persone diversissime tra loro come Marc Bloch e Jared Diamond pensavano e pensano che essa possa essere una scienza. E se li può essere la storia lo può essere anche la politica. Bobbio è stato un gigante della Scienza Politica. E non era certo un marxista.
Io non penso che questi poveracci siano la vera minaccia per la sinistra italiana.
La vera minaccia per la sinistra italiana è il suo incredibile rinnegamento della causa dell'uguaglianza delle opportunità, distinta dalla causa marxista dell'uguaglianza dei punti di arrivo, unito ad atteggiamenti ambigui sull'europeismo. Oggi assistiamo a una deriva anti-euro che ha dell'irrazionale. Economisti keynesiani che arrivano a candidarsi con la Lega Nord purché si arrivi a uscire dall'euro. E un Renzi che, magari in buonissima fede, mette una clericoreazionaria come la Giannini alla pubblica istruzione. Ecco, queste sono le cose che nuocciono alla sinistra, non certo partitini che, grazie all'italicum, alle prossime scompariranno.
3 April at 12:27
Marco Corazziari
rispondo con calma
per ora ti rispondo così ...io amo Bobbio ma quando lessi per un esame universitario il suo magnifico "saggi sulla scienza politica in Italia" feci una cosa ... corressi a matita vari punti in cui nel libro parlava di "scienza politica" e non di "studi politici" e incollai sul titolo in copertina un rettangolino di correzione
se il titolo era "saggi sulla scienza politica in Italia" dopo il mio ritocco il titolo in copertina era diventato "saggi sugli studi politici in Italia"
contrasto proprio l'uso del termine scienza: rende tronfi i professori (specie di basso livello) che tengono cattedre di ...studi ...sociali
io non rifiuto i metodi delle "scienze" sociali, ne rifiuto l'aura scientifica che si danno e inizio a discutere quest'aura da possessori della verità persino appunto dal nome che danno ai loro esami, libri e a quel continuo ripetere "scienze sociali" che per me è un modo per rincoglionire gli studenti di queste facoltà (studenti di cui io sono parte ma ho sempre avversato la pretesa scientificità di chi insegnava in questa facoltà)
Edited · 3 April at 14:22
Marco Corazziari
la storia poi è ancora meno scienza di altre branche sociali a tratti... mi spiace per Bloch e altri...
io ad es. sono un estimatore di Pareto un economista sociologo più che conservatore che io reinterpreto da sinistra
di lui discuto due cose: il fatto che applicasse le sue teorie per fare conservazione invece che progresso e che pretendesse di fare della sociologia una scienza: per il resto in larga parte concordo con lui
3 April at 14:25
Stefano Beniamino Vaselli
Vabbé. Prima leggiamoci tutta la letteratura sul tema, almeno prima di fare delle caricature scientistiche o positivistiche della pretesa di creare delle scienze sociali.
Io la penso in modo opposto e sto scrivendo un libro su questo argomento. Come ripensare la fondazione scientifica della storiografia su basi realiste e naturalistiche. Ovviamente per marxisti o storicisti non c'è trippa per gatti.
3 April at 14:28
Marco Corazziari
a me interessa contrastare i dogmatismi: per questo penso che l'azionismo più che su teorie si debba fondare sulla volontà precisa di minoranze organizzate
Cioè: non mi verrebbe mai in mente di fondarla su una "verità politica" che qualche azionista ha disvelato
Per me la politica è una presa di posizione, è rapporti di forza
Quindi dei gruppi si danno un'ideologia, si organizzano, etc... ma non è che hanno la verità ...ha semplicemente organizzazione e forza politica ...parlare di verità in politica crea i credo merkeliani e stalinisti appunto
io ho un approccio molto più sperimentale potremmo dire ...e proprio perché ho un approccio sperimentale non ho la presunzione di dire che la politica è scienza: anzi ...più il tuo approccio è sperimentale e più ti rendi conto che la politica non può essere sperimentale, ma anzi spesso è estro per vari versi ...
ovviamente deve esser fondato su dati per esser buona politica ...ma politica è battere un avversario che è più demagogo di te e per far questo non puoi solo avere i dati giusti, devi venderli meglio del tuo avversario. E se non sei in grado di battere anzitutto la sua immagine perderai. E questa non è scienza ...è tutt'altro
3 April at 149
Stefano Beniamino Vaselli
Esiste una scienza anche per questo, invece: si chiama "marketing". E paga!
3 April at 14:41
Marco Corazziari
siccome l'estro, le qualità di leadership non sono misurabili ...ecco che la scienza viene del tutto meno nel sociale ...perché quando uno come Berlusconi, come Grillo o come Napoleone entra in scena ...se tu non hai in mano le giuste leve emotive popolari ...questi sono attori che ti romperanno il sedere ...
guarda so che mi avresti risposto con il discorso del marketing ... ma la verità è che la politica di certi leader è oltre il marketing e non si impara più di tanto: è un fattore altamente "innatista" su cui l'istruzione può lavorare relativamente e cmq non ci può lavorare in tempi utili ...Bersani e Prodi possono fare tutti i corsi di marketing che vogliono ...non si prendono lo schermo come Grillo o Berlusconi.
In politica la genia degli attori, è una genia anzitutto di improvvisatori: l'improvvisazione in larga parte è un'arte innata
Ed è quell'arte che fa saltare i tuoi piani studiati a tavolino
3 April at 14:44
Marco Corazziari
il marketing non è una scienza cmq ...anzi fa proprio parte di quelle branche che più idioticamente ci si credono...
3 April at 14:47
Marco Corazziari
è una tecnica sociale ...non una scienza ... son cose molto diverse
3 April at 14:47
Stefano Beniamino Vaselli
Meno culto della personalità e più realismo. Berlusconi ha speso miliardi in analisi politologiche, di marketing, dove l'elettore veniva trattato come un consumatore e niente più. Dovresti leggerti i libri di Crespi sull'argomento. Meno romanticismo più realismo. Avere un approccio più sperimentale significa proprio questo. Pareto? A scientismo batteva tutti. E ha preso delle cantonate paragonabili a quelle di Marx.
3 April at 14:48
Marco Corazziari
ovviamente l'ideologia capitalistica ti vende il marketing per scienza ...ha bisogno di gasare e accecare i suoi venditori e dicendo loro che hanno in mano la scienza ci riesce: ma dir loro questo è un placebo finalizzato ad ottimizzare il loro credo di venditori ...non è una scienza
Tant'è che io conoscendola ...posso tranquillamente mandare a casa questi tizi e zittirli
sì sì Berlusconi ha speso miliardi in analisi di marketing, etc... ma non servono se poi non trovi l'uomo che te le traduce in carne... il populista è anzitutto questo
3 April at 140
Marco Corazziari
il Pd ha voglia a far ricerca di marketing ...la svolta populista il Pd non ce l'ha facendo ricerca di marketing ...ma quando toglie Bersani e Letta e mette un attore come Renzi ... Renzi per dire certe cose non usa manco i sondaggi: semplicemente è un populista. E' attore, è recita, è forma più che contenuto
Questa è l'essenza del populismo ...e su questo la storiografia può quasi solo prendere atto a posteriori
per questo io stimo gli arditi del popolo: non si risponde all'avanzare di ciò che è nefasto e non argomenta con gli argomenti. Si risponde con l'azione: si mutano cioè i rapporti di forza e si fa vacillare la sicumera del populista. Questa è l'unico linguaggio buono contro il populista
3 April at 144
Marco Corazziari
tanto quel che dice il populista non ha alcun valore, semplicemente perché non ha una relazione reale con ciò che pensa e ciò che è vero. E' una maschera...
3 April at 146
Stefano Beniamino Vaselli
Mah, secondo me Berlusconi è un fanatico anticomunista convinto. Forse il resto è una maschera, ma il fanatismo anticomunista è genuino ed è il suo punto di contatto con il piduismo e il neofascismo della ima repubblica.
3 April at 15:00
Marco Corazziari
sulla retorica di Berlusconi ci sarebbe molto da dire, proprio perché è una retorica incompresa a sinistra. A sinistra Berlusconi non può essere battuto per un motivo molto preciso: perché una % non irrilevante della sinistra è davvero comunista e perché l'essere anticomunisti in sé non è affatto una cosa sbagliata
Il mélange tra questi due elementi è letale ...perché la sinistra comunista non è ovviamente in grado di capire che sbaglia e al contempo affossa indirettamente la sinistra non comunista (che non ha mai avuto le palle per emanciparsi dalla sinistra comunista ....senza diventare liberista intendo... Sel sinora è il tentativo italiano riuscito meno peggio di scartare dall'ideologia comunista senza derive eccessivamente conservatrici e n.b. che siamo lontani cmq dall'aver visto una sinistra non comunista)
insomma il problema nel fronteggiare Berlusconi è che B. sull'anticomunismo dice qualcosa che in sé e per sé è giustissimo
La frode di Berlusconi è nel vendere come comunismo pure forze che comuniste non sono: e in questo B. lo fa apposta ...B. non vede reali pericoli comunisti (pericoli per la sua fedina penale e per i suoi mondi imprenditoriali e mafiosi sì ma ai pericoli comunisti non crede manco lui ) ma fa leva su quelli per compattare l'elettorato e la piccola media alta imprenditoria italiana autoctona
Qual è l'immane forza di B.? Lui sa perfettamente (come a suo modo lo sa oggi Casaleggio) che le sinistre comuniste e un tot intellettuali di riferimento marxista ...non riusciranno a fare autocritica e a superare il loro marxismo e sa anche che una parte del centrosinistra non riuscirà a divincolarsi in toto dall'ideologia marxista nelle strette di mano e nelle simbologie: a B. per ottenere consensi basta questo
Ed è proprio per questo che la sinistra comunista va lasciata al suo destino e va edificata una sinistra azionista che non abbia problema alcuno a dichiararsi anche anticomunista all'occasione
Perché solo dopo che hai eliminato un'ideologia realmente discutibile come il comunismo dalle tue fila puoi andare dal Berlusca e da Renzi e rigirarteli come frittelle ...non prima ...non prima perché saranno le tue stesse fila ad affossarti ...perché nelle tue fila insisti a tenerti i marxisti: e con i marxisti non si può far politica banalmente
3 April at 16:04
Marco Corazziari
il marxismo pone alle sinistre non comuniste sempre lo stesso problema ...
https://www.facebook.com/marco.coraz...?stream_ref=10
Marco Corazziari
ahò è incredibile 'sti grillini a questa palla che Grillo gl'ha raccontato… See more
3 April at 16:07
Marco Corazziari
nel momento in cui il concetto di sinistra viene egemonizzato dai comunisti ...è normale e persino giusto che poi arrivi qualcuno che dica ...io non sono né di destra né di sinistra.
Son proprio i marxisti ad aver messo le premesse per l'avanzata dei populisti che si dichiarano né di destra né di sinistra
Grillo se per metà è colpa di pd/pdl per l'altra metà è colpa dei marxisti
3 April at 16:09
Stefano Beniamino Vaselli
No, io penso che in Italia un certo anticomunismo non democratico e non disinteressato, diciamo pure un certo anticomunismo padronale, tipico di un individualismo proprietario e reazionario non ha più alcun diritto di esistere, se mai ne ha avuto. Intanto dobbiamo seguirr sempre il consiglio di John Locke, quando questi, nelle avvertenze al lettore del suo "Saggio" scrive che prima di mettersi a discutere di qualsiasi argomento bisogna dapprima intendersi sul significato delle parole che si vogliono portare nella discussione perché altrimenti si rischia di parlare a vuoto. Per me "comunismo" vuol dire dottrina e prassi politica violenta finalizzata ad una qualche rivoluzione politica allo scopo di instaurare una dittatura delle classi ritenute vittime di sfruttamento e diseguaglianza allo scopo di creare una società senza clsssi. Da questo punto di vista, ci piaccia o meno, la storia del movimento comunista in Italia è diviso in tre parti: da Livorno alla svolta di Salerno, da Salerno a Berlinguer, da Berlinguer alla Bolognina. Da Berlinguer alla Bolognina di fatto in Italia a volere la rivoluzione proletaria e la dittatura del proletariato sono, rispettivamente, una minoranza nel PCI, che andrà sempre più assottigliandosi, la sinistra extraparlamentare, e i gruppi armati terroristici, ovviamente con modalità diverse e opposte tra loro. Ma nessun autoproclamatisi comunista, a parte i brigatisti, che pure hanno ammazzato diversi iscritti al PCI, ha mai messo in atto un vero programma comunista. Ecco, allora contro questo pseudocomunismo, che ai tempi di Berlinguer era una serie di posizioni politiche molto più vicine alla socialdemocrazia di Palme o Kinnock che al comunismo vero e proprio quale "legittimo" anticomunismo poteva mai ergersi? La storia della strategia della tensione, del piano Solo, della P2, del suo progetto di "Rinascita democratica" oggi stranamente simile a quello che Renzi sta realizzando con le sue riforme ci racconta di come in Italia l'anticomunismo, a differenza di altri contesti come i paesi dell'est, dove si combatteva contro mostri come Ceausescu, era solo un pretesto per portare avanti progetti eversivi antidemocratici, antiegualitari, e antilibertari. Non dimentichiamo che, nel bene e nel male, la nostra Costituzione è stata scritta e ben scritta grazie anche ai comunisti italiani, e che grandi conquiste come lo statuto dei lavoratori, la legge sul divorzio (anche se li molti comunisti erano contrari!), la legge sull'aborto, i decreti delegati della scuola, la riforma del diritto di famiglia, la nascita di una scuola media superiore accessibile a tutti, sono stati possibili solo grazie ai comunisti italiani che hanno svolto, chi in buona fede chi per strategie politiche, il ruolo supplente di un partito Socialista di sinistra vero. In Italia gente come Gelli, Andreotti, i neofascisti, e poi Berlusconi non si sono certo opposti al comunismo con lo stesso spirito della rivoluzione ungherese del '56, o di Dubcek (che era comunista). Era un anticomunismo pretestuoso e antidemocratico.
3 April at 161
Marco Corazziari
mi piace Locke anche se era teista (e condannava gli atei... d'altronde erano altri tempi). Credo di conoscere quel saggio di Locke ...credo...
però su "John Locke, quando questi, nelle avvertenze al lettore del suo "Saggio" scrive che prima di mettersi a discutere di qualsiasi argomento bisogna dapprima intendersi sul significato delle parole che si vogliono portare nella discussione perché altrimenti si rischia di parlare a vuoto"
in politica c'è un problema ...le masse non ti permettono di definire i concetti e i simboli
i significati di simboli e concetti sono predeterminati dalle letture semplificatrici delle maggioranze silenziose e poi rinforzate da lobby varie
è sufficiente quindi che tra marxismo e stalinismo ci sia un legame chiaro per rendere irrilevante tutto quel che tu dici da un punto di vista COMUNICATIVO ...N.B. PARLO DI COMUNICAZIONE, PERCHE' I PROGRESSI DEMOCRATICI E DI DIRITTI SPECIFICI CHE TU INDICHI COME GUADAGNATI ANCHE GRAZIE ALL'APPORTO DI GENTE DEL PCI SONO PROGRESSI DA DIFENDERE OVVIAMENTE E DEI QUALI SIAMO SINGOLARMENTE GRATI A CHI NEL PCI LI PROMOSSE
poi va precisato che il Pci nel momento in cui non è rivoluzionario e gareggia nel parlamento repubblicano non è un vero partito comunista (anche se spalleggiava cmq l'Urss e da questo era spalleggiato)
per il resto ...chiaro che Berlusconi e Gelli e Renzi stesso usano il concetto comunista per proporre panorami o addirittura antirepubblicani (come B. e Gelli) o di distruzione progressiva del welfare e dei controlli democratici (vedi Renzi) e che quindi il loro anticomunismo è spesso pretestuoso
Ma il problema è un altro: è che finché le ideologie e simbologie comuniste continuano ad esser tollerati a sinistra ... i populisti conservatori se non neofascisti avranno modo di usare l'arma retorica anticomunista
E' per questo che l'anticomunismo deve divenire quantomai chiaro nella sinistra stessa
Solo a quel punto sarà per forza palese che quello di Renzi, Berlusconi, Grillo, Gelli ...è un raggiro a fini conservatori (se non neofascisti per il caso di B. e Gelli)
finché i comunisti si mischiano all'azione socialdemocratica e la macchiano con le loro problematiche idee, i neofascisti, gli illiberali e i populisti non possono essere portati allo scoperto
i neofascismi, gli illiberali e i populisti scelgono grossi capri espiatori che hanno in parte reali colpe (vedi i comunisti) per mascherare le loro stesse trame illiberali, conservatrici e neofasciste
l'antico studioso di guerra e condottiero Sun Tzu spiega molto bene quel che si deve fare in queste situazioni: se il nemico ha preparato una trappola ...bisogna che la trappola scatti addosso al nemico. E' lui che deve finirci dentro, non il progresso
E per far scattare la trappola addosso al nemico
- bisogna sentire per tempo l'odore della trappola
- bisogna far uscire il nemico allo scoperto
quindi ... il marxismo deve essere espulso dalla sinistra
Edited · 3 April at 17:02
Stefano Beniamino Vaselli
Ma, per me il marxismo come ogni cosa che è datata non va espulsa, è stata semplicemente eliminata tramite le fisiologiche vie biliari della storia. Forse qualche calcolo biliare o renale che non vale neppure la pena operare. Purché resti irrinunciabile il principio dell'eguaglianza delle opportunità di partenza come fondamentale per realizzare la possibilità di una vera libertà per tutti.
3 April at 17:07
Marco Corazziari
in politica caro Stefano anche se il movente reale è materiale/economico nel momento dello scontro politico le idee (e ancor più delle idee i simboli e l'immaginario connesso) hanno un peso: e la verità è che l'idea comunista non è affatto tramontata
chi fa politica si relaziona con le masse, relazionarsi con le masse vuol dire relazionarsi con il loro immaginario e nell'immaginario delle masse (che è poi quello ripreso e alimentato in un verso o nell'altro dai politici e in specie dai populisti e ovviamente dal quarto potere mediatico) la falce e martello vuoi come terrore vuoi come utopia desiderata è più che presente
se tu hai di fronte tre partiti a guida populista (come di fatto è) che fanno della comunicazione semplificata e a slogan il loro cavallo di battaglia devi capire che una parte non piccola della lotta politica concerne l'immaginario non le definizioni di Locke e ciò che è storiograficamente corretto se portato a un discreto livello d'analisi
l'ideologia marxista se la socialdemocrazia vuol procedere in avanti va espunta completamente dall'immaginario sociale politico ... non solo perché è un'ideologia sbagliata, ma perché per giunta l'ideologia marxista è la più grande amica di fascisti, illiberali e conservatori
Praticamente essere, nella realtà come nell'immaginario, mischiati al marxismo è come stare in guerra di trincea la notte passeggiando in piedi davanti alla tua trincea e mettendoti segnali luminosi e acustici addosso per spiegare bene ai nemici dove sparare per abbatterti al meglio
Solo un tonto non lo capisce ...e pare che a sinistra ci siano troppi tonti
Edited · 3 April at 17:18
Stefano Beniamino Vaselli
Facciamo un censimento (dei marxisti, dei tonti, e, indirettamente, anche dei fissati monomaniacali). Vediamo come va (a proposito del metodo sperimentale). Poi ne riparliamo. ok?
3 April at 175
Marco Corazziari
l'immaginario non ha a che vedere con i censimenti, ha a che vedere con desideri e paure
una cosa che ti è indifferente anche se è grossa non la vedi, una cosa minuscola che ti attrae o fa paura per te sarà gigante
questa è la regola dell'immaginario collettivo: non ha a che vedere con l'obiettività
a chi fa politica l'obiettività in media interessa molto poco, per la semplice ragione che l'obiettività non c'entra con le masse e chi fa politica si occupa di masse
3 April at 17:44
Marco Corazziari
in questo senso non c'è molto da parlare per la semplice ragione Stefano che le regole dell'immaginario non le stabiliamo io e te. Sono date: semplicemente c'è chi l'immaginario lo usa meglio e chi peggio. I populisti usano l'immaginario in modo interessato, a suo modo perverso, ma geniale. Hitler a suo modo è esemplare al riguardo credo...
3 April at 17:46
Marco Corazziari
quel che intendo dire è che la tavolozza archetipica di riferimento in politica è l'unica cosa che nessun singolo politico sceglie
la tavolozza degli archetipi, dei totem e dei tabù politico, morali, sociali, religiosi è data e prefissata: puoi solo imparare a gestirla al meglio ...ma non puoi sceglierla
quando sei nato in un Paese e in un data epoca storica questa tavolozza d'archetipi politici e antropologici è in massima parte data e totalmente super-individuale
3 April at 170
Marco Corazziari
ad es. il tuo amato Locke se non erro parlava di condanna a morte per quelli come me ... parlava di condanna a morte per gli atei
i totem e i tabù di ogni periodo storico non sono discutibili nei termini che tu pensi...
3 April at 173
Marco Corazziari
Rammstein - Rosenrot (Official Video) HD - YouTube
Rammstein - Rosenrot (Official Video) HD
youtube.com
3 April at 173
Marco Corazziari
oggi probabilmente la ragazza del video dei Rammstein sarebbe andata via di casa ma non avrebbe fatto ammazzare i genitori (stimo che siano i genitori ...sono possibili altre interpretazioni ma non è poi così rilevante) dal prete con un pretesto ... ieri forse il suo unico modo di liberarsi da un oppressione era quello che vedi nel video
gli stratagemmi sono arte complessa: anche a questo Sun Tzu dedica apposito spazio nei suoi studi
chi non conosce totem e tabù della propria epoca non può far politica né tantomeno fronteggiare i populisti che di totem e tabù sono espertissimi
3 April at 177
Stefano Beniamino Vaselli
Si, okay, ma allora de che stamo a parlà? Se domani qualcuno si alza e mi da del monarchico perché glielo dice il suo immaginario io non divento, ipso facto, un monarchico. Non è che possiamo dire di chiunque quello che pensiamo che egli sia. Servono criteri oggettivi. Altrimenti diviene tutto un delirio relativista e decostruzionista. Per me in Italia l'ammontare dei comunisti come li ho definiti io, in ossequio al criterio del "caro Locke" non supera, a voler essere generosi, il 2%. Quindi, se proprio hai tempo da perdere, datti pure alla caccia al marxista. Al momento io trovo molto più pericoloso il dilagare del neoliberismo antikeynesiano con cui si stanno distruggendo le basi di ogni legittimo ricorso a politiche inflazionistiche e di investimento pubblico nei settori di vitale importanza per la nostra repubblica: sanità, scuola, sicurezza interna, tecnologia, informatizzazione. Questo a fronte di una situazione oggettiva: dal 2000 ad oggi ben 834 miliardi di euro non sono stati pagati in tasse. Un terzo del debito pubblico. Ecco, riflettiamo su questo. Io temo più gli evasori fiscali che i marxisti. Scusa, ma questa è la mia opinione, poi possiamo continuare a parlare per altre 50 pagine.
3 April at 178
Marco Corazziari
"Se domani qualcuno si alza e mi da del monarchico perché glielo dice il suo immaginario io non divento, ipso facto, un monarchico"
si vede che di Pareto capisci molto poco: il problema vedi in politica non è se tu sia veramente un monarchico o meno ma se il tuo avversario riesce a fare in modo da farlo credere alle masse.
tu dici "perché glielo dice il suo immaginario" ...vedi che proprio non capisci ...il populista non ha immaginario proprio (anzi forse è per eccellenza l'uomo senza immaginario il populista visto che si deve mescolare a tutti gli immaginari esistenti) ...usa l'immaginario collettivo ...non è il suo ...anzi può essere intimamente convinto che tu non sia affatto monarchico mentre ti accusa in pubblica piazza di esserlo
lo scopo del populista non è mai stata la verità: lo scopo del populista ...RIVEDI IL VIDEO DEI RAMMSTEIN PLEASE ... E' ....IL ROGO!!!
3 April at 18:03
Stefano Beniamino Vaselli
"il problema vedi in politica non è se tu sia veramente un monarchico o meno ma se il tuo avversario riesce a fare in modo da farlo credere alle masse." Ecco perché combatto questo modo SOFISTICO di intendere la politica. Mi sembra che senza tirare in ballo il povero Pareto (a proposito: Kenneth Arrow, Nobel per l'economia nel 1973 e Amartya Sen, Nobel nel 1998, hanno fatto a pezzi il concetto di "Ottimo paretiano" in Economia, sapevatelo!) si possa fare memoria di come Socrate smonta la pretesa di Trasimaco di dimostrare che nella Poleis quel che conta non è la verità e il bene, ma la legge del più forte, cioé, in questo caso, la capacità di far pesare il proprio potere di convincere le masse. E' un fatto filosofico, Marco. da una parte ci siamo io, Socrate, Platone, Aristotele, Maritain, dall'altra parte ci siete tu, Callicle, Trasimaco, la tradizione sofistica e Nietzsche. Preferisco la mia compagnia, se permetti.
3 April at 18:10
Marco Corazziari
Socrate è morto ammazzato
3 April at 18:12
Stefano Beniamino Vaselli
Ma ha avuto una vita giusta e degna. E oggi tutti lo ricordiamo, invece Anito, chi se lo incula?
3 April at 18:12
Marco Corazziari
non si fa politica con la filosofia, i buoni politici conoscono la filosofia ma in media non la usano
Socrate è passato alla storia come filosofo non come politico
io sto parlando di far politica non di far filosofia
riporto sempre il passaggio del grande Lippmann all'inizio del suo geniale "L'opinione pubblica"
- una nave con un timoniere presuntuoso e idiota sta andando contro degli scogli anche se non sono ancora chiaramente in traiettoria
- i marinai sono ubriachi, ridono isterici e giocano a carte
- sulla nave c'è Platone che essendo dotto ha capito che la nave è diretta contro gli scogli. Ha fatto una mappa in cui tutti i calcoli che portano allo schianto sono ben calcolati
Ora Lippmann fa una domanda al suo lettore: cosa deve fare Platone?
Deve andare dai marinai ubriachi e convincerli che il timoniere sbaglia? Lippmann dice di no
Deve andare dal timoniere presuntuoso e idiota e mostrargli la mappa con i calcoli? Lippmann dice di no
Lippmann dice che se si vuole trarre la nave in salvo Platone deve prendere un fucile e puntarlo contro il timoniere e ordinargli di seguire i suoi ordini
Questa è la differenza tra la filosofia e la politica ci dice grosso modo Lippmann (era un progressista eh, non un bombarolo o un terrorista Lippmann ci tengo a precisarlo)
3 April at 18:20
Stefano Beniamino Vaselli
Ma la buona politica e la buona filosofia politica hanno una cosa in comune: la ricerca di una vita giusta condivisibile per tutti e il rifiuto di chi utilizzi la menzogna come arma politica. Ti consiglio di leggere di Hannah Arendt "Verità e menzogna in politica", molto bello (non a caso prende spunto da "Verità e menzogna in senso extramorale" di NIetzsche, per confutarlo). Le riflessioni che hanno dato spunti per la nascita degli "studi sociali" o "Politici" sono tutte, genuinamente, filosofiche. Non a caso Amartya Sen insegna filosofia morale ad Harvard, oltre che economia.
3 April at 18:26
Marco Corazziari
non ho problemi a dire che a me interessa la politica ben più che la filosofia e che Nietzsche non si è mai occupato strettamente di politica ma di altro
3 April at 180
Stefano Beniamino Vaselli
A me interessa la verità. "La verità vi farà liberi" (Giovanni).
3 April at 181
Marco Corazziari
ok, mentre vi occupate della verità non vi lamentate se vi tolgono la libertà però
3 April at 182





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